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Ubiquità

La leggenda narra che i miei compaesani abbiano il dono dell’ubiquità: ovviamente si intende a livello collettivo e non certo di singolo individuo. Non c’è paesino, spiaggia o posto al mondo in cui sia impossibile, dato un intervallo di tempo abbastanza lungo, incontrare il paisà che ti riconosce e racconta le ultime disavventure di Giacinto (personaggio in bilico tra il comico ed il male) o Matteo Quartequinta, che deve il suo soprannome al fatto che fosse capace di tirare la quarta e la quinta di una centoventisette sport nel suo garage.

Il 20 Gennaio 2009 sarà sicuramente una data storica. E in base alla leggenda, all’evento tanto atteso non poteva mancare un mio compaesano. Immagino che se capitasse che durante la cerimonia il neo-eletto presidente finisse per scambiare quache chiacchiera a distanza ravvicinata con il paesano in questione un gravinese di passaggio chiederebbe al suo vicino: ma chi è quell’uomo abbronzato che sta parlottando ora con Giovanni?

-quack

Pubblicato lunedì 19 gennaio 2009 alle 11:21 PM - 5 commenti so far
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Scaveggiamenti

Venerdì mi è arrivato il sintonizzatore digitale (Digital Cable); è stato un po’ complicato installarne il software per via di alcune dipendenze incrociate ma niente di che, anche se son andato vicinissimo all’esperienza Linux: scaricare l’aggiornamento necessario che non si installa, cercare su Google, aprire la finestra terminale e installare i vari pezzi dell’aggiornamento a mano. Ci mancava solo qualche pezzo di codice sorgente… anyway.

La scoperta sensazionale è che di criptato sul cavo digitale di comcast c’è ben poco. Anche canali some ESPN, che mi ha permesso di seguire i passati Mondiali/Europei, sono totalmente in chiaro. E così ho aggiunto un’altra bella fetta di soddisfazione alla bacheca, perché la storia di integrare PC e segnale televisivo è stata davvero molto lunga e tortuosa. Che ha inizio con l’ultimo trasloco casalingo diversi anni fa.

Allora arrivò anche il passaggio dalla parabola al cavo digitale, necessario per usufruire dei servizi di RAI Ciofetional. Per sfida personale decisi di mettere insieme un mediacenter piccolo in tutti i sensi, anche di prezzo: comprai una MB con scheda grafica compatibile MCE integrata, un processore AMD Athlon, lettore DVD, HD, RAM e li piazzai dentro la “lavatrice”, un case Antec Aria a forma appunto di lavatrice più “accomodante” dei vari Shuttle PC. Anche il rumore, date le condizioni di raffreddamento challenging di tanti componenti in pochissimo spazio, era quello tipico dell’elettrodomestico per eccellenza. Le connessioni allora erano piuttosto semplici: l'uscita digitale della presa veniva convertita in analogico composito dal sintonizzatore in comodato, riconvertita in digitale da una PVR 250 con MPEG-2 hardware, passava sull’HD e ritornava in analogico tramite la MX-440. Tutto funzionava egregiamente con la beta di MCE2005 ma al momento del rilascio l’amara sorpresa: la MX-440 non era più supportata per motivi di performance e dovetti in fretta e furia trovare un’altra soluzione. Decisi di ricominciare quasi da capo con un nuovo case molto più spazioso(Ahanix D-Vine 6 dotato di display VFD), una nuova CPU Intel (P4), una scheda madre con una ATI integrata riciclando tutto il resto: anche in questo caso la scheda grafica integrata non ce la faceva con la decodifica MPEG e passai ad una scheda grafica discreta ma raffreddata passivamente (GeForce 6200). Da allora il PC è rimasto grosso meno lo stesso a parte la sostituzione per morte prematura degli HD e un piccolo upgrade della RAM. Nel frattempo è arrivata l’alta risoluzione, il remodeling della living area, un televisore nuovo HDMI compatibile; e con esso una scheda grafica che supportasse l’HDMI (ATI 9250) ed ovviamente un “nuovo” sintonizzatore HiDef in comodato d’uso dotato di uscita firewire; ad aggiungere sconquasso il remodeling ha reso il mediacenter e il sintonizzatore estremamente ingombranti, al punto da trasbordare fuori dal nuovo habitat designato. Con qualche hack è diventato possibile cambiare canale via firewire (farlo tramite infrarossi era scarsamente affidabile) e addirittura registrare la TV in HiDef sempre via firewire a patto però di registrare lo stesso show contemporaneamente anche in SD via ingresso analogico. La cosa non mi sembrava malvagia fino a quando ho realizzato che 2 registrazioni per volta non erano il massimo per la vita degli Hard-Disk: per fortuna il sintonizzatore digitale aveva anche l’uscita component aggiuntiva e con qualche magagna si poteva vedere la TV dal vivo – ma senza le feature di un PVR – in HiDef senza dover ricablare l’intero pianeta solare: è stato così abbiamo visto i mondiali del 2006 e gli europei del 2008.

