Stampante ideale

Cercavo da tempo una stampante con le seguenti caratteristiche:

  • costo contenuto (~60$)
  • inchiostri separati
  • stampa fronte retro automatica (la mia Pixma IP3000 mi ha viziato)
  • scanner piano incorporato

La cosa non si è rivelata affatto semplice; ho provato a fare un giro sul sito della Canon ma alcune caratteristiche non sono chiaramente specificate nella descrizione sommaria dei prodotti. Stessa cosa per le Epson.

Poi fortuitamente tra le offerte di Fry’s c’era una Canon MP610 in offerta a 60$, offerta però non disponibile presso il punto vendita locale. Incuriosito ho scoperto che la MP610 ha tutte le feature che mi interessavano e che su newegg è in vendita la versione ricertificata e garantita per 65$ consegna a domicilio.

Lo scanner incorporato è compatibilissimo con BlindScanner Pro per mia personale gioia. Seguiranno i test di stampa su carta fotografica.

Unico neo: le cartucce usano un sistema di misurazione della quantità di inchiostro basato su chip; ma questo non sembra aver fermato il mercato delle cartucce compatibili.

Consigliatissima.

-quack

Pubblicato sabato 31 gennaio 2009 alle 8:28 PM - 11 commenti so far
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ANAListi

Dall’ultimo post “non di servizio” sono successe un bel po’ di cose.

La notizia più interessante del momento è stato il licenziamento di alcuni colleghi; la novella è stata accolta in vari modi anche se a nessuno piace la parola licenziamento in un periodo triste come questo: non piace persino a Mini-Microsoft, che predica da anni una cura dimagrante aziendale. Personalmente l'ho accolta con sentimenti “misti”: sarebbe stato più appropriato un taglio netto anziché scaglionato per i prossimi 18 mesi anche se questo sarà un incentivo per tutti a fare molto meglio. Mi ha però rattristato e disturbato parecchio leggere le reazioni dei cosiddetti analisti. Qualcuno crede di conoscere la situazione dell’azienda meglio di Steve Ballmer, che per quanto personaggio controverso si deve ammettere che sulla questione sappia cose che nessuno sa; qualche altro ha cominciato la caccia alle streghe e la notizia più idiota in assoluto è raccontata in questo articolo sintetizzabile in “la colpa è di Vista”. Credere che la colpa delle disgrazie di un’azienda sia imputabile ad un prodotto rilasciato più di due anni fa è bizzarro. Certo è che se dovessi malauguratamente cambiare mestiere vorrei fare l’analista: essere pagato magari anche profumatamente per fare a gara a chi la spara più grossa dev’essere un sogno proibito. Personalmente ritengo che ci siano prodotti che vadano “curati” con attenzione e che il licenziamento rappresenta sempre un insuccesso, inspiegabile poi se le revenue sono ancora stellari. L’economia intanto è quello che è meglio alzarsi la mattina e cominciare a pensare in che direzione correre.

Nel frattempo sono diventato ufficialmente caporale di un soldato solo: è un inizio ovviamente e già questo ha stravolto la priorità di tutte le cose. Speriamo bene; la mia agenda intanto si è arricchita di un numero quasi insostenibile di meeting alla ricerca del riannodo di fili persi in chissà quali oscure trame.

Per il resto, finite le migrazioni di tre siti verso nuovi lidi (grazie Luca!), la vita comincia a fluire verso la tranquilla normalità; perfino il mio dellaptop, che finora mi aveva fatto un po’ penare, è entrato in periodo di virtuosa stabilità interrotto solo da un BSOD occasionale. Non ho fatto analisi perché pochi giorni dopo mi sono imbattuto in questo changelog:

Networking: fixed intermittend (sic) BSODs when using the new host interface (Windows hosts only; bugs #2832,#2937, #2929)

Scommetterei un euro che il mio BSOD era appunto della famiglia degli “intermittendi”. Ma vaff…

-quack

Pubblicato giovedì 29 gennaio 2009 alle 6:22 PM - 14 commenti so far
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Messaggio di servizio #42

L’inevitabile è accaduto, ho cambiato ISP. Dal punto di vista pratico è un cambio di DNS ma finché la modifica sarà propagata potrebbe rispondere il vecchio ISP.

