Nexus 5X: il buono, il brutto, il cattivo

È da un po’, diversi giorni, che uso il Nexus 5X con l’account aziendale. A causa di questo mi è stato detto che, vista la quantità di dogfood che devo necessariamente sorbirmi, non posso fare osservazioni accurate sulle prestazioni in generali o sulla durata della batteria a causa del fatto che il dogfood tende ad essere poco attento a questi due fattori importanti. Ciononostante le mie impressioni sono prettamente positive. E allora senza colpo ferire passiamo al…

BUONO

Lettore di impronte: l’account aziendale, in quasi tutte le versioni, richiede misure di sicurezza aggiuntive come ad esempio l’obbligo di avere il dispositivo criptato o impostare un PIN. Da questo punto di vista il lettore di impronte del 5X con la sua posizione strategica è una vera e propria manna che mi consente di sbloccare il dispositivo con il semplice gesto di sollevarlo dal tavolo (o estrarlo dalla tasca).

Hardware in generale: semplicemente eccezionale, a me lo stile Nexus piace parecchio e lo si dovrebbe capire dal fatto che questo è il mio quinto Nexus. Lo schermo è un tocchettino più grande e dà la possibilità di spremere più icone nell’home screen.

Camera: sulla qualità generale della camera tanto di cappello. 12MP sul retro, 5MP sul fronte, performance ottime anche in condizioni di luce meno che soddisfacenti. Non che sia un patito delle foto fate col cellulare, ma la qualità c’è.

Tempi di ricarica: USB-C in quick-charge mode significa 1% al minuto circa. Da scarico ci metto al massimo novanta minuti per ricaricarlo al 100%. Ottimo.

Supporto a Google-Fi: questo per me è un grande vantaggio. Sono di principio contrario ai piani a pacchetto (paghi tot al mese per X minuti o Y GB; se sfori c’è la penale, se non sfori ci perdi) e Google-Fi va nella direzione giusta, ma ci vuole un dispositivo che supporti lo switching tra rete cellulare e Wi-Fi in maniera seamless. Nexus 6 e Nexus 5X lo supportano. Son passato proprio ieri a Google-Fi e staremo a vedere.

BRUTTO

USB-C: la porta USB-C supporta solo USB2 dal punto di vista del trasferimento dati; mi importa poco, perché è da parecchio che non trasferisco via USB ma è una gran rottura di scatole per via del dover cambiare cavetti e adattatori, almeno fino a quando lo standard non diventa più ubiquo.

Led Notifiche: di default è disabilitato, questo mi lascia presagire che in futuro possa essere rimosso. Io lo trovo molto comodo, se così fosse sarebbe un vero peccato.

CATTIVO

Rimozione di alcune feature: è stata rimossa la stabilizzazione ottica (credo, mi pare che il Nexus 5 ce l’avesse) e la ricarica wireless, anche quella molto comoda; la seconda non è una grossa perdita visto che la velocità di ricarica sarebbe estremamente bassa e la batteria comunque, anche in condizioni svantaggiose, sembra riuscire a tenere testa al carico di lavoro giornaliero.

Bottomline: come in passato, nel passaggio da Nexus 4 a Nexus 5 (ouch, scopro di non averne mai parlato!), ho sofferto un po’ con l’upgrade; ho l’impressione però che i pro supereranno presto con la forza dell’abitudine i pochi contro e di tornare al Nexus 5 mi sembrerà presto impensabile come tornare oggi indietro al Nexus 4.

-quack

Pubblicato mercoledì 11 novembre 2015 alle 6:11 AM - 0 commenti so far
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Chittecat

Ero un fedelissimo Android fino a qualche settimana fa.

