Crayless

Ho ammazzato il mio Cray-1, omicidio involontario.

Tutto è cominciato con la violazione innocente e non voluta della legge fondamentale dell’Universo applicata all’informatica: se qualcosa funziona non toccarla, incarnatasi nella versione “tieni Windows Update attivo su Windows Home Server”. In realtà nei casi più comuni è cosa buona e giusta, ma essendo il server completamente rivolto verso l’interno della rete e protetto molto aggressivamente da firewall su firewall, avrei dovuto pensarci prima. Soprattutto perché questo Windows Home Server aveva in carico pochissimi compiti:

  • backup client per CrashPlan, responsabile di mandare nel cloud foto e documenti
  • servizio rippatutto, un piccolo server in grado di leggere una memory card formato Nikon e di smistare foto e thumbnail in share organizzate per mese e anno. Qualcosa che avevo fatto in casa e di cui ero molto orgoglioso
  • server per MyMovies
  • server per condividere la stampante (con funzionalità di scanner con un altro artificio personale ad hoc) in rete
  • server per backup dei PC, in realtà in pensione in attesa di tempi migliori da dedicare al backup dei PC di casa; cosa che sta avendo meno peso grazie ai vari dropbox e OneDrive

Tutto sommato un carico perfetto per una macchina virtuale in condivisione su Cray-1.

Tale server però aveva già mostrato segni di vetustà in quanto in alcune occasioni lo shutdown terminava o in un BSOD o non terminava affatto (neppure dopo 24 ore, test personale effettuato) e richiedendo quindi un hard reset. Non so se la colpa va attribuita a Crashplan (avido di RAM e CPU) o ai driver paravirtualizzati o altro, fatto sta che aveva cominciato a risentirne di ciò il servizio rippatutto, comodo in quanto basato su set-and-forget, richiedendo sessioni sempre più frequenti di baby-sitting. L’idea era di scrivere una app che mi facesse risparmiare tempo (vedasi) ma l’app pronta e funzionale dava segni di matto a causa di qualche impiccio non imputabile al codice stesso.

Poi durante le vacanze di Natale lo scanner ha smesso di funzionare e la causa imputabile a problemi software. Anche in questo caso il tempo investito nell’automation è stato abbondantemente ripagato, ma evidentemente qualche aggiornamento di Windows ha creato problemi ai driver dello scanner.

Se un server incaricato di quattro servizi smette di offrirne due e dà segni scleramento significa che è tempo di cominciare a preparare rimedi: messaggio subliminale accolto e recepito.

Con insolito ottimismo ho pensato: compro un disco a stato solido per installarci il sistema, ci aggiungo un pizzico di RAM (ho comprato un banchetto da 8GB da distribuire fra tutte le VM del Cray), ci aggiungo il vecchio disco meccanico da usare per il supporto del backup dei PC e vivo felice. Mi sfuggiva un particolare che avevo inconsciamente rimosso da tempo: ci avevo già provato ma Xen faceva casino con i dischi e non ho investigato oltre. Ma il prurito cominciava a diventare malanno e ho dovuto “mordere il proiettile” come dicono da queste parti.

Orbene: non so se per colpa di XenCenter o quant’altro, ma aggiungere un disco al sistema si è rivelato impossibile con la configurazione corrente. Pare che alcuni file di configurazione vengano completamente ignorati e sinceramente di capire più a fondo qual è il problema, dopo aver navigato per due giorni in cerca di soluzione, non è qualcosa che mi attira. Avrei risparmiato tempo e salute a corto termine se avessi comprato un disco SSD da un TB o giù di lì (ormai intorno ai 400$), ma a medio e lungo termine sentivo che la battaglia sarebbe stata solo rimandata.

Ho pensato di fare l’upgrade di XCP da sempre in versione 1.5 beta (legge fondamentale di cui sopra) e passare ad una più stabile, tipo la versione 1.6; che l’upgrade in place mi avrebbe preservato le VM e i miei sbattimenti si sarebbero ridotti al limite, ma l’informatica è una brutta bestia piena di promesse non mantenute o persino mantenibili. Mi son ritrovato che le VM erano tutte lì ma andavano tutte riconfigurate ex-novo, inclusa (e non me lo sarei mai aspettato!) una VM completamente virtuale su cui ci girava un XP di annata. Durante l’upgrade l’installer mi aveva persino tranquillizzato promettendo un backup della configurazione corrente in una partizione secondaria, ma i genii che hanno scritto l’installer non hanno messo l’opzione di restore nel CD di installazione. Con l’intenzione di rimandare l’upgrade a tempi più maturi, ho provato a fare un restore binario usando dd ma ho ottenuto un drive che non è più bootabile e, canaglia io, un po’ me l’aspettavo.

