Chromecasting

Ho comprato un Chromecast per un motivo semplice: abbiamo traslocato da pochissimo, il mediacenter è ancora nella scatola, la casa non è cablata propriamente e cercavo una soluzione pratica che permettesse l’utilizzo, per lo meno temporaneo, di Netflix su uno schermo decente.

All’inizio ero scettico, ma poi mi son convinto anche a causa del prezzo dell’aggeggio estremamente contenuto: ho pensato che nel caso peggiore una volta cablata la casa e messo in moto il mediacenter, il chromecast finirà per pilotare un televisore in camera da letto (incluso con la casa). Qualche anno fa avrei pensato a piazzare un mediacenter extender, ma MS ha deciso che mediacenter deve morire e ha cominciato la strage degli innocenti proprio dagli extender.

Poi ho scoperto che Chromecast è più di un ricevitore stupido di stream: è un vero e proprio full client Netflix/Hulu/Youtube/ecc. Significa che la sorgente dello stream non è il PC/tablet/telefono, d’ora in poi PTT, ma che una volta che il PTT invia al Chromecast tutti i dati dello stream da visualizzare, lo streaming avviene direttamente via wi-fi! Cioè il PTT può essere anche spento, ovvero il PTT prende il posto del vecchio fidato telecomando, con tutte le migliorie del caso. Fai il browsing del video da vedere comodamente sul PTT e quando è pronto lo invii al televisore. A me questa cosa pare una figata e a prova di bambino: testato con successo!!

Il numero di client/app Chromecast è piuttosto esiguo ma considerando che una app Chromecast è piccola in quanto deve fare solo due cose, autenticazione e streaming, mi aspetto che almeno nel mercato americano il numero crescerà molto rapidamente.

Da citare, per inciso, un tentativo molto spiacevole di sopperire alla situazione utilizzando la porta HDMI del mio tablet Windows 8.1: speravo che fosse Plug&Play, cavolo nel 2013 P&P è più di una aspettativa. Ma ho ottenuto solo schermate monche o completamente decentrate verso l’angolo in basso a destra.

Detto questo: io l’ecosistema Google lo odio (emotivamente). Ma dal punto di vista pratico Google si sta muovendo nella giusta direzione e a velocità sostenuta. MS giusto ieri annunciava l’ennesima tecnologia degna del secolo scorso. Che tristezza.

-quack

Pubblicato giovedì 14 novembre 2013 alle 6:50 PM - 1 commento so far
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Cassilli

Un elenco di cassilli che reputo personalmente interessanti[1] che si interfacciano ad un cellulare. Quasi sempre solo Android/iPhone.

Interfaccia per automobile. In America le macchine hanno una porta standard sotto il cruscotto che fornisce, oltre ad informazioni di tipo diagnostico, dati sui consumi, usura e altra roba bella. L’applicazione per Android si chiama Torque e costa solo 5$.

Radian, motorino da treppiede per foto panoramiche o time-lapse.

Fitbit, contapassi da XXI secolo. Contapassi in questo caso è una definizione molto stretta per un dispositivo capace anche di fare sleep tracking.

Sensoria, il calzino intelligente per appassionati di corsa e non.

Cobra Tag, per non perdere più le chiavi.

Remote Camera Button, telecomando per scattare le foto (che è il primo acquisto che ho fatto non appena ho comprato la mia reflex giusto per ribadirne l’utilità).

A parte Sensoria, praticamente niente di questa roba funziona oggi con un terminale Windows Phone, giusto per ribadire un concetto di difficile espressione.

-quack

[1] Personalmente interessante = P(me ne compri uno) > 0.8

Pubblicato lunedì 12 agosto 2013 alle 7:53 PM - 9 commenti so far
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Reverse engineering the MOS 6502

Il primo assembler, quello a manina per intenderci, non si dimentica mai. LDA, A9 in decimale 169.

Qualcuno ha pensato bene di fotografare e ricostruire il 6502 partendo dal silicio.

Reverse engineering the MOS

Qualche altro pazzo ha pensato bene di simularne i suoi tremilacinquecento-dieci transistor in JAVASCRIPT.

Viviamo in un mondo bellissimo.

-quack

Pubblicato mercoledì 10 luglio 2013 alle 9:08 PM - 3 commenti so far
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Android vs. Android: Galaxy Nexus vs. HTC One X

Ho avuto modo di provare anche un Galaxy Nexus per un po’ e lascio qui le mie impressioni in confronto all’HTC One X.

image

 

Samsung Galaxy Nexus

HTC One X

Schermo   Vince l’HTC One X per due motivi. La qualità è superiore. E a differenza del Nexus i tasti Home, Back e Task List sono HW e quindi non occupano una porzione dello schermo stesso. Vedasi foto sopra
Software Vince il Galaxy Nexus:
niente crapware
tethering abilitato di default
OS aggiornabile (JB)
In constrasto Sense lascia a desiderare ma ha una tastiera virtuale migliore di quella stock Android.
 
Durata Batteria   Dura un pelino di più.
Rimuovibilità Batteria Quella HTC non si può rimuovere  
Fotocamera   Non solo megapixel e qualità del sensore. Vince il burst mode, l’HDR e un panorama mode migliore (peccato solo landscape)
Wireless   L’antenna dell’One X, bachi a parte, è decisamente migliore. A casa il Nexus non ha quasi ricezione 4G mentre l’HTC va spedito e a palla
Internazionalità Il Nexus è sbloccato di default. Per l’HTC occorre sborsare ulteriori $$ (non tantissimi per la verità)  

I difetti più grossi dell’HTC sembrano essere – nel mio quotidiano – ampiamente superabili. Forse il crapware è l’aspetto peggiore, ma rimosso il widget metereologico dalla home page, le prestazioni mi sono sembrate tutto sommate decenti. Non mi interessa la MicroSD e per la batteria ho trovato molto più conveniente portarmi appresso uno di questi che si adatta ad ogni telefono: non richiede di spegnere il telefono e non lo devo “regalare” quando faccio il prossimo upgrade, ammesso che l’affarino duri fino ad allora.

Per il tethering ho risolto con FoxFi, funziona alla grande con il mio tablet Toshiba. Probabile che quando rilasceranno Jelly Beans per HTC mi venga addirittura il prurito di installare una ROM alternativa come ClearROM invalidando la garanzia.

Quando ho comprato l’HTC il Samsung Galaxy S III era appena uscito. Mi sarebbe piaciuto provare anche quello. Sto considerando un periodo di prova con AT&T visto che il mio contratto è finalmente in scadenza…

-quack

P.S. dimenticavo: con HTC sense anche alcune applicazioni di default sono sostituite da altre fatte in casa. Il browser con un’app chiamata “Internet”, e così via. Per fortuna sul market c’è sia Chrome per Android (decente) che tutte le app Google Experience.

Aggiornazione, Aggiornazione: Sono stato in un negozio AT&T a provare il Galaxy SIII. Il crapware Samsung è decisamente peggio a parte qualche baco in meno. Ma quello lo faccio sistemare.

Pubblicato giovedì 13 settembre 2012 alle 8:36 PM - 27 commenti so far
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Mato mato, impazzire di tomato

Sono sempre stato un big fan di DD-WRT, installato su un paio di router in precedenza. L’altra settimana però il Cisco Linksys che avevo ha deciso di lasciare le penne, forse a causa delle temperature eccessive, lasciando in eredità cinque led lampeggianti.

Ho deciso di comprare un ASUS RT-N66U in quanto ha avuto ottime recensioni in giro e Jeff di Coding Horror ne parlava estremamente bene. Non che mi servisse un router dual band, ma data la rarità dell’evento della morte di un router, tanto vale essere un po’ future proof.

Jeff vi ci ha installato il firmware Tomato: io ho dato un’occhiata agli screenshot sul sito e l’ho trovato carente rispetto a DD-WRT per le feature che mi interessano. Ho cercato quindi le istruzioni per l’installazione di DD-WRT e son partito.

La procedura di installazione è rimasta piuttosto arcaica: bisogna resettare la NVRAM, installare una versione mini di bootstrap, resettare la NVRAM, controllare che tutto sia apposto, resettare la NVRAM, fare l’upgrade alla versione completa, resettare la NVRAM ed il router è pronto all’uso. Peccato però che il router non abbia dato segni di vista sin dal passo successivo all’installazione del mini-fw.image

Per fortuna questo tipo di tecnologia ha fatto grandissimi passi avanti per quanto riguarda il recovery da bad firmware. Basta avviare in “modalità provvisoria” ed è possibile rifare l’upload (non proprio: bisogna impostare l’indirizzo IP del PC su 192.168.1.2 altrimenti il router non risponde). Dopo diversi tentativi andati a vuoto, ho deciso di installare tomato per vedere se almeno fossi in grado di restituirlo alla vita, con il piano B di reinstallare il firmware Asus originale nel caso peggiore.

Devo dire che tomato mi ha lasciato estremamente sorpreso in quanto la carenza di feature è solo dovuta al fatto che gli screenshot sono datati. In realtà le feature utili ci sono tutte e funzionano decisamente meglio della versione di DD-WRT che girava sul mio vecchio router.

La configurazione è andata avanti in maniera piuttosto spedita, salvo qualche voce di menù situata in posti poco intuitivi. Rimane da configurare la parte che riguarda il QoS in quanto la telefonia è ormai interamente gestita da dispositivi VOIP (ooma Telo per le chiamate locali, Linksys pap per quelle verso l’Italia).

Voto globale: accattatavill’

-quack

Pubblicato giovedì 23 agosto 2012 alle 8:15 PM - 8 commenti so far
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