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Onoreficenze

Una delle cose carine che rende più nerdoso lavorare per Google è la pagina personale con un elenco di onoreficenze (tradotto: badge). Ce ne sono tra le più disparate, legate ad esempio alle ultime cifre del numero delle proprie changelist, altre più frivole e così via.

Ieri mi è capitato di cambiare, in un file di configurazione, la sequenza ‘vk’ con ‘vj’. Ho detto scherzosamente ai miei colleghi che, essendo la CL più piccola della mia carriera in Google, avrei meritato un badge. Loro altrettanto scherzosamente mi hanno risposto che c’è qualcosa di più piccolo di un singolo carattere… un bit!

A quel punto ho controllato ed effettivamente la contiguità delle lettere ‘j’ e ‘k’ grazie ad una probabilità del 50% mi ha permesso di realizzare l’achievement. Di più: un badge già esiste ed è dedicato a chi sistema un baco grazie ad una modifica di un solo bit. Presto fatto ho aperto un baco di solito non necessario per modifiche di configurazione e mi son messo in attesa del badge che è arrivato. Eccolo qui in tutta la sua meravigliosa gloria:

1bitbugfix

-quack

Pubblicato giovedì 14 dicembre 2017 alle 3:31 AM - 1 commento so far
Archiviato in: Codice, Cazzate

Apple languages

Da "iOS Programming: The Big Nerd Ranch Guide” terza edizione.

In general, when you have a property that points to an instance of a class that has a mutable subclass (like NSString or NSArray), it is safer to make a copy of the object to point to rather than pointing to an existing object that could have other owners.

Agli arguti lettori il compito di segnalare cosa c’è di grave nella frase di cui sopra. Suggerimento: ci si metta nei panni dello sviluppatore di una libreria.

-quack

Pubblicato martedì 28 novembre 2017 alle 2:30 AM - 0 commenti so far
Archiviato in: Codice, Cazzate

Keyboard upgrade

Premessa: mi piacerebbe avere un altro slot PCI-express per aggiungere un’altra scheda grafica da dedicare ad una nuova macchina virtuale aggiuntiva, ma la mia scheda madre non ha più slot disponibili. Visto che il Cray-1 comincia a mostrare i segni dell’età, essendo nato circa sei anni fa e pensato per uno spazio molto più ristretto dell’ufficietto che ora ho a disposizione, avevo cominciato a guardarmi intorno e chiedermi se semplicemente fare l’upgrade della scheda madre (cambiando case e passando al raffreddamento liquido) o più semplicemente fare un upgrade più sostanzioso grazie ai nuovi processori Intel Xeon W.

In attesa spasmodica che il primo Xeon W-2123 arrivi sul mercato e decidere se fare o no il super upgrade, ho cominciato a fare piccoli miglioramenti: un monitor da 27” IPS e – da oggi – una nuova tastiera ergonomica. Al momento il Cray-1 è controllato da una tastiera tradizionale ma retroilluminata, compromesso accettabile in quanto non ci passo molto tempo collegato via terminale.

Sul lavoro è diverso.

Fino a ieri, l’unica opzione era LA tastiera. Recentemente ho cambiato team e scrivania e il nuovo porta-tastiera è un po’ piccolo per la Ergo-4000. Ho deciso di capitolare e passare alla Ergo Sculpt:

ErgoSculpt

Sono solo poche ore e devo dire che, nonostante la corsa dei tasti sia più breve, la migliore posizione ergonomica dovuta alle dimensioni più contenute non mi dispiace affatto. Al mouse ergonomico però devo ancora abituarmici.

Tre dei miei colleghi ci si trovano benissimo, cosa alquanto rara per qualcuno che passa da una tastiera tradizionale e ciò mi ha convinto a fare il salto.

Questo post in fin dei conti è un test di battitura e posso dire che finora non ho nessun rammarico.

