What is your CRASH plan?

Uno dei pensieri che sempre più spesso mi logora è quello del CRASH totale del server. Il sistema di pseudo-raid mi protegge dall’eventuale logorio meccanico di uno degli Hard Disk ma non ho nessuna polizza incendio&furto sul valore affettivo di certe foto o certe riprese video.

Ci sono ottime soluzioni a pagamento per il backup in da cloud ma mi piacciono molto  poco in quanto:

  1. GB e banda hanno costi estremamente irrisori rispetto al pCrashiù economico backup online
  2. l’idea di avere le mie foto in da cloud non mi rallegra ed oltretutto l’eventuale operazione di restore risulterebbe molto dispendiosa in termini di tempo

Ho cercato in vano a lungo un prodotto che funzionasse in maniera distribuita via p2p o similare ed ho trovato solamente un servizio dal nome evocativo di Crashplan. Pensavo ad una soluzione con un harddisk esterno da collegare al mio PC dell’ufficio ma purtroppo l’applicazione ha seri problemi con il firewall aziendale. Per il resto Crashplan permette il backup p2p criptato e sarebbe stato altresì perfetto.

In questi giorni sto invece ripiegando su una soluzione più “artigianale”: installare un servizio RSync sul server casalingo ed un client su una workstation in ufficio che spari i file sull’HD esterno crittografato con TrueCrypt.

Ora sono nella fase, quella della raccolta dei “componenti”. Pubblicherò i dettagli qualora il mio crash plan dovesse entrare in funzione.

-quack

Pubblicato martedì 27 ottobre 2009 alle 12:10 AM - 11 commenti so far
Archiviato in: Software, Backup

Windows Home Server Iterazione terza (ultima?)

La storia delle prime due iterazioni è raccolta in questo post.

La prima iterazione aveva il difetto di essere troppo rumorosa.
La seconda è poco “espandibile” per mia personale definizione.

Se tre è il numero perfetto, la terza iterazione sarà per sempre, come dovrebbe essere per un dispositivo di backup espandibile.

In breve: quello che doveva essere un progetto da “weekend” a.m. si è trasformato in un vero e proprio progetto “stagionale”. Usare una Compact Flash da 128GB è praticamente proibitivo. Ho pensato a tentare di spostare la partizione di sistema, ma impelagarmi in una manovra pericolosa coi dati del mio server non è tra le mie attività preferite. Un’altra alternativa considerata è stato un drive da 1.8” da 120GB, ma alla fine mi è sembrato anti-economico e troppo vincolato al fatto che il drive deve avere necessariamente un’interfaccia IDE.

Ho deciso per una nuova motherboard basata su ION (e quindi con 3 porte SATA) ed un case un po’ più grande in grado di accomodare i 3 drive. Per il terzo hard disk ho pensato di usare uno dei tanti SATA 2.5” da laptop avanzati durante qualche upgrade festival. Così facendo il sistema sarà installato sul “mini-drive” da 160GB e gli altri due dischi destinati a contenere esclusivamente dati. Nel momento in cui uno dei due drive si rompe o va in saturazione spaziale, l’upgrade sarà Tombaleestremamente indolore in perfetto stile plug&pray. Insomma, failure spettacolari a parte, questa iterazione sembra avere i requisiti di una RC.

E a proposito di sistemi di backup: ma 17 mesi e 4 giorni non sarebbero un po’ troppo pochi per un sistema pubblicizzato come “server grade”?

Ad posterioram ardua sententiam

-quack

Pubblicato mercoledì 14 ottobre 2009 alle 6:46 PM - 14 commenti so far
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Ancora guai: WHS restore

La serie dei guai non è finita, ma per fortuna comunque si è risolto tutto per bene. Siccome stavolta la colpa non è del laptop ma del Restore CD di Windows Home Server, non aggiungo questa nota in calce a tutte le altre.

Antefatto: ho provato a pasticciare con i driver bluetooth di DELL forte del fatto che tra Windows System Restore e il backup di Windows Home Server avessi due reti di protezione molto robuste. La prima mi ha però dato qualche problema e ho dovuto fare un restore del laptop via WHS. Poco male visto che non avevo mai provato il restore su un PC a 64 bit.

