Heat wave

Pochi giorni fa c’è stata un’ondata di caldo da queste parti; pare sia un appuntamento annuale e che durante gli anni prossimi l’appuntamento sarà ancora più puntuale. Niente di che rispetto al gran Paese ma abbastanza da portare il mio mediacenter allo spegnimento da accaloramento. Ho sostituito dapprima la ventola della CPU con un modello più efficiente e allo stesso tempo altrettanto silenzioso ma il problema non è scomparso. Ho notato invece che le temperature del chipset raffreddato passivamente erano a fondo scala: ho aggiunto una ventolina di scorta sul radiatore e pare aver risolto il problema alla radice; la questione si è spostata sul come raffreddare il chipset in maniera permanente. Ad ulteriore conferma delle mie deduzioni questo interessante thread da cui riporto:

The Asus chipset heatsink design assumes that there is airflow coming from a fan on the CPU. Most motherboards are designed this way.

Qualcuno ha notato che il design è imageaddirittura basato sulle ventole standard Intel e qualsiasi variazione nuoce all’effettivo raffreddamento del chipset. Ho quindi pensato a qualcosa del genere ma non sono riuscito a trovare niente di preconfezionato in formato mezza-altezza low-profile.

Per fortuna sono riuscito a trovare qualche artigiano su ebay che ha realizzato giusto quel che mi serviva. Due ventole silenziose incastrate su una scheda vuota di supporto.

Il sistema sembra reggere benissimo, termometro alla mano. Io purtroppo il calore lo sto reggendo molto meno.

-q

Pubblicato giovedì 22 luglio 2010 alle 12:28 AM - 15 commenti so far
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Ebay folliees

La fauna di Ebay meriterebbe uno dei servizi super approfonditi di Super Quark. Il fatto: ho deciso di fare un ‘downgrade’ e di mandare in pensione il Dell Studio per un più compatto supersubnotebook, l’Acer Ferrari One. Una scelta ponderata a lungo, è il mio primo PC basato su processore AMD in più di 5 anni; l’ho provato durante un pellegrinaggio e mi è sembrato decente, con l’unica nota stonata un prezzo troppo alto (si paga il logo del cavallino rampante e a me assolutamente non piace; anche se tra il cavallino e una mela mozzicata preferisco il primo con diversi ordini di grandezza).

Acer Ferrari One

Ho avviato una caccia su ebay sperando di approfittare del Bing Cashback che, se si acquista da privati con la formula “Compralo Subito + Paypal” restituisce immediatamente l’8% del prezzo di acquisto. Peccato solamente che il programma verrà cancellato il 30 Luglio.

Detto fatto ne ho comprato uno per un prezzo che anche AnandTech ha definito “giusto”. Il venditore assicurava di averlo tenuto solo un paio di giorni e di aver deciso di rivenderlo in perdita in quanto dispiaciuto dallo schermo. La cosa mi è sembrata decisamente sospetta considerando che si può praticamente restituire tutto. Non ci ho fatto caso più di tanto in quanto in alcuni casi la penale potrebbe rendere la restituzione meno conveniente. Il venditore assicurava che ci stava perdendo e che “my loss is your gain”.

Dopo alcuni giorni arriva a casa il gingillo. Lo accendo e sullo schermo appare una bella banda nera verticale larga un centinaio di pixel. Ho pensato di aver avuto il pacco, ma il venditore mi ha assicurato che le foto che aveva scattate erano genuine, ecc. ecc. e che avrebbe ripreso indietro il laptop senza problemi. Mi metto l’anima in pace nel vedere l’affare sfumare, dopo qualche ora l’accendo e il problema è completamente sparito: penso che le basse temperature della stiva di un aereo possano aver creato la singolarità, ricontatto il venditore che mi dice di godermi il portatile ripetendo la cantilena “my loss is your gain”. Salvo poi scoprire che il problema si ripresenta in qualche altra sparuta occasione e che basta mettere il portatile in sleep e riaccenderlo per vederlo scomparire. Comincia a mordermi un altro sospetto: che il problema sia in un certo qual modo software, anche se la banda nera è visibile persino durante il boot. Una piccola ricerca su aggiornamenti del firmware e il nuovo 3110 dieci fiammante riporta la dicitura “Fixes CMO LCD garbage issue”. Bingo!

