Quizillo senza premio

Tempo fa mi era passata fra le web-dita una bellissima immagine che prendeva spunto da questa:

pc-mac-linux-tronL’immagine che avevo visto conteneva un bel po’ di sistemi operativi (tra cui Solaris, Amiga ed altri). Al fortunato vincitore andrà la mia perpetua gratitudine.

-quack

Pubblicato lunedì 31 agosto 2009 alle 11:53 PM - 32 commenti so far
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While I was away

Mi raccomando a non spegnere il cellulare mentre si è in vacanza all’estero.

-quack

Pubblicato sabato 29 agosto 2009 alle 11:19 AM - 11 commenti so far
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Aspettando Google Voice

Una delle feature più interessanti introdotte da Apple con l’iPhone è il Visual Voice Mail, un modo meno anni ‘80 di accedere alla segreteria telefonica del proprio cellulare.

Sinceramente non ricevo molte telefonate e men che meno messaggi in segreteria, per cui in un mio precedente confronto tra melafonino e gugofonino non ci ho fatto nemmeno caso. T-Mobile sembra aver sopperito finalmente alla lacuna offrendo una applicazione per Android che offre lo stesso servizio ma con due gravissimi pecche:

  • un’interfaccia orribile
  • un servizio aggiuntivo dal costo di 10$ al mese, oppure rinunciare alternativamente ai 400 SMS gratuiti del piano dati

Per fortuna ho scoperto l’esistenza di PhoneFusion e del loro servizio Voicemail Plus, che è la versione “super-carrozzata” del servizio di segreteria telefonica: i messaggi possono essere consegnati anche via mail, con un costo aggiuntivo si può avere la trascrizione in testo e tante altre belle cosette. Per aggirare la mancata integrazione coi provider telefonici hanno escogitato un sistema interessante: quando arriva un nuovo messaggio in segreteria il servizio manda un SMS per notificare l’applicazione che gira sul dispositivo e che a sua volta scarica il messaggio in locale. In virtù di questo fatto l’applicazione è praticamente multi-piattaforma: Android, Blackberry e WinMo 6.x. Per iPhone non avrebbe neanche senso scontare vista la fine della richiesta di autorizzazione di Google Voice (che vergogna!) che ha portato persino alle dimissioni di Schmidt.

Un effetto collaterale positivo del servizio VM+ è il greeting personalizzato che aggira la stupida limitazione mangiasoldi dei provider telefonici americani di cui parla in maniera esaustiva Davig Pogue in questo suo post. È addirittura possibile fare l’upload di greeting diversificati in base all’ora della chiamata e altre belle cosucce niente male tipo un sottofondo musicale fatto come Zio comanda.

Per essere un servizio gratuito sembra avere tutte le carte in tavola per non far rimpiangere l’analogo prodotto della concorrenza e da quanto ho capito funziona anche in alcuni paesi europei

Ora si tratta solo di scegliere la musica di sottofondo: meglio una salsa di Jerry Rivera o un più sadico Profondo Rosso dei goblins?

-quack

Pubblicato sabato 29 agosto 2009 alle 12:13 AM - 12 commenti so far
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Bar dello sport

Ok, ora si può dire che con l’arrivo dei bagagli pressoché integri, il rientro è stato finalmente completato. Riapro quindi il bar dello sport per dedicarmi al mio sport preferito: parlare male di Apple.

Comincio dalla solita solfa sulla sicurezza. Un articolo interessante parla delle ultime novità in Snow Leopard. Ovviamente il tutto è basato su supposizioni visto che le informazioni tecniche scarseggiano. La prima cosa interessante è che secondo gli esperti dal punto di vista implementativo la sicurezza di Leopard è una via di mezzo tra Windows XP SP2 e Vista.

The security level in Leopard falls in between Windows XP Service Pack 2 and Vista, he said. If Snow Leopard has full ASLR and DEP, it would bring its security close to the level of Vista, he added.

Questa però non è una grossa novità.

La grossa novità è il fatto che sia stato introdotto un “piccolo” antivirus nel sistema:

imageLa cosa buffa è che in perfetto stile ipocrita né il marketing di Apple, né in fanboy più eccitati, si azzardano a chiamarlo per quello che è: un antivirus. Anzi il marketing continua a propinare con nuovi spot la storiella che i mac sono immuni ai virus.

Altrettanto interessante il post di Thurrott sulla questione monopolio, molto simile a quello che ho scritto tempo fa. È incredibile che per usare un iPhone bisogna essere costretti a subirsi un bel po’ di angherie, compreso il fatto di veder nebulizzare dietro la minaccia del DMCA il progetto interessante iPodHash. Come se Microsoft impedisse l’installazione di Firefox su Windows e facesse causa ad eventuali hacker in grado di by-passare tale “limitazione”.

