Upload e download

Due applicazioni come da titolo.

Una per l’upload di file presso i soliti servizi di hosting gratuito di immagini e di più: si chiama ZScreen Uploader, fa parte di un più ampio pacchetto di screenshot chiamato ZScreen che a me non mi entusiasma. Ma per fortuna l’uploader si può installare separatamente. Figa l’integrazione con explorer e il supporto al drag and drop per upload multipli, ecc.

ZScreen uploader

L’altra fa esattamente l’opposto, scarica i file dai soliti siti di hosting scassa-maroni: è in grado di risolvere i captcha, gestire code, fa tutto da solo e poi lo pulisco io. È in grado anche di riconoscere tutti i link in un copia e incolla molto affollato e – badaben, badaben, badaben – è pure open source come la prima. In questo caso la cosa è rilevante parecchio perché questo tipo di applicazioni è uno dei target primari per trojan e spyware. Si chiama MDownloader e si scarica qui. La UI non è il massimo ma è alquanto funzionale.

MDownloader

Consigliatissime entrambe, spazio ai commenti per eventuali alternative più allettanti.

-quack

Pubblicato venerdì 25 giugno 2010 alle 9:00 PM - 25 commenti so far
Archiviato in: Software

Bestiario universitario

Quindici anni fa a Bari terminava in gloria la mia carriera universitaria in Scienze dell’Informazione (un bidello del liceo mi chiese se volessi diventare giornalista; sarebbe stato uno spreco). Nel primo e unico post dedicato all’argomento raccolgo un po’ di aneddoti tra vissuto e mitologia su alcuni personaggi che calcavano le cattedre universitarie.

Analisi 1: un vero folle con gli occhiali alla Woody Allen e lenti spessissime che mi appellava come “la signorina” a causa della distanza e la mia capigliatura alla Jim Morrison. S’inventava teoremi su due piedi e cercava di spiegare una materia astratta come il calcolo infinitesimale in maniera divulgativa. A modo suo. Era assistito da un professore che faceva comparsate sporadiche e non si ricordava se la derivata di cos(x) avesse segno positivo o negativo. Annamo bene.

Algebra e Geometria: Nel corso fatto di a, b, c e d (a differenza dell’analisi fatta di x, x’ e y) la docente pronunciava le lettere nel seguente modo: aaaahaah, biiiihiiihi, ciiiihiiiihi e dì. Per mesi e mesi ci siam chiesti cosa avesse fatto di male la quarta lettera dell’alfabeto latino per subire un trattamento così negativo. L’assistente di Geometria, l’unica ad indossare il camice, intercalava un “i conti ve li fate da soli” con forte accento barese ad ogni conclusione di esercizio: durante gli scritti si dice che in molti abbiano consegnato esercizi conclusi solamente con la frase di cui sopra.

Teoria e Applicazione delle Macchine Calcolatrici: La docente fece la follia di bocciare all’esame di laboratorio 55 ragazzi su 60 perché non avevano aggiunto la “variabile locale per la ricostruzione del risultato” in una procedura ricorsiva nonostante non fosse necessaria ma solo buona norma in algoritmi complessi (a noi tutti la funzione fattoriale non sembrava poi così complessa). Si ritrovò con circa 120 studenti all’appello successivo e per poco non rischiò di essere internata in un manicomio data la mole di lavoro.

Sistemi 1: Era insegnato dall’uomo senza sorriso. Durante gli anni universitari non l’ho mai visto sorridere dentro le mura del campus. Ho scoperto che ne fosse umanamente capace quando l’ho visto sorridere con dei ragazzi scout di cui lui era un capo. Sguardo truce spaventava gli studenti urlando come un pazzo durante gli orali per cappelle “fondamentali” di gente che non avrebbe dovuto avere il coraggio di presentarsi ma poi elargiva ventotto quasi a tutti. Versione moderna di dottor Jackyll e Mr. Hide.

Sistemi 2: Il docente andava in visibilio alla visione di scollature neanche tanto pronunciate. L’essere donna scollata garantiva una media di cinque voti in più, con tanto di dimostrazione scientifica.

Statistica: Aveva un metodo tutto suo di assegnare il voto finale; ovvero v.f. = scritto + orale, con orale avente un range tra zero e sette. Chi prendeva un voto scritto tra venticinque e ventotto si assicurava con poco sforzo la lode. Chi raggiungeva la perfezione scritta doveva invece sudare le fatiche di Ercole per dimostrare di non aver barato. La tecnica in voga era quella di aggiungere artificiosamente un errore di calcolo durante gli scritti per evitare la iattura del trenta.

