Effetti della neve a Seattle

Negli ultimi giorni è nevicato tantissimo, mai vista tanta neve in 10 anni di permanenza a Seattle. La città è rimasta letteralmente paralizzata ed il servizio postale, già sovraccarico per le consegne natalizie, è letteralmente scoppiato. Sono giorni che per posta arriva il minimo indispensabile (le bollette) e finanche i corrieri privati migliori come FedEx sembrano incapaci di consegnare da più di una settimana. Un pacco proveniente dalla California ci ha messo meno di 24 ore per raggiungere il centro di distribuzione locale ed è fermo a 15 miglia da casa mia da ormai giorni e giorni: per fortuna ho scelto e pagato profumatamente per la consegna in 2 giorni, proprio per evitare il traffico di pacchi impazziti di Natale. Lo stesso è successo al servizio di garbage collection con bidoni stracolmi di monnezza. Cosa buffa è che guidare senza catene non era impossibile: in alcuni parcheggi si aveva l’impressione di fare off-road grazie alle buche nel ghiaccio altrimenti compattato, ma comunque si poteva…

A Seattle vale l’equazione: 15 cm di neve = caos.

neve

-quack

Pubblicato martedì 30 dicembre 2008 alle 8:56 AM - 10 commenti so far
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Buone vacanze 2008-2009

Non so se riuscirò a bazzicare con regolare frequenza questo luogo di perdizione, visto che i tre nipotini sono molto più impegnativi di quanto potessi immaginare.

lucidinatale

Fate i bravi, ci si becca (con irregolarità) da queste parti. Buone vacanze a auguri di buone festività a tutti.

-quack

Pubblicato martedì 23 dicembre 2008 alle 6:52 PM - 17 commenti so far
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Automobilisti advanced

Mi sono accorto che un paio di “profili” mancavano nel mio post precedente sull’argomento. Colmo immediatamente la lacuna.

Muratori: sulle autostrade americane è possibile sorpassare a destra, a sinistra e al centro. Tale tipo di manovra diventa impossibile quando si ha a che fare con i muratori. Il muratore è un automobilista che lavora in team. Il suo scopo è viaggiare alla stessa velocità del veicolo di fianco creando di fatto un muro di veicoli che viaggia 5mph sotto il limite: ci si accorge di essere in presenza di muratori professionisti, quando le corsie occupate sono più di due.

Infilati: gli infilati sono gli automobilisti che per immettersi nella corsia principale sporgono più di 3/4 del proprio veicolo e restano immobili nonostante abbiano occupato già l’altra corsia. L’effetto netto è il rallentamento del traffico: se si buttassero e basta tutto sarebbe molto più scorrevole. Di solito, e quello che sto per dire ha la stessa valenza della mia teoria sui corollari, si tratta di donne proveniente da un paese molto poco urbanizzato.

Incostanti: altra categoria che mette a dura prova le mie coronarie, soprattutto in autostrada. Sono gli automobilisti incapaci di mantenere una velocità di crociera e alternano brusche frenate a rapide accelerazioni. Molto simili agli indecisi, ma usano la quarta dimensione al posto delle altre tre.

Giratori: non ho altro modo migliore di definirli. Sono quegli automobilisti che tutti i sacrosantissimi giorni vogliono girare a sinistra sulla 24th St mentre sono sulla Bel-Red. Cosa che potrebbe sembrare innocua, ma a causa del traffico costante e continuo in direzione opposta garantisce il rosso a tutte le macchine in fila. La cosa che mi fa impazzire dei giratori è che accendono il lampeggiatore sinistro solo dopo che il semaforo è diventato verde, quando cambiare corsia è diventato impossibile.

