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Amazzonia

In una gara tra chi ha l’idea più cazzona del secolo, Amazon ha deciso di rilanciare con una mossa geniale:

Non è più possibile comprare sui loro negozi dispositivi che non supportano il servizio di streaming di Amazon Prime (Apple TV, Google Nexus Player, ChromeCast, ecc.)

Uno di passaggio legge la notizia e pensa: è giusto, tu non supporti i miei servizi, io non vendo i tuoi prodotti.

A parte il fatto che non vendere i prodotti danneggia i suoi stessi clienti, uno penserebbe che se questi giocattoli non supportano i servizi streaming di Amazon, la colpa è di Google o Apple.

Però nel caso di Google, ignoro il lato Apple della questione, non c’è davvero nessun impedimento nel supportare l’app di Amazon su Google Play Store. Insomma se l’app di Amazon non c’è è per una scelta di Amazon. Infatti se si smanetta un po’, la si può installare di “contrabbando” sul Google Nexus Player.

Un’idea altrettanto cazzona è quella di avere un servizio come quello di “Amazon Prime Now” solamente su cellulari e neanche per tutti i modelli. Se si vuole usufruire di Amazon Prime Now su iPad o via browser o sul nuovo Nexus 5X, non è possibile. Nisba.

Amazon è balzata di recente agli onori della cronaca per via di un articolo molto controverso apparso sul New York Times. In realtà moltissimi ex-Amazon che conosco hanno detto che si rispecchiano completamente nell’articolo citato. Infine un mio amico, che mi ha detto di aver fatto colloqui per una posizione di manager, mi ha raccontato che l’applicazione della curva di Bell in Amazon è persino più hard-core di quanto succedeva ai tempi di Ballmer in Microsoft. Coincidenze?

-quack

Pubblicato lunedì 2 novembre 2015 alle 8:33 PM - 4 commenti so far
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StarCasting

Due anni fa raccontavo quanto fosse stato piacevole scoprire le piacevoli funzionalità di ChromeCasting, l'abilità di donare smart-capabilities a televisori di una generazione fa o modelli tra i meno costosi. Giorni fa ho montato un televisore ricondizionato da $100 in garage per allietare il mio tempo sul tapis roulant: è stata l'occasione per l'acquisto di un secondo ChromeCast dopo aver ponderato a lungo sulle alternative (la migliore lo stick Fire di Amazon, scartata per paura di perdere il telecomando). Sapevo che stavano per uscire altri modelli ma nessuna delle nuove feature è interessante per il mio caso d'uso e si aggiunga il fatto che Amazon vendeva vecchi modelli ad un prezzo scontato... e via!

Ieri, dopo tanta attesa, ho ordinato altri tre dispositivi: due ChromeCast audio, che rendono i cablaggi audio in casa totalmente inutili e uno stick Amazon per la TV. Come già raccontato il plugin di Netflix è stato rimosso da Windows MCE. Ho pensato a lungo ad alternative, ho persino installato Kodi su Windows (mamma mia, l'interfaccia è più dolorosa di una visita dentistica) e alla fine ho ceduto: in questo caso il telecomando è un optional poco opzionale per cui mi son deciso per il dispositivo Amazon. Da una prova rapida il dispositivo è un po' più lento dell'equivalente Google ma un'altra sorpresa positiva, di cui non avevo nessuna aspettativa, è il supporto al protocollo DIAL di ChromeCast e affini. Quindi volendo lo stick Amazon può essere operato anche via Android/iOS/Chrome per Windows.

Ho poi scoperto che c'è una release di Kodi per Amazon Fire Stick che proverò ad usare per accedere alla mia libreria di DVD rippati e se tutto dovesse funzionare decentemente metterò in cantina definitivamente il mediacenter. Resterà da capire come guardare le partite dei SeaHawks ormai l'unico tipo di trasmissione che seguiamo dal vivo ma SiliconDust PVR disponibile su un bel po' di piattaforme sembra essere molto promettente. Se riesco a configurare il tutto a puntino un altro ruolo del mio Windows Home Server viene meno, quello di server per MyMovies che in realtà era già diventato ridondante il tutto semplificando ulteriormente la configurazione IT di casa. Sempre meno Windows ma è davvero un peccato.

-quack

Update: ieri ho comprato il Google Nexus Player via Amazon Prime Now: cosa assurda il prezzo era più basso (di $20, non di poco) di quello nel main store di Amazon. Come si dice da queste parti, un no brainer. L’ho installato e per ora l’esperienza mi sembra semplicemente fantastica. Google è la nuova Microsoft, Android il nuovo Windows (considerando in quante installazioni posso sostituire Windows con Android per i più disparati motivi).

