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Dark side tale

Compro una scheda hardware di cui mi darksideriprometto di condividere maggiori dettagli e che viene venduta in due bundle diversi.

1. Scheda + Applicazione A

2. Scheda + Plugin per applicazione B

Siccome mi interessa tantissimo il secondo bundle, comincio ad informarmi su come comprarlo. Sul mercato americano non è mai comparso. Sembra disponibile forse in Giappone ed è in vendita al pubblico in Australia, ma il negozio online non sembra voler spedire verso gli Stati Uniti.

Navigo sul sito dell’azienda che produce la scheda scoprendo che il bundle B è abbastanza supportato, infatti è possibile scaricare un aggiornamento che però richiede che la versione precedente sia già attivata. È giusto, non mi oppongo anche se mi da un po’ fastidio il fatto che non riesca a poter comprare quello che voglio. Scompatto ed installo l’aggiornamento e scopro l’esistenza di una fantomatica libreria “ApplicazioneA.Dll”, ovvero il plugin venduto da una società terza usa codice di chi ha scritto l’applicazione A in licenza per poter implementare il plugin per B. Ad occhio e croce il formato del codice seriale, 6 gruppi alfanumerici di quattro cifre, sembra essere identico con quello dell’Applicazione A. Nel frattempo scopro l’esistenza di un’offerta limitatissima per il bundle numero 1. Mi azzardo, provo, ricevo.

Tento di usare il PID dell’applicazione A con il plugin B ma non funziona. Ogni volta che il plugin viene lanciato parla con un server internet per chiedere se la chiave è valida. La cosa mi infastidisce tanto, saranno pure cacchi miei quando e come voglio lanciare l’applicazione/plugin? Ci attacco un proxy, guardo la connessione HTTP (che tapini, manco usare SSL per questo tipo di dialogo) e sorpresa il plugin B parla con i server dell’applicazione A.

Mi incazzo, hanno abbondantemente gonfiato le siffatte ciufole. È ora di adattare il software alle _MIE_ esigenze. Tento di carpire come comunicano client e server sperando di usare il trucco del proxy ma c’è bisogno di una attivazione riuscita per tentare un replay attack. Guardare codice in assembler e cercare di fare il reverse engineering di quale sia il messaggio di sblocco non è più alla mia portata; tra l’altro penso che un replay attack non è il modo più semplice per riattivare il software qualora dovesse servire. Tento disperatamente la patch binaria, non saranno mica così pirla da non aver perlomeno da qualche parte “firmato” il codice tramite una banale checksum.

Trovo un pezzo di codice che fa più o meno questo:

            int EAX = 0;

 

            EAX = Call_ProceduraMisteriosaX();

            if (EAX == 0)

            {

                return 0;

            }

            EAX = Call_ProceduraMisteriosaY();

            if (EAX == 0)

            {

                return 0;

            }

            EAX = Call_GetPointerForError(EAX);

            return EAX;

Sostituisco i due if(EAX == 0) con return 0; in assembler equivale a sostituire TEST EAX, EAX con XOR EAX, EAX. Ovvero rimpiazzare due volte l’opcode 33 (TEST) con l’opcode 85 (XOR), cambiando lo stato di 10 bit in tutto su una ventina di milioni.

Sono scettico ma funziona molto bene.

La coscienza? È a posto. Il prezzo dei due bundle è identico. L’applicazione A non mi interessa. Ho cercato in tutti i modi di comprare il secondo bundle senza successo; e dal punto di vista economico non mi sembra di danneggiare nessuno, visto che la distribuzione degli introiti dei due bundle sembra essere la stessa. E a suggerirlo c’è il fatto che l’azienda di B distribuisca un’applicazione a riga di comando simile all’applicazione A in maniera totalmente gratuita. Sinceramente certe manovre distributive tafazzi-style mi lasciano completamente allibito; nel frattempo s’è fatta ora di tornare al lavoro di tutti i giorni nel bright side.

-quack

Pubblicato lunedì 8 febbraio 2010 alle 8:14 PM - 6 commenti so far
Archiviato in: Codice

Excelsize

…o in italiano excelcizio.

Di questi tempi, con all’incirca mille dollari, si può scegliere tra:

image

o un MacBook 13.3”, con Intel Core 2 Duo, 2GB di RAM, NVidia 9400M 256MB, yada, yada, yada tutto il resto ‘uguale’.

Se si volesse tracciare un grafico di quanto conviene un Mac vs. un PC qualsiasi (il primo Dell a tiro di schioppo) a distanza di qualche mese da un nuovo modello si avrebbe un qualcosa del genere:

image

Ovvero più passa il tempo e meno conviene comprare un Mac a condizione di non effettuare una locazione “artificiale”(*). E di questi tempi il più conveniente dei Mac viaggia asintoticamente verso lo zero….

-quack

(*) (acquisto nuovo/usato - rivendita usata) / numero di mesi di possesso.

Pubblicato lunedì 8 febbraio 2010 alle 6:39 AM - 201 commenti so far
Archiviato in: Cazzate

Geek al volante

Mi son fatto convinto che ci sia una classifica, del tutto personale, di categorie di persone al volante in relazione soprattutto alla provenienza geografica e basata su un campione di conoscenze dirette e personali:

  1. i baresi, perché chi sopravvive a sessioni di guida in provincia di Bari è un talento nato
  2. gli italiani, perché come diceva un collega americano in una lista di consigli per viaggi di lavoro in Italia don’t rent a car in Italy: you will die
  3. gli europei, perché in Europa le strade sono a misura di cavalli by design
  4. gli americani
  5. gli asiatici
  6. gli indiani ex-aequo con i geek; i geek indiani sono pericolosissimi

Se qualcuno non ci crede, questa foto è stata scattata pochi giorni fa nel parcheggio del mio building. Non l’ho scattata io e non ho avuto neanche occasione di vederla dal vivo nonostante fosse parcheggiata di fronte alla mia finestra. Però ne garantisco l’autenticità

fretta Ovviamente sono nate subito disquisizioni sulla probabilità che il conducente fosse un geek in gonnella in quanto le donne sembrano più capaci nel distinguere sfumature cromatiche a differenza degli uomini in grado di riconoscere un rumorino sospetto. Durante il dibattito è stato preso persino in considerazione il fatto che c’è un benzinaio appena dietro l’angolo. In pochi però conoscono l’identità del parcheggiatore misterioso e sono ben cauti nel non lasciarla trapelare.