Dopo qualche giorno scopro un altro problemuccio ancor più fastidioso: se la batteria non è completamente carica il laptop passa, durante usi più intensi tipo scrolling di una pagina web, dallo stato “alimentatore connesso” allo stato “alimentatore disconnesso” con conseguente cambio della luminosità del display. Ricontatto il venditore che mi dice di non aver notato questo problema nei due o tre giorni in cui ha avuto il laptop in possesso, ecc. ecc. Chiamo l’assistenza Acer che mi spiega che il laptop in realtà non è stato venduto nuovo ma “ricondizionato” da una certa azienda Pinco Pallo e di chiedere a loro assistenza. Chiamo Pinco Pallo e scopro che il laptop è ancora in garanzia anche se è stato venduto a metà Aprile: alla faccia del “l’ho tenuto solo per un paio di giorni”. Spiego il problema, gli dico che sono un “tecnico” e gli ipotizzo che potrebbe essere un problema dell’alimentatore: loro suggeriscono invece un problema alla scheda madre visto che senza batteria o senza alimentatore tutto funziona alla perfezione. Mi dicono che devo spedire il portatile a loro ma che purtroppo non hanno un altro Acer Ferrari e mi offrono un upgrade ad altri modelli. Mi svelano il prezzo a cui è stato venduto che è molto più basso di quanto ho finito di pagare e cominciano a girarmi certi attributi molto pericolosamente. Insomma il venditore mi ha mentito su molti aspetti, ci mettiamo d’accordo per la restituzione e lui mi fa una contro-offerta: ridurre il prezzo per venirmi incontro e darmi la possibilità di comprare un altro alimentatore visto che io sono ancora convinto che il problema risieda lì. Mi ripete che con questo sconto finisce addirittura per perderci per davvero (ma va? Ma vaff…). Stavolta accetto, il prezzo mi sembra alla fin dei conti decente e un paio di giorni dopo appare la recensione di AnandTech: parla di un alimentatore da 65W probabilmente sottodimensionato visto che la batteria si carica molto lentamente. Guardo il mio e scopro 19V x 1.57A che fanno in tutto 30W. Sinceramente non mi va di chiamare Pinco Pallo visto che ci metterei più tempo a spiegare l’inghippo che a comprare un alimentatore da 90W compatibile sempre su Ebay (9$ in tutto). Così faccio fino a quando arriva un pacco che è molto più grande di un alimentatore.

Scopro che Pinco Pallo mi ha mandato un altro Ferrari One in sostituzione, anche stavolta con un alimentatore da 30W. Stavolta li chiamo, mi mandano una affrancatura prepagata per rispedire il laptop e verificano che effettivamente quelli da 30W non sono gli alimentatori giusti. Dopo pochi (?) giorni arriva anche il novanta watt ed effettivamente il problema scompare.

Una storia assurda per:

  • l’eccesso di zelo di Pinco Pallo; ho il laptop ancora qui con me (sto aspettando che passi il postino interno per consegnarlo a mano), sono passati svariati giorni dall’ultimo contatto con loro e sembrano persino poco interessati a riavere il gingillo
  • la scarsa integrità del venditore; ha mentito sulla data di acquisto, le condizioni dell’oggetto e persino sulla presenza di problemi. In due mesi è statisticamente impossibile che non si sia accorto dell’alimentatore sottodimensionato o che non abbia mai visto la banda nera sullo schermo. Chissà cosa sperava.

Morale della favola: stare alla larga da chiunque includa la frase my loss is your gain nella descrizione di un articolo usato. Anche se alla fin fine sono comunque estremamente soddisfatto del downgrade.