Pubblicato giovedì 1 ottobre 2015 alle 10:27 PM - 15 commenti so far
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Impressioni di Settembre

È passato più di un mese dal mio arrivo in Big G e volevo raccogliere un po' di impressioni in questo post. Mi ritengo una persona fortunata perché ho fatto di una delle mie passioni un lavoro felicemente retribuito. Quando ho lasciato la precedente "grossa azienda" sapevo di perdere 'qualcosa' in cambio di avventure sicuramente meno stressanti, qualcosa che non riuscivo a definire con chiarezza. Per raccontare meglio devo però necessariamente fare un piccolo passo indietro agli ultimi tre o più anni lavorativi e chiedo scusa se questo post possa essere letto come troppo "comparativo".
Ho lasciato l'astronave madre nel 2012, sicuramente in uno dei momenti più bui della storia di Microsoft, secondo solo ai vari giri di licenziamenti più recenti: Sinofsky all'apice del potere, le policy del personale al massimo dei danni, Windows sull'orlo di una crisi di nervi. Passare ad Intentional, azienda che sviluppa in C#, è stato il modo migliore per minimizzare l'ansia da rientro pluridecennale nel mercato del lavoro: noi italiani, culturalmente parlando, non siamo molto affini con l'idea di una carriera improntata e supportata dal cambio di azienda. Intentional mi ha lasciato la possibilità di avere un ufficio da arredare, Windows come piattaforma di sviluppo e l'accoppiata fantastica C#/Visual Studio.
Ho perso il comfort di questa familiarità quando ho fatto il passo successivo: un'offerta di lavoro molto interessante, ricevuta nel momento perfetto, per fare qualcosa in Java che sapevo fare anche "appeso bendato a testa in giù e con le mani legate dietro la schiena". Non più un ufficio, ma un openspace; non più VS ma un dover scegliere tra NetBeans e IntelliJ (di Eclipse non se ne parlava neanche). Ho reimparato in fretta Java non senza sentirmi spesso ammanettato dalla mancanza di alcuni costrutti molto pratici disponibili in C#. A questo punto ho pensato di essere pronto a tutto tranne al panico.
Quando ho deciso di lasciare l'azienda precedente ho pensato di prendere in considerazione le tre classiche "big corporation" dell'informatica con una forte presenza locale ovvero Amazon, Facebook e Google. L'esperienza di tornare a fare colloqui è stata in parte elettrizzante, tra siti che raccolgono questo tipo di domande, colloqui telefonici, screening, pre-screening e loop "dal vivo". Tra le tre, anche per motivi logistici (Amazon e Facebook hanno la sede in Seattle: bisogna macinare miglia, attraversare il tratto di autostrada più costoso al mondo, ingiacchiarsi per il parcheggio, ecc.), avevo forti preferenze per Google ed alla fine - il destino - ha voluto così e oggi sono qui.
Com'è Google? Gli aspetti positivi sono tanti e dal punto di vista della mia carriera un paio sono quelli che mi hanno convinto che in questo momento sono nel posto giusto:

  • i manager fanno i manager; si occupano semplicemente di rendere gli sviluppatori produttivi; la guida tecnica è delegata agli sviluppatori senior (technical lead o technical lead manager). Un manager viene giudicato dalla sua abilità di promuovere gli sviluppatori che lavorano per lui; più il manager riesce a promuovere, più il manager viene premiato/promosso a sua volta. Per evidenziare meglio questo il metro per un manager in Microsoft, quando ho lasciato, era nella sua abilità nell'applicare la curva che tradotto in soldoni significa avere a disposizione un 10% di sottoposti da mazzulare (in Amazon è anche peggio). In due parole in Google un buon manager è semplicemente un ottimo leader e al servizio degli sviluppatori
  • la valutazione delle performance non dipende dal manager, che ha un ruolo di coordinatore/guida per la carriera, ma dal feedback dei propri pari. Se sei un testa di pazzo che pugnala a le spalle i colleghi in modo da dare al tuo manager la testa da mettere sul vassoio qui fai una brutta fine. Mi è stato ripetuto più volte che il modo più facile di fare carriera è di essere un fantastico team player
  • la promozione è un processo estremamente formale che può essere avviato senza l'intervento del manager; durante i periodi in cui è aperta la fase di valutazione, basta mettere un check su una box per attivare tutti i meccanismi necessari
    Dal punto di vista tecnico l'articolo su Wired è molto puntuale (le motivazioni descritte in questo video). Sinceramente devo dire che sono rimasto estremamente sorpreso dai tool di sviluppo che a confronto di quanto era a mia disposizione nel 2012, nell'azienda software più grande del mondo, sono fantascientifici: non sono perfetti, dal punto di vista del debug le limitazioni sono molto forti, ma per il resto davvero chapeau. Scrivere codice che gira in maniera trasparente su più datacenter distribuiti geograficamente è ovviamente complicato.

