Crash proof

Chissà se il dipartimento marketing di Apple si parla con il dipartimento sviluppo di MacOS. Me lo chiedo perché questo spot è stato messo in circolazione durante gli stessi giorni del rilascio del Service Pack 7 per OSX:

Lo spot colpisce nel segno. I Mac non crashano mai e non prendono virus. Fintanto che:

  1. si aggiorna il sistema all’ultimo service pack ogni tot mesi circa, che migliora l’affidabilità di questo e di quello, risolve quel problemino lì, aggiusta quel problemino là, ecc.
  2. se prima di fare l’aggiornamento si fa il backup del PC, si chiudono tutte le applicazioni e si promette – giurin giurello – di non interrompere il processo di installazione. E se non si è installato software “che modifica il sistema” di terze parti (stessa fonte punto 1.)
  3. se non si è abbastanza sfortunati di rientrare in qualche casistica speciale in cui bisogna aspettare l’update dell’update.
  4. se si è bravi nel seguire le guide di lifehacker nel caso il Mac diventa lento e “gonfiato”
  5. se si è abbastanza “furbi” da non farsi infettare e far diventare il proprio Mac uno zombie

eppoi ancora per il punto sei, il punto sette, …, il punto diecimilaquindici, ecc. ecc.

O in maniera più sintetica: quando sono spenti; come avviene da sempre per qualsiasi strumento di calcolo più complesso di una calcolatrice solare.

-quack

Pubblicato giovedì 14 maggio 2009 alle 12:02 AM - 65 commenti so far
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Domenica infernale

Alla fine ce l’ho fatta ad uscirne vivo. Ma il resoconto è un’interessante concentrazione di sfiga.

