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La valigia dell'emigrante

Quest'anno, anche in virtu' del fatto che si spera di tornare in vacanza in estate, la valigia dell'import era decisamente piu' leggera.

  • formaggi (tra cui le due stracciatelle sequestrate)
  • la serie quasi completa di montalbano (coincidenza delle coincidenze, siccome la raccolta e' cominciata in ritardo mi mancano solo gli unici due film che non ho ancora visto)
  • la raccolta della smorfia (era uscita tempo fa in videocassetta, ma in DVD e' un'altra cosa)
  • un libro ("il maiale che vuole essere mangiato")

Quest'ultimo e' un libro molto interessante, scritto da un filosofo tale Julian Baggini, che parla di 100 pippe esperimenti mentali. Finora ne ho letti e ponderati superficialmente 52. Tra questi il mio preferito e' l'esperimento numero 25 (quell'asino di Buridano) da cui traggo il pensiero del giorno anno.

Buridano sembra avere elaborato qualcosa che suona altrettanto paradossale: a volte e' razionale fare qualcosa di irrazionale.

[...]

Accettare che possa essere razionale essere irrazionali non significa spalancare le porte all'irrazionalita'.

Decisamente molto bello.

-quack

Pubblicato martedì 9 gennaio 2007 alle 6:53 PM - 0 commenti so far
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Vita di paese

Manifesto funebre per James Brown Mentre riordinavo le foto delle vacanze, mi e' passata questa fra le mani scattata alcuni giorni dopo la morte di James Brown (lo scorso 26 dicembre). Giuro che non e' un fotomontaggio bensi realta' al 100%.

Qualcuno vi ci puo' pure leggere un riferimento a Ligabue (nella firma "un tuo fans"... e se si tratta di personalita' multipla...).

Enjoy

Pubblicato sabato 6 gennaio 2007 alle 10:52 PM - 2 commenti so far
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Home sweet home

Le vacanze sono ufficialmente finite ieri. Il viaggio di ritorno e' durato quasi 24 ore dal momento in cui la macchina di mio fratello lasciava casa dei miei genitori al momento in cui abbiamo aperto la porta di casa (fredda come un igloo). Il dipartimento dell'agricoltura quest'anno ha deciso di sequestrarci 2 stracciatelle segno che, nonostante il tempo passi, non ho ancora afferrato la logica secondo cui alcune cose sono proibite (l'agente si riferiva al fatto che la stracciatella e' considerato un formaggio fresco: general guideline, se il formaggio cola allora e' considerato fresco).

Il jetlag, che in Italia non siamo mai riusciti a smaltire, impera anche qui visto che nel momento in cui scrivo sono le 5AM (colpa un po' della maledetta sveglia rimasta impostata alle quattro). Il bilancio delle vacanze e' stato piu' che altro positivo, ma si torna non senza una buona dose di sensi di colpa. Non sono riuscito ad incontrare tutte le persone che avevo pianificato di incontrare (nonostante avessi gia' preventivato e per tutto conto tenuto la lista al minimo gia' in partenza) ne a fare tutte le cose che avrei voluto fare. Ora non resta che spendere il Sabato cercando di rientrare nella normalita'. Passare a ritirare la posta, fare manutenzione alle automobili, riprendere contatti, sistemare circa 700 foto (un record; neanche la scheda da 2GB e' bastata a contenerle tutte), riprendere i frenetici ritmi ammerigani, passando attraverso quelli un po' piu' blandi del weekend e pensare al nuovo anno: questo 2007 si presenta con propositi piu' aggressivi che mai (su mio input un mio collega mi invita ad unirmi in un programma che ci trasformera' in 28 settimane da couch potatoes a provetti maratoneti). Ma questo e' un altro post.

Per chi ho incontrato in Italia e mi segue anche qui il consiglio e' sempre quello: non fate niente che io non farei. Ci vediamo presto (si spera).

-quack

PS domanda: ma se ogni volta mi sembra di lasciare li' un pezzo di cuore e' perche' ho un cuore grande, il mio cuore guarisce in fretta o ne sono nato sprovvisto? Bah

Pubblicato sabato 6 gennaio 2007 alle 2:33 PM - 2 commenti so far
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Kabul ovvero una piccola dissertazione sulla funzione jetlag

Dall'esperienza di ormai diverse vacanze spese in Italia, mi son convinto che la funzione jetlag esiste e che si puo' sintetizzare con l'equazione:

FUC = f(FUP, FUD, TD, fB(p))

Dove:

FUC e' il fuso orario corrente (quello che descrive il comportamento della persona soggetta al jetlag)

FUP e' il fuso orario di partenza (nel mio caso PST, ovvero -8)

FUD e' il fuso orario di destinazione (ovvero +1)

TD e' il time delta, cioe' il lasso di tempo passato dall'arrivo al fuso di destinazione

fB(p) e' la funzione behavior, cioe' come ci si comporta a destinazione. In generale in qualsiasi altro periodo normale, la funzione behavior non e' altro che la funzione identita' (f(x)=x). Ma a durante le vacanze di Natale somiglia molto piu' a f(x) = x * sin(x).