Teoria dell’Informazione: Nella teoria dell’informazione basata sul lavoro di Shannon esiste una peculiarità importante per quanto riguarda gli esercizi da svolgere. Non si possono scegliere numeri a caso ma ci si può sbizzarrire solo tra un insieme di casi finito e molto limitato per fare in modo che si possano semplificare i calcoli e non richiedere metodi numerici per risolverli. Durante uno scritto uno dei professori, non so se volontariamente o meno, decise di contravvenire a questa regola basilare mettendo in crisi tutti gli studenti incapaci di ricavare con carta penna e calamai il valore di x in una equazione dalla forma assurda. Dovette inventarsi qualche trucco matematico durante la valutazione finale per non penalizzare gli studenti di quel corso.

Analisi 2: La mia bestia nera. Si diceva che il docente si fosse laureato a pieni voti e con largo anticipo presso la Scuola Normale Superiore di Pisa (mito?) e che durante un esame, incavolato come una iena, abbia ritirato le tracce e assegnato come compito la soluzione di un limite la cui risposta era conosciuta solo da due entità: lui e il padreterno (mito?). Era di una arroganza incredibile che si faceva difficoltà ad immaginare contenuta in un esemplare umano alto meno di un metro e sessanta centimetri. Durante un esame (vissuto) arrivò a dirmi “forse lei ha ragione” discutendo un sistema di disequazioni irrazionali. Come se in matematica il forse può esistere.

Il fatto che dopo oltre quindici anni io sia in grado di ricordare tutto ciò è una prova del livello di stress medio sostenuto dagli studenti del campus di Bari.

-quack

Pubblicato mercoledì 23 giugno 2010 alle 8:08 PM - 15 commenti so far
Archiviato in: Cazzate

Ebay folliees

La fauna di Ebay meriterebbe uno dei servizi super approfonditi di Super Quark. Il fatto: ho deciso di fare un ‘downgrade’ e di mandare in pensione il Dell Studio per un più compatto supersubnotebook, l’Acer Ferrari One. Una scelta ponderata a lungo, è il mio primo PC basato su processore AMD in più di 5 anni; l’ho provato durante un pellegrinaggio e mi è sembrato decente, con l’unica nota stonata un prezzo troppo alto (si paga il logo del cavallino rampante e a me assolutamente non piace; anche se tra il cavallino e una mela mozzicata preferisco il primo con diversi ordini di grandezza).

Acer Ferrari One

Ho avviato una caccia su ebay sperando di approfittare del Bing Cashback che, se si acquista da privati con la formula “Compralo Subito + Paypal” restituisce immediatamente l’8% del prezzo di acquisto. Peccato solamente che il programma verrà cancellato il 30 Luglio.

Detto fatto ne ho comprato uno per un prezzo che anche AnandTech ha definito “giusto”. Il venditore assicurava di averlo tenuto solo un paio di giorni e di aver deciso di rivenderlo in perdita in quanto dispiaciuto dallo schermo. La cosa mi è sembrata decisamente sospetta considerando che si può praticamente restituire tutto. Non ci ho fatto caso più di tanto in quanto in alcuni casi la penale potrebbe rendere la restituzione meno conveniente. Il venditore assicurava che ci stava perdendo e che “my loss is your gain”.

Dopo alcuni giorni arriva a casa il gingillo. Lo accendo e sullo schermo appare una bella banda nera verticale larga un centinaio di pixel. Ho pensato di aver avuto il pacco, ma il venditore mi ha assicurato che le foto che aveva scattate erano genuine, ecc. ecc. e che avrebbe ripreso indietro il laptop senza problemi. Mi metto l’anima in pace nel vedere l’affare sfumare, dopo qualche ora l’accendo e il problema è completamente sparito: penso che le basse temperature della stiva di un aereo possano aver creato la singolarità, ricontatto il venditore che mi dice di godermi il portatile ripetendo la cantilena “my loss is your gain”. Salvo poi scoprire che il problema si ripresenta in qualche altra sparuta occasione e che basta mettere il portatile in sleep e riaccenderlo per vederlo scomparire. Comincia a mordermi un altro sospetto: che il problema sia in un certo qual modo software, anche se la banda nera è visibile persino durante il boot. Una piccola ricerca su aggiornamenti del firmware e il nuovo 3110 dieci fiammante riporta la dicitura “Fixes CMO LCD garbage issue”. Bingo!