Oggi la fede comincia a vacillare, grazie a KitKat e tutti gli aggiornamenti successivi: se ricordo bene, dovrei essere alla versione 4.4.2

A parte l’ART (Android Runtime, suggerito da Enrico) e qualche modifica minore mi son ritrovato con:

  • un dialer più incasinato di quello Sense. E che volendo può fare l’upload a Google dei metadata delle chiamate ricevute per mostrarmi chi mi sta chiamando se non è in rubrica. E con i tasti numerici che adesso occupano non più quanto più schermo possibile. Non vorrei ricordare male, ma l’opzione in tempi di NSA impicciona, la vedo 80% negativa.
  • il power toggle widget è peggiorato: non il widget per sé, ma il fatto che alcuni settings sono scomparsi. Se ho ben capito non si può più disabilitare il GPS in maniera atomica, infatti i servizi location sono parzialmente accesi. Se il “GPS” è spento e clicco sulle mappe per indicazioni stradali la UI che si presenta è questa:
    Screenshot_2013-12-09-11-28-52Screenshot_2013-12-09-11-29-04
  • piccoli peggioramenti in giro per la UI, come la UI per impostare la sveglia, una UI che di più demente non ne ho mai viste.
  • il bluetooth sembra impazzito. Non mi era mai capitato, tranne con l’HTC difettato, di avere un telefono che andava riavviato per farlo parlare con l’autoradio della mia macchina. Sembra che la situazione si sia stabilizzata, ma l’incertezza di quale sia stato il fattore scatenante mi lascia perplesso.
  • ciliegina sulla torta, l’altro giorno ho scattato una foto di una stampante in vendita per avere più dettagli. Dopo qualche secondo mi è arrivata una notifica di Google Goggle che mi indicava il modello ed un link ad una ricerca su google. Avevo usato, senza successo, l’applicazione Goggle qualche giorno prima per individuare il modello di un rubinetto da sostituire. Ma da qui a fare il salto a “scatti una foto e proviamo a taggarla senza chiedere autorizzazione” mi sembra troppo pericoloso.image

Non sono l’unico ad avere questo retrogusto amaro. Speriamo che le cose si aggiustino, altrimenti google perderà un cliente utente (effettivamente i clienti di Google sono altra cosa).

-quack

P.S. buon natale e felice anno nuovo, ci sentiamo nel 2014, ok? Fate i bravi! E come dice qualcuno in famiglia:

Non è importante ciò che vi porta Babbo Natale o la Befana, ma che passiate delle vacanze serene.

Pubblicato lunedì 23 dicembre 2013 alle 8:50 PM - 19 commenti so far
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Celluloidi

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Riprendendo la storia di qualche giorno fa….

Quando mi son trasferito a Seattle e dintorni non ho sentito l’esigenza di un cellulare. La mia cerchia di amicizie iniziali si limitava ai colleghi italiani approdati più o meno insieme a me. Ci si sentiva per email, dal vivo per il pranzo o la cena, raramente per telefono. Man mano che la vita sociale ha cominciato ad aumentare, l’esigenza di raggiungere ed essere raggiungibile si è fatta preponderante.

Verizon aveva proposto un piano semi-aziendale (pagava l’employee ma con lo sconto aziendale) in un’epoca in cui la parola prepagato era praticamente sconosciuta. Ho scelto il modello più semplice, un Samsung SGH-600 e ho tirato avanti per un bel po’. Aveva il limite di imageessere un telefono non GSM, quindi un peso inutile per le vacanze in Italia. Ho provato a risolvere con un Sony Ericsson ed un Telìt gentilmente offertomi, ma i lunghi periodi di inattività rendevano la batteria completamente inutilizzabile…

Per fortuna la concorrenza ha cominciato a scaldarsi e son passato ad un Motorola V66, tri-band o per lo meno con la possibilità di usare una SIM Italiana. T-Mobile me lo ha “sbloccato” (pratica alquanto assai antipatica in voga qui negli USA) e per parecchio tempo sono tanto estremamente soddisfatto. Nessuna feature avanzata anche in questo caso, semplicemente quanto bastava per fare e ricevere telefonate.

E nel frattempo MS cominciava a sfornare i primi SmartPhone basati su WM. Con un’usabilità estremamente scarsa, i primi modelli sembravano totalmente inutili. Poi è arrivato il momento in cui tornavo in ufficio da un meeting per leggere su outlook dov’era il meeting successivo, in un periodo in cui c’erano anche quattro meeting al giorno uno affianco all’altro (o meeting a pettine, anche peggio). La mia soluzione fu un Motorola MPX 200, un bel mattoncino. Niente piano dati, ma sincronizzazione via USB, tanto era sufficiente farlo un paio di volte alla settimana per essere tranquilli per un bel po’.

Il primo SmartPhone non si dimentica mai!

Il resto della storia è già documentato o circa. Cominciando con il Cingular 3125 (compagnia poi acquisita da AT&T). Qualche anno dopo Apple rilasciava il primo iPhone e mostrava al mondo come si scrive un browser mobile usabile. I piani dati diventavano abbordabili, la concorrenza a scalpitare. E così il G1 (ma anche qui e qui); il primo Nexus; un fugace HD7; il fedele Samsung Focus (a cui non dedicai neppure una recensione, ma fu un modello decente); per passare ad HTC One X e finire con l’LG nexus 4. Quest’ultimo è il paperPhone ufficiale 2013 e forse anche di più.

-quack

Pubblicato martedì 15 gennaio 2013 alle 7:30 PM - 3 commenti so far
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Cellulabili

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Il primo cellulare, comprato ad Agosto 1996, non si scorda mai. Motorola 6200 GSM con scheda Omnitel “Testing Partners”. All’epoca i ponti Omnitel erano così pochi che il più delle volte si era in “roaming” gratuito. La SIM aveva la grandezza di una carta di credito e arrivò con un numero di telefono praticamente indimenticabile; fu comprato in occasione della fine del CAR (fatto a Chieti) in virtù del trasferimento al Comando della Regione Militare Centrale di Roma.

Era stato acquistato per ricevere chiamate, la durata della batteria si misurava in ore e per il suo scopo primario aveva un grosso difetto: non era dotato di vibrino, il che lo rendeva “pericoloso” per uso notturno in caserma. Fu venduto dopo qualche mese al maresciallo nel mio ufficio e facemmo un affare in due.

imageIl modello successivo fu il Motorola 8400, il primo comprato senza sussidio. Funzionalmente pressoché identico, ma con il vibrino e lo sportellino che aveva la funzione di “rispondi/chiudi conversazione”. Aveva anche la funzionalità di richiamo rapido, per poter attivare/disattivare il vibrino senza passeggiare per estenuanti menù.

Aveva gli stessi limiti del modello precedente riguardo la durata della batteria. Allora si girava con batterie di scorta o batterie superdotate che ne aumentavano in maniera significativa spessore e peso. Anche perché la tecnologia delle batterie di allora era basata soprattutto sull’accoppiata Nichel-Cadmio. È stato per me uno dei modelli più longevi, faceva tutto quello che doveva e… basta!

Arrivò poi il Motorola 8700. Ero molto scettico sul fatto che pubblicizzassero il fatto che la batteria potesse durare anche una settimana in stand-by. Poi un mio collega mi spiegò che c’era poco da essere scettici. Erano passati da una circuiteria da 5V ad una a 3.3V (cito a memoria) e al posto del Nichel-Cadmio le “nuovissime” batterie al Litio (o Licio secondo qualcuno).

Oltre a questo aveva un LCD grafico (sempre monocromatico per carità!) che sostituiva l’LCD basato su caratteri dei modelli precedenti. Costava una milionata o giù di lì, ma per l’upgrade ho sborsato molto meno della metà in quanto l’ottimilaquattro era un modello sempre molto ricercato e la collezione di accessori accumulata nel tempo abbastanza consistente.image

Era rimasto però un solo difetto: la tendenza dell’elettronica a miniaturizzarsi lo rendeva un vero e proprio ciabattone telefonico. Il modello successivo, l’ultimo comprato in Italia per uso e consumo giornaliero, doveva risolvere quest’ultimo annoso problema.

Fu il momento dello StarTAC 130, gioiello ispirato alla serie televisiva Star Trek. La batteria durava un tanticchio di meno, però non era più necessario un eso-scheleto per trasportare il cellulare. Un modello che ricordo con nostalgia e soppiantato inizialmente dal niente: quando sono arrivato in America il concetto di telefonia pre-pagata non esisteva, il GSM un concetto astratto, e il rapporto costo/beneficio di avere un cellulare estremamente scarso.

-quack

Pubblicato giovedì 3 gennaio 2013 alle 8:23 AM - 14 commenti so far
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Google LG Nexus 4: meh

Sono stato uno dei fortunati vincitori della lotteria del Nexus 4, tornata seconda. Ne ho comprato uno in versione 16GB per 396$ circa tra tasse e spedizione, rincuorato dal fatto che il dispositivo si rivende con una facilità incredibile data la scarsa disponibilità sul mercato.

Seguono le mie impressioni, dopo mesi e mesi di uso esclusivo di HTC One X in versione “liscia”, ovvero così come rilasciato dalla AT&T e qualche giorno di prova.

Schermo: lo schermo è all’altezza di quello HTC, complimenti ad LG, anche se i colori sono meno saturi e un po’ spostati, effetto quasi retrò. Può piacere o meno, dopo qualche giorno mi sono addirittura affezionato. Ovviamente come tutti i Nexus non ci sono pulsanti HW. Il problema è che come tutti i Nexus, il telefono è un derivato di un non-Nexus con pulsanti HW, per cui lo spazio finisce per essere completamente inutilizzato.

Costruzione: mi piace molto, simile quasi all’iPhone, sicuramente superiore a quella dell’HTC.

Antenna: questo è un mistero che ancora non riesco a risolvere. Possibile che HTC sia l’unica che ci capisca qualcosa sull’argomento? A casa ho riscontrato gli stessi problemi di ricezione del Galaxy Nexus e SpeedTest riporta una strana latenza in download con la linea AT&T:

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Da notare, oltre alla velocità di download scarsa, la forma del grafico; oltretutto il risultato sopra è uno dei migliori in quanto molto spesso il test si interrompe per mancanza di connettività. Potrebbe essere un problema dell’applicazione, però in fondo l’app non fa niente di esoterico. Probabile un baco di sistema, con T-Mobile il problema non sembra esistere, o perlomeno spostato da download in upload:

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Lo streaming audio tuttavia sembra funzionare senza glitch.

Camera: quasi alla pari di quella HTC, manca il burst mode (feature dell’odiosissimo Sense) e il Flash è troppo forte. Oltre ad alcune limitazioni della applicazione fotocamera di sistema di Android: lo zoom richiede due dita (idiozia!!) e altre piccole cose fastidiose.

Batteria: la durata della batteria è non pervenuta, dovrebbe essere buona, ma in mancanza del supporto sanguisuga LTE, non sarebbe neppure comparabile.

Bottomline: avrei sperato in qualcosina di meglio. Metterci dentro il chip LTE ma tenerlo spento è un’idiozia, soprattutto in considerazione della differente qualità di ricezione. Sarebbe interessante capire se viene fuori che il prodotto è affetto da qualche baco non ancora reso pubblico. In quel caso varrebbe la pena riprendere il prodotto in considerazione. Ovviamente la Nexus experience è stupenda, ancora non mi capacito del fatto che un device come il mio HTC ne guadagnerebbe parecchio. La tentazione di passare a Cyanogen, ora che l’HTC One X è listato tra i dispositivi supportati, diventa ogni giorno più forte, man mano che l’effetto tranquillizzante della “garanzia” si diluisce nel tempo…. Ho perciò rivenduto il Nexus 4 via Craiglist, guadagnandoci persino 50$. Roba che succedeva solo con i prodotti Apple.

-quack

UPDATE 19 Dicembre: effettivamente quello del Nexus su rete AT&T è un problema già noto. A quanto pare le impostazioni APN di default sono scorrette. Già rimuovere il proxy (che viveva chissà in quale subnet) ha reso il tutto moooolto più fluido. Questo gingillo mi convince…..

Pubblicato giovedì 13 dicembre 2012 alle 9:47 PM - 32 commenti so far
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