Paper, scissors, rock... plastic

Scena accaduta realmente in un parco di Bellevue, ieri primo Settembre (per inciso oggi si celebra il Labour Day, una delle poche vacanze comandate).

Arriva la camionetta dei gelati accompagnata dalla solita musica orribile. Ci mettiamo in fila e mi accorgo di avere nel portafogli, da sempre arido di cash, solo un unico centone capitatomi praticamente per sbaglio e che la sua macchinetta per la plastica è rotta (secondo me una scusa per risparmiare i pochi centesimi a transazione che su micro-transazioni come quelle sono una vera piaga). La signora mi dice di non avere abbastanza resto e allora aspetto in fila. Nel frattempo racconta che gli è stata rifilata in precedenza una banconota da cento dollari falsa e che cento dollari sono il guadagno di una settimana di vendite. Accontentati un po’ di clienti si decide a cambiarci il pezzo però si segna su un diario il numero di serie della mia banconota, il numero della mia patente, il mio numero di telefono (chi debba proteggere me dal falso claim che la mia banconota sia falsa non lo si capisce).

Detto in poche parole: lasciando da parte il fatto che sia un caso quasi eccezionale (cento dollari sono tanti, ma non è neanche tanto raro) oggi, primo Settembre 2013, qui a Bellevue una transazione in contanti richiede ormai più protocollo di una transazione di plastica.

centone

Una prece per il contante.

-quack

P.S. lasciamo stare poi il fatto che se c’è un posto al mondo in cui la percentuale di centoni falsi è il minimo valore assoluto in funzione della posizione geografica è proprio…. Bellevue! Il nonno diceva una volta: se perdete un portafogli vuoto a Bellevue e c’è un documento di identità con l’indirizzo, chi lo trova ve lo restituisce con un po’ di cash pur di non supportare il sospetto che il portafoglio l’abbia svuotato lo stesso trovatore.

Pubblicato lunedì 2 settembre 2013 alle 8:34 PM - 3 commenti so far
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Coma farmacologico

Tempo fa qualcuno osò a sproposito parlare di irrilevanza di Microsoft nell’IT facendo l’esempio del Mac.

Ieri leggevo If Steve Ballmer ran Apple.

See, if Steve Ballmer were the CEO, Apple would make more money, but they would slowly but surely become irrelevant. Just like Microsoft.

Già nel 2007 parlando di Microsoft si usava la parola irrilevante. Però in quel caso si dimenticava che il Web 2.0 era una destinazione e Microsoft continuava ad avere un controllo assoluto del punto di partenza, il client.

Da allora qualcosa è cambiato. Microsoft ha chiaramente perso il controllo del client, nelle mani di iOS e Android. Ovviamente ci sarà chi difende Windows Phone/RT/Blue fino alla morte (già il fatto che debba elencare tre prodotti diversi ma teoricamente uguali è ridicolo). Ma quando si parlava di dominio Windows a conti fatti si guardava ad un solo numero: la percentuale di market share. Ci sarà sempre qualcuno che pensa che Linux non fa cagare e va benissimo così anche se non si collega all’ultima stampante Canon, ma questo non è il punto.

Mala tempora currunt.

-quack

Pubblicato lunedì 26 agosto 2013 alle 7:17 PM - 3 commenti so far
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Diritto alla privacy

Quindi, di punto in bianco, a causa del gran casino che l’NSA spia tutti e tutto (i loro tentacoli raggiungono il 75% dei connessi), Groklaw ha deciso di chiudere.

Mi dispiace, ma forse è la scelta sbagliata per i motivi giusti. O la scelta giusta per il motivo sbagliato. O è sbagliato tutto.

Che ci sia un braccio di ferro in corso tra diritto all’informazione e diritto a far tacere l’informazione è pure triste. Però che quache paladino del software libero decida di andare in pensione adesso, mi sembra sbagliato. Certo PJ lavorava parecchio attraverso le mail. Ma non è che adesso è spiata più di prima: è cambiata la consapevolezza e forse con questa consapevolezza non riesce a fare più serenamente il suo lavoro. Ma non è un problema logistico, è un problema di emozioni. È chi prende decisioni importanti solo in base alle proprie emozioni può alla lunga pentirsi.

Che poi, un sottotesto che se tutti usassimo software libero saremmo meno spiati, spiace (e son tre!) ma non ci sta per niente. Se l’NSA può spiarci non è perché usiamo Windows anziché Linux (teorie cospirative a parte): ma perché usiamo l’email e la maggior parte dei server di posta lì fuori girano su software libero.

Un gran bel paradosso.

-quack

Pubblicato mercoledì 21 agosto 2013 alle 8:12 PM - 16 commenti so far
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Cassilli

Un elenco di cassilli che reputo personalmente interessanti[1] che si interfacciano ad un cellulare. Quasi sempre solo Android/iPhone.

Interfaccia per automobile. In America le macchine hanno una porta standard sotto il cruscotto che fornisce, oltre ad informazioni di tipo diagnostico, dati sui consumi, usura e altra roba bella. L’applicazione per Android si chiama Torque e costa solo 5$.

Radian, motorino da treppiede per foto panoramiche o time-lapse.

Fitbit, contapassi da XXI secolo. Contapassi in questo caso è una definizione molto stretta per un dispositivo capace anche di fare sleep tracking.

Sensoria, il calzino intelligente per appassionati di corsa e non.

Cobra Tag, per non perdere più le chiavi.

Remote Camera Button, telecomando per scattare le foto (che è il primo acquisto che ho fatto non appena ho comprato la mia reflex giusto per ribadirne l’utilità).

A parte Sensoria, praticamente niente di questa roba funziona oggi con un terminale Windows Phone, giusto per ribadire un concetto di difficile espressione.

-quack

[1] Personalmente interessante = P(me ne compri uno) > 0.8

Pubblicato lunedì 12 agosto 2013 alle 7:53 PM - 9 commenti so far
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Cento prigionieri, cento scatole, cinquanta tentativi

Sono appassionato di calcolo delle probabilità e questo quizzillo trovato in giro per la rete mi ha messo un paio di volte fuori strada:

Ci sono cento prigionieri e cento scatole contenenti ciascuna il nome di un prigioniero ma mescolate ed irriconoscibili. Ogni prigioniero può aprire fino a cinquanta scatole. Se tutti i prigionieri riescono a trovare il proprio nome, sono salvi. Altrimenti perdono tutti.

I prigionieri possono scegliere una strategia prima di cominciare il test ma non possono in nessun modo comunicare tra loro una volta cominciato. Ogni prigioniero si trova davanti alla stessa situazione: cento scatole chiuse, nessun ordine apparente.

Se ciascuno scegliesse 50 scatole a caso, le probabilità di vincita sarebbero (.5)^100, ovvero estremamente basse.

C’è invece una strategia possibile che garantisce il successo in circa il 30% dei casi. Qual’è questa strategia? Quali sono in questo caso le chance di successo “individuale” di ciascun prigioniero?

Have fun!

-quack

Pubblicato martedì 30 luglio 2013 alle 7:53 PM - 4 commenti so far
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