In macchina con Forrest

Capita molto spesso di andare a pranzo con Forrest, personaggio reale di cui ho parlato già in un post precedente. La cosa non sarebbe un problema se non fosse per il fatto che vorrebbe imporre la stessa attenzione ai dettagli che lui ha anche agli altri veiculanti o in generale utenti della strada. Se Forrest è il suo nome immaginario, Tourette è il suo cognome. Questo che segue è un esempio tipico di quello che spesso succede.

Si comincia una conversazione qualsiasi con toni calmi e moderati. Ad un certo punto un pedone, in un angolo remoto della strada, attraversa col rosso tentando di giocare live-frogger (Jaywalking) senza causare pericoli diretti o indiretti al nostro veicolo. Forrest interrompe bruscamente la conversazione, apre il finestrino, si trasforma in Mr. Hide e comincia ad inveire:

Idiota caz**ne, pericolo pubblico. Lo sai che potresti causare un incidente? Il rosso vale anche per te, min**ione!

Giuro, una vera e propria incoercibile pulsione a proferire espressioni volgari.

Ora immaginate la faccia di una persona che assiste, all'interno del veiculo, per la prima volta ad un'esplosione del genere. Certo, dopo la terza esplosione non ci si sorprende più. Ma c'è da aggiungere in sua difesa che nel suo esplodere Forrest non discrimina; se la prende con tutti: uomini, donne, anziani, asiatici, nativi, ecc. Unica eccezione i bambini - of course.

La cosa che sorprende di più è la sua capacità di tornare Forrest e riprendere a cazzeggiare di massimi sistemi come se nulla fosse. Mi chiedo se nella sua memoria rimanga qualche traccia di cosa combina.

-quack

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Pubblicato domenica 29 aprile 2007 alle 4:30 PM - 0 commenti so far
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Office Space

Office Space è il geek-movie assoluto. Il film narra le vicissitudini di 3 programmatori che lavorano in una azienda alle prese con il supporto per il Y2K bug. È un susseguirsi di gag tipiche da Leggi di Murphy applicate alla vita di ufficio con un twist: essendo programmatori, gli eroi saranno alle prese con computer che non vogliono spegnersi (un Mac che dopo aver fatto shutdown fa comparire il prompt C:\ Smile), stampanti che si incagliano e colleghi rompiscatole.
Tra questi c'è Milton, il pignolone in foto a destra con qualche problema mentale, che tende a ripetersi ad infinito usando un tono di voce metal-nevrotico estremamente fastidioso. Il film è diventato un cult: quando il progetto ObjectSpaces è stato fuso in WinFS avevamo deciso di girarne una parodia, chiamata appunto ObjectSpaces. Era una cosa seria perché con i colleghi aveva deciso di usare 3 videocamere, microfoni professionali, ecc. Il tutto nei nostri uffici - non cubicoli peró come quelli del film - che hanno un'atmosfera molto simile a quella del film.

Tuttora quando imito Milton - e giuro mi viene benissimo - il collega di fianco mi raggiunge ed entra anche lui nella scenetta impromptu facendo da spalla. Per chi passa il duetto è imperdibile.

Il film va assolutamenete guardato in lingua originale. Doppiato perderebbe molto del suo appeal. Un piccolo riassunto è disponibile su youtube.

Enjoy

-quack

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Pubblicato sabato 28 aprile 2007 alle 7:30 PM - 2 commenti so far
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Vista appcompat, link utili

Un po' di link utili. Questo somiglia molto a VUA (anche se non da informazioni sulla compatibilità delle applicazioni installate) : http://ati.amd.com/technology/windowsvista/AreYouVistaReady.html

Qui invece c'è l'elenco delle applicazioni certificate: http://support.microsoft.com/kb/933305

Infine un paio di link molto chiari sulla compatibilità delle varie applicazioni.

http://iet.ucdavis.edu/microsoft/vista_matrix.htm

http://kb.wisc.edu/helpdesk/page.php?id=5175

Vista Software compatibility Wiki

Vista Hardware compatibility Wiki

Nessuna fonte (a parte il KB microsoft) è ufficiale, quindi il tutto va trattato con le dovute "cautele".