ISPChange

Sperando che almeno sia un po’ più affidabile del vecchio. Se i commenti sono bloccati, vuol dire che il DNS non è ancora rinfrescato. Intanto mi sto inventando qualcosa per rendere leggibile a tutti questo messaggio.

-quack

Pubblicato mercoledì 28 gennaio 2009 alle 2:57 AM - 7 commenti so far
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Controsensi

In uno dei post precedenti, riguardo la questione della controsensopreinstallazione di Windows da parte dei soliti Dell/HP/Toshiba, dicevo:

Qualcuno ne fa una questione di principio ed è disposto a investire quantità di tempo che superano di parecchio l’eventuale rimborso, come se il bundling stesso fosse illegale.

Tanto per chiarire io non ho nulla contro le questioni di principio: ognuno è libero di combattere contro i propri mulini a vento a prescindere.

Quello che un po’ mi infastidisce e procura antipatia a livello cutaneo è la totale incoerenza di certe battaglie. Faccio un esempio magari poco “reale”: si lotta per principio per farsi rimborsare la licenza di Windows e poi ci si compra un Mac? Con questo non voglio giustificare chi si comporta male portando l’esempio di chi si comporta peggio, ma se uno vuole filosofeggiare sulle alte questioni del bene e del male non dovrebbe cominciare ad acquisire per lo meno un po’ di coerenza.

Sullo stesso tema: 9 milioni di infezioni via Conficker e gli utenti Mac sono immuni, ma qualcuno lo vada a spiegare a quei 20 mila utenti che si sono infettati via iWork. Certo una goccia nel mare, ma intanto…

-quack

Pubblicato giovedì 22 gennaio 2009 alle 8:58 PM - 172 commenti so far
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I.F.T.C.

Per quanto riguarda l’argomento Trusted Computing ci sono due post molto interessanti da segnalare sul blog di Joanna.

Il primo si intitola “Why do I miss Microsoft Bitlocker?” e spiega in dettaglio la differenza tra Bitlocker +TPM e qualsiasi altro SW di encryption per dischi. Ne avevo parlato in precedenza ma Joanna racconta con dovizia di particolari gli scenari di attacco usando un esempio alla portata di tutti.

Il secondo post si chiama invece Attacking Intel Trusted Execution Technology. Parla molto bene di questa nuova tecnologia che permette di far girare codice trusted su una piattaforma untrusted. L’equivalente in codice – se vogliamo – del protocollo di scambio di chiave che va sotto il nome di Diffie-Hellmann.

Una cosa che ha subito colto la mia attenzione è la sigla I.F.T.C.: Irrational Fear of the Trusted Computing. Per fortuna qualcuno, dopo aver letteralmente sfrantecato gli zebedei su quanto funesto sarebbe stato l’arrivo inevitabile di questa tecnologia, ha cominciato a dedicarsi ad argomenti più leggeri anche se non meno controversi. A chi è ancora scettico sull’utilità del trusted boot dedico questo splendido paragrafo:

In other words, our system can be all full of boot sector viruses and BIOS rootkits, and god-knows-what-else, and still TXT should allow to load a clean VMM (or OS kernel) in a secure way, immune to all those rootkits present in the system in a moment just before the load process. This TXT-supported load process is called Late Launch, and is implemented via a special new CPU instruction called SENTER.

[…]

It is hard to overemphasize the potential impact that a technology such as TXT could have on computer security. One can immediately see that it could eliminate all the system-level persistent malware — in other words we can easily build systems (VMMs or even standard OSes) that would be immune to attacks that try to compromise system binaries on disk, or attack the system right from the bootloader or BIOS. Combining this with VT-x and VT-d technologies, system developers (for the first time, at least as far as the "PC" platform is considered) have gotten extremely strong tools into their hands that should allow them to create really secure VMMs and OSes…

È ancora troppo presto però per gioire, la tecnologia TXT (conosciuta anche come La Grande) è ancor meno diffusa del TPM.

-quack

Pubblicato giovedì 22 gennaio 2009 alle 1:12 AM - 20 commenti so far
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