Fatto: masterizzo il Windows Home Server Restore CD, riavvio, BSOD subito dopo il lancio del sistema. Cerco online le origini del problema che vengono descritte come “unrecognized boot device”. Sapevo che il supporto AHCI non è proprio al 100% trasparente ma non pensavo che il restore CD non supportasse AHCI (in giro leggo che una nuova versione potrebbe aver risolto il problema, ma io non ho provato). Tra scaricare 200MB di roba che quando vai di fretta la connessione scende a 13KB/sec e disabilitare temporaneamente AHCI ho preferito la seconda. Modifica del parametrillo nel BIOS, riavvio e back in business. Fino al momento del riconoscimento dei driver:

WHSRestore1

La scheda di rete non è riconosciuta di default e qualsiasi tentativo di installare i driver, che sono appositamente copiati su un pendrive, fallisce miseramente. Clicco Continue sperando che ci siano altre soluzioni e mi infilo in un vicolo cieco:

WHSRestore2

Non si può tornare indietro e sono costretto a riavviare. Cosa che non sarebbe molto tragica se non per il fatto che WinPE ci mette circa 6 minuti a fare il boot da CD e che al secondo reboot ho cliccato di nuovo Continue accidentalmente mentre toccavo il sensibile touchpad in maniera chiaramente troppo decisa ed incazzata. Terzo riavvio e ancora bisogna cercare il modo per far riconoscere la scheda di rete.

Ravano in giro e scopro l’inghippo di Colombo: i driver sul PenDrive sono a 64-bit, l’immagine WinPE è a 32: non funzioneranno mai. Però basta scaricare i driver giusti, scompattarli e metterli sul PenDrive che tutto funziona alla perfezione.

Riflettendo a posteriori tutta questa manfrina, nel momento gioco forza tragico in cui si ricorre ad un restore da server, con le dovute pressioni psicologiche non è proprio il mondo ideale in cui vorrei vivere. Parafrasando i latini si vis restorem, para backuppum. Messomi alla ricerca di una migliore soluzione sono incappato in questa wiki-guida che spiega come creare una piccola partizione da cui avviare il meccanismo di restore.

La parte più antipatica si è rivelata quella di configurare le opzioni via EasyBCD: sul mio PC ogni tentativo di usare la partizione giusta per la voce di boot si rivelava inutile. Nel BCD ci finiva una entry incompleta. Mi sono rassegnato ad aggiungere a mano via command prompt i due parametri mancanti (osdevice e device) ed alla fine sono arrivato al risultato voluto. Se a qualcuno interessa posso mettere in download lo script che si occupa di fare tutto in automatico senza dover scaricare software di terze parti.

Il test è andata in maniera più che ottima: ho scoperto che a differenza del boot da CD, il boot da partizione supporta l’AHCI. I motivi alla base del mistero non li conosco e non mi interessano. La seconda bella novità è che essendo la partizione abilitata in scrittura una volta lanciato il driver della scheda di rete da PenDrive viene automaticamente installato e al successivo riavvio il PenDrive diventa superfluo. Posso ritenermi completamente soddisfatto, fino alla prossima disavventura.

In tema di Backup/Restore segnalo la possibilità di registrarsi per ottenere gratuitamente Acronis True Image 10 Personal Edition molto utile per travasare partizioni di sistema da un disco all’altro. Ricordando ovviamente che versione vecchia fa buon brodo e a software donato non si guarda in bocca.

-enjoy

Pubblicato mercoledì 4 febbraio 2009 alle 8:50 PM - 10 commenti so far
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Windows Home Server vs. Apple Time Capsule

Avvertenza: in realtà non si tratta di un vero e proprio confronto "dal vivo" ma basato più che altro su "tecnica" ed "estetica".

HP Windows Home Server Time Capsule

A sinistra c'è l'HP EX470 (539$ su Amazon) a destra c'è Time Capsule (299-499$ su Apple)

Il primo è quasi brutto ma facilmente espandibile: ai 500GB di base si possono aggiungere altri 3 HD e facilmente moltiplicare la capacità "grezza". Il secondo è espandibile solo tramite dischi esterni ma nella versione più costosa è dotato di 1TB di capacità grezza.

Entrambi i prodotti sono totalmente integrati con i sistemi operativi "della casa": il primo tramite Windows Home Server Connector, il secondo tramite Time Machine integrato nell'ultima versione di OSX (la 10.5.2).

Mentre il secondo però altro non è che un file server specializzato ad accogliere i backup di Time Machine, il primo è tecnicamente superiore in quanto:

  1. È disponibile come soluzione di PC backup anche per XP, quasi arrivato al compimento del settimo anno di età (non mi risulti che Time Machine sia disponibile per versioni antecedenti alla 10.5.2); con il Power Pack 1, il supporto sarà esteso anche alla versione 64bit.
  2. Facendo leva sulle shadow copies le operazioni di backup differenziale sono estremamente veloci ed efficienti essendo implementate a livello di cluster come già discusso in precedenza
  3. È possibile spalmare i dati in maniera ridondante su più dischi fisici a livello di folder (anche se consiglio di aspettare l'uscita del suddetto Power Pack): ottimo per la salvaguardia di foto, filmati e documenti personali
  4. Last but not least la memorizzazione dei backup dei PC è condivisa anch'essa a livello di cluster. Se due PC hanno cluster in comune il backup sarà ancora più efficiente, come mostra questa figura (fonte):

cluster level storage 

Ad occhio e croce la prima soluzione mi sembra estremamente superiore alla seconda, tranne per il fattore estetico messo in secondo piano rispetto alla espandibilità. Nonostante ciò sono abbastanza sorpreso dalla quasi totale assenza di hype rispetto al prodotto concorrente. Marketing, questo sconosciuto.