-quack

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Pubblicato venerdì 27 aprile 2007 alle 6:02 PM - 0 commenti so far
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Annunciazione annunciazione

Tu Mari' Mari'

No volevo solo dire che ho cambiato indirizzo, ispirato dal fatto che qualche lettore (ehm... inclusa la formichina!) non riesce a trovare il mio blog a memoria e vi ci arriva via google cercando cazzate Smile

Stavolta è facilissimo da ricordare:

AOvestDiPaperino.com

Per tutti i miei amici che mi linkano chiedo un piccolo microscopico favore: potreste aggiornare i link?(*)

Quelli vecchi funzioneranno ancora per un po', poi saranno definitivamente segati (e intanto ho già pensato ad una soluzione per i vecchi permalosi permalink Wink).

-quack

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P.S. per i lettori via feed, nessun problema. Non dovete cambiare niente Wink

 

(*) Altrimenti semplicemente vi spammo Stick out tongue

Pubblicato giovedì 26 aprile 2007 alle 6:39 PM - 8 commenti so far
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FizzBuzz versione 2

L'altro giorno ho accennato al quesito FizzBuzz e chiacchierando sulle infinite possibilità di scriverne una versione mi è venuta in mente una piccola variante che propongo ai soliti lettori intraprendenti.

Il questito FizzBuzz v.1 è il seguente:

Scrivere un programma che stampi i numeri da 1 a 100. Ma per i multipli di 3 stampare "Fizz" al posto del numero; per i multipli di 5 stampare "Buzz" al posto del numero. Stampare "FizzBuzz" al posto del numero per i multipli di 3 e 5.

Variazione interessante:

Evitare l'uso di statement condizionali (if, switch, ? : , ecc.; hint: le stringhe di formattazione vanno bene Wink)

La mia soluzione è postata qui. Postate la vostra, solo se diversa, in calce alla mia.

Buon divertimento (e poi son io che do dell'enigmista agli altri!)

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Pubblicato mercoledì 25 aprile 2007 alle 8:25 PM - 4 commenti so far
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Ortografia

A causa delle ultime defaillance ortografiche mi è venuto in mente un aneddoto molto curioso. Quando Brian Valentine, ex-VP della divisione Windows, mandava una mail c'era una probabilità pari al 100% di trovare un errore di ortografia. E a quel punto ne arrivava puntualmente un'altra, qualche secondo dopo, per correggere il typo in questione. Perché mandare un'altra mail per correggere l'errore visto che in fondo si trattava di pura ortografia? Perché - causa sfiga - l'errore aveva la tendenza a finire sempre nei posti meno opportuni e molto imbarazzanti. Alcuni typo sono stati davvero spettacolari, al punto tale che sono diventati l'argomento principale di discussione durante la pausa pranzo. Dotato di molta auto-ironia propria di intelletti superiori e spirito da showman, si è congedato con una mail contenente questo PS.

I read the above twice, hoping there are no typos.... but if there our...  then so be it...

Che dire: un grande Smile

P.S. nel post scriptum del mio post intitolato Savonarola moderni avevo fatto un piccolo omaggio al suo genio. Smile

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Pubblicato martedì 24 aprile 2007 alle 4:28 PM - 0 commenti so far
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Interviste (parte 2)

Avevo intenzione di parlare di un altro genere di interviste da un bel po' (parte 1). Poi Jeff (ancora lui) mi ha "rubato il tuono" parlando di Fizz&Buzz e alla fine altri argomenti hanno catturato e distratto la mia attenzione portandomi lontano.

Anyway, rieccomi sul topic.

Il genere di interviste a cui mi riferisco è quello delle interviste di assunzione. In italiano si chiama "colloquio di assunzione", ma intervista (letterale dell'inglese work interview) mi sembra più appropriato perché "c'è sempre uno che domanda ed uno che risponde" (in realtà ho spesso provato in Italia a chiedere "ma quanto mi dareste?" ma la domanda non è sempre risultata gradita). Di interviste ne ho fatte svariate in Italia e mi è andata sempre bene: ho sempre ricevuto un'offerta ma in quasi tutti i casi ho dovuto rifiutarla per svariati motivi.

Una volta mi è capitato di essere stato invitato a sostenere un colloquio di gruppo all'americana da una nota azienda italiana operante nell'IT (si dice il peccato...). La cosa si è fatta interessante fino al momento in cui io, con altri quattro candidati, sono stato invitato in una stanza e - osservato da un team di psicologi - mi è stato chiesto di collaborare con gli altri per

individuare in maniera pseudo scientifica la religione da imporre ad un gruppo variegato di naufraghi finito su un'isola deserta.

Sulla mia faccia si è stampato un gigante WTF e sono rimasto perplesso perché all'epoca non sapevo neanche cosa significasse. Intanto nel frattempo gli altri 4 esaminandi sono partiti in quarta quasi sbranandosi nel cercare di imporre la propria visione agli altri. Il mio unico input - "secondo me l'ateismo è alla fine la scelta più equilibrata" - è stato istantaneamente cassato dal gruppo e poi scena muta (WTF). Gli psicologi ci hanno poi sentito individualmente e mi hanno chiesto del motivo della defaillance. Ho spiegato che la loro aggressività non lasciava molto spazio e che comunque le stronzate prodotte alla fine erano comunque interessanti.

È passato del tempo e son finito a lavorare per un'altra azienda seppellendo mentalmente l'episodio. Nel frattempo ho avuto l'occasione di essere stato, questo circa nove anni fa, invitato personalmente a Redmond per un ciclo di interviste in loco con Microsoft. All'epoca il processo di intervista era leggermente diverso da quello attuale. Ricordo che temevo di finire di nuovo in un colloquio di gruppo pensando che - per chiamarsi "colloquio all'americana" - un motivo ci fosse. In realtà si è trattato di tutta una serie di colloqui individuali su - udite udite - scrittura del codice e algoritmi (mai mi era capitato in vita mia di sostenere un colloquio così tecnico: il massimo che mi era stato chiesto in precedenza era una banale normalizzazione di un DB).

L'esperienza è stata fantastica: l'emozione è sparita (tranne per la paura di maccheronare un po' con l'inglese) e la sicurezza di parlare alla fine uno stesso linguaggio universale ha preso il posto. Alberi binari, liste, multithreading... wow! Se si vuole avere un'idea più precisa di quello che era il processo di intervista che ho affrontato (il tempo l'ha leggermente modificato!) si può leggere questo libro chiamato "How would you move mount Fuji?"

Ricordo ancora quasi tutte le domande fattemi, una delle quali - per i lettori geek ed intraprendenti del blog - è riportata in questa pagina. Non occorre avere conoscenze supreme di informatica per scriverne il codice e se volete cimentarvi non può che farmi molto piacere. Lasciate pure la risposta nel commento alla pagina (non qui così da non disturbare troppo il flow del blog, plz).

Alla fine sono tornato in albergo gasatissimo, felice di essermi arrichito con un'esperienza bellissima non senza la mia dose di bastardaggine: ad uno dei miei intervistatori, l'ho sorpreso con un puzzle anch'io promettendogli la risposta solo se mi avessero assunto. Poi l'offerta è arrivata e questa davvero non si poteva rifiutare (incidentalmente sono stato assunto per lavorare ad un prodotto che al mio arrivo alla base era stato già rilasciato e trasformato in un altro; e migrando migrando sono finito in dotnet Smile).

La storia sarebbe finita qui se non fosse successo che - il giorno prima della mia partenza, mentre ero in uno stato di confusione mentale totale - l'azienda IT del colloquio all'ammerigana mi ha contattato per un'offerta. La mia risposta: "spiacente sono stato assunto da un'azienda di informatica che si occupa di software e non di naufraghi e isole deserte" Big Smile Quanno ce vuo', ce vuo'.

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Pubblicato lunedì 23 aprile 2007 alle 6:04 PM - 10 commenti so far
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