Dopo qualche giorno scopro un altro problemuccio ancor più fastidioso: se la batteria non è completamente carica il laptop passa, durante usi più intensi tipo scrolling di una pagina web, dallo stato “alimentatore connesso” allo stato “alimentatore disconnesso” con conseguente cambio della luminosità del display. Ricontatto il venditore che mi dice di non aver notato questo problema nei due o tre giorni in cui ha avuto il laptop in possesso, ecc. ecc. Chiamo l’assistenza Acer che mi spiega che il laptop in realtà non è stato venduto nuovo ma “ricondizionato” da una certa azienda Pinco Pallo e di chiedere a loro assistenza. Chiamo Pinco Pallo e scopro che il laptop è ancora in garanzia anche se è stato venduto a metà Aprile: alla faccia del “l’ho tenuto solo per un paio di giorni”. Spiego il problema, gli dico che sono un “tecnico” e gli ipotizzo che potrebbe essere un problema dell’alimentatore: loro suggeriscono invece un problema alla scheda madre visto che senza batteria o senza alimentatore tutto funziona alla perfezione. Mi dicono che devo spedire il portatile a loro ma che purtroppo non hanno un altro Acer Ferrari e mi offrono un upgrade ad altri modelli. Mi svelano il prezzo a cui è stato venduto che è molto più basso di quanto ho finito di pagare e cominciano a girarmi certi attributi molto pericolosamente. Insomma il venditore mi ha mentito su molti aspetti, ci mettiamo d’accordo per la restituzione e lui mi fa una contro-offerta: ridurre il prezzo per venirmi incontro e darmi la possibilità di comprare un altro alimentatore visto che io sono ancora convinto che il problema risieda lì. Mi ripete che con questo sconto finisce addirittura per perderci per davvero (ma va? Ma vaff…). Stavolta accetto, il prezzo mi sembra alla fin dei conti decente e un paio di giorni dopo appare la recensione di AnandTech: parla di un alimentatore da 65W probabilmente sottodimensionato visto che la batteria si carica molto lentamente. Guardo il mio e scopro 19V x 1.57A che fanno in tutto 30W. Sinceramente non mi va di chiamare Pinco Pallo visto che ci metterei più tempo a spiegare l’inghippo che a comprare un alimentatore da 90W compatibile sempre su Ebay (9$ in tutto). Così faccio fino a quando arriva un pacco che è molto più grande di un alimentatore.

Scopro che Pinco Pallo mi ha mandato un altro Ferrari One in sostituzione, anche stavolta con un alimentatore da 30W. Stavolta li chiamo, mi mandano una affrancatura prepagata per rispedire il laptop e verificano che effettivamente quelli da 30W non sono gli alimentatori giusti. Dopo pochi (?) giorni arriva anche il novanta watt ed effettivamente il problema scompare.

Una storia assurda per:

  • l’eccesso di zelo di Pinco Pallo; ho il laptop ancora qui con me (sto aspettando che passi il postino interno per consegnarlo a mano), sono passati svariati giorni dall’ultimo contatto con loro e sembrano persino poco interessati a riavere il gingillo
  • la scarsa integrità del venditore; ha mentito sulla data di acquisto, le condizioni dell’oggetto e persino sulla presenza di problemi. In due mesi è statisticamente impossibile che non si sia accorto dell’alimentatore sottodimensionato o che non abbia mai visto la banda nera sullo schermo. Chissà cosa sperava.

Morale della favola: stare alla larga da chiunque includa la frase my loss is your gain nella descrizione di un articolo usato. Anche se alla fin fine sono comunque estremamente soddisfatto del downgrade.

-quack

Pubblicato martedì 22 giugno 2010 alle 7:43 PM - 9 commenti so far
Archiviato in: Hardware

F.A.Q. sui mondiali per extraterrestri

Raccolta di domande buffe che ricevo da chi ha deciso per la prima volta nel 2010 di guardare una partita di calcio.

