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I miei guai con Windows 10 - continua

Per un po’ le cose sono andate benissimo. Poi mi son deciso di passare ad una foto camera mirrorless Olympus che porta in dote un formato RAW diverso dalla Nikon, che ho scoperto pare essere supportato nativamente in Windows 10, e son cominciate le tribolazioni. Non mi sono mai irritato così tanto davanti ad un PC negli ultimi sei mesi a mia memoria.

  1. ho provato ad installare l’app di Olympus, scritta da tabaccai, che ha cambiato alcuni default in maniera sbagliata. Ha ad esempio impostato come applicazione di default Windows Live Gallery che sul mio PC non solo non è installata, ma dovrebbe essere persino incompatibile
  2. ho cercato di cambiare l’app di default, usando tasto destro, open with. Explorer si incaglia, un reboot sistema le cose
  3. installo IrfanView, explorer torna ad incagliarsi. Reboot su reboot.
  4. nel frattempo l’accesso al server SMB incomincia ad essere ballerino
  5. perdo la pazienza e tento un System Restore: parte, si riavvia e
    system-restore-did-not-complete-successfully-windows-10
    Inutile tentare la scelta di un restore point diverso (molto pochi, chissà dove sono finiti gli altri). Non c’è verso
  6. seguo un paio di guide su come resettare le app di default, ma ogni volta che si apre una finestra di configurazione CazzonUI o è un giramento di palle continuo o è vuota

Alla fine me la son cavata installando questa roba qui ($10 ottimamente spesi), salvo scoprire la fragilità dei thumbnail di Windows Explorer, problema che viene da ben molto lontano.

Sinceramente con un Windows “installato fresco” non ci ho mai litigato così tanto dai tempi di Windows 95 beta. Se potessi tornerei a Windows 7 in un batter d’occhio, le poche feature interessanti non compensano assolutamente la sensazione di aver a che fare con un sistema ostile che ha bruciato un paio d’ore della mia vita e che ancora dovrebbe essere poco stabile.

Riformatto?

-quack

Pubblicato venerdì 19 gennaio 2018 alle 7:47 PM - 0 commenti so far
Archiviato in: Windows

Fitbit SDK: come fare tutto sbagliato

Solo qualche mese fa dicevo:

L’unico alibi che posso immaginare è che abbiano rilasciato un qualcosa di piccolo e ben curato in attesa di migliorare e perfezionare il resto

All’epoca per sviluppare una app per FitBit Ionic era necessario installare un firmware beta. Poi ad un certo punto hanno rilasciato il tutto ed è cominciato il mio stupore.

  1. innanzitutto la scelta di usare JavaScript al posto di altro. Se usi un linguaggio da tabaccai, mi lasci pensare che l’audience dell’SDK sarà formata da tabaccai (ed infatti…)
  2. hanno deciso di rilasciare un SDK monco: è impossibile scrivere un’applicazione nativa che comunichi con l’orologio (push). Per fare una cosa del genere c’è bisogno di una companion app che faccia polling
  3. la comunicazione tra companion app e orologio è completamente bacata. Come un prodotto che non è stato MAI TESTATO. Se l’orologio manda due messaggi consecutivi alla companion app, il primo arriva a destinazione, il secondo “si perde” nell’etere. Nel verso opposto le cose vanno un po’ meglio, ma se l’app muore nel 99% dei casi lo stack bluetooth è completamente fottuto (nessun’altra app può comunicare)
  4. il supporto è affidato alla community in cui la partecipazione aziendale ha il sapore di “vi piscio in testa e vi dico che piove” con totale mancanza di trasparenza
  5. il debugging è limitato a “printf(valore)” e l’IDE che è online online è incredibilmente primitivo

Sembra il classico errore di Microsoft che entra in un mercato nuovo, offrendo meno feature della concorrenza e al tempo stesso ostentando l’arroganza di chi il mercato l’ha già monopolizzato, come quando fecero il funerale all’iPhone.

Spero le cose cambino in fretta, io l’affarino che mi permette di sincronizzare passi e challenge con FitBit ce l’ho sempre pronto. Se mi girano torno a Garmin, che con l’ultimo device ha fatto un gran lavoro, o passo ad un Casio Android Wear. L’WSD-F20 sembrerebbe un ottimo dispositivo, costo allucinante a parte.

