Apple languages

Da "iOS Programming: The Big Nerd Ranch Guide” terza edizione.

In general, when you have a property that points to an instance of a class that has a mutable subclass (like NSString or NSArray), it is safer to make a copy of the object to point to rather than pointing to an existing object that could have other owners.

Agli arguti lettori il compito di segnalare cosa c’è di grave nella frase di cui sopra. Suggerimento: ci si metta nei panni dello sviluppatore di una libreria.

-quack

Pubblicato martedì 28 novembre 2017 alle 2:30 AM - 0 commenti so far
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Scacciapensieri

Operazione nostalgia: negli anni ‘80, l’intrattenimento ludico portatile era affidato agli scacciapensieri, video-giochi con schermo LCD con funzionalità di orologio e sveglia, Alcuni modelli erano alquanto introvabili in Italia e un mio amico aveva stabilito un piccolissimo canale di importazione parallelo dalla Svizzera per i parenti più stretti.

Il suo preferito personale era il mitico Donkey Kong II a doppio schermo, originale Nintendo e quindi con giocabilità e dettagli incredibili:

Donkey Kong II

Alcuni produttori terzi si erano spinti anche oltre il doppio schermo, come nel caso di Diamond Hunt:

Diamond Hunt

Erano però gli anni a ridosso della vittoria ai mondiali dell’82 e non potevano mancare schacciapensieri dedicati allo sport nazionale, come Gakken Soccer, distribuito in Italia da Duracell e reperibile anche in un paese di 40mila anime.

Gakken-SoccerLCDDiff

Il gioco è abbastanza semplice, si vince segnando 100 goal e non prendendone 3 altrimenti è gameover (gara di ritorno di un’andata piuttosto bizzarra). L’AI è piuttosto inesistente ma per quei tempi un vero e proprio miracolo e seppur in assenza di guardalinee l’implementazione del fuori-gioco è estremante accurata. Si segna facendo correre la palla lateralmente tramite passaggio, perché il portiere è perfettamente allineato con il giocatore che porta palla ed evitando il fuorigioco. La modalità più difficile è resa tale rendendo il comportamento del compagno di squadra senza possesso palla aleatorio e imprevedibile.

Oggigiorno disponibile agli stessi prezzi originali aggiustati di inflazione, sul distributore ufficiale di nostalgia: ebay.

-quack

Pubblicato giovedì 13 aprile 2017 alle 8:26 PM - 0 commenti so far
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iPhone 6s: il buono, il brutto e il cattivo.

Sono un paio di settimane che il mio iPhone 6S è diventato “il” cellulare che mi porto appresso e volevo fare un paio di considerazioni soprattutto quando confrontato con il mio cellulare precedente.

Stiamo parlando di due telefoni appartenenti a fasce diverse visto che, sconto aziendale incluso, un Nexus 5X oggi costa meno della metà dell’iPhone 6S.

Cominciamo allora con…

…il buono
Le prestazioni sono da favola. Apple usa alcuni trucchetti tipo tenere in cache l’ultima schermata dell’applicazione per dare l’impressione che il dispositivo sia più responsive. Nonostante la quantità di RAM sia la stessa quando lancio Facebook non mi tocca mai aspettare meno di qualche secondo, nella maggior parte dei casi si tratta di decimi. Sinceramente non so se la qualità della RAM e del processore possa avere un tale impatto, resta il fatto che i display hanno risoluzioni diverse e questo potrebbe incidere. Sarei stato felice se il Nexus 5X avesse avuto la stessa risoluzione se le prestazioni fossero state paragonabili, ma così non è.
Per riflesso questo si traduce anche in una foto-camera eccellente. Per il tipo di foto che faccio il burst mode funzionante (no, Camera X non ne ha uno) è altrettanto importante. Sono pure parecchio sorpreso che il buon vecchio HTC OneX ne avesse uno eccellente già anni fa mentre nel 2016 si è ancora legati troppo alla CPU. Devo dire però che in alcuni casi la fotocamera del Nexus 5X, tipo in condizioni di luce fioca, si comporta molto meglio. Mi sarei aspettato l’eccellenza ma è chiaro che la concorrenza sia parecchio agguerrita.
Ho osservato sprazzi di usabilità superiore, tipo quando si cambia una SIM e il sistema chiede di riconfigurare automaticamente il tutto: splendido.
Lo schermo è ottimo, mi piace molto la tonalità dei colori.
Il lettore di impronte funziona esattamente come dovrebbe ma essendo standard da un bel po’ ha un supporto migliore da parte delle applicazioni: tipo potrei loggarmi in banca semplicemente cliccando sul pulsante.
Infine tra le cose buone ho potuto osservare un’ottima durata della batteria: col mio Nexus 5X ci finivo spesso la sera sotto il 15%, per ora invece con l’iPhone mi ritrovo quasi sempre oltre il 50%.

Il brutto
L’ecosistema è piuttosto odioso e questo mi costringe ad utilizzare app di terzi: outlook per gli indirizzi hotmail e Gmail per quelli Google. Stessa cosa per il calendario e il player (l’app musicale di Apple non l’ho praticamente mai aperta). Considero l’ecosistema dei servizi Google parecchio superiore.
Siri: una piccola delusione che fa capire quanto l’AI di Google sia diversi ordini di grandezza migliore della concorrenza. Usare Bing per le ricerche poi è di una tristezza incredibile.
Sistema piuttosto ingessato: così ingessato che certe cose, tipo installare una tastiera, richiedono arzi-gogoli incredibili. La fatica poi per installare due suonerie personalizzate è a livello marziale. Mi dispiace davvero per chi non ha avuto modo di conoscere la libertà che offre Android.
Il launcher modello 3.1 (vs. quello win95 di Android dove il desktop non è il repositorio delle app ma un modo per accedere a quelle più interessanti) è molto primitivo. Se un app non interessa e non è disinstallabile bisogna relegarla in un folder che però non può contenere più di 9 app altrimenti le icone in miniatura non sono visibili. Scelta davvero del piffero che mi ha portato ad avere un folder propriamente chiamato “Apple Crap”.
Lo standard cavettistico proprietario che impone di avere il cavetto benedetto da Apple: tristezza infinita.