Morale della favola il Cray-1 così come era nato e stato concepito due anni fa è spento. Per emergenza ho collegato la stampate al mio router su cui gira tomato e sono rimasto felicemente sorpreso dal fatto che la condivisione della stampante, una delle poche cose che ancora funzionava e servizio da garantire al 99.99999% pena visita alla doghouse, è andata in buon porto senza tanti sbattimenti. Curioso ho provato a vedere se fosse possibile condividere anche lo scanner e mi sembra di aver ottenuto buone speranze: mi rincuora sapere che posso delegare alcuni dei servizi assegnati ad una macchina Windows a server che posso personalmente garantire maggiore stabilità (leggasi l’aggiornamento del firmware di un ruoter avrà cadenze di un paio di ordini di grandezza inferiori a quelli di qualsiasi macchina Windows di Paperopoli).

Sto pensando alle alternative adesso che, dopo due anni, posso permettermi il “lusso” di riconcepire il Cray: credo che testerò l’ultima versione del server VMWare che mi sembra meno pignolo di Xen nel supportare quello che supporta, ma penso che alla fine finirò per scegliere XenServer 6.2, tra tutti i mali quello che penso di conoscere meglio. Penso che sostituirò WHS con WSE (Windows Server Essentials, offre tutte le feature di WHS e di più) in quanto più nuovo anche se dover avere a che fare con Metro in una macchina virtuale o via RDC proprio non mi entusiasma. Il mio ottimismo informatico mi porta a credere che in due anni le cose saranno migliorate di parecchio. Il mio pessimismo cosmico mi dice che devo prepararmi ad un paio di notti insonni e avere un solido piano di rivitalizzazione degli Zombie. Alè.

-quack

UPDATE 1: la prima VM è resuscitata dal regno dei non-vivi, non dopo aver ceduto con l’onore delle armi: BSOD da boot a causa dei vecchi driver Xen. Note to self:

1) l’editor per unix nano non funziona bene e introduce dei line break casuali sulle linee editate
2) nell’esempio dei miei post precedenti non sono indicate (ovviamente) tutte le periferiche. Un buon lavoro però nonetheless.

UPDATE 2: altra buona notizia è che l’upgrade a XenServer 6.2 ha sistemato il baco che ha dato origine a tutto questo incasinamento. La prossima mossa è resuscitare la macchina virtuale Solaris, decisamente il passo più complicato di tutta la procedura.

UPDATE 3: dal supporto di XenServer 6.2:

Does XenServer support Solaris x86 as a guest operating system?

No. The experimental support for Solaris x86 has been removed from XenServer v6.2.0.

In parole povere adesso se l’hypervisor si accorge che stai facendo il boot di Solaris, ferma immediatamente la VM. Piano di backup: installazione di XCP 1.6 (basato su XenServer 6.1) e dita incrociate. Life sucks

Pubblicato mercoledì 30 aprile 2014 alle 7:20 PM - 11 commenti so far
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CRAM

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Ieri è finita la mia lunga battaglia personale contro i calcoli renali, con tanto di anestesia generale doppia. Per la prima volta in mesi, durante un momento di veglia forzata o di insonnia, ho avuto modo di pensare ad un sacco di eventi e fatti che sembrano non centrare un cavolo, ma che sotto sotto… e pensavo:
E così Vic Gundotra ha deciso di lasciare Google.
E così Google ha deciso di ammazzare dolcemente, eutanasiare, Google+. Cominciando dal rimuovere l’adozione forzata di Google+ in tutti gli altri prodotti marcati Google. Effetto collaterale: dichiarare che Google+ non è più un prodotto ma una piattaforma e che smetterà di essere in competizione con Facebook e Twitter.
Lato ottimistico: questa è una buona notizia. Google+ ha portato frammentazione, c’è gente che posta su Twitter/Facebook/Google+ lo stesso link. C’è gente che posta solo su Google+/Facebook/Twitter. Sinceramente per me Twitter e Facebook erano già due gusti della stessa esperienza. Google+ non aggiunge niente che non sia indispensabile ai prodotti della concorrenza.
Lato pessimistico: ma nel 2014 come è possibile che si assista agli stessi continui errori seppur da parte di aziende diverse? Come è possibile che Google, che sembrava la lezione l’avesse imparata quando ha ucciso Google Video (una prece) per comprare e supportare YouTube, non ha capito che l’equazione fondamentale per il successo di un social network è:
Good Enough + Majority of User Base = success
Secondo lato pessimistico: forzare giù per la gola prodotti che non portano nessun valore aggiunto a quelli esistenti, non fa che alienare i propri utenti. Forzare Google+ agli utenti YouTube è stupido quanto forzare Metro a gli utenti PC desktop di Windows 8. Possibile che nel 2014 questo non sia ancora chiaro?

-quack

Pubblicato venerdì 25 aprile 2014 alle 7:54 PM - 2 commenti so far
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Intentional leave

Venerdì scorso ho lasciato la mia azienda precedente: sono stati due anni (poco meno) veloci e intensi in cui ho imparato tanto e lavorato fianco a fianco ad una leggenda.