  1. Ho aumentato il voltaggio della RAM sul MediaCenter. Al riavvio schermo nero prima del POST. Comincio a pensare a qualche messaggio sparato sull’uscita VGA/DVI prima che l’uscita HDMI (a cui è collegato il televisore) venga inizializzata. Me la cavo con un adattatore DVI-HDMI riciclato dal vecchio MediaCenter che ora conserverò preziosamente come una reliquia. Il messaggio dice testualmente “che i valori di voltaggio sono incompatibili con CPU, li abbiamo resettati per voi ma per punizione premi F1 per l’acknowledge”
  2. Sono costretto a reimpostare tutto il BIOS e visto che ci sono faccio una modifica aggiuntiva – che mi sono dimenticato di citare nei commenti – e al tempo stesso sposto la RAM su un altro banco. La modifica è quella di assegnare 256MB aggiuntivi oltre ai 256MB già assegnati alla scheda grafica.
  3. Al riavvio e lancio di Windows è un festival di crash e BSOD. Evidentemente il taglio di 256MB ha aumentato la probabilità di colpire le celle bacate che flippano come grilli in primavera
  4. Decido per la soluzione meno dolorosa: quello di procurarmi 2GB di RAM da sostituire e – come dice Scrooge – che potrebbero diventare upgrade magari per qualche altro PC. Compro 2GB di RAM mezza altezza (che figata, perché non ci hanno pensato prima!!) ma nel pasticcio mi accorgo che i 4 pin del cavo 20+4 di alimentazione erano “laschi”. Prima, dopo o durante, non sono più sicuro. Visto che c’ero e che mi serviva un DVD-ROM “esterno” per altri esperimenti, ho preso un lettore Lite-ON blu-ray. Ero passato da Blockbuster lo scorso Venerdì e mi sono reso conto che la selezione era niente male. In più avevo tanta voglia di sostituire il cavo EIDE con un cavo sata per migliorare la situazione aereodinamica all’interno del case.
  5. Al riavvio di nuovo schermo nero, ma questa volta neanche l’uscita DVI è attiva. Porca paletta mi occorre uno schermo con ingresso VGA e mi accingo a collegare il MediaCenter all’Acer F22. Effettivamente ho fatto qualcosa di terribile giocando con il pin di reset dell’RTC senza leggere le istruzioni e il risultato è che il BIOS è andato a farsi fottere. Sorrido perché qualche anno fa questo voleva dire dover sostituire la scheda madre mentre un messaggio su schermo mi invita ad inserire un supporto (floppy, CD-ROM o USB) contenente il file del BIOS.
  6. Provo con il BIOS su chiavetta USB, ma dopo aver letto il file il PC si pianta.
  7. Provo con un’altra chiavetta USB da 16GB, ma il file non viene neanche individuato (su manuale c’è scritto la chiavetta deve essere da 4GB o meno)
  8. Provo su CD-ROM ma il drive SATA non viene neanche rilevato durante il POST
  9. Ricollego il vecchio DVD-ROM via IDE in maniera temporanea et voilà il rinfresco del BIOS, con una versione aggiornata a pochissimi giorni fa, avviene al primo colpo. Nel frattempo mi accorgo che questo PC vede come bootabili solo le prime 4 porte SATA e quindi mi tocca spostare l’arrangiamento dei dischi visto lo spazio esiguo tra i cavi.
  10. Riavvio il PC e mi dice che i valori del BIOS sono incompatibili: F1 per modificarli, F2 per accettarne di default e andare avanti. Peccato che dopo aver modificato i valori con F1 e riavviato riappare la stessa schermata. Insomma tutte le modifiche fatte vengono annullate e riappare il laconico messaggio. Con F2 però almeno riesco a fare il boot di Windows anche se con la configurazione di default scheda video e scheda audio non funzionano come dovrebbero
  11. Comincio a pensare al peggio: la memoria FLASH che contiene i dati del BIOS si è danneggiata ma prima di arrendermi tento un’ultima mossa disperata. Il downgrade del BIOS, non si sa mai che l’ultima versione sia stata flashata incorrettamente o che sia bacata per natura
  12. Ta-Dà tutto funziona correttamente, il MediaCenter è salvo, il lettore BD-ROM rilevato, ecc. ecc. Decido di installare un software di riproduzione MCE friendly di cui avevo letto il giorno prima su un altro PC (che pensavo fosse la WorkStation).
  13. All’avvio della WorkStation mi compare un messaggio di errore di consistenza del FS sul disco dati, quello che contiene materiale che non ho ancora fatto in tempo a backuppare (tutte le vacanze di natale non ancora editate in video!!). Comincio a sentire un brivido lungo la schiena e mi parte qualche vaff*nculo preventivo. Avevo da pochi giorni scambiato il disco da 1TB nella workstation con quello da 500GB nel server visto che quest’ultimo è sempre più affamato di spazio e qualcosa a quanto pare è andata storta. Per farlo mi ero armato di un altro disco da 500GB che avevo usato per travasare i dati, ma che ora era irrimediabilmente vuoto
  14. Apro la Workstation e mi accorgo che a causa dell’esiguo spazio il cavo Sata sembra danneggiato. Lo sostituisco con un altro ma qualcosa ancora non va. Tiro fuori il disco e lo collego esternamente al laptop e i dati ci sono tutti. Decido quindi di inserire il disco da 500GB da travaso e fare finalmente la copia finale di backup sull’altro. Il disco sembra meccanicamente in fin di vita ma riesco comunque a recuperare tutti i dati. Potrebbe essere un problema legato al cradle esterno che ha sempre fatto i capricci con la workstation.

Tutto è bene quello che finisce bene. Mi son portato in ufficio, dove ho accesso a PC in parcheggio facilmente smontabili, il banco da 2GB che presumo difettoso. A casa mi aspetta invece l’HD da 500GB da “analizzare” in qualche modo.

Il mio numero di scarpe è 9.5 e per esercizio per il lettore si lascia calcolare la probabilità congiunta di tutti gli eventi descritti in un universo parallelo in cui gli effetti della legge di Murphy siano trascurabili.