Però spesso non riuscivo ad addormentarmi (?) roso dal tormento di dover usare l’uscita analogica quando il segnale di partenza era già digitale (D->A->D->A): sono sempre stato attirato dai PC con CableCard ma con il mercato estremamente limitato trovare un modello che soddisfacesse tutte le mie richieste è stato impossibile. Troppo costosi, troppo brutti, troppo ingombranti. Mi ero perciò convinto che tutti i canali digitali fossero in qualche modo criptati ed alcuni di essi sigillati da stringenti vincoli DRM; che CableCard fosse l’unica alternativa al buco analogico (analog hole). Poi per caso ho letto di SiliconDust HD HomeRun e ho cominciato a informarmi: questo versatile sintonizzatore permette di ricevere tutti i canali digitali non criptati con una facilità disarmante. Ero piuttosto scettico sul fatto che quelli interessanti (ESPN, sci-fi, TLC, FX, NBC, etc.) fossero in chiaro: ho deciso di ordinare uno di questi gingilli tecnologici mettendo in conto di restituirlo al mittente a mie spese qualora la maggior parte dei canali interessanti non fosse disponibile visto che informazioni accurate a riguardo erano impossibili da decifrare.

Ed invece la sorpresa è stata ottima. Tutti i canali che ci interessano e molti di più sono in chiaro e funzionano in maniera “nativa” con mediacenter. Ci sono alcune limitazioni dovute al fatto che il sintonizzatore si spaccia per un sintonizzatore di tipo diverso ma sono limitazioni per me non vincolanti: 68 canali sintonizzabili bastano e avanzano. Per di più lo scatolotto, che occupa un ventesimo dello spazio del vecchio sintonizzatore, monta due sintonizzatori separati ed accessibili via rete contemporaneamente. Significa che mentre un PC è sintonizzato su un canale un altro PC può sintonizzarsi, tramite lo stesso scatolotto, su un altro canale. Magari via wireless. Con il risultato che ho tutta l’aria di aver fatto un upgrade che mi ha portato ad eliminare un bel po’ di cavi superflui: component (cavo a 5 ingressi RCA), composito (3 ingressi RCA) e firewire, una vera e propria opera di scaveggiamento.

Il prossimo passo sarà quello di sostituire il mediacenter con una soluzione più compatta basata magari su NVidia ION: pare che lo scatolotto sia in grado di supportare la decodifica 1080p con il solo raffreddamento passivo. Se qualche offerta per un barebone simile al mio mediaserver diventasse interessante tenterò l’esperimento, magari aggiungendo anche una soluzione di SSD agli ingredienti.

Incidentalmente, sempre a proposito di mediacenter, pochi mesi fa mi si era rotto il “telecomando”, un telecomando MCE universale in grado di imparare i segnali di spegnimento/volume TV da un altro “collega”. Non sono riuscito a trovarne in giro un rimpiazzo ad un prezzo decente e ho deciso di provare uno di quei telecomandi logitech super-universali: un Harmony 520 ricondizionato. Un’altra esperienza letteralmente mistica. E fù così che l’altra sera dissi: «un momento, programmo il telecomando e arrivo».

-quack

Pubblicato lunedì 19 gennaio 2009 alle 7:39 AM - 17 commenti so far
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Preinstallato

Dico la mia visto che sia gli ultimi commenti, sia gli ultimi avvenimenti sembrano spingere la discussione in tale direzione. Lo faccio elencando una serie di considerazioni in ordine sparso e probabilmente senza filo logico. La premessa che quello che scrivo è solo frutto della mia mente bacata è più che mai valida per questo post.

Monopoli. Secondo la dottrina economica americana non è il monopolio in sé ad essere considerato nocivo ma usare un monopolio a proprio vantaggio per aumentare la share in un altro mercato. L’esempio classico è quello di Windows/I.E. Secondo gli accusatori Microsoft ha usato il monopolio dell’OS (Windows) per aumentare la share di I.E. Anche allora l’accusa è stata accolta in maniera estremamente controversa per un paio di questioni. Una ad esempio è che Windows non impedisce l’uso di altri browser. Ce ne sono altre che probabilmente verranno fuori durante la discussione nei commenti.