Per chiudere in bellezza, è squisito il link a questa singolare richiesta di brevetto. Tempo fa stavo facendo un’analisi comparativa tra le tecnologie che rilevano la caduta di un laptop per far parcheggiare le testine dell’hard-disk. Apple usa un sensore posto sulla scheda madre mentre molte altre case usano hard-disk provvisti di sensore. Tutto il materiale che avevo raccolto (tra cui questo) mi portava a dedurre che un sensore posto sull’hard-disk è meglio di uno su scheda madre: un sensore più vicino e che non richieda intervento software è molto meglio di uno esterno; in più i macbook pro dotati appunto di questi sensori “esterni” sono incompatibili con buona parte degli hard-disk provvisti di sensore interno. Finché ho scoperto che:

For a while Apple had the software record the moment the sensor activated the disk head disengagement as well as the amount of velocity and force that occurred. This way Apple was able to determine if the cause of the impact was extreme or blatant user negligence and thus void any warranty. (fonte)

Caveat Emptor

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Pubblicato giovedì 27 agosto 2009 alle 10:06 PM - 173 commenti so far
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Cronache odissiache di ritorno

Il viaggio di ritorno, per concludere la serie dedicata alle vacanze e tornare ad un modo più serioso più consono allo spirito lavorativo, si è conclusa in maniera quasi simmetrica al viaggio di andata, con qualche singolare deviazione.

Innanzitutto, causa un regalo inaspettato, ci siamo presentati alla partenza con una “valigia” (in realtà una grossa scatola protetta da un maxi involucro trasparente) in più. Alitalia ci ha chiesto una penale di circa 150 euro abbondantemente al di sopra del valore economico e affettivo del contenuto della valigia improvvisata. Ma in qualche modo mossi a pietà e dopo un paio di interpellanze a qualcuno in alto, si son decisi ad accettare il pacco senza costi aggiuntivi ma con nostra piena responsabilità qualora il pacco arrivasse a destinazione distrutto. Sono poi cominciate le procedure di security ed imbarco: la mia fortuna è stata che ho fatto la security in parallelo ad una ragazza con la strana capigliatura e gli addetti alla sicurezza, distratti dalla tipa, sono stati molto più accomodanti del solito. L’imbarco a Bari è avvenuto con circa 45 minuti di ritardo ma eravamo tranquilli: i bagagli risultavano spediti a destinazione e a Roma c’era un buffer di circa due ore più che sufficiente a coprire le richieste di sicurezza ammerigane.

Giunti a Roma abbiamo fatto il check-in direttamente presso il gate e lì l’impiegata della US Airways si è giustamente accorta della quinta valigia. Le regole della compagnia americana sono semplici quanto micidiali: extra bagaglio –> 100$ di penale pena la non accettazione all’imbarco. Detto in parole povere o tiravamo fuori di tasca 100$ o ci lasciavano a Roma. Anche in questo caso c’è stato un ritardo all’imbarco di 45 minuti che ha annullato l’effetto del primo; questa volta il modulo della dogana, su cui abbiamo prontamente dichiarato quanto stavamo importando, ce l’hanno dato addirittura al bancone, alla faccia dell’arpìa dell’andata che chiedeva che andassimo in consolato (circa 1500 Km da casa) a ritirarne uno. Pagato l’obolo obbligatorio, ma assai minore di quello italico, ci siamo approntati a partire destinazione Philadelphia e poi Seattle.

Le regole americane di immigrazione e dogana sono semplicissime: si espleta alle varie funzioni nel momento stesso in cui si tocca il suolo americano e quindi immigrazione e dogana vanno fatte a Philadelphia. Il primo problema l’abbiamo avuto mettendoci in fila allo sportello sbagliato: nel senso che l’ufficiale di immigrazione che abbiamo beccato era estremamente più lento di tutti gli altri messi insieme. Le solite domande di rito, il solito welcome home con timbro sul passaporto blu e via a ritirare le valigie per passare i controlli doganali. E quì si è presentato il secondo problema: quattro valigie su cinque non erano presenti all’appello: per fortuna l’unica ad avercela fatta era quella contenente le scamorze fresche opportunamente sigillate e impacchettate. Stessa sorte è capitata ad altri baresi con destinazione Philadelphia. Ci hanno spiegato che avremmo dovuto fare reclamo all’aereoporto di destinazione e tristemente (ma più leggeri) ci siamo avviati verso il prossimo gate.

Piccola parentesi: ci sono aereoporti che sono stati progettati da idioti. Philadelphia è uno di quelli perché per trasferirsi da un volo intercontinentale ad uno nazionale richiede una nuova dose di security. Uno dei più idioti in assoluto è quello di Heatrow, che richiede di fare la security appena dopo sbarcati anche se non si deve prendere un altro volo. Idiota anche la security americana che si fa ad Amsterdam, che porta i passeggeri a finire in un vicolo cieco sprovvisto persino di bar/ristoro. Chiusa parentesi.

Le file per la security in Philadelphia hanno anche una dislocazione caotica di tipo italiota e tra passegeri stanchi e addetti ancora più stanchi lo scontro è quasi assicurato. Per fortuna anche in questo caso sono stati abbastanza permissivi non chiedendomi di tirar fuori tutto l’armamentario da Spielberg che trasportavo nel mio zaino e si son accontentati di analizzare a raggi-X solo il mio netbook.

L’ultimo volo, con grossa sorpresa, è partito in perfetto orario… un ulteriore intoppo a Philadelphia ci avrebbe costretti a spendere la notte in città. A Seattle infine, l’unica valigia spedita, quella coi latticini, è arrivata senza altre sorprese. Dopo il reclamo presso gli uffici bagaglio siamo arrivati a casa.

Purtroppo sono passate quasi quarantotto ore dal nostro arrivo in città e delle valigie per ora solo la promessa di consegna tra le 13 e le 17 di oggi. Speriamo bene.

-quack

Pubblicato mercoledì 26 agosto 2009 alle 11:02 PM - 14 commenti so far
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