-quack

Pubblicato lunedì 11 maggio 2009 alle 8:06 PM - 16 commenti so far
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Quizillo weekend #42

Cercare il colpevole in:

bugchecks

sapendo che:

  • la maggior parte dei crash delle applicazioni è dovuta all’errore infame 0xC0000005
  • i BSOD sono dovuti a 0x1000008e, 0x0000001a, 0x0000004e, 0x00000099 (x 2), 0x00000019 (x 3)

Punti bonus a chi sa dire il numero di scarpe in versione US calzato dal proprietario del PC in questione. Happy bug hunting.

-quack

Pubblicato sabato 9 maggio 2009 alle 8:16 PM - 39 commenti so far
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Internescionàl

A Bari un quadro elettrico si ripara così:

Spero che il video non urti la sensibilità di alcuno.

-quack

Pubblicato venerdì 8 maggio 2009 alle 8:09 PM - 14 commenti so far
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Bait and switch

Espressione tipica americana che indica l’azione di attirare i clienti con offerte fantasmagoriche che si vaporizzano (per “esaurimento scorte” escao altri motivi) mentre se ne materializzano altre meno convenienti. Se il pesce cliente è affamato può capitare che abbocchi.

Come raccontavo precedentemente mi ero deciso a tagliare il cordone ombelicale della linea telefonica tradizionale e passare al VOIP e mi son ritrovato a scegliere tra l’offerta di Comcast e quella di T-Mobile. A dir la verità avevo già accettato la prima quando un mio amico e collega mi ha parlato dell’esistenza di un piano telefonico a soli 10$ al mese e per di più scontabili per i clienti di T-Mobile. Ho cancellato il contratto con Comcast e mi son fiondato nel negozio T-Mobile. Le prime sorprese non sono state positive:

  1. avrei dovuto fare l'upgrade del piano telefonico da 60 minuti inclusi a quello da 600 minuti inclusi.
  2. avrei dovuto firmare un contratto di due anni con penali per eventuale rescissione ecc. ecc.

A fronte di tutto ciò uno sconto non indifferente di 135$ una volta che fosse avvenuto il porting del numero di telefono pre-esistente. Ieri ho installato il cazzillo, ci ho giocato un po’ ed ho deciso di attivare il porting via telefono. Mi dicono che sarebbe avvenuto il giorno X e che era tutto a posto. Decido di chiedere come funziona l’accredito-sconto e mi dicono che lo sconto una tantum non è compatibile con lo sconto corporate e che se me l’avevano promesso nel negozio sarebbe stato saggio parlare con il negoziante e trovare con loro una soluzione salomonica.

Stamattina, visto che mi rimangono pochi giorni di tempo per cancellare completamente l’offerta, mi sono presentato in negozio ed il commesso molto gentilmente contatta la base e mi dà una seconda atroce notizia. Si “erano sbagliati”, lo sconto è effettivamente incompatibile, ma per scusarsi mi offrono un upgrade ad un piano telefonico cellulare “illimitato”. L’upgrade non è gratuito: costerebbe 10$ in più al mese (un’offertona!!) e al tempo stesso eliminerebbe per sempre lo sconto aziendale. Fatti due conti ho deciso che l’offertona non è per me, visto che a mala pena riesco a consumare gli attuali 60 minuti mensili. Per fortuna me ne son accorto in tempo, spero che questi tentativi non mi siano costati quei 35$ di attivazione annullabili dopo 30 giorni di servizio.

Ebbene sì mi è crollato un mito: questo è il primo pacco che ricevo da T-Mobile in tanti anni di fedele clientela. Bah.

UPDATE: sono andato nel negozio T-Mobile all’interno di “The Commons” e mi hanno garantito che loro mi faranno ottenere il rimborso dei 135$. Mah

-quack

Pubblicato giovedì 7 maggio 2009 alle 9:00 PM - 2 commenti so far
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