Cellulabili

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Il primo cellulare, comprato ad Agosto 1996, non si scorda mai. Motorola 6200 GSM con scheda Omnitel “Testing Partners”. All’epoca i ponti Omnitel erano così pochi che il più delle volte si era in “roaming” gratuito. La SIM aveva la grandezza di una carta di credito e arrivò con un numero di telefono praticamente indimenticabile; fu comprato in occasione della fine del CAR (fatto a Chieti) in virtù del trasferimento al Comando della Regione Militare Centrale di Roma.

Era stato acquistato per ricevere chiamate, la durata della batteria si misurava in ore e per il suo scopo primario aveva un grosso difetto: non era dotato di vibrino, il che lo rendeva “pericoloso” per uso notturno in caserma. Fu venduto dopo qualche mese al maresciallo nel mio ufficio e facemmo un affare in due.

imageIl modello successivo fu il Motorola 8400, il primo comprato senza sussidio. Funzionalmente pressoché identico, ma con il vibrino e lo sportellino che aveva la funzione di “rispondi/chiudi conversazione”. Aveva anche la funzionalità di richiamo rapido, per poter attivare/disattivare il vibrino senza passeggiare per estenuanti menù.

Aveva gli stessi limiti del modello precedente riguardo la durata della batteria. Allora si girava con batterie di scorta o batterie superdotate che ne aumentavano in maniera significativa spessore e peso. Anche perché la tecnologia delle batterie di allora era basata soprattutto sull’accoppiata Nichel-Cadmio. È stato per me uno dei modelli più longevi, faceva tutto quello che doveva e… basta!

Arrivò poi il Motorola 8700. Ero molto scettico sul fatto che pubblicizzassero il fatto che la batteria potesse durare anche una settimana in stand-by. Poi un mio collega mi spiegò che c’era poco da essere scettici. Erano passati da una circuiteria da 5V ad una a 3.3V (cito a memoria) e al posto del Nichel-Cadmio le “nuovissime” batterie al Litio (o Licio secondo qualcuno).

Oltre a questo aveva un LCD grafico (sempre monocromatico per carità!) che sostituiva l’LCD basato su caratteri dei modelli precedenti. Costava una milionata o giù di lì, ma per l’upgrade ho sborsato molto meno della metà in quanto l’ottimilaquattro era un modello sempre molto ricercato e la collezione di accessori accumulata nel tempo abbastanza consistente.image

Era rimasto però un solo difetto: la tendenza dell’elettronica a miniaturizzarsi lo rendeva un vero e proprio ciabattone telefonico. Il modello successivo, l’ultimo comprato in Italia per uso e consumo giornaliero, doveva risolvere quest’ultimo annoso problema.

Fu il momento dello StarTAC 130, gioiello ispirato alla serie televisiva Star Trek. La batteria durava un tanticchio di meno, però non era più necessario un eso-scheleto per trasportare il cellulare. Un modello che ricordo con nostalgia e soppiantato inizialmente dal niente: quando sono arrivato in America il concetto di telefonia pre-pagata non esisteva, il GSM un concetto astratto, e il rapporto costo/beneficio di avere un cellulare estremamente scarso.

-quack

Pubblicato giovedì 3 gennaio 2013 alle 8:23 AM - 14 commenti so far
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Nitpicking

Osservazione di un collega pignolo.

MSDN:

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Wikipedia:

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-quack

Pubblicato venerdì 21 dicembre 2012 alle 8:59 PM - 4 commenti so far
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Google LG Nexus 4: meh

Sono stato uno dei fortunati vincitori della lotteria del Nexus 4, tornata seconda. Ne ho comprato uno in versione 16GB per 396$ circa tra tasse e spedizione, rincuorato dal fatto che il dispositivo si rivende con una facilità incredibile data la scarsa disponibilità sul mercato.

Seguono le mie impressioni, dopo mesi e mesi di uso esclusivo di HTC One X in versione “liscia”, ovvero così come rilasciato dalla AT&T e qualche giorno di prova.

Schermo: lo schermo è all’altezza di quello HTC, complimenti ad LG, anche se i colori sono meno saturi e un po’ spostati, effetto quasi retrò. Può piacere o meno, dopo qualche giorno mi sono addirittura affezionato. Ovviamente come tutti i Nexus non ci sono pulsanti HW. Il problema è che come tutti i Nexus, il telefono è un derivato di un non-Nexus con pulsanti HW, per cui lo spazio finisce per essere completamente inutilizzato.

