Diversamente vero #1

WebKit is “Work we did at Apple” (Steve Jobs, 2 Giugno 2010).
Peccato che per come l’abbia lasciato intendere Apple non ha ‘inventato’ Webkit da zero. Ha però contribuito in maniera fondamentale.

The first phone to implement multitasking (Steve Jobs, 7 Giugno 2010)
Ovviamente l’affermazione è verissima se si considera che è il primo telefono a implementare il multitasking in maniera “corretta”, dove “corretta” è come piace a Steve Jobs. Mi ricorda tanto la battuttaccia di Benigni su papa Wojtyla definito all’epoca “il miglior papa polacco vivente al mondo residente a Roma”. Ovvero quant’è facile essere i primi ed i migliori in un insieme fatto da se stessi soltanto.

'Fragmentation' is a bogeyman, a red herring, a story you tell to frighten junior developers. Yawn (Dan Morrill, 21 Maggio 2010)
Sì, certo come no. Le storie horror di chi deve sviluppare per 4 versioni diverse moltiplicate per tre o quattro UI diverse sono frutto di pura fantasia.

The wi-fi sniffing was accidental (Google 14 Maggio 2010)
Chissà perché Google ha una tendenza atipica ad inciampare coi problemi di privacy. Scava scava… si scopre che lo sniffing non solo era stato volontario ma addirittura brevettato. Per maggiori informazioni sull’argomento consiglio il dibattito in corso su IdentityBlog.com

-quack

Bonus:

The world is moving to HTML5 (Steve Jobs, 1 Febbraio 2010)
Parafrasando un mitico quartetto: se il mondo somiglia a te, noi siamo in pericolo.

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Pubblicato martedì 8 giugno 2010 alle 6:41 PM - 89 commenti so far
Archiviato in: Google, Privacy, Apple, Security

Google TV 2030 A.D.

Si confronti:

“Google wants to be everywhere the Internet is so they can put ads there,” said one of the people with knowledge of the project.

(fonte)

con:

idiocracytv2av2

tratto da Idiocracy, filmetto tanto “leggero” quanto “profondo”.

-quack

Pubblicato giovedì 20 maggio 2010 alle 6:54 PM - 285 commenti so far
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A letto con il nemico

Microsoft e Yahoo hanno finalmente stretto un accordo estremamente interessante. È curioso notare quanto il caso, nella forma del rifiuto di Jerry Yang, abbia dato un pesante contributo all’esito attuale della trattativa. Avesse accettato l’offerta chissà come sarebbe stato Bing. L’affare conclusosi è molto più convincente di quello di allora, su cui avevo comunque un po’ di dubbi: se prova fosse necessaria, anche stavolta Google si lamenta che “looked likely to be negative for competition and for consumers” (fonte). Interessante, vero?

Intanto i rapporti tra Apple e Google si incrinano sulla faccenda Google Voice (detto tra parentesi: applicazione mooolto, mooolto interessante). Qualcuno ci scherza su, ma la faccenda è seria: tra consumatori (Google) e fornitori/soci (AT&T), Apple sembra avere un occhio di riguardo per questi ultimi anche se il servizio fa così cagare da aver spinto un utente inc*zzato a creare un video molto spiritoso. Immaginarsi poi la faccia del developer lead di Google Voice per iPhone quando ha ricevuto la chiamata di Apple sulla falsa riga di questa. Altrettanto interessante, vero?

Insomma dopo aver passato la notte a letto con Apple, ed aver tentato il ménage à trois con Yahoo, Google a scoprire il sapore del risveglio amaro. Che sia arrivata l’ora di vedere in fumo stupide alleanze anti-zanzare?

-quack

P.S. OSX ancora bucato con estrema facilità. Fossi al posto dei ricercatori mi vergognerei davvero tanto a continuare a sparare sulla croce rossa.

Pubblicato giovedì 30 luglio 2009 alle 7:46 PM - 9 commenti so far
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Anime in pena: Schmidt

Nel campo dell’informatica ci sono personaggi che amo definire anime in pena: non sanno quello che vogliono fare, ma sanno chiaramente quello che vogliono disfare.

Una di queste anime in pena è Schmidt, attuale CEO di Google. La biografia professionale di Schmidt è alquanto curiosa. A capo del team Java di Sun, grazie a questa tecnologia, ne diventa CTO.image

Java, come il WWW nei piani di Netscape, doveva diventare secondo il suo ideatore la tecnologia ammazza-Windows. Write Once Run Everywhere era la promessa mirabolante di Java, promessa rivelatasi un po’ grossa e mai mantenuta, per lo meno in maniera così come era stata dipinta (le promesse di portabilità moderna sono nate contemporaneamente al linguaggio C di K&R).

Su questo argomento sono stato sempre estremamente scettico anche perché quando si parla di applicazioni è istintivo per me pensare al mercato consumer (il mercato enterprise è una bestia con tante teste, lì il middle-ware come Java la fa da padrone). Il mio scetticismo è sempre stato rafforzato dall’atteggiamento di chi proprio con il middle-ware dalla notte dei tempi sogna di scalzare il dominio di Windows: il WEB, Java, Linux, AJAX, Flash, Google Gears; tutti ottimi strumenti ma, in un mercato dove scrivere applicazioni native può fare la differenza tra successo commerciale e dimenticatoio, hanno poca chance di diventare Game Changer technology.

Ovviamente Java non ha mai raggiunto l’obiettivo ambizioso dichiarato (nessuno che mi venga a dire per carità che fu colpa dell’implementazione della JVM di Microsoft!), sul campo c’è stata pure una aspra battaglia legale e nel frattempo Schmidt è migrato per altri lidi. Dopo una parentesi in Novell, Eric è stato colloquiato e assunto come CEO di Google raggiungendo l’apice del suo successo almeno guardando il suo passato prossimo. Da allora sono cominciati una serie di sgambetti anti-Microsoft che, almeno secondo la mia umilissima opinione, non hanno portato nessun vantaggio apparente alla società di Mountain View; l’esempio lampante è Google Docs, che con il core business di Google ha meno attinenza del progetto di Google OS. Se quest’ultimo può essere visto come un tentativo di portare Google laddove non ci potrebbe arrivare, paradossalmente chi usa Google Docs è quasi costretto a stare online: dubito che dietro ci sia una strategia ad ampio raggio e come tale incomprensibile ai non adepti.

Dal 2006 Schmidt siede anche nel consiglio di amministrazione di Apple, cosa che già nei giorni passati era entrata nell’occhio attento degli organismi di controllo del mercato americano. Con l’annuncio Vaporware di Google OS, la questione si è fatta estremamente delicata e più di qualcuno ha cominciato a chiedersi se sia ancora appropriato che Eric scaldi una poltrona nella board di Apple, altra società – guarda che  combinazione! – in forte competizione con Microsoft.

Anche se da quanto ho scritto in questo post può sembrare che Eric mi stia antipatico, in realtà ultimamente per conflitto di interessi mi son ritrovato spesso a fare il tifo per lui. Coi prodotti “anti-microsoft” ha finito sempre per danneggiare molto la concorrenza microsoft spesso open source non riuscendo davvero a combinare più di qualche scompiglio nei mercati da 50% in su. Prima sourceforge (Google Code), poi Firefox (Google Chrome), ora Ubuntu (Google OS). L’aspetto più stupefacente però è il fatto che per Google ci sia sempre molta acclamazione da parte delle folle anti-microsoft-per-costituzione; nonostante Google sia oggi molto più Microsoft di quanto lo sia stata Microsoft dei “tempi bui”; un po’ mi aspettavo che il Vaporware ad orologeria fosse una pillola blu Wachowskiana, ma le reazioni in giro mi fanno capire che certa gente ci prova gusto a vivere a Wonderland. Ignorance is a bliss, no?

-quack

Pubblicato sabato 11 luglio 2009 alle 2:38 AM - 26 commenti so far
Archiviato in: Google, Apple

I miei guai con Android

Ormai son passati diversi mesi da quando son corso a comprare il primo smartphone made in Mountain View (parlo del software). Da allora è stato rilasciato più di qualche aggiornamento, l’ultimo risalente a pochi giorni fa con il codename di cupcake. I miei guai con il G1 non sono diminuiti di molto.GuaiAndroid

  1. Prima di cupcake lo streaming bluetooth non era abilitato. Cupcake ha aggiunto anche questa feature ma purtroppo funziona molto molto male, almeno in abbinamento con la mia autoradio.  Ogni volta che accendo la radio il bluetooth si sincronizza. Poi in maniera totalmente casuale inizia lo streaming. Casuale vuol dire un sacco di cose: certe volte lo streaming si attiva dopo qualche secondo; certe volte dopo parecchi (10-15) minuti. Quasi sempre lo streaming dura meno di un secondo e si ferma in pausa: alcune volte basta passare alla canzone successiva, altre volte neanche questo funziona. La cosa antipatica è che una volta che lo streaming va in pausa l’autoradio diventa silenziosa
  2. Quando Android è di ottimo umore e decide di suonare una canzone in streaming va in modalità di shuffle automatica.
  3. Il client di posta elettronica ancora non funziona come dovrebbe. Certe volte segnala nuova posta in arrivo anche se non è arrivato un fico secco; con gli account Hotmail poi è impossibile marcare un messaggio come già letto.
  4. La navigazione alle volte è a dir poco confusa. Se nell’applicazione X c’è un schermata A e da A si naviga alla schermata B, con il pulsante BACK si torna alla schermata A. Tranne quando si switcha da un’altra applicazione (Y) per cui BACK potrebbe navigare da B ad Y o da B ad A. Tutto ciò non avviene in maniera casuale, ma all’utOnto medio (IO!!) sembra così. Se l’applicazione è incasinata di suo (tipo Touchdown, il client Exchange) è davvero la fine.
  5. La trackball del G1, tanto comoda per la navigazione ad una mano, è un po’ piccola ed ogni tanto causa qualche sfasamento. Siccome agisce anche come pulsante, nel momento in cui si preme si crea abbastanza coppia per spostare il cursore al link successivo
  6. L’autofocus della fotocamera, essendo puramente software, è lento come una processione: una foto può richiedere qualche secondo.
  7. Raramente la connessione USB via cavo è instabile.
  8. [update 28/6/2009] L’applicazione Google Maps è stata aggiornata. Aggiornamento non vuol dire sempre miglioramento: è il caso di Google Maps che ha perso diversi punti usabilità. È sparita la possibilità di mappare un elemento della history ed è diventato più complicato chiedere le indicazioni per raggiungere una destinazione partendo dalla posizione attuale

Ovviamente questo post tenderà ad allungarsi col passare del tempo; magari pure ad accorciarsi. Però nonostante tutto il G1 ha cambiato le mie abitudini in positivo (a parte i bestemmioni in macchina quando “parte” lo streaming).

-quack

Pubblicato giovedì 25 giugno 2009 alle 7:05 AM - 72 commenti so far
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