Il cattivo
Non ho trovato praticamente niente di cattivo anche se quasi tutto ciò che è brutto è quasi a livello di cattivo.

Spero che il prossimo Nexus, possibilmente basato sul nuovo Snapdragon, valga la pena di farmi tornare indietro. Usare le Google Apps su iOS fa sentire un po’ pesci fuor d’acqua.

-quack

Pubblicato mercoledì 25 maggio 2016 alle 3:27 AM - 40 commenti so far
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Amazzonia

In una gara tra chi ha l’idea più cazzona del secolo, Amazon ha deciso di rilanciare con una mossa geniale:

Non è più possibile comprare sui loro negozi dispositivi che non supportano il servizio di streaming di Amazon Prime (Apple TV, Google Nexus Player, ChromeCast, ecc.)

Uno di passaggio legge la notizia e pensa: è giusto, tu non supporti i miei servizi, io non vendo i tuoi prodotti.

A parte il fatto che non vendere i prodotti danneggia i suoi stessi clienti, uno penserebbe che se questi giocattoli non supportano i servizi streaming di Amazon, la colpa è di Google o Apple.

Però nel caso di Google, ignoro il lato Apple della questione, non c’è davvero nessun impedimento nel supportare l’app di Amazon su Google Play Store. Insomma se l’app di Amazon non c’è è per una scelta di Amazon. Infatti se si smanetta un po’, la si può installare di “contrabbando” sul Google Nexus Player.

Un’idea altrettanto cazzona è quella di avere un servizio come quello di “Amazon Prime Now” solamente su cellulari e neanche per tutti i modelli. Se si vuole usufruire di Amazon Prime Now su iPad o via browser o sul nuovo Nexus 5X, non è possibile. Nisba.

Amazon è balzata di recente agli onori della cronaca per via di un articolo molto controverso apparso sul New York Times. In realtà moltissimi ex-Amazon che conosco hanno detto che si rispecchiano completamente nell’articolo citato. Infine un mio amico, che mi ha detto di aver fatto colloqui per una posizione di manager, mi ha raccontato che l’applicazione della curva di Bell in Amazon è persino più hard-core di quanto succedeva ai tempi di Ballmer in Microsoft. Coincidenze?

-quack

Pubblicato lunedì 2 novembre 2015 alle 8:33 PM - 4 commenti so far
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StarCasting

Due anni fa raccontavo quanto fosse stato piacevole scoprire le piacevoli funzionalità di ChromeCasting, l'abilità di donare smart-capabilities a televisori di una generazione fa o modelli tra i meno costosi. Giorni fa ho montato un televisore ricondizionato da $100 in garage per allietare il mio tempo sul tapis roulant: è stata l'occasione per l'acquisto di un secondo ChromeCast dopo aver ponderato a lungo sulle alternative (la migliore lo stick Fire di Amazon, scartata per paura di perdere il telecomando). Sapevo che stavano per uscire altri modelli ma nessuna delle nuove feature è interessante per il mio caso d'uso e si aggiunga il fatto che Amazon vendeva vecchi modelli ad un prezzo scontato... e via!

Ieri, dopo tanta attesa, ho ordinato altri tre dispositivi: due ChromeCast audio, che rendono i cablaggi audio in casa totalmente inutili e uno stick Amazon per la TV. Come già raccontato il plugin di Netflix è stato rimosso da Windows MCE. Ho pensato a lungo ad alternative, ho persino installato Kodi su Windows (mamma mia, l'interfaccia è più dolorosa di una visita dentistica) e alla fine ho ceduto: in questo caso il telecomando è un optional poco opzionale per cui mi son deciso per il dispositivo Amazon. Da una prova rapida il dispositivo è un po' più lento dell'equivalente Google ma un'altra sorpresa positiva, di cui non avevo nessuna aspettativa, è il supporto al protocollo DIAL di ChromeCast e affini. Quindi volendo lo stick Amazon può essere operato anche via Android/iOS/Chrome per Windows.

Ho poi scoperto che c'è una release di Kodi per Amazon Fire Stick che proverò ad usare per accedere alla mia libreria di DVD rippati e se tutto dovesse funzionare decentemente metterò in cantina definitivamente il mediacenter. Resterà da capire come guardare le partite dei SeaHawks ormai l'unico tipo di trasmissione che seguiamo dal vivo ma SiliconDust PVR disponibile su un bel po' di piattaforme sembra essere molto promettente. Se riesco a configurare il tutto a puntino un altro ruolo del mio Windows Home Server viene meno, quello di server per MyMovies che in realtà era già diventato ridondante il tutto semplificando ulteriormente la configurazione IT di casa. Sempre meno Windows ma è davvero un peccato.

-quack

Update: ieri ho comprato il Google Nexus Player via Amazon Prime Now: cosa assurda il prezzo era più basso (di $20, non di poco) di quello nel main store di Amazon. Come si dice da queste parti, un no brainer. L’ho installato e per ora l’esperienza mi sembra semplicemente fantastica. Google è la nuova Microsoft, Android il nuovo Windows (considerando in quante installazioni posso sostituire Windows con Android per i più disparati motivi).

Pubblicato giovedì 1 ottobre 2015 alle 10:27 PM - 16 commenti so far
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