-quack

Pubblicato venerdì 5 febbraio 2010 alle 11:32 PM - 28 commenti so far
Archiviato in: Cazzate

Decalogo per l’aspirante acaro blogger moderno
  1. Scegliere un nome appropriato e nazional popolare; la regex per i più pigri
    .*(Ubuntu|Linux|LUG)(project|freedom|inside|discovery|per tutti).*
  2. Scegliere un host pubblico (wordpress/blogspot/altervista/netsons)
  3. Cercare un tema attapirante e aggiungerci il solito pinguino da qualche parte
  4. Tradurre in italiano alcune delle innumerevoli guide ormai obsolete disponibili in rete su come aggiornare la versione 2.4.3 del pacchetto XYZ e renderla compatibile con il pacchetto ZYX in versione 4.3.2
  5. Scegliere un bel motto. Esempi:
    Con Linux nulla è impossibile, è solo stramaledettamente più complicato
    Trucchi per tutti i turchi, chicche per Chicca e guide per Guido e Guida
    Viva la libbbertà abbasso la gnocca
  6. Sperare di scalare qualche classifica come quella di wikio o di BlogBabel
  7. Celebrare il raggiungimento dell’ambizioso traguardo con un post celebrante auto-celebrativo di celebrazione per la nuova entrata nella top XX copiando ed incollando l’intera classifica così com’è ivi inclusi i link a blog che non c’entrano una pippa h4ckers
  8. Ricelebrare il nuovo traguardo con un altro post celebrante auto-celebrativo di celebrazione per aver raggiunto le lontane vette della top YY con YY << XX ovviamente ricopiando ed re-incollando l’intera classifica così com’è ivi inclusi i link a blog che non c’entrano una pippa
  9. Stampare e incorniciare una copia cartacea della classifica fotografante il momento di gloria
  10. Ringraziare amici e parenti per la loro partecipazione

-quack

Pubblicato mercoledì 3 febbraio 2010 alle 11:11 PM - 66 commenti so far
Archiviato in: Cazzate, Linux

Lanzichenecchi

L’entrata di Apple nel mercato degli e-book è benvenuta quanto una calata di lanzichenecchi, quanto un emorroide da 10cm o un brufolo sui genitali (maschili).

Il motivo è semplice: quando Apple entra in un mercato si muove con la stessa grazia di un elefante in una cristalleria. lanzichenecchi Esempio: quando Amazon è entrata nel mercato degli MP3 i prezzi sono praticamente calati. Il viceversa non è assolutamente valido: Apple entra nel mercato degli e-book ed i prezzi aumentano violando qualsiasi legge di mercato; tra l’altro caro Steve Jobs, non avevi detto che i libri non li legge più nessuno? Il problema è che, come fa notare Beppe Severgnini, il rilascio dell’iPad farà sì che qualcuno pur di usare il nuovo iAssorbente si metterà a leggere libri di fatto rovinando il mercato a quelli che finora lo facevano solo per puro piacere intellettuale.

Due parole sul CEO del decennio: sinceramente dopo l’uscita su Google mi è davvero un po’ scaduto. Realizzare che Google è un competitor solo ora è davvero da gonzi, come è da gonzi applaudire a questa trovata; evidentemente tra Apple e gonzaggine c’è davvero una forte correlazione. Se l’avesse fatto Steve Ballmer e fossi lì dal vivo ad ascoltarlo, l’avrei spernacchiato a lungo. Ma questa dev’essere l’altra faccia della medaglia di avere un CEO “tennico”.

Brava Amazon nel fare la cosa giusta, lasciare la scelta ai propri clienti: tanto con i masochisti più hardcore c’è poco da fare.

-quack

P.S. dimenticavo che volevo spendere due parole sulla questione Flash on iPad. La cosa che mi stupisce incredibilmente è che c’è gente che usa la menzogna come una droga: non riesce a farne a meno. Secondo il CEO del millennio, Flash non adatto all’iPhone/iPad per troppo bacato salvo poi essere utilizzato ingannevolmente in alcune immagini promozionali. Too buggy my a**e. Per due motivi:

1) ad Apple la qualità del software non è mai interessata. Se lo fosse comincerei a chiedere di sistemare la trave che si ritrovano nel c**o anziché guardare la pagliuzza negli occhi del vicino (i driver CD di iTunes sono un esempio spettacolare)
2) abilitare Flash su iPhone/iPod equivale a dare la possibilità di sviluppare minc**ate cross-platform. Infatti – stima mia personale – un buon 99% di applicazioni per iPhone sono della stessa stregua di iFart. Supportare Flash, nel mondo rovesciato dipinto dai loro spot del grande fratello 1984, è controproducente.

Alquanto interessante è la reazione dei pappagalli incapaci di accendere la corteccia frontale che ci stanno propagandando che Flash serve solo al porno/pubblicità inutile/giochini dannosi e rende tutto molto instabile. Certo perché una sessione di browsing su cellulare deve essere senz’altro mission critical…

Pubblicato lunedì 1 febbraio 2010 alle 8:03 PM - 240 commenti so far
Archiviato in: Apple