Supercazzole

Si confronti questo video:

con questo.
D’altra parte come non si può non partire con uno sbrindellamento a destra quando si parla di the most advanced technology in a magical and revolutionary device at an unbelievable price.

-quack

Pubblicato venerdì 29 gennaio 2010 alle 6:32 AM - 38 commenti so far
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Il triangolo

Fino a poco tempo fa immaginavo il mondo della tecnologia diviso tra hardware e software e tutte le teorie sulla mercificazione dell’uno o dell’altro. In realtà da tempo ormai ci sono tre aspetti: software, hardware e “pubblicità”.

In questo post assumo semplicemente che software = Microsoft, hardware = Apple, pubblicità = Google. In un mondo connesso come quello attuale tutti e tre i fattori sono determinanti per il successo di un prodotto; la pubblicità forse un po’ meno ma se consideriamo che la pubblicità serve a finanziare la miriade di servizi online che usiamo tutti i giorni la questione quadra.

La cosa era poco chiara anche ai piani alti di Cupertino, visto che per anni hanno inciuciato con Google per far meglio concorrenza a Microsoft. Con il rilascio di Android, l’annuncio di ChromeOS e la commercializzazione di Nexus One, anche nel quartier generale di Apple devono aver messo il sale in zucca. E tutti a correre ai ripari: oggi compro quell’azienda specializzata nella vendita di pubblicità sui telefonini, l’altro ieri ho comprato quell’altra azienda specializzata in mappe, domani annuncio che sostituisco Google con Bing, ecc. Google è passata da amante a rivale nell’arco di pochissimi mesi (il che lascerebbe intendere che Apple è abbastanza bi… polare).

In tutto questo un altro paio di considerazioni, giusto per tirare in ballo anche Mozilla e preparare un bel caldo minestrone con brodo di guerra di browser (nessuno si fida più di nessuno: Apple con Safari ha dimostrato di non fidarsi di Microsoft; stessa cosa di Google vs. Mozilla e il rilascio di Chrome). Di solito diamo per scontato che utenti (chi usa) e clienti (chi paga) siano la stessa cosa, ma se guardiamo ai tre browser più popolari non è assolutamente così.

Mozilla è praticamente “pagato” da Google.
Chrome è praticamente “pagato” da chi commissiona pubblicità su Google.

Può capitare alcune volte che bisogna prendere decisioni che siano veri e propri conflitti di interesse tra cliente e utente. Qualsiasi decisione si prenda, a pagare in questi casi sono sempre gli utenti, anche se la decisione è quella che beneficia direttamente il cliente l’utente a discapito di chi paga (cliente). Il motivo è semplice: cliente insoddisfatto –> meno soldi per lo sviluppo –> meno possibilità di innovare.

Questo non vuol dire che chi è pagato dai propri utenti svilupperà un prodotto migliora, anzi… ma sicuramente in certe scelte è motivato più correttamente della concorrenza. E questo lo dice un utente di Chrome/Firefox che quasi sicuramente passerà ad IE9 (spera).

Da teamplayer di Microsoft però ho solo un grande rammarico: quando le altre due aziende sfornano prodotti in aree per loro secondarie, riescono a farsi percepire abbastanza bene (Chrome, Nexus One, iPhone OS, iPhone platform). Il viceversa purtroppo non è assolutamente valido (Bing AdSense? Inesistente; Zune? Praticamente un fiasco). Però considerando la storia passata, sono convinto di lavorare per l’azienda più promettente.