Il caso ha voluto che una nuova offerta di lavoro venisse a me nella forma di numeri che davvero non si potevano rifiutare: il mio nuovo datore di lavoro è lui stesso un’altra leggenda (Magnet) e porta in sé una caterva di cambiamenti incredibili. Per la prima volta dico addio all’ecosistema Microsoft per lavoro; scriviamo codice in Java e per Android/iOS e per questo mi hanno fornito di MacBook Pro super carrozzato che userò con MacOS (qualcuno preferisce Windows ma per me l’idea di imparare a scrivere codice iOS e allo stesso tempo dare un taglio più deciso è più appealing). Resta il fatto che non ho cambiato idea su alcune questioni fondamentali.

La cosa più bella? Sono l’employee numero due nello stato di Washington.

Auguratemi in bocca al lupo.

-quack

Pubblicato domenica 19 gennaio 2014 alle 8:08 PM - 53 commenti so far
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Chittecat

Ero un fedelissimo Android fino a qualche settimana fa.

Oggi la fede comincia a vacillare, grazie a KitKat e tutti gli aggiornamenti successivi: se ricordo bene, dovrei essere alla versione 4.4.2

A parte l’ART (Android Runtime, suggerito da Enrico) e qualche modifica minore mi son ritrovato con:

  • un dialer più incasinato di quello Sense. E che volendo può fare l’upload a Google dei metadata delle chiamate ricevute per mostrarmi chi mi sta chiamando se non è in rubrica. E con i tasti numerici che adesso occupano non più quanto più schermo possibile. Non vorrei ricordare male, ma l’opzione in tempi di NSA impicciona, la vedo 80% negativa.
  • il power toggle widget è peggiorato: non il widget per sé, ma il fatto che alcuni settings sono scomparsi. Se ho ben capito non si può più disabilitare il GPS in maniera atomica, infatti i servizi location sono parzialmente accesi. Se il “GPS” è spento e clicco sulle mappe per indicazioni stradali la UI che si presenta è questa:
    Screenshot_2013-12-09-11-28-52Screenshot_2013-12-09-11-29-04
  • piccoli peggioramenti in giro per la UI, come la UI per impostare la sveglia, una UI che di più demente non ne ho mai viste.
  • il bluetooth sembra impazzito. Non mi era mai capitato, tranne con l’HTC difettato, di avere un telefono che andava riavviato per farlo parlare con l’autoradio della mia macchina. Sembra che la situazione si sia stabilizzata, ma l’incertezza di quale sia stato il fattore scatenante mi lascia perplesso.
  • ciliegina sulla torta, l’altro giorno ho scattato una foto di una stampante in vendita per avere più dettagli. Dopo qualche secondo mi è arrivata una notifica di Google Goggle che mi indicava il modello ed un link ad una ricerca su google. Avevo usato, senza successo, l’applicazione Goggle qualche giorno prima per individuare il modello di un rubinetto da sostituire. Ma da qui a fare il salto a “scatti una foto e proviamo a taggarla senza chiedere autorizzazione” mi sembra troppo pericoloso.image

Non sono l’unico ad avere questo retrogusto amaro. Speriamo che le cose si aggiustino, altrimenti google perderà un cliente utente (effettivamente i clienti di Google sono altra cosa).

-quack

P.S. buon natale e felice anno nuovo, ci sentiamo nel 2014, ok? Fate i bravi! E come dice qualcuno in famiglia:

Non è importante ciò che vi porta Babbo Natale o la Befana, ma che passiate delle vacanze serene.

Pubblicato lunedì 23 dicembre 2013 alle 8:50 PM - 19 commenti so far
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Too. Late.

Su segnalazione di Floo, Paul Thurrot ha due parole per Windows 8.2:

Maybe it's time for Windows 8.2. And I have a two-word recommendation for Microsoft for that release: "Start. Menu."

Le mie parole sono invece come da titolo.

Perché se non ci si rende conto che lo scopo primario di un PC è di attaccarlo al ‘device fantastico di prossima generazione’, Windows morirà molto in fretta (altra notizia di oggi: Microsoft ha smesso di vendere Windows 7; se me l’avessero detto ieri sarei passato al Company Store a prendere un paio di licenze…). Infatti questi ‘device fantastici di prossima generazione’ hanno driver per Linux…

La cosa buffa è che i soliti ‘giornalisti visionari’ che tanto mi piacerebbe vedere se scrivessero codice cosa combinerebbero, nel commentare la notizia del fatto che alcune app hanno cominciato a installare bitcoin miners (tempo fa si usava farlo con lo spyware), si auguravano la morte più veloce possibile del desktop. Utenti ed utonti tutti ad usare mirabolanti applicazioni 30” per cose semplici come può essere il calcolo del codice fiscale…

Credo che Windows deve al più presto tornare a fare Windows. Nessuno si sogna di collegare uno di questi device ad un telefono (guarda caso grazie al kernel di WP8 si può tecnicamente pure fare!) eppure questo è quello che MS vorrebbe venderci con Windows uno e trino.

Lo Start Menu ora non basta.

-quack

P.S. non sono un fan di bitcoin, l’esempio è puramente incidentale…

Pubblicato venerdì 6 dicembre 2013 alle 7:11 PM - 22 commenti so far
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