  1. Quand’è la prossima partita?
    Ehm, si gioca tutti i giorni, più di una partita al giorno. Eccoti il calendario (copia del calendario FIFA stampata preventivamente all’uopo)
  2. Chi ha vinto l’anno scorso?
    Ehm, i mondiali si svolgono ogni quattro anni. Quattro anni fa ha vinto l’Italia
  3. Come vengono scelte le squadre che partecipano?
    Approssimativamente il mondo è diviso in sottocontinenti con un certo numero di quote. Di solito la squadra ospite e quella campione del mondo partecipano automaticamente. Siccome i campioni in carica sono italiani, quest’edizione l’Italia ha dovuto qualificarsi come le altre.
  4. Ma come, la partita è finita in un pareggio. Ma non si va avanti ad oltranza?
    Le prime tre partite sono giocate in otto gruppi di quattro squadre tra cui si qualificano le prime due. La vittoria vale tre punti, il pareggio uno.
  5. Su che canale le danno? Non l’ho trovato sul sito della FIFA
    Figliuolo, ci sono almeno quattro diversi provider TV negli USA. Come pretendi che la FIFA, che annovera più nazioni dell’ONU, possa sapere provider per provider e nazione per nazione su che canale la daranno? Ma consulta la guida locale e filtra per “sport”. Si giocano non più di tre partite al giorno, non è mica difficile….
  6. Però è buffo che i mondiali si giocano ogni quattro anni…
    Figliuolo, la FIFA annovera più nazioni dell’ONU, ecc. ecc.
  7. Secondo te chi vincerà?
    Prima di guardare una singola partita avrei pensato all’Argentina. Guardando i polmoni che giocano in Spagna, Brasile, Inghilterra penso che la Nazionale almeno in finale ci può arrivare.

Tutte autentiche grazie ai tanti extraterrestri in giro per il Campus.

-quack

Pubblicato giovedì 17 giugno 2010 alle 5:55 PM - 6 commenti so far
Archiviato in: Cazzate

Download consigliati: Giugno 2010

Un paio di applicazioni interessanti che secondo me vale la pena segnalare.

Nitro PDF Reader: ne ho provati tanti di lettori PDF per Windows quando ho deciso di  abbandonare il reader bloatware gratuito di Adobe; all’epoca – e parlo di diversi anni fa – il solo reader richiedeva 100MB e passa. Per motivi pratici e di principio son passato a provare Foxit, che era così piccolo da poter essere contenuto sui defunti floppy da tre pollici e mezzo (una prece!). Poi son cominciati i problemi di sicurezza e anche Foxit non ne è uscito molto pulito… ed ha cominciato a gonfiarsi, gonfiarsi pur imageessendo incompatibile con i PDF dei francobolli elettronici delle poste ammerigane. Ho scoperto l’esistenza di Sumatra PDF, anche questo moooolto piccolo in termini di spazio (lo spazio su disco non è il vero problema; è la differenza tra caricare 2MB e 100 e passa in memoria durante il lancio che dà fastidio) ma anche questo incompatibile con i famigerati francobolli. Nitro PDF reader sostituisce anche quella categoria di applicazioni che sono le stampanti PDF: in passato mi piaceva tanto PDFCreator tra l’altro anche open source, poi l’avvento di Vista e il ritardo con cui è stata messa una pezza ai problemi di compatibilità mi ha fatto passare alla concorrenza. Ora con un unico pacchetto entrambe l’esigenze sono soddisfatte. Poi ci sono delle feature molto carine come la possibilità di sovraimporre una firma digitalizzata e altre cosucce niente male e una UI basata sui Ribbon. Nonostante sia una versione Beta, devo dire che si comporta mooolto bene. E i francobolli? Funzionano!

Un’altra applicazione che ha ridotto un po’ la nostalgia da Mac se così si può definire è image SuperCopier. Il file copy engine di Vista/Windows 7, per quanto abbastanza evoluto, soffre di una lacuna molto particolare: non esiste la possibilità di accodare le operazioni di spostamento/copia di file come avviene automaticamente in OSX. Questo significa che operazioni multiple finiranno per contendersi la banda in scrittura risultando in un tempo totale molto più grande della somma dei singoli tempi. Questo diventa un problema quando si tratta di scegliere a mano gruppi di file nelle locazioni più disparate come ad esempio creare una “compilation” di canzoni da esportare su chiavetta USB. SuperCopier è in grado di raggruppare/accodare le operazioni sul file system in base al dispositivo di destinazione ma settando le varie opzioni si può configurare il tutto a piacimento. L’interfaccia stona un po’ con quella del resto del sistema, ma tutto sommato per questo tipo di utility si tratta di un inconveniente davvero minore. Plus: supercopier è open source. In passato ho provato TeraCopy ma mi è sembrato un po’ overwelming in tutte le sue opzioni spiattellate in faccia.

Entrambi sono applicazioni gratuite e meritano un posto d’onore nella pagina dedicata. Consiglio finale: accattatevill’

-quack

Pubblicato lunedì 14 giugno 2010 alle 7:42 PM - 24 commenti so far
Archiviato in: Software, Recensioni