Due parole infine sull’iAssorbente. Non sono riuscito a leggere tutti i commenti, però stamattina pensavo che il nonno non ha tutti i torti. Tutti pensano all’iAssorbente come ad un terzo dispositivo da portarsi appresso insieme ad uno smartphone o ad un laptop. Molte critiche sono piovute perché in tanti si aspettavano che l’iAssorbente fosse il mix perfetto. In realtà è un prodotto diverso: conosco tante persone che non vogliono uno smartphone e che beneficerebbero di un dispositivo né troppo grande né troppo piccolo per navigare/leggere la posta/sfogliare il giornale. Se qualcuno sceglierebbe un netbook per farlo, allora ci dev’essere per forza qualcuno che sceglierebbe un dispositivo più semplice. Un netbook infatti ha gli stessi vantaggi/svantaggi di un PC: nella valutazione che ciascuno di noi fa quando pensa se valga la pena o meno c’è sempre la possibilità che qualcuno possa pensare che gli svantaggi di un netbook sono troppi per l’uso che se ne intende fare di dispositivo secondario per la navigazione periferale (leggasi: mentre si fa finta di vedere un programma poco interessante alla TV per tener contento il proprio partner, ecc.).
Altro punto: Apple si può permettere di sperimentare con i propri clienti, perché qualsiasi ca**ta faccia c’è sempre un numero consistente di unità vendute. È accaduto con l’iTelefono di prima generazione, anche se diciamolo come dispositivo l’iTelefono era molto meglio dell’iAssorbente. Però per il primo iTelefono non c’era nessun SDK: la gente ha cominciato a sbloccarlo, son venute fuori applicazioni interessanti, Steve Jobs ha visto che tutto ciò era buono e sono arrivati all’iTelefono di terza generazione. Però io mi ci vedrei sparapanzato sul divano a navigare periferalmente usando un iAssorbente di terza generazione e magari con le ali. Certo è che questo modello per ora non si può proprio vedere… e nemmeno sentire nominare

-quack

P.S. dimenticavo un fatto fondamentale. Come ha risolto Apple dal punto di vista del marketing il fatto che iPad non ha la potenza di un PC? Semplice, down-scalando (orribile termine) l’OS. I netbook sono lenti, iPad è velocissimo ma una applicazione per volta.

Pubblicato giovedì 28 gennaio 2010 alle 6:48 PM - 19 commenti so far
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Genius bar

Cliente: salve, tempo fa ho comprato una copia di Snow Leopard ma il disco non è più leggibile, potreste sostituirmi il supporto?

Genio: guardihomer-simpson che non si può installare il prodotto su più di un Mac…

Cliente: sì ma io non voglio installare il prodotto su più di un Mac, voglio solo che mi venga sostituito il supporto che è difettoso… non è leggibile insomma…

Genio: un attimo….

(va nel retro; dopo 5 minuti torna con due dischi, il cliente sembra contento)

Genio: i tecnici mi hanno detto che per installare l’OS su più di un Mac c’è bisogno della versione “famiglia” che costa 20$ in più

Cliente: sì ma io non voglio installare l’OS su un altro Mac (stava scappando “PC”), voglio solo che mi venga sostituito il disco difettoso…

Genio: ce l’ha la ricevuta?

Cliente: sì è elettronica, non l’ho stampata

Genio: potrebbe recuperarla?

Cliente: veramente no, è finita chissà in quale angolo della mia casella di posta elettronica, così su due piedi…

Genio: mi dispiace ma non posso aiutarla… non abbiamo un archivio delle ricevute elettroniche (geniale! Giustamente…)

Cliente: io il disco l’ho comprato qui, potrebbe controllare tramite carta di credito (show them the money)

Genio: sì questo posso farlo…

controlla sul terminale

Genio: sì, ci risulta… un attimo torno sul retro

Cliente: mi raccomando, gli spieghi che non voglio installarlo su un altro Mac, voglio solo una sostituzione del supporto…

Genio: ok!

sparisce ancora per cinque minuti

Genio: i tecnici hanno controllato e dicono che il disco non è difettoso, ma come cortesia lo sostituiamo comunque.

Cliente: scusi ma come hanno fatto a controllare così in fretta se durante l’installazione ci vogliono circa quindici minuti per rilevare l’errore?

Genio: sì ma loro hanno tenuto il disco tutto questo tempo (mente palesemente visto che era già tornata in precedenza con il disco del pollo)

Cliente: vabbé, la ringrazio, arrivederci

Genio: grazie a lei, buonasera, e si ricordi che non può installare il sistema su un altro Mac.

Cliente: (senza parole)

-quack

P.S. ogni riferimento a persone o fatti ecc. ecc.