C’è da aggiungere che in questi giorni è caduta tanta, tantissima neve e che la temperatura si è fermata sotto lo zero per diverse notti consecutive: risultato finale una marea di veicoli con difficoltà di guida e incidenti da film di azione, come questo breve video può dimostrare:

-quack

Pubblicato lunedì 22 dicembre 2008 alle 8:58 PM - 9 commenti so far
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Virtualismi avanzati

Visto che non sono più riuscito a vendere il mio “vecchio” DELL ho deciso di fare un bel upgrade della RAM e passarlo alla formichina, in cambio del “vecchissimo” e-machine dotato di Sempron e 1.256 GB che da recidivo proverò inutilmente a vendere al mercatino di Craigslist. Il problema da risolvere era la migrazione dei dati dal vecchio al “nuovo” considerando che il nuovo ha un OS già installato (Vista x86), il vecchio un OS sovraccarico (XP SP2). L’idea era quella di migrare il vecchio PC in una VM che “congelasse” l’installazione attuale (e magari rimuovere un sacco di SW inutile dentro una VM).

Il primo esperimento è stato quello di usare drive snapshot + Virtual PC. Sono riuscito a copiare l’immagine dell’HD in un file VHD, ma ovviamente non era bootabile per via dei driver AGP paleolitici. Ho quindi tentato una sovra-reinstallazione dell’OS, ma qualcosa è andato storto: la VM funzionava, ma non in maniera affidabile come avrei voluto io. Son passati un paio di giorni ed è uscita la nuova versione di Virtual Box, che avevo scartato per via di due grosse pecche della versione precedente: il supporto per le immagini non VDI in tono minore (niente snapshot) ed il fatto che configurare la rete in modalità “full” richiedeva non pochi giri di configurazione passando per l’installazione di un antipatico bridge. La nuova versione, recensita dal buon Enrico, siDottor Shibastema proprio questi due problemi tra tanti altri miglioramenti ed è diventato de facto il mio VM host preferito. La seconda parte della migrazione, quella della generazione dell’immagine, l’ho effettuata, sul consiglio del solito Enrico, usando il tool di VMWare chiamato VMWare converter che si occupa appunto di fotografare una macchina “fisica” in  un’immagine VM.

Anche in questo caso l’immagine non era direttamente bootabile ma la sovrareinstallazione ha praticamente fatto miracoli. A vedere la VM girare sul nuovo laptop ho avuto una piccola sensazione di deja-vu. Mi è venuto in mente il cartone animato Jeeg Robot d’acciaio in cui la coscienza del dottor Shiba viene trasferita in un enorme computer cilindrico.

Tutto è bene quel che finisce bene e – in attesa di vedere quali miglioramenti verranno apportati in Virtual PC 200-che-sarà – non posso assolutamente evitare di consigliare il prodotto di Sun, anch’esso gratuito.

Buona virtualizzazione a tutti

-quack

Pubblicato domenica 21 dicembre 2008 alle 8:53 AM - 23 commenti so far
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Fargo

Fargo, North Dakota. Una delle città più fredde di tutte gli Stati Uniti nonché ospite di una delle tante sussidiarie MS in Nord America. Nonché sede di tanti colleghi spiritosi che hanno risposto a questa mail:

Warning

Puget Sound Campus Open with Limited Services

The Corporate Facilities in Puget Sound, including satellite areas will be Open and is expected to have LIMITED SERVICES due to continued Snow/Ice conditions in the local area
[…]
Please exercise extreme caution driving and walking on campus

con molta ironia:

Warning

Fargo Campus Open with No Interruptions

Due to normal cold weather and heavy snowfall the Corporate Facilities in Fargo, including satellite areas will have NO SERVICES INTERUPTED due to Snow/Ice conditions in the local area.
[…]
Please exercise normal caution driving and walking on campus as you are more likely to be attacked by a bunny than slip and fall on the ice

In Fargo, d’inverno, è più facile essere attaccati da un coniglio incazzato che scivola sul ghiaccio e sbatte la testa che scivolare. Darwin docet.

-quack

Pubblicato venerdì 19 dicembre 2008 alle 11:38 PM - 8 commenti so far
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