Per il dileggio del lettore interessato dall’affascinante mondo del parsing (sì, ne sto scrivendo un altro in virtù della già citata maledizione).
Data la seguente grammatica ( S il simbolo di partenza, in maiuscolo i terminali, in minuscolo le regole di produzione), convertirla in forma LL(1):
S –> q
q –> ( q ) | r
r –> A u | ( t )
u –> B | ( t )
t –> u | t t
-quack
In questi giorni infuria una polemica interessante: Banshee è un player musicale che permette di comprare canzoni in MP3 dallo store di Amazon. Grazie al sistema dei referral, ovvero la gente compra una canzone via Banshee e a Banshee/Gnome/chi per lui viene corrisposta una percentuale della transazione, è possibile far cassa anche con un prodotto distribuito gratuitamente (non è una novità) e open-source/GPL. Quelli di Ubuntu, che non fanno che prendere codice in giro, compilarlo, impacchettarlo e tante altre belle cose, hanno pensato che – rispettando tutti i vincoli legali che accompagnano la licenza – di cambiare il codice di Banshee quanto basta per dirottare gli introiti verso Canonical che tra l’altro incassa percentuali anche tramite il music store UbuntuOne. Per Banshee/Gnome viene riconosciuto un gettone pari al 25%.
![nickelanddime[1] nickelanddime[1]](http://aovestdipaperino.com/blogfiles/2011/03/Windows-Live-Writer/Open-Source-Economy_8A7F/nickelanddime%5B1%5D_thumb.png)
(fonte)
Andando al sodo: tutto questo è perfettamente lecito anche se non molto eticamente corretto. La domanda da un milione di dollari è: tutto ciò è anche ampiamente prevedibile, perché tanto “clamore”? Ci si aspettava davvero qualcosa di diverso? Un’azienda che mercanteggia in Open Source è tenuta a rispettare standard etici più elevati della concorrenza?
La mia curiosità è sincera, spero che si intavoli una serena discussione senza derive trollesche.
-quack