In passato ho sempre pensato che non esistessero decisioni sbagliate, ma che in fondo ciascuno di noi decida basandosi su informazioni incomplete che col senno di poi fanno sembrare tali decisioni stupide.
Da un po’ di giorni invece comincio a ricredermi. C’è qualcuno che, nonostante sia chiaro e limpido come il sole, preferisce prendere decisioni stupide salvo tornare sui propri passi. Ad esempio rientra in tale sfortunata casistica la scelta di spezzare il search di Windows 8 in tre categorie chiedendo all’utente di fare un ulteriore sforzo mnemonico: scelta qualificabile come stupida senza se e senza ma.
Oggi poi mi soffermavo su questo paragrafo riguardo Firefox:
The company was ideologically opposed to this, due to H.264's patents and royalties, but came to realize that it was a practical necessity, especially for Firefox OS. H.264 video is abundant, and is unambiguously "the winner" of all the current major video codecs. Consequentially, H.264 is widely supported in hardware, enabling battery-efficient hardware-accelerated playback of H.264 video. For Firefox OS to be viable, it had to support this codec and this hardware.
La parte evidenziata era già evidententissimamente vera nel momento in cui Mozilla ha deciso di non supportare H.264. Ma a questo punto che si aspettavano dopo che anche Chrome aveva deciso di supportare tale formato?
Che senso ha l’idealismo fatto sui mezzi di produzione? Neanche Marx si era spinto a tanto. E poi: ma avranno costoro imparato qualcosa?
-quack
Il mio geek preferito, Stallman, disse:
If the DRM is implemented in the operating system, this could result in distribution of works that can't be played at all on a free operating system such as GNU/Linux.'
Oggi giorno, nei paesi dove Netflix è disponibile, questo dovrebbe risultare palesemente falso. Netflix è disponibile su Windows e OSX perché MS non ha intenzione di rilasciare Silverlight – dichiarato ufficialmente moribondo – per Linux.
Netflix ha pure chiaramente detto che, se l’HTML5 supportasse il DRM, non avrebbero problemi a far girare la loro app in HTML5. Questo significa che se il DRM fosse parte dello standard, ci sarebbero più contenuti disponibili per Linux.
Al contrario: oggi siccome l’unica via per il DRM è il software propretario è possibile distribuire contenuti che non possono essere riprodotti su sistemi “liberi”; che è appunto il contrario di quello che Stallman dice.
Vista l’evidente falsità logica di quello che dice, rimane la domanda sul perché. Solo talebanesimo?
-quack
Qui in Intentional il modello di sviluppo è abbastanza flessibile. Però ogni mattina c’è un meeting in cui ognuno racconta quello che ha fatto il giorno precedente e quello che farà nelle successive ore lavorative. Nei miei primi meeting mi sembrava di essere sbarcato su un altro pianeta: oltre allo slang tipico aziendale, c’era da assorbire uno strato abbastanza spesso di notazione ungherese.
Durante uno di questi meeting ho ascoltato per la prima volta le parole tribal knowledge per descrivere un insieme di conoscenze tramandato per via di esperienza lavorativa di gruppo, magari tramite striminzita documentazione scritta.
Era un concetto che nel tempo ho inconsciamente assimilato e già conoscevo e a cui veniva per la prima volta associata una definizione pseudo-formale. La tribal knowledge esiste ovunque ma è estremamente preponderante nei progetti software, secondo una visione estremamente personale della cosa.
Personalmente è il motivo per cui, il rilascio di software tramite codice sorgente, è irrilevante rispetto alle metriche di qualità. Chi ha a disposizione codice sorgente può chiaramente modificarlo, ma molto difficilmente migliorarlo senza assorbire la tribal knowledge necessaria laddove le modifiche da apportare non siano estremamente semplici. TK fatta di “se cambi questo parametro vai ad incidere su questo fattore che non è assolutamente ovvio, in quanto abbiamo fatto delle prove e scoperto che”.
Bottomline: avere il codice sorgente è senz’altro un valore in più, ma non si dovrebbe barattare per nessun’altra qualità del software che si va ad usare.
-quack
(DSL inteso come Domain Specific Language)
Quello che fa l’azienda per cui lavoro oggi, e per otto mesi la mia principale mansione lavorativa, è un po’ difficile da spiegare. Per fortuna ci sono diversi testi sull’argomento. Ne elenco qualcuno in ordine di apparizione temporale.
Generative Programming, conosciuto come il black and white book. Nel libro, pubblicato quasi tredici anni orsono, c’è un capitolo dedicato all’Intentional Programming quando questa tecnologia faceva ancora capo a MS Research. Vi si parla anche di Lutz Roeder, autore di Reflector.Net, che allora era un elemento del team.
Domain-Specific Languages, di Martin Fowler. In questo libro c’è un capitolo dedicato ad una versione precedente dell’IDW, Intentional Domain Workbench.
L’ultimo e più aggiornato, oltre al fatto ampiamente apprezzabile di essere disponibile come PDF donationware, è DSL Engineering. Il PDF è scaricabile a questa pagina. L’ultimo capitolo è dedicato all’IDW con un esempio molto pratico di creazione di un DSL da zero. Ottima lettura!
-quack
Giorni fa sono incappato in questo post. È scritto da uno dei fondatori del team xbox di MS, quello che della xbox ha scelto il nome.
Poi io uso la mia xbox una volta al mese. Prima di giocare devo fare xbox update, update delle app e un balletto di reboot piuttosto noioso e lunghetto.
Una volta le console le accendevi e giocavi ed è – penso – il principale motivo di acquisto da parte di chi ha già un PC.
Che tristezza