-quack

P.S. ulteriori dettagli tecnici su Windows Home Server sono disponibili in questa pagina. Da questa pagina si può richiedere una versione dimostrativa funzionante per 120 giorni.

Pubblicato giovedì 22 maggio 2008 alle 6:11 PM - 27 commenti so far
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Time Machine vs Windows Backup

windowsbackup vs Leopardtime

Questi giorni mi son ritrovato a leggere per caso un paio di post che ringuardano le funzionalità di backup di Vista e di Leopard. Siccome la questione mi riguarda da vicino (per colpa del mio NAS non ho ancora fatto un backup completo dei miei PC visto che il famoso NAS in questione non supporta file più grandi di 2GB) ed incuriosito da una domanda di FDG che chiedeva conferma sul fatto o meno che Time Machine faccia di più di Vista, ho deciso di raccogliere quanto finora trovato in giro e pubblicare questo post con delle conclusioni personali.

  • Guida completa alle tecnologie di backup di Windows Vista. La pagina spiega tutto quello che c'è da spiegare sulle varie funzionalità di backup di Vista e come interagiscono tra loro.
  • Descrizione del funzionamento Time Machine da parte di Ars Technica. Purtroppo è un link di "terze parti" ma mi sembra tecnicamente ineccepibile. Sul sito ufficiale di Apple ho trovato solo questo scarno link. Se qualcuno ha di meglio da linkare mi faccia sapere e aggiorno subito.
  • Infine qualcosa di più frivolo sull'origine - per me "dubbia" - del nome Time Machine. In Windows Server 2003 il nome in codice per le "Previous Versions" era timewarp come conferma questo post del solito Raymond Chen datato Settembre 2005; come dice Benigni, si fa per scherzare!

Riassumo brevemente quali mi sembrano i vantaggi della soluzione Windows ordinati in base ad un mio personalissimo criterio di importanza:

  1. La funzionalità di base, quella relativa alle Previous Versions, non richiede un supporto esterno per essere disponibile
  2. Il backup differenziale di Windows è a livello di "blocco" anziché di file; questo riduce enormemente la quantità di tempo e di spazio necessaria per i backup differenziali, soprattutto in presenza di file enormi come possono essere i vari hard disk virtuali
  3. il backup di Windows usa formati standard come file zip per la modalità file-backup e vhd per la modalità full-pc che possono quindi essere salvati su qualsiasi supporto (DVD, hard-disk esterno, NAS, WHS, ecc.)
  4. è possibile il ripristino di un backup completo senza sistema operativo tramite il windows recovery environment

Invece questi mi sembrano i vantaggi della soluzione Apple:

  1. Il restore avviene, dal punto di vista dell'interfaccia, a livello applicativo laddove l'applicazione supporta Time Machine; immagino, ma non voglio fare il Gutmann della situazione, che per essere compatibile con Time Machine l'applicazione debba "registrarsi" in qualche modo
  2. La UI di ripristino, proprio per quanto riguarda il punto precedente, è davvero semplice; non mi riferisco agli effetti speciali, che dopo un paio di ripristini diventerebbero una scocciatura, ma ai comodi pulsanti e alla comoda time line.

Voglio infine far notare che alcune feature del backup di Vista sono disponibili solo nelle edizioni più avanzate (Premium, Business e Ultimate) ma che sono disponibili anche su tutte le altre - incluse versioni precedenti come XP - con il client di Windows Home Server (che è molto simile, se non identico, alle funzionalità di backup completo di Vista).

Riassunto: ho l'impressione che guardando le feature in modo più o meno soggettivo a fare molto di più sia il sistema di backup incluso in Windows Vista; io odio gli hard-disk esterni e adoro la possibilità data dalle Previous Version anche in assenza di backup mentre non ho bisogno di una interfaccia a prova di idiota per fare ripristino, quindi almeno sulla carta i vantaggi della soluzione Windows sembrerebbero superiori. Anche Oliver Rist sulla questione backup sembrerebbe sarcasticamente concordare con me dalle pagine di PC Magazine:

So why doesn't Time Machine do block-level backups? I have no idea. Apple controls the file system. It controls the backup application. Generally, that's all you need. Maybe Apple couldn't spare the programmers working on the hugely important Star Wars core animation splash-screen project.

Altre esigenze potrebbero però portare a preferire Time Machine.

-quack

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Pubblicato domenica 2 dicembre 2007 alle 12:51 AM - 24 commenti so far
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