-quack

Pubblicato giovedì 11 gennaio 2018 alle 9:40 PM - 0 commenti so far
Archiviato in: Cazzate, Software

Onoreficenze

Una delle cose carine che rende più nerdoso lavorare per Google è la pagina personale con un elenco di onoreficenze (tradotto: badge). Ce ne sono tra le più disparate, legate ad esempio alle ultime cifre del numero delle proprie changelist, altre più frivole e così via.

Ieri mi è capitato di cambiare, in un file di configurazione, la sequenza ‘vk’ con ‘vj’. Ho detto scherzosamente ai miei colleghi che, essendo la CL più piccola della mia carriera in Google, avrei meritato un badge. Loro altrettanto scherzosamente mi hanno risposto che c’è qualcosa di più piccolo di un singolo carattere… un bit!

A quel punto ho controllato ed effettivamente la contiguità delle lettere ‘j’ e ‘k’ grazie ad una probabilità del 50% mi ha permesso di realizzare l’achievement. Di più: un badge già esiste ed è dedicato a chi sistema un baco grazie ad una modifica di un solo bit. Presto fatto ho aperto un baco di solito non necessario per modifiche di configurazione e mi son messo in attesa del badge che è arrivato. Eccolo qui in tutta la sua meravigliosa gloria:

1bitbugfix

-quack

Pubblicato giovedì 14 dicembre 2017 alle 3:31 AM - 1 commento so far
Archiviato in: Codice, Cazzate

Apple languages

Da "iOS Programming: The Big Nerd Ranch Guide” terza edizione.

In general, when you have a property that points to an instance of a class that has a mutable subclass (like NSString or NSArray), it is safer to make a copy of the object to point to rather than pointing to an existing object that could have other owners.

Agli arguti lettori il compito di segnalare cosa c’è di grave nella frase di cui sopra. Suggerimento: ci si metta nei panni dello sviluppatore di una libreria.

-quack

Pubblicato martedì 28 novembre 2017 alle 2:30 AM - 0 commenti so far
Archiviato in: Codice, Cazzate

Keyboard upgrade

Premessa: mi piacerebbe avere un altro slot PCI-express per aggiungere un’altra scheda grafica da dedicare ad una nuova macchina virtuale aggiuntiva, ma la mia scheda madre non ha più slot disponibili. Visto che il Cray-1 comincia a mostrare i segni dell’età, essendo nato circa sei anni fa e pensato per uno spazio molto più ristretto dell’ufficietto che ora ho a disposizione, avevo cominciato a guardarmi intorno e chiedermi se semplicemente fare l’upgrade della scheda madre (cambiando case e passando al raffreddamento liquido) o più semplicemente fare un upgrade più sostanzioso grazie ai nuovi processori Intel Xeon W.

In attesa spasmodica che il primo Xeon W-2123 arrivi sul mercato e decidere se fare o no il super upgrade, ho cominciato a fare piccoli miglioramenti: un monitor da 27” IPS e – da oggi – una nuova tastiera ergonomica. Al momento il Cray-1 è controllato da una tastiera tradizionale ma retroilluminata, compromesso accettabile in quanto non ci passo molto tempo collegato via terminale.

Sul lavoro è diverso.

Fino a ieri, l’unica opzione era LA tastiera. Recentemente ho cambiato team e scrivania e il nuovo porta-tastiera è un po’ piccolo per la Ergo-4000. Ho deciso di capitolare e passare alla Ergo Sculpt:

ErgoSculpt

Sono solo poche ore e devo dire che, nonostante la corsa dei tasti sia più breve, la migliore posizione ergonomica dovuta alle dimensioni più contenute non mi dispiace affatto. Al mouse ergonomico però devo ancora abituarmici.

Tre dei miei colleghi ci si trovano benissimo, cosa alquanto rara per qualcuno che passa da una tastiera tradizionale e ciò mi ha convinto a fare il salto.

Questo post in fin dei conti è un test di battitura e posso dire che finora non ho nessun rammarico.

-quack

Pubblicato venerdì 10 novembre 2017 alle 7:46 PM - 0 commenti so far
Archiviato in: