Upside down

Il mio geek preferito, Stallman, disse:

If the DRM is implemented in the operating system, this could result in distribution of works that can't be played at all on a free operating system such as GNU/Linux.'

Oggi giorno, nei paesi dove Netflix è disponibile, questo dovrebbe risultare palesemente falso. Netflix è disponibile su Windows e OSX perché MS non ha intenzione di rilasciare Silverlight – dichiarato ufficialmente moribondo – per Linux.

Netflix ha pure chiaramente detto che, se l’HTML5 supportasse il DRM, non avrebbero problemi a far girare la loro app in HTML5. Questo significa che se il DRM fosse parte dello standard, ci sarebbero più contenuti disponibili per Linux.

Al contrario: oggi siccome l’unica via per il DRM è il software propretario è possibile distribuire contenuti che non possono essere riprodotti su sistemi “liberi”; che è appunto il contrario di quello che Stallman dice.

Vista l’evidente falsità logica di quello che dice, rimane la domanda sul perché. Solo talebanesimo?

-quack

Pubblicato venerdì 3 maggio 2013 alle 12:16 AM - 10 commenti so far
Archiviato in: DRM, Linux

A volte ritornano

A più di due anni dall’uscita di Vista gli articoli sul fantomatico DRM di Vista hanno cominciato a diventare molto rari: persino Batman ha saggiamente deciso di dedicarsi ad altro anche se il tono dei suoi post mira sempre a dipingere Windows come il male assoluto.

Almeno questo era quello che pensavo fino a ieri sera, quando su Slashdot è comparso questo post letteralmente vomitevole che segna il ritorno in scena delle cornacchie del DRM: Draconian DRM Revealed in Windows 7

Neanche Adrian Kingsley-Hughes, sempre piuttosto critico verso Vista, ha retto l’impatto e l’ha bollato come Worst. Windows 7. Piece. EVER!

La perla più gustosa è che l’autore dice di avere una copia legittima di Photoshop CS4 ma che infastidito dalla schermata di registrazione ha scaricato una losca DLL via Internet e ha scoperto che su Windows 7 la “modifica” non funziona scompigliando un po’ di ACL su alcune directory; la mia diagnosi: il pir*a ha scaricato un bel trojan ma secondo lui la colpa è di un fantomatico e “Draconiano” DRM.cornacchia

Non mi sorprende che in giro ci sia gente fondamentalmente ignorante e semi-analfabeta(*): ma che Slashdot pubblichi senza riscontro qualsiasi cosa parli male di Windows è davvero sorprendente.

-quack

(*) semi-analfabeta: persona che non sa leggere ma che muore dal desiderio impellente di scrivere.

Pubblicato martedì 17 febbraio 2009 alle 6:06 PM - 170 commenti so far
Archiviato in: Windows, DRM

Accaddicippì

La gaffe di Apple sull’uscita video dei nuovi Mac ha causato più can-can di quanto avessi potuto immaginare.

I soliti grilli parlanti, quelli che all’annunciato supporto dell’HDCP in Vista consigliavano prontamente Get a Mac, hanno cominciato a consigliare l’uso della pirateria (Get a PC with VGA-out? giammai!). Dell’incongruenza di certe argomentazioni ho già parlato in passato: come si fa solamente a pensare di passare a Mac portando a supporto le tesi di Gutmann che spiega come il costo dell’HDCP si rifletta su tutti gli utenti quando per l’utOnto qualsiasi comprare un Mac significa prestarsi ad upgrade che costano 10 volte tanto? Alla faccia dei costi per gli utenti: a Roma si suoleva dire che certa gente ha una faccia con la riga in mezzo.

Sto deviando… mi interessava spiegare un po’ cos’è l’HDCP. Perché è più innocuo di quanto qualcuno vuol far sembrare per tirare acqua verso certi mulini. E perché penso sia la più grande tro*ata che Hollywood potesse concepire.

Lo scopo dell’HDCP è di impedire che l’uscita digitale di un video ad alta definizione protetto sia fruibile – e quindi copiabile – su dispositivi non compatibili.

L’idea [idiota] di base è che se qualcuno volesse piratare Rocky potrebbe collegare un dispositivo digitale in grado di registrare tutti i fotogrammi ad altissima risoluzione, ricomprimerli e ridistribuirli in giro. Fatti i calcoli approssimativi solo per il video c’è bisogno di capacità di 1TB per ora che per un film medio significa circa 1.5-2TB di storage. Poi c’è la faccenda della ricompressione per ridurre alla meglio il tutto in un .AVI da 1GB o meno. Comprimere 90 minuti di video “grezzo” in MPEG2 partendo da circa 30-40GB per arrivare a 4GB in tutto richiede 3-4 ore di rendering su un Q6600. Fatti i dovuti calcoli la ricompressione di un film HD potrebbe richiedere mesi. Certo con l’HW che sarà disponibile fra 2 anni il tutto potrebbe ridursi ad un paio di giorni. Il procedimento alla fine è molto simile a quello che il DRM audio musicale tanto in voga permette di fare con i CD: da AAC/WMA protetto a CD (sprotetto) a MP3 (sprotetto). Per questo le major hanno fatto in modo che questo buco fosse tappato.

Il tutto si basa sull’assunzione che i bit sul supporto siano completamente “sigillati”. Assunzione che come AnyDVD HD dimostra è ingenuamente infondata. Se il contenuto per essere fruito ha bisogno di decriptazione, qualcuno riuscirà prima o poi a fare il reverse engineering del processo. Perché per un limite della tecnologia contenuto e chiavi di decriptazione viaggiano sullo stesso supporto, l’unica incognita è l’algoritmo.

(ovviamente sto semplificando il discorso al massimo e commettendo qualche errore di approssimazione)

Or bene questa grande tro*ata dell’HDCP ha fomentato le finte paure di chi si schiera contro a priori. Infatti in giro sono state dette cose molto false come ad esempio:

  • tutti i contenuti ad alta definizione anche non protetti sono soggetti a tali forme di restrizione. FALSISSIMO: i contenuti autoprodotti e in generale non protetti (leggasi: pirata) resteranno sempre fruibilissimi su tutti i dispositivi (che strano vero che quando si parlava di DRM in Vista si faceva la gara a chi la sparava più grossa?); questo punto palesemente falso era uno dei punti cardini del paper di Gutmann: infatti faceva l’esempio del dottore con la radiografia ad alta risoluzione incapace di poterla vedere su un monitor non compliant
  • che l’HDCP grazie alla cospirazione di aziende nere (in primis MS) e aziende di contenuti sarebbe diventato pressoché ubiquo; quasi-FALSO: primo perché ci sono produttori di dispositivi a basso costo Made in China che pur di risparmiare qualche centesimo ridurrebbero le dipendenze all’osso; secondo perché se un giorno sarà difficile trovare monitor non-compliant dipenderà molto dai costi di differenziazione, che è il motivo per cui non è vero che un NetBook con Windows costa “parecchio di più” di un NetBook con Linux[1], semmai leggermente il contrario
  • che i dispositivi che supportino l’HDCP siano “handicappati” rispetto a quelli non compliant e vanno evitati come la peste. E questa, delle tre, è la menzogna più grossa.

Il perché è molto semplice e banale: perché i contenuti sprotetti saranno sempre fruibili su tutti i dispositivi[2]. Quelli protetti sono fruibili solo su dispositivi compliant. Poi c’è la questione “filosofica” di chi dice che comprando dispositivi/software/contenuti compliant si supporti direttamente il DRM e questo è un male a priori. Io che sono pragmatico e poco filosofo penso una cosa: se per vedere i mondiali di calcio del 2010 in altissima risoluzione devo pagare pegno verso il DRM, che me ne frega? Che farebbero i grilli parlanti e filosofi, quelli che cercano accuratamente televisori LCD non compliant, se i mondiali di calcio fossero solo disponibili in HDCP? Andrebbero a casa di amici?

Due parole sulle ultime due tro*ate di Apple: ovvero la scelta di DisplayPort vs. HDMI (la prima supporta una forma di encription ancora più pesante) e la scelta di non includere una porta VGA. Nessuna cospiracy theory alle spalle: semplicemente l’uscita DP in versione mini è più piccola e bella a vedersi di quella HDMI; l’uscita VGA (come pure la firewire e i vari lettori multimediali) è davvero orribile.

DisplayPort HDMI_port VGA

I mac-book sono fatti per le sfilate di D&G, mica per farci quello che si pare.

Tant’è.

-quack

P.S.: Noto con molto dispiacere che l’incongruenza di certi “blogger” esperti sull’argomento diventa sempre più manifestazione di ipocrisia allo stato puro e cristallizzato. As usual, non mi piace far nomi.


[1] Incidentalmente ero interessato a comprare un NetBook con Linux per via del fatto che sono gli unici venduti con SSD; però nella stragrande maggioranza dei casi configurazioni più “complete” dotate di Windows (es. 1GB di RAM) costavano alla pari di configurazioni meno dotate con Linux preinstallato (es. 512MB di RAM). Ora aspetto che i costi delle SSD calino.

[2] Oddio, c’è qualcuno super-maxi-paranoico che va dicendo in giro che questi dispositivi di “protezione” nascondo meccanismi in grado di riconoscere la pirateria e distruggerla “a contatto”; in passato è già successo che qualche previsione catastrofica del genere fosse fatta ed immediatamente smer*ata.

Pubblicato venerdì 21 novembre 2008 alle 10:15 PM - 132 commenti so far
Archiviato in: DRM

Dov’è Gutmann?

Da un ricercatore che scrive un paper mastodontico sugli effetti del DRM in Vista mi aspetterei due righe su questo fenomeno:

Apple HDCP

(fonte)

Circa 19 mesi fa dicevo:

Introdurranno una nuova linea di Mac con il supporto dell'HDCP; probabile anche che alcuni Mac tra i più recenti già supportino - in sordina, stile Apple - l'HDCP ma niente trapelerà fino al rilascio del nuovo OS

Notevole come il supporto HDCP sia appunto avvenuto in sordina (niente sbandieramenti, nessuna indicazione tra le feature, ecc.)

Ora la cosa buffa non è tanto il supporto all’HDCP che è praticamente obbligatorio se si vuole distribuire un certo tipo di contenuti multimediali; ma che a differenza di Windows, che in assenza di display HDCP, ne consente la fruizione in 800x600 attraverso le comuni uscite VGA, sui nuovi notebook Apple… l’uscita VGA non esiste! STUPENDO!

-quack

Pubblicato martedì 18 novembre 2008 alle 7:15 PM - 89 commenti so far
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Fruizione digitale e formati

Cosa rende un qualsiasi formato “paladino della libertà di fruizione passata presente e futura”? È semplice: il luogo di creazione. Qualsiasi formato inventato o supportato fuori dai limiti cittadini di Redmond diventa de facto un formato che garantisce la libertà di fruizione.

La cosa può sembrare paradossale ma la libertà di fruizione non ha niente a che vedere con le diatribe DRM/non-DRM, aperto/chiuso, standard/non-standard. Perché se fosse una questione tecnica, anziché geo-religiosa, ci si stupirebbe dell’euforia che l’annuncio della vendita di 9 milioni di episodi di serie TV in pochissimi giorni ha provocato: «macché pirati, se il DRM è made in Cupertino noi si paga felici e contenti», disse il solito promotore delle libertà digitali altrui. Perché ad usare la pura logica razionale ci si chiederebbe quali problemi possa avere il formato non-standard di Office 2003 che di fruizione in proporzione ne ha avuta molta di più; usando invece il criterio sopra descritto il peccato originale di tale formato è abbastanza chiaro: Made in Redmond.

Visto il tema e visto l’invito di XKCD a “piratare” la sua vignetta, l’occasione ghiotta di provvedere un insolito link non me la lascio sfuggire.

PolemicaMente.

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P.S. Odio l’ipocrisia. E se non lo fosse sarebbe anche peggio.

Pubblicato lunedì 13 ottobre 2008 alle 6:28 PM - 13 commenti so far
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