Costruzione: mi piace molto, simile quasi all’iPhone, sicuramente superiore a quella dell’HTC.

Antenna: questo è un mistero che ancora non riesco a risolvere. Possibile che HTC sia l’unica che ci capisca qualcosa sull’argomento? A casa ho riscontrato gli stessi problemi di ricezione del Galaxy Nexus e SpeedTest riporta una strana latenza in download con la linea AT&T:

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Da notare, oltre alla velocità di download scarsa, la forma del grafico; oltretutto il risultato sopra è uno dei migliori in quanto molto spesso il test si interrompe per mancanza di connettività. Potrebbe essere un problema dell’applicazione, però in fondo l’app non fa niente di esoterico. Probabile un baco di sistema, con T-Mobile il problema non sembra esistere, o perlomeno spostato da download in upload:

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Lo streaming audio tuttavia sembra funzionare senza glitch.

Camera: quasi alla pari di quella HTC, manca il burst mode (feature dell’odiosissimo Sense) e il Flash è troppo forte. Oltre ad alcune limitazioni della applicazione fotocamera di sistema di Android: lo zoom richiede due dita (idiozia!!) e altre piccole cose fastidiose.

Batteria: la durata della batteria è non pervenuta, dovrebbe essere buona, ma in mancanza del supporto sanguisuga LTE, non sarebbe neppure comparabile.

Bottomline: avrei sperato in qualcosina di meglio. Metterci dentro il chip LTE ma tenerlo spento è un’idiozia, soprattutto in considerazione della differente qualità di ricezione. Sarebbe interessante capire se viene fuori che il prodotto è affetto da qualche baco non ancora reso pubblico. In quel caso varrebbe la pena riprendere il prodotto in considerazione. Ovviamente la Nexus experience è stupenda, ancora non mi capacito del fatto che un device come il mio HTC ne guadagnerebbe parecchio. La tentazione di passare a Cyanogen, ora che l’HTC One X è listato tra i dispositivi supportati, diventa ogni giorno più forte, man mano che l’effetto tranquillizzante della “garanzia” si diluisce nel tempo…. Ho perciò rivenduto il Nexus 4 via Craiglist, guadagnandoci persino 50$. Roba che succedeva solo con i prodotti Apple.

-quack

UPDATE 19 Dicembre: effettivamente quello del Nexus su rete AT&T è un problema già noto. A quanto pare le impostazioni APN di default sono scorrette. Già rimuovere il proxy (che viveva chissà in quale subnet) ha reso il tutto moooolto più fluido. Questo gingillo mi convince…..

Pubblicato giovedì 13 dicembre 2012 alle 9:47 PM - 32 commenti so far
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Moving on: Dicembre 2012

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La settimana scorsa ho ufficialmente completato il mio compito aziendale nello sviluppo di parti di quello che è diventato vehicleforge. La parte interessata coinvolta molto profondamente, al punto che quasi non si vede, nel progetto ed un ottimo esercizio nel capire le potenzialità che un Domain Specific Language può offrire alla definizione di problemi complessi. Se sembra una supercazzola è solo perché la questione è così astratta che davvero non si può semplificare oltre: rinuncerei a spiegarlo a mia nonna limitandomi a dire che “costruisco carrarmati” (per gli audaci: meta level almeno due).

La scorsa settimana ho cambiato team e quello che stiamo facendo è oltre il top-secret: però posso dire che scriviamo codice in C# prevalentemente e che forse ci tocca fare l’upgrade a Windows 8. Chi l’ha già fatto mi ha detto: “ma è terribile”. La mia risposta: “sappi che tutto ciò che trovi terribile è fatto seriamente con intenzione. E forse l’intenzione è di nuocere gravemente alla salute”.

Anyway, staremo a vedere se questi carri armati poi funzionano meglio di quelli del Risiko.

-quack

Pubblicato lunedì 10 dicembre 2012 alle 8:29 PM - 17 commenti so far
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La bicicletta e la spider

Ritorno ad una metafora a me cara per chiarire alcuni punti del fenomeno “ibridi” imbarcando qualche altro fatto.