-quack

Pubblicato martedì 22 giugno 2010 alle 7:43 PM - 9 commenti so far
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Magic mouse: il verdetto

Comincio dalla fine: è un giocattolo.

Ho provato quattro esemplari, di cui uno nuovo. Alla prima impressione mi è piaciuto ed ho finito per comprarne due per me uno da tenere a casa ed uno in ufficio.

Le difficoltà:

  1. L’assenza di driver “ufficiali”: sapevo a cosa sarei andato incontro e mi son informato prima dell’acquisto
  2. Il ricevitore bluetooth: ovviamente il mouse è “disegnato” per funzionare con i mac o così vorrebbero far credere. Il primo ricevitore bluetooth non andava bene e ho dovuto provarne un altro che – devo ammettere – si comporta alquanto egregiamente. Ma perché fare un mouse bluetooth se funziona solo con i ricevitori di un certo tipo? Ed io che mi immaginavo che il bluetooth fosse uno standard
  3. La qualità dei driver per Windows: decisamente scarsa, sono in molti a lamentarsi di continui freeze; alcuni durano una frazione di secondo, altri mi hanno costretto a spegnere, togliere le batterie e riaccendere il mouse. Qualcuno lamenta problemi simili anche sotto OSX e devo ammettere che in tanti anni non ho mai visto un dispositivo bluetooth singhiozzare così
  4. La funzionalità: per come è implementata la parte sensoriale mi è più volte capitato di cliccare il “tasto” sbagliato, scrollare accidentalmente prima di cliccare (*) o in generale a percepire che il mouse abbia una vita propria. Le cose peggiorano quando lo usa il mio collega

Lati positivi:

  1. L’appeal. È sexy, non ci sono altri aggettivi che possono descriverlo meglio
  2. L’ergonomia: è decisamente ergonomico anche se non lo è perfettamente. La superficie lucida aumenta la sudorazione della mia mano già elevata di suo per un difetto genetico

Il punto numero quattro della prima lista mi ha fatto decidere per il pensionamento del magic mouse in ufficio ed al suo posto ho ristanziato l’Arc Mouse. Dopo un’ora scarsa di utilizzo mi sembra di essere passato da una bicicletta ad una moto da corsa.

Bicicletta

-quack

(*) Per ben tre volte ho accidentalmente “scrollato” prima di cliccare durante un’operazione di Search & Replace in VisualStudio. Mi son chiesto se volevo passare il mio tempo a sistemare queste uscite maldestre o a scrivere codice e mi son dato la risposta dopo aver letto il mio titolo sul mio biglietto da visita.

Pubblicato giovedì 13 maggio 2010 alle 7:49 PM - 16 commenti so far
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Restore PLAN

Un piano di backup, senza aver mai provato un’operazione di restore, è praticamente placebo.

Help! Help!

L’ha scoperto a sue spese Jeff @ CodingHorror, che ha “istituito” la giornata internazionale del backup consapevole spiegandone le ragioni in questa pagina. Nel mio caso c’è però un piccolo antefatto: ho esteso lo storage primario della mia Workstation con un secondo SSD identico. Ho aspettato a lungo l’uscita dei nuovi SSD basati su controller SandForce sperando che il costo per GB scendesse come promesso di gran fanfara. Il rilascio dei primi prodotti ha disatteso tutte le mie aspettative ed ho pensato che la soluzione più economica è quella di due SSD in Raid0 (l’unico Raid che funziona ). Ero indeciso se fare un restore o una reinstallazione da zero ed ho optato per la seconda, però ho voluto dapprima tentare comunque il restore per capire cosa succede e se è davvero possibile farlo. Non ci sono praticamente riuscito ma non a causa di difficoltà che avevo messo in conto, ma per il fatto che il Restore CD di Windows Home Server non ha in dotazione i driver corretti della scheda di rete della Workstation (che fortuna, eh?). Una volta però che ho reinstallato tutto ho deciso di andare a fondo e di cercare la soluzione al mistero. Per indagare ho dovuto più volte riavviare da CD o chiavetta USB scontrandomi con un altro problemino che con la mia Workstation ho avuto praticamente da sempre: la fase iniziale di boot di WinPE è lentissima. Ovvero tra un passo e l’altro del wizard di restore passano diversi minuti, cosa riscontrabile anche durante le prime fasi di installazione dei nuovi sistemi operativi (Vista e 7). Questo significa che ogni tentativo di restore, tra passi opzionali e meno, ha finito per richiedere almeno 20 minuti. Mi è venuto in aiuto San Scroogle: ho scoperto che il problema si presenta con alcuni BIOS molto diffusi se nei settaggi è indicata la presenza di un floppy drive che però non esiste. Rimosso tale settaggio tutto ha cominciato a filare a meraviglia, rispostando la mia attenzione sul problema del driver della scheda di rete. La regia mi dice che praticamente Realtek ha cappellato il versionamento dei driver: la soluzione è l’esistenza di un Restore CD creato da qualche tabaccaio all’uopo e contenente una quantità sterminata di driver per Windows Home Server. L’ho provato e il tutto ha funzionato decisamente al primo colpo.

