Quiz riflessivo per programmatori C#

Data una classe X_Class ed una proprietà Y_Property di tipo Zeta:

        class X_Class

        {

            public Zeta Y_Property { get; set; }

        }

ricavare il nome della proprietà sotto forma di stringa in maniera programmatica (hint: usare la versione 4.x del Framework).

BONUS POINT: L’esercizio ha anche un suo perché, stabilire quale.

Soluzione:

public static string YPropToString()

{

    return ((MemberExpression)
     ((Expression<Func<X_Class, object>>)
       ((o) => o.Y_Property)).Body).Member.Name;

}

Probabilmente si può fare di meglio. Lo scopo, come spiegato nei link dei commenti, è di fare in modo che il codice non compili se viene rinominata una proprietà

-quack

Pubblicato mercoledì 27 luglio 2011 alle 11:27 PM - 15 commenti so far
Archiviato in: Codice

Campagna acquisti

Ora che ho finalmente capito il vero asset di Skype, sebbene lungi da valere 8 fantastiliardi di dollari, provo a fare un suggerimento per la prossima campagna acquisti.

Teamviewer: sono secoli che per Windows ci vuole una soluzione per il supporto remoto affidabile come questa, capace di far briciole dei vari NAT e di trapanare anche il più pazzuto firewall aziendale. Ho studiato tanto e dal punto di vista server una soluzione così costa davvero pochissimo; certo il talento per crearla inhouse c’è già, ma in MS si fa così.

Possibile che non ci siano un paio di fantastiliardi per comprare questa azienda? Mi viene il dubbio che Steve non abbia mai dovuto fare un’assistenza remota, soprattutto in orario di ufficio.

Nel frattempo mi consolo con la spesa pazza del mese. IPlunge:

Con 5 fantastiliardi si potrebbe comprare un iPlunge per ogni essere umano del mondo civilizzato.

-quack

Pubblicato lunedì 25 luglio 2011 alle 8:24 PM - 9 commenti so far
Archiviato in: Cazzate

Wiping policy

Il supporto per Exchange in Windows Phone è fantastico, tranne per una piccola antipatica anomalia: richiede l’uso di un PIN, di norma opzionale se non si usa Exchange.

Il problema è che il PM che ha disegnato la feature deve essere di natura estremamente paranoico: a differenza dei comuni cellulari, inserire un pin sbagliato per tre volte non porta al blocco del telefono e conseguente necessità di dover inserire il PUK. Quei furbi di WP7 hanno pensato che la punizione esemplare da elargire è il reset totale del telefono a livello di appena uscito dalla fabbrica.

C’è gente come me, vittima di un wiping accidentato, che ancora si chiede che relazione c’è tra casella postale aziendale e foto/video/musica/applicazioni personali. Tra l’altro a differenza di Android, il recupero di tutte le applicazioni è un poco divertente esercizio di memoria, risorsa già largamente in esaurimento con l’avanzamento dell’età.

Questo eccesso di paranoia deve essere una malattia in rapida diffusione visto che persino in Apple, ove sono tendenzialmente poco attenti a questa materia, si permettono di bloccare la mail in uscita se il contenuto è considerato discutibile. Una vera epidemia da scemo del villaggio.

-quack

Pubblicato venerdì 8 luglio 2011 alle 9:48 PM - 52 commenti so far
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Email storm

emailstormAn e-mail storm is a sudden spike of Reply All messages on an email distribution list, usually caused by a controversial or misdirected message. Such storms start when multiple members of the distribution list reply to the entire list at the same time in response to the instigating message. Other members soon respond, usually adding vitriol to the discussion, asking to be removed from the list, or pleading for the cessation of messages. If enough members reply to these unwanted messages this triggers a chain reaction of email messages. The sheer load of traffic generated by these storms can render the email servers inoperative, similar to a DDoS attack. (fonte)

Wikipedia continua con un esempio che mi permetto di tradurre in italiano: tempo fa tutte le caselle di posta erano raggruppate sotto quattro mailing list ciascuna contenente 13000 mailbox. Queste mailing list avevano il nome di “Bedlam DL1”, “Bedlam DL2”, “Bedlam DL3” e “Bedlam DL4”, in modo tale che se si voleva raggiungere tutti gli employee nell’organizzazione bastava mettere in Bcc queste quattro liste che erano uno dei segreti ben mantenuti del dipartimento IT di Microsoft. Il 14 Ottobre 1997 un utente ha scoperto di essere iscritto a Bedlam DL3 e a chiesto a tutta la lista di essere rimosso. È seguita un’indondazione di “me too” che ha causato qualcosa come centinaia di GB di traffico sufficienti a congestionare la rete per diversi giorni (fonte).

Il rito si ripete periodicamente ogni paio d’anni: qualcuno scrive ad una mailing list qualcosa che somiglia ad una domanda e i più cretini, quelli a cui prudono le dita, cominciano a fare “reply all” con la loro risposta; poi ci sono i cretini assoluti che provano a spiegare ai cretini che “you are doing it wrong” mandando un messaggio a tutta la DL e poi ci sono quelli da manuale che, con un reply all, scrivono “la risposta alla domanda è XYZ, ma va bisogna fare reply all? (well, too late…). Oggi una tale tempesta si è abbattuta sulla DL “Sinofsky reports”, assolutamente una bazzecola se confrontata con “Bedlam DL3”, ma con sfumature altrettanto divertenti: oltre a ricevere la caterva di email in inbox, il cinguettio continuo del cellulare-sincronizzato-corporation è diventato insostenibile: per fortuna con la nuova versione di Outlook/Exchange hanno introdotto un nuovo comando micidiale, “ignore thread”. E finalmente pace per le mie orecchie.

Pubblicato giovedì 7 luglio 2011 alle 1:51 AM - 6 commenti so far
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