Calcio mercato

Come non ricordare la mitica scena di l’Allenatore nel pallone in cui il presidente Borlotti compra 3/4 di Rumenigghe da cedere per 2/5 di Giordano in prestito alla Lazio per la comproprietà di Maradona?

Lo si confronti con il piano finanziario di cui si vocifera in questi giorni: la Microsoft emetterebbe ulteriori obbligazioni in cambio del buyback di azioni o di dividendi più cospicui in attesa di approvazione della board.

Ai tempi di Bill Gates ogni nuova versione dei prodotti più importanti faceva salire le azioni. Ovvero il modo più pratico per dare del contro valore agli azionisti era di fare quello che la Microsoft sa fare da sempre: rilasciare nuovi prodotti o nuove versioni. L’ultimo grande balzo lo si è avuto nel 1999 con l’annuncio di Windows 2000. Sarà una coincidenza?

-quack

Pubblicato mercoledì 15 settembre 2010 alle 6:12 AM - 14 commenti so far
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Starting from a solution–parte 1

Un professorone universitario un giorno durante la lezione ci fece conoscere un grande pensiero di Abraham Maslow anche se la citazione fu all’epoca priva dell’autore. Maslow diceva che se l’unico attrezzo che si possiede è un martello, tutto il resto comincia a sembrare un chiodo.

Come corollario del teorema di Maslow si può affermare che quando si ha in mente una soluzione tutti i problemi sembrano poter essere magicamente risolti dalla stessa soluzione. È capitato alla mia vicina di casa, d’ora in poi Laura (not her real name). Laura ha un PC da sempre, ultimamente ha comprato un HP per fare un upgrade del suo vecchio hardware. Mi ha chiesto una mano a trasferire il suo account outlook sul nuovo PC. Outlook e il programma PincoPalla sono i suoi strumenti di lavoro quotidiano e lei lavora da casa. Sistemato il piccolo impiccio di copiare il file .PST da un PC all’altro sembra molto felice e serena. Qualche giorno prima che partissi per le mie vacanze mi manda un’email disperata – tra neighboroughs in America si parla così – chiedendomi se le potessi comprare MacOffice e Windows Ultimate: ha intenzione di passare a Mac e di usare l’applicazione PincoPalla sotto Parallel e fare tutto il resto su MacOS. Le dico che è una follia ma al mio ritorno insiste così tanto che le restituisco il favore che aveva in credito: mi chiede se posso aiutarla a migrare, le dico che la mia MacEsperienza è limitata, mi chiede suggerimenti sull’AppleStore di Bellevue Square di cui ha sentito parlare molto male (ma va?). Decide di rivolgersi ad un rivenditore Mac, uno di quei negozietti che guadagna cifre rosicatissime sulla vendita di ogni pezzo ma tiene alta la bandiera pro-Cupertino. Qualche giorno fa ricevo una mail da lei: era nel MacStore e i MacGeniusMenoMeno stavano avendo difficoltà ad importare il suo profilo Outlook da svariati giga e passa; mi chiede se posso darle una mano, mi ri-offro volontario. Le spiego che le conviene aspettare l’uscita di MacOffice 2011 per avere meno problemi nella conversione del PST ma mi dice che ha un altro paio di problemi con il suo iMac e se potessi dare un’occhiata ecc.

Mi racconta di aver speso oltre sette ore in compagnia degli addetti per cercare invano una soluzione all’importazione del giga e passa di email distribuito in un centinaio di folder.

Con lo stesso disclaimer di cui sopra (non sono un esperto ed odio i Mac) scendo a darle una mano. I problemi, a parte la questione Outlook, sono due:

1) configurare la stampante di rete; cosa semplicissima da fare una volta risolto il problema

2) accendere il mac; mi confessa che non è riuscita ad accenderlo perché non ha trovato il pulsante di accensione; le sembra che qualcuno le abbia menzionato una combinazione arcana di tasti ma non ricorda quale e che non ha voluto chiamare l’assistenza Apple per non fare la figura della cretina: bella roba!Power Button

Ho visto tante volte un iMac acceso, ma effettivamente anche io mi son perso davanti all’esemplare spento non riuscendo a capire dove fosse il pulsante d’accensione. C’è voluta una lettura attenta del manuale a pag. 20 o giù di lì (nota per il lettore: sono dislessico) per capire l’ubicazione segreta del pulsante di accensione. Una volta partito effettivamente configurare la stampante è stato un gioco da ragazzi…

La seconda parte di questa storia la pubblicherò quando avrò una soluzione definitiva per il suo problema con Outlook. Anche se son convinto che ci saranno diversi capitoli.

-quack

Pubblicato lunedì 13 settembre 2010 alle 11:51 PM - 77 commenti so far
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Running HTTPs

Tre perle di servizi molto interessanti.

Afraid.org un server per il DNS dinamico (come no-ip o DynDNS) che permette di gestire un proprio dominio anziché un sottodominio. Scoperto grazie ad un intervento nel forum. Può sembrare una banalità o un modo per gonfiare il proprio ego, ma il servizio diventa fichissimo in virtù di…

StartSSL: finalmente qualcuno che regala certificati SSL di primo livello veri. Certificati con cui si può persino firmare il codice. In virtù del fatto che Microsoft ha aggiunto la RA alla lista di quelle preinstallate (di default con Windows 7 o con una patch per le versioni precedenti).