Pubblicato sabato 23 gennaio 2010 alle 7:43 AM - 119 commenti so far
Archiviato in: Apple

Password management nel 21 secolo

La nuova release di Firefox mi ha fatto imbestialire molto. Uno dei miei plugin preferiti non funziona più, buona parte delle nuove funzionalità le trovo totalmente inutili (Personas? come on…) e quindi mi sembrava ora di tornare ad usare Chrome-on-Scroogle.

L’unico motivo però che mi legava a Firefox era la compatibilità di questo con i vari plugin di password management offerti in bundle con i lettori di impronte digitali. Deciso a trovare una soluzione alternativa, mi son imbattuto in LastPass. Solo qualche mese fa avrei fatto una smorfia di disgusto: un password manager online mi sembrava una pessima idea, dopo aver letto recensioni entusiaste di un simile sito made in Italy (Clipperz.com). Poi però ho analizzato un attimo il workflow e valutato un po’ di pro e contro mentre nel “frattempo” penso ad una soluzione “ideale”, quella di hostare un password server per conto mio.

Mi sarei potuto accontentare di KeePass ma non sono riuscito a trovare una soluzione convincente che fosse compatibile con un clipboard manager come ClipX e compatibile al meglio con tutti i browser decenti. Mi dispiacerebbe se cambiando ancora idea sul mio browser di default mi costringesse a rivedere di nuovo questa scelta.

Un password manager online ha un grosso vantaggio rispetto a quelli offline: girando contestualmente nel browser potrebbe riempire automaticamente i form di login senza passare dalla clipboard. In più un password manager online offre la possibilità di accedere ovunque alle mie password in maniera estremamente sicura tramite l’uso di One Time Password. Sia Clipperz che LastPass da questo punto di vista offrono le stesse feature ma ho scelto il secondo per due motivi fondamentali: la disponibilità di plugin nativi per tutti i browser che mi interessano (IE, FF e Chrome) che si traduce in una comunicazione più sicura ed il supporto di multi-factor authentication via YubiKey un affarino USB moooolto interessante. L’offerta di 2 YubiKey con un anno gratis di LastPass Premium (che costa 1$ al mese ed è necessario per il supporto della YubiKey) poi sembra molto allettante… un pensierino ce lo sto facendo.

La soluzione ideale? Portare il server Clipperz in .Net e scrivere una piccola extension per i tre browser. Ma è il tempo che mi manca, bisognerebbe allungare le giornate, ecc. per cui per ora mi accontento di quello che già sembra un grosso passo avanti.

-quack

Pubblicato venerdì 22 gennaio 2010 alle 8:16 PM - 16 commenti so far
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Tecniche ‘avanzate’ di BSOD debugging in pseudo-SQL
  1. SET @bigBang = SELECT min(DATE) from BSODs
  2. SET @buggyAppName = SELECT appName FROM Applications WHERE versionUpdateDate= (SELECT MAX(versionUpdateDate) From Applications WHERE versionUpdateDate< @bigBang)
  3. DELETE FROM APPLICATIONS WHERE appName = @buggyAppName
  4. INSERT INTO APPLICATIONS
    (SELECT TOP 1 * FROM INTERNET_OLD_APPLICATIONS WHERE appName = @buggyAppName and versionUpdateDate < @bigBand ORDER BY versionUpdateDate DESC)

In linguaggio umano: usando il reliability monitor annotare la data del primo BSOD misterioso, cercare tra le applicazioni quella che è stata rilasciata più di recente ma prima di tale data, cercare in rete una versione precedente, de-installare-nuova/installare-vecchia.

La tecnica funziona in un buon 90% dei casi dovuti a software, persino quelli più insidiosi come:

BSOD_nuovo

(nel caso specifico l’applicazione fallata era Virtual CloneDrive, a cui sono arrivato tramite la tecnica “superiore” di installazione del debugger Zen e semplicemente osservando il famoso ATAPI.SYS in fondo allo stack)

Buona fortuna

-quack

Pubblicato mercoledì 20 gennaio 2010 alle 6:49 AM - 34 commenti so far
Archiviato in: Cazzate