Tutto questo per dire che - fatti i calcoli - il fuso orario corrente risulta +4.30 (ovvero 3 ore e 30 minuti in piu' rispetto all'Italia), praticamente Kabul.

-quack

Pubblicato mercoledì 27 dicembre 2006 alle 11:01 AM - 0 commenti so far
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No grazie, il viaggio mi rende nervoso

Se mi sento nervoso prima, dopo e durante un viaggio un motivo c'e'. Soprattutto quando la rotta e' articolata come Seattle-Milano-Bari, soprattutto quando l'ultima tratta e' gestita dalla compagnia di bandiera. Ed infatti...

Flashback: ci eravamo ripromessi di fare shopping per regalie la mattina del giorno della partenza. Tempo ce n'era abbasatanza e tutto filava liscio ma...

...il tempo (metereologico) si e' messo di mezzo. Una piccola tromba d'aria ha causato un blackout totale e diffuso in tutta la zona di Seattle/Redmond la notte prima della partenza (circa un milione di anime al buio): questo in barba al commento di amok che spiegava di prevenire la sfiga. Blackout negli USA significa impossibilita' totale di fare compere (cash questo sconosciuto), impossibilita' di fare benzina (le pompe sono elettriche e ben pochi benzinai sono dotati di gruppo elettrogeno) e la lavatrice supertecnologica ha preso in ostaggio una buona parte del nostro bucato. La compagnia elettrica - con il suo pessimismo cosmico - ci ha poi messo del suo stimando i tempi di ripristino in giorni se non settimane. Ouch!

Dati i preamboli, non mi sembrava che sfiga parlando il viaggio si presentasse piacevole, ma fino a Malpensa tutto e' andato per noi incredibilmente tranquillo. Ho avuto anche la fortuna di guardare in volo uno dei film che mi son perso al cinema e questo mi sembrava dare presagi positivi. Ma invece...

Se c'e' una cosa che mi rente mooooolto nervoso e' volare con la nostra compagnia di bandiera. Soprattutto da Malpensa. Ogni anno c'e' sempre qualche piccolo intoppo: l'anno scorso una delle valigie era troppo grande per essere imbarcata sul nastro (quest'anno si e' di colpo rimpicciolita); anni passati sono nate discussioni piu' o meno feroci su motivi tra i piu' futili e disparati. Quest'anno invece tutto sembrava perfetto: abbiamo fatto il checkin in ritardo (allo stesso momento dell'imbarco) e l'operatrice sembrava essere tranquilla sulle possibilita' per noi di prendere il volo. Peccato pero' che la fila al controllo fosse estremamente lunga (dando occasione ai soliti furbi di primeggiare); peccato che il nostro gate (l'A23) fosse il piu' lontano tra tutti i possibili; peccato pure che - nonostante siamo arrivati in tempo - la tipa al bancone ci abbia detto che il volo fosse gia' chiuso, e "che dove eravamo, vi ho chiamati due volte"; ho pensato che - la prima volta nella mia vita in cui mi chiamano al PA - io fossi nell'unico posto in cui il PA non funziona (al security control, dove il richiamo mi avrebbe garantito di saltare parte della fila). Mi spiega che tocchera' recuperare i bagagli sul nastro (lontano), passare dalla biglietteria (lontanissimo) e provare a chiedere la sostituzione del biglietto.

In biglietteria mi sono accorto di non essere solo in quanti altri compaesani (2 tipi da fumetto d'azione (*)) e un'altra ragazza siciliana (forse anche altri)  avessero subito la stessa sorte (anche loro riportano di non aver sentito nessun richiamo) vittima di aerei partiti addirittura in anticipo. Dopo convincente spiegazione ci cambiano il biglietto (per fortuna c'era posto sul volo di appena 7 ore dopo!) e ci invitano a rifare il checkin di li' a qualche ora.

Alla fine tutto e bene quel che finisce bene (o quasi). I bagagli, nonostante la perquisizione fisica in USA, sono arrivati intatti e per ora si prospetta un buon proseguimento di vacanza.

-superquack

P.S. i due tipi da fumetto hanno avuto notevoli effetti rilassanti: hanno finito per fare il viaggio sulla fila successiva pronunciando qua e la diverse perle di saggezza barese (noi si era sulla 16, loro sulla 18 e si viaggiava il 17....). Lo smilzo spiegava all'altro in barese come si fa il Sudoku ma l'altro alla fine non ha afferrato bene in quanto lo smilzo ad un certo punto ha commentato: "ci cazz si fatt', a mis du joett ind alla stessa feil" Big Smile (tradotto: ma che combini, hai piazzato 2 otto nella stessa fila)

P.P.S.S post scritto e pubblicato sotto gli effetti pieni del jetlag.

Pubblicato lunedì 18 dicembre 2006 alle 6:46 AM - 0 commenti so far
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