-quack

Pubblicato venerdì 10 novembre 2017 alle 7:46 PM - 0 commenti so far
Archiviato in:

Fitbit ionic: il buono, il brutto, il cattivo

Ho recuperato un Fitbit Ionic, al momento il dispositivo supportato (*) di questo tipo più allineato alle mie esigenze di utente e utilizzatore di iPhone.IMG_2386 Piccola recensione nel solito e familiare formato BBC, buono/brutto/cattivo

Buono

  • È il primo device Fitbit di questa categoria ad essere completamente impermeabile e subacqueo
  • È molto meno brutto di quanto sembri in foto
  • È più piccolo di quanto sembri in foto, cioè non è un televisore da 56”
  • La durata della batteria, per il mio utilizzo, è più che decente e va facilmente oltre i cinque giorni
  • È dotato di wi-fi e propriamente configurato questo è un piccolo plus
  • È dotato di storage on board e tecnicamente potrei correre musicalmente attorno al mio isolato senza bisogno di portarmi appresso il telefono; all’atto pratico inutile in quanto senza telefono non andrei da nessuna parte
  • Il display è luminoso e fatto molto bene
  • Qualità Fitbit, credo i migliori nel campo per accuratezza e rilevamento gesture: alzo il polso e il dispositivo si illumina
  • Il cinturino si sgancia facilmente quando serve; l’ho sostituito con un affare del genere

Brutto

  • Costicchia
  • Niente smart-alarm, una figata di Pebble a cui mi ero facilmente abituato
  • Il cavetto di caricamento costringe a tenere il dispositivo in maniera angolata. Sarebbe stato meglio un supporto piatto

Cattivo

  • SDK

Sull’SDK, che non merita certo questo titolo, ci sarebbe parecchio da ridire. L’unico alibi che posso immaginare è che abbiano rilasciato un qualcosa di piccolo e ben curato in attesa di migliorare e perfezionare il resto. Però mi sarei immaginato che l’acquisto dell’IP di Pebble portasse più cartucce nel paniere degli sviluppatori. Siccome manca ancora un App Store e la competizione nel settore tra Apple e Android watch è serrata mi aspetto un’evoluzione molto rapida in tempi brevi. Al momento ad esempio non è possibile creare applicazioni native iOS che abbiano una controparte nell’orologio, lacuna che a me sembra molto grave; lo dimostra il fatto di essere una delle feature più richieste dai dev. Devo però osservare che gli sviluppatori Fitbit sembrano essere in ascolto e nel frattempo spero di aver trovato il dispositivo definitivo.

-quack

(*) Un’app Fitbit per Pebble sarebbe stato il massimo. Non capisco perché fare un passo avanti e tre indietro.

Pubblicato venerdì 20 ottobre 2017 alle 10:55 PM - 5 commenti so far
Archiviato in: Hardware

I perboli

Il più grande repository Git del pianeta, con 3 milioni di file. Ovviamente se si esclude quello di Google, che ne ha 2 miliardi. Tre milioni vs. due miliardi, in tutto tre ordini di grandezza.

Per non parlare della tecnologia avanzatissima di GVFS, che fa girare git status sulla grandissima code base di Windows in meno di 11 secondi! Wow.

Effettivamente oggi si può dire che la Microsoft che ho lasciato 5 anni fa è definitivamente morta: allora sono stato quasi cazziato perché volevo usare il codice prodotto da TinyPG, dopo aver ovviamente ricevuto l’OK dall’avvocato del team, in Windows Performance Analyzer (*) tacciandomi di aver messo in pericolo la code-base di Windows.

Oggi dopo SLiMe (fatto in casa), Visual Source Safe (fatto in casa), TFS (fatto in casa) e Source Depot (comprato via codice sorgente) è la volta della conversione a Git, come un San Paolo qualsiasi sulla via di Damasco.

-quack

(*) questo l’ho inventato io: flexible precision on float literals for equality operations is supported. Precision is based on the number of decimal digits that the query contains.

Pubblicato giovedì 25 maggio 2017 alle 9:21 PM - 7 commenti so far
Archiviato in: Microsoft