Sia la bicicletta che la spider sono mezzi di locomozione: spostano gente da un posto all’altro. Dal punto di vista teorico sono perciò interscambiabili. Dal punto di vista pratico svolgono compiti diversi seppure con la stessa finalità. In bicicletta nessuno si sognerebbe di fare il pendolare da 200km giornalieri. In auto nessuno si sognerebbe di buttarsi a rotta di collo giù per una montagna.

Il tablet è una bicicletta: uno svago, un mezzo di consumo soprattutto passivo, per guardare un film, leggere un fumetto o un foto-romanzo. Il PC, nell’accezione etimologica, è uno strumento di lavoro, un modo per raggiungere fini in maniera più veloce. Fino a qualche tempo fa era consuetudine usare il PC anche per fruizione passiva, adesso che finalmente sono arrivate le biciclette la gente compra quello che meglio si adatta alle proprie esigenze.

In Microsoft hanno provato a sviluppare il concetto di ibrido, un’idea sulla carta vincente. In virtù anche del peccato originale di Microsoft: secondo alcuni di loro la gente vuole solo i loro prodotti, per cui basta metterci un po’ di stucco, attaccare un manubrio e dei pedali ad un’utilitaria ed il gioco è fatto. Il risultato:

ibrido

Questo vezzo ha radici antiche. Le prime versioni di Windows (fino a XP per intenderci) erano delle GUI che giravano sopra il DOS; persino Windows 95 doveva fare miracoli per mantenere la baracca funzionante. Perché il mantra era: tutti hanno bisogno di DOS, la GUI è solo una facciata.

Sono passati quasi 30 anni ed il mantra si ripete: tutti hanno bisogno di Windows, il touch è solo una facciata. Con qualche modifica perversa.

Tornando alla bicicletta: un tablet/telefono nelle mie aspettative (e quelle di tanta gente comune) deve essere prima di tutto un elettrodomestico. Acceso/Spento, qualche funzione complicata (anche le lavatrici sono programmabili!), ma grosso modo pochi sbattimenti di balle. Microsoft gli elettrodomestici non riesce proprio ad immaginarli: per MS un elettrodomestico è un PC con un’interfaccia da elettrodomestico. Esempi: Windows Home Server, Windows Media Center (per ammissione di un developer del team), ecc. Questo non significa che siano scadenti, ma sicuramente sotto il punto della manutenzione le cose non sono ottimali rispetto a prodotti della concorrenza (Tivò, Time Capsule, ecc.). Con il Tivò ad esempio non mi era mai capitato di perdere una “funzionalità” a causa di un update (anche se la possibilità c’è), con MCE un giorno di punto in bianco alcuni filmati Netflix si inceppavano nella riproduzione al punto da richiedere CTRL+ALT+DEL –> Task Manager –> Kill Process(es).

Da un tablet non mi aspetto un aggiornamento con riavvio ogni paio di settimane (che poi visto come è lucchettata la piattaforma ARM non sarebbe neanche necessario). Un PC travestito invece ha bisogno di aggiornarsi ogni settimana.

Quindi gli ibridi non funzionano? Non sarei così categorico, ma quello che non funziona è l’accoppiata tra ibrido e experience consistency uber all fortemente voluta da JLG (non saprei se la cosa però partisse da SS). Significa far finta che TUTTI i PC abbiano il touch. Far finta che tutte le macchine abbiano pedali e che pedalare sia sempre la scelta più giusta in tutte le condizioni.

Alla stessa maniera, pensare di poter usare Excel o Explorer senza problemi senza un mouse è pura e propria idiozia.

Infine l’apice dell’idiozia è scoprire che – a dispetto della concorrenza – la piattaforma telefono (volendo una mini-bicicletta) è incompatibile dal punto di vista delle applicazioni con quella tablet. Il perché una applicazione scritta per touch da 10” debba essere più compatibile con uno schermo non touch da 24” che uno touch da 4” resta abbondantemente un mistero.

Questo però non vuol dire che ci sia gente che abbia piacere ad andare in giro con la macchina dei Flinstones.

-quack

Pubblicato mercoledì 21 novembre 2012 alle 9:00 PM - 18 commenti so far
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