A parte questo, nelle cose di tutti i giorni relative allo svolgere il proprio lavoro, devo dire che in alcuni aspetti questo posto è meglio dell'altro: ogni sviluppatore è dotato di laptop (a scelta tra Windows/Linux/OSX) (in MS-2012 era un 'lusso' solo per dev lead); le policy di acquisto/ordine di materiale e di viaggio sono completamente liberali; e oltre a tutto questo cibo e snack gratis secondo l'imperativo che tra ogni scrivania e un chioschetto con gli snack ci devono essere non più di venti metri.
Concludendo: le mie impressioni sono molto positive, quello che faccio mi diverte: sono in una fase in cui sto imparando un sacco di cose e mi ritengo circondato da ingegneri estremamente talentuosi. Mi sarei aspettato un ambiente di sviluppo un po' più arcaico (trattandosi di Java) ma mi son subito dovuto ricredere. Ne riparliamo tra qualche mese per scoprire se si tratta di una luna di miele oppure no (*).
-quack
(*) a giudicare dalla serenità gestuale dei miei colleghi credo proprio di no.

Pubblicato martedì 22 settembre 2015 alle 7:34 PM - 9 commenti so far
Archiviato in: Google, Cazzate

Paraxenotopia Americana

Tradotto maccheronicamente (Google Translate) dall’inglese per “posti strani”, laddove la geografia politica è governata da coordinate creando risultati interessanti.

Colorado e Wyoming: due stati dai confini perfettamente rettangolari, almeno nelle intenzioni (nella pratica ci sono stati in passato diversi errori e dovute correzioni). Più informazioni qui.

Four Corners: l’unico quadri-punto americano, uno dei pochi al mondo. Ovvero l’unico punto del territorio degli Stati Uniti in cui si toccano quattro stati: Arizona, Colorado, Nuovo Messico e Utah. Reso famoso in un episodio di Breaking Bad.

Haskell Free Library: una biblioteca a confine tra Canada e Stati Uniti, così a limite che il confine è segnato con una striscia nera sul pavimento di una delle stanze della biblioteca.

Point Roberts: exclave degli Stati Uniti in territorio Canadese.

Indiana: lo stato diviso in diversi fusi orari. A peggiorare le cose, la suddivisione stessa è andata mutando nel tempo.

-quack

Pubblicato martedì 20 maggio 2014 alle 2:48 AM - 3 commenti so far
Archiviato in: Cazzate, Seattle e dintorni

Herpes

Finalmente si può comprare una XBox senza Herpes (riferimento alla vignetta spettacolare).

Ovviamente, come è successo persino quando Microsoft ha dichiarato che rimuoveva il DRM restrittivo dalla nuova, qualcuno ci spiega che in realtà accontentando i clienti MS non stia facendo loro un favore perché l’abbiamo già sentito in passato: un certo tipo di DRM è il futuro, il nuovo start screen è il futuro, un bundle che viene mandato giù per la gola è il futuro, ecc. ecc. ecc.

Il ragionamento (sbagliato) è questo: siccome i developer Xbox One sanno che Kinect è ubiqua, ci saranno più giochi che la supporteranno e meglio.

Come se “l’adattabilità” di un gioco alla Kinect fosse un dettaglio estremamente secondario.

Poi ci sono altri aspetti che rendono la faccenda molto triste, come ad esempio il fatto che per l’ennesima volta MS ha bisogno del feedback dei suoi clienti per capire che sta facendo una cazzata. Fossi membro della board sarei molto preoccupato di questo aspetto ovvero del fatto che una azienda è così scollegata dalle esigenze dei propri clienti da richiedere continue e costose correzioni di rotta.

Spero che il nuovo CEO metta la nave in rotta. Trattandosi di un Titanic un certo tipo di latenza è persino prevista. Però mi sembra che i tempi siano maturi per notare le prime correzioni importanti.

-quack

Pubblicato mercoledì 14 maggio 2014 alle 7:20 PM - 15 commenti so far
Archiviato in: Microsoft, Cazzate, Vignette