A questo punto è stato immediato pensare alla possibilità di creare un nodo Mercurial su WHS accessibile in HTTPs e senza dover sbattersi con il creare un certificato giocattolo e installare la “finta root authority” su tutti i PC client come già spiegato in precedenza.

Il tutto non sarebbe possibile senza l’esistenza di domains.live.com: un servizio che permette di creare caselle hotmail associandole al proprio dominio con tutto il supporto ActiveSync derivante.

Spettaculation.

-quack

Pubblicato venerdì 10 settembre 2010 alle 12:31 AM - 6 commenti so far
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Tales of Android

Resoconto sull’utilizzo di Android 2.2 in Italia partendo dalla fine: un mezzo-disastro.

Inizio: ho comprato il telefono pagandolo fior di $$$ in quanto unlocked. Colpa la mia ignoranza in materia di telecomunicazioni di basso livello (leggasi: frequenze 3G, Edge, ecc.) pensavo che avrei avuto vita facile. Poco dopo ho scoperto l’esistenza di un modello di Nexus One compatibile con la rete di AT&T a sua volta molto più compatibile con le reti europee di T-Mobile che ha deciso di usare una frequenza tutta sua per non so quale protocollo; bontà loro. Mi aspettavo decisamente di peggio, con una ricezione 3G sporadica, ma ciò non è stato. Per quanto abbia provato ad informarmi non sono riuscito a capire quale sarebbe il lato negativo della differenza di frequenze supportate. Insomma, arrivato in Italia ho piazzato una SIM Italiana e tutto ha funzionato quasi decentemente.

* Con TIM si è tutto automagicamente configurato, ma non c’era un briciolo di campo nell’appartamento bunker a nostra disposizione
* Con Vodafone tutto si è automagicamente configurato, la copertura era buona, ma il mancato supporto di EDGE non mi ha dato molta scelta
* Con WIND ho dovuto configurare l’access point a mano mentre con un terminale gemello AT&T comprato per mio fratello il tutto si era auto-configurato

Ho deciso quindi di usare una SIM WIND per la navigazione da cellulare allettato anche dal fatto che se si supera la soglia di traffico in allowance si va solamente più lenti.

A questo punto son cominciati i disastri: l’accesso alla rete dati semi-massiccio dovuto alla modalità sync attivo (Facebook, hotmail, gmail, ecc.) bloccava il telefono molto spesso anche per lunghissimo tempo. In qualche occasione a causa di questi freeze il terminale si è riavviato. Mi è capitato che questo succedesse mentre squillava e durante il riavvio e per tutta la durata dell’accensione successiva il telefono continuava ad emettere il suono dello squillo. Ho dovuto staccare la batteria, pratica a cui ho preso un’abitudine meccanica dati gli hang molto frequenti. Disabilitata la modalità sync, il comportamento del terminale è sempre stato molto decente seppur al di sotto dello standard a cui sono abituato (anche adesso sta funzionando in maniera eccellente).

Un paio di volte è capitato che il terminale non riusciva ad agganciare la linea dati che previo riavvio ha ricominciato a funzionare.

Ma la tragedia si è compiuta con l’uso del GPS, per me abbastanza fondamentale. Il GPS con Google Maps mi ha dato i seguenti problemi:

* Triangolo delle bermuda: una zona geografica non ben definita compresa tra le province di Matera, Bari e Taranto. Il cellulare si riavvia se la navigazione è attiva nel triangolo delle bermuda fino a quando non si varca il confine
* Target sbagliati: ben due volte sono stato dirottato in punti geografici molto distanti dalla destinazione. In un caso sono finito in aperta campagna (cercavo un agriturismo però ben collegato) avendo io scelto tra due opzioni il punto sbagliato. In un secondo caso Google Search ha mancato clamorosamente una chiesa per diversi Km in linea d’aria
* Sparizione del segnale GPS: mi è successo un paio di volte in punti in cui è praticamente impossibile che ci sia mancanza di copertura.

Data la mia sempre più scarsa familiarità con nuove e meno-nuove strade della mia zona d’origine, tali episodi hanno portato a conseguenze più o meno gravi. In un caso ho mancato l’uscita giusta a causa della pazzia estiva di un conducente di TIR deciso almeno all’apparenza a speronarmi. Magra consolazione il fatto che la copertura dati è ormai quasi ubiqua anche in aperta campagna.

Ora visto che il mio cellulare è un dispositivo in sostituzione molto probabilmente refurbished, c’è la non nulla possibilità che i problemi non siano sistemici. Qualora lo fossero mi accrescerebbero la forte sfiducia nelle qualità di testing del software made in Google.

La prossima vacanza in Italia sarà basata su WP7, staremo proprio a vedere cosa succede.

-quack

Pubblicato martedì 7 settembre 2010 alle 5:49 PM - 59 commenti so far
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