Storia. Microsoft è stata chiamata in giudizio e condannata per alcune pratiche a dir poco discutibili. Quella di imporre l’esclusiva di MS-DOS è stata una di queste e da allora è stata messa sempre sotto stretta osservazione. Quello che la gente dimentica è il periodo storico in cui questo accadeva: sono passati più di 15 anni e la concorrenza allora non era Linux/OSX/qualsiasi-altro-gusto-di-Unix: si chiamava DR-DOS/Novell ed erano più che altro sistemi basati sul cloning di MS-DOS. Da allora le cose sono cambiate ed il prezzo della licenza OEM dipende solo dal “volume di acquisto” e non da diritti d’esclusiva.

Linux. Molti sostenitori di questo sistema aperto/gratuito fanno quest’equazione: Qualità Ottima / Prezzo Zero = Infinito. E a questo punto si chiedono: com’è possibile che un prodotto che ha un elevato rapporto qualità/prezzo e che per di più è gratuito non riesce a conquistare quote di mercato? Semplice, la concorrenza gioca sporco… Questo tipo di ragionamento è molto comune, sono pochi che riescono ad afferrare che qualità e prezzo sono fattori ben meno oggettivi di come si potrebbe pensare.

Libero mercato. Ripeto quanto ho detto in precedenza. Molti confondo il libero mercato con la disponibilità di avere quello che si vuole al prezzo che si vuole. Faccio un esempio che può sembrare ingenuo ma che è tristemente basato su una storia vera. Tempo fa Dell ha deciso di vendere alcuni modelli di laptop con Ubuntu anziché Windows. Alcuni personaggi loschi si sono leccati i baffi pensando: Vista ultimate costa 300euri, Ubuntu costa zero ergo un laptop con Vista da 400euri deve essere venduto a 100euri. Lo scontro con la realtà del costo della licenza OEM di Vista usata nei prodotti di fascia bassa per compratori di altissimo volume come DELL è di molto inferiore al loro immaginato risparmio li ha portati a gridare allo scandalo. Ricordo vividamente un commento del tenore “quei ladroni di Microsoft sono riusciti a trovare il modo di lucrare anche sulle licenze di Ubuntu”.
Tornando al discorso sul libero mercato: libero mercato è incontro tra domanda ed offerta. Se la domanda per un certo prodotto è bassa renderà l’offerta bassa e sconveniente soprattutto per prodotti a costo marginale nullo (software, know how, ecc.). Se Fry’s decide di fare lo sconto del 20% se compro un certo specifico modello di processore ed un certo specifico modello di motherboard non posso imporre a Fry’s di vendermi solo la motherboard con quello stesso sconto: ed infatti al momento dell’acquisto si sottoscrive un contratto in cui ci si accorda che CPU & MoBo sono inscindibili ed in caso di restituzione per rimborso vanno restituiti entrambi. La questione operatività sollevata da EnricoC è totalmente irrilevante: nessuno mi vieta di regalare un televisore con l’acquisto di un materasso e nessuno finora si è sognato di imporre (notare la scelta del verbo) al venditore la vendita del materasso “nudo”. Dell/HP/Toshiba hanno tutto il diritto di scegliere come e con cosa vendere i loro prodotti.

EULA e rimborsi. Tutto quanto detto sopra però ha una piccola/grande eccezione. Il software è un bene immateriale solitamente venduto in licenza d’uso. Sebbene questo non limiti il fatto che possa essere venduto in bundle con l’hardware, l’EULA di Windows permette una piccola scappatoia. Notare l’uso del termine “scappatoia” perché di questo si tratta. L’EULA di Windows permette il rimborso da parte del rivenditore (leggasi: Dell/HP/Toshiba) se prima di installare/usare il software non si accettino le eventuali condizioni d’uso. È una scappatoia perché nel momento in cui il prodotto viene venduto tali condizioni sono estremamente chiare. Tornando all’esempio dei materassi/televisori è come se la ditta di televisori dicesse “questo televisore non può essere usato per martellare dei chiodi e se lo avete comprato per usarlo come martello vi siete sbagliati e potete chiedere il rimborso al rivenditore”. Quando qualcuno cerca di ottenere il rimborso della licenza di Windows sta facendo proprio questo: in termini spicci sta facendo il finto tonto anche se dal punto di vista legale ha tutte le ragioni per farlo. A questo punto dovrebbe essere chiaro perché alcuni rivenditori possano essere meno accomodanti di altri. Qualcuno ne fa una questione di principio ed è disposto a investire quantità di tempo che superano di parecchio l’eventuale rimborso, come se il bundling stesso fosse illegale.

Unione europea: uno dei più grossi fraintendimenti è che un ente come l’UE sia super-partes. Se questo è vero in discussioni fra due entità entrambe “europee” sicuramente lo è meno quando una delle parti è americane. Se si combina questo con il fatto che anche alcuni commissari UE possono sbagliare, si può capire quanto portare sul tavolo affermazioni come “l’UE ha fatto la multa” siano di poca utilità nel cercare di capire come muoversi. Piccola parentesi: da cittadino europeo sarei un po’ più felice se quei soldi (che per me sono comunque ottenuti in maniera poco pulita) finissero per finanziare la ricerca fonte di innovazione e di futura competizione sana. Mi scusassero se esprimo tutti i dubbi del caso.

Opera, WMP e IE. Faccio una operazione temporanea di “suspension of disbilief”. Suppongo cioé che multare ed imporre a Microsoft di vendere copie di Windows senza WMP sia cosa buona e giusta (le famose edizioni N). Se così fosse mi dovrei aspettare una marea di copie vendute ed invece di Windows N sono state vendute zero (o quasi) copie. Errare humanum est, perserverare… Fossi nei panni di Christen Krogh, Chief Development Officer di Opera, passerei meno tempo a gioire e più tempo a capire come mai un browser uscito dal nulla (leggasi: Chrome) sia stato capace di ragranellare in pochissimo tempo market-share comparabili con quelle di un browser decennale.

Mi fermo qui, sicuramente c’è abbastanza per alimentare una discussione interessante. Unica richiesta è che i toni siano civili come al solito e magari anche di più.

-quack

Pubblicato sabato 17 gennaio 2009 alle 7:34 PM - 104 commenti so far
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Guarigione

Il mio laptop è finalmente guarito da tutti i mali: come ultimo test tombale ho reinstallato il sistema, applicato tutte le patch, aggiornato tutti i driver e configurato tutto il configurabile (2 setting delle schede di rete).

Qualche male l’avevo attribuito a cause sbagliate, per cui riassumo qui un po’ tutto.

Sonnolenza: tutti i problemi di sonnolenza compresa l’insonnia ed il coma sono stati risolti dai driver aggiornati sul sito Dell. Sembrerebbe che la root cause sia più dipendente dai setting di “Wake-up mode” di entrambe le schede di rete. Ho impostato il Wake-up mode della scheda wireless a “Magic Packet” e quello della scheda wired a “None” ed il portatile si addormenta e si risveglia perfettamente a mio comando.

Click audio: si è rivelata un’interferenza con la “banda a” della scheda audio, come correttamente diagnosticato in precedenza.

64-bit vs 32-bit: 64, definitivamente 64.

Crash di mobsync.exe: scomparsi, credo a causa di alcune patch di sistema distribuite da Dell a fine dicembre.SickPC

Unregmp2: sul laptop non è più apparso ma credo di averlo visto apparire su un altro PC, ma non ricordo assolutamente quale. Credo abbia a che fare con il fatto che in qualche modo i setting di default di Media Player non sono “registrati” correttamente.

Bluescreen: scomparsi; il nuovo driver della webcam, del lettore di impronte e le ultime patch li hanno messi a posto.

BIOS lento: non credo di averne parlato in precedenza ma alcune volte il PO ST era estremamente lento. Ho scoperto poi essere una feature: se si interrompe un POST quello successivo diventa “full” anziché “quick” per scoprire se l’interruzione è voluta (leggasi: utente) o problematica. Il setting è disabilitabile via BIOS.

Giacché c’ero ho installato anche i driver di dicembre di ATI. Non so quanto questo abbia influito ma valeva la pena citarlo.

Chiaramente il DELL Studio 1535 non era completamente pronto per i 64 bit al momento del rilascio. Non posso parlare di quanto sia potuto essere stabile con il S.O. a 32-bit preinstallato e presettato da Dell visto che ho voluto immediatamente sostituirlo: magari alcuni dei setting erano già impostati correttamente e la reinstallazione ha azzerato tutto anche se non ci giurerei.

-quack

Pubblicato giovedì 15 gennaio 2009 alle 7:08 AM - 7 commenti so far
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Unauthorized Windows 95

Uno dei libri più interessanti sulla storia di Windows. In Italiano il titolo era “Windows 95 dunauthwentro il sistema” e l’ho comprato/prestato/sparito a pochi giorni dal rilascio dell’OS. Il libro conteneva analisi interessanti seppur alquanto ripetitive sul percorso evolutivo di Windows 3.x con qualche fatto alquanto sorprendente: Windows 95 non era il primo Windows a 32-bit e in alcuni casi Windows 3.11 si spingeva addirittura oltre; ancora più incredibile il metodo usato da Schulman per validare le sue teorie: metodo scientifico + notevoli dosi di reverse engineering. Alcuni giorni fa ne ho comprato un’altra copia in inglese allo straordinario prezzo di 92c e oltre 3$ di spese di spedizione. Mi sembrava importante citarlo prima di intavolare virtualmente argomenti che affondano le radici nel passato remoto e fioriscono luoghi comuni tra i più assurdi mai letti.

-quack

Pubblicato mercoledì 14 gennaio 2009 alle 12:14 AM - 35 commenti so far
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