Morale del post:

  1. se l’installazione da zero di Windows 7 o Vista è lentissima durante la prima fase, assicurarsi di disabilitare il floppy drive fantasma nel BIOS.
  2. se il restore wizard di WHS non sembra riconoscere la rete correttamente, cosa che è sicura al limone nel caso si possieda una scheda di rete basata su Realtek, scaricare e masterizzare il “Windows Home Server Restore CD X:\files edition

-quack

Pubblicato martedì 23 marzo 2010 alle 7:53 PM - 8 commenti so far
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Consigli per gli acquisti #1

Un libro anzi due, un case ed un CPU-cooler ad acqua.

superfreakonomics

Super Freakonomics

Questo libro l’ha consigliato persino Bill Gates via Twitter ed è il seguito di Freakonomics.

I due libri applicano la teoria economica agli eventi comuni; in questo nuovo volume sono raccontate un bel po’ di ricerche interessanti, tra cui: cosa succede se le scimmie imparano l’uso della moneta e perché in Cina i dottori si pagano quando si sta bene.

Morale della storia: scegliere i giusti incentivi è fondamentale, il libro è consigliatissimo, garantisce Bill.

Per quanto riguarda la ferraglia sono rimasto eccezionalmente sorpreso da due acquisti recenti. Il case è made in Corea, un GMC R-4 Bulldozer. Aldilà dell’apparenza giocosa e dei finti martinetti idraulici (in realtà elastici) che tengono lo sportello del drive ottico chiuso contro la forza di gravità, questo case è ge-nia-le. Per un bel po’ di motivi: a vederlo e dal nome sembrerebbe un’enormità. In realtà è più stretto e meno profondo di un CoolerMaster Elite 360 ed entra perfettamente nell’angolo cottura senza dover essere inclinato rispetto alla parete; è dotato di due termometri digitali pare abbastanza accurati; è abbastanza capiente da poter ospitare il raffreddamento ad acqua; è dotato di tre ventole da 12cm che garantiscono un flusso d’aria adeguato al raffreddamento passivo di alcuni componenti. La genialità sta nel fatto di utilizzare una soluzione inusuale per l’ospitalità del drive ottico e degli HD da 3.5”. A parole non si può descrivere, ma su youtube ci sono un paio di video che mostrano il giocattolo in funzione. Unica pecca l’assenza di uno slot da 3.5” esterno, non tanto per i floppy ormai estinti, quanto per la possibilità di integrare un lettore multimediale tutto-fare.

Infine per il raffreddamento a liquido ho comprato una soluzione Corsair H50: mi son convinto guardando il video dell’installazione sul sito del produttore ed una buona serie di review estremamente positive. La mia workstation è diventata praticamente silente. Questo tipo di dissipatore è un royal pain in the arse da installare a posteriori visto che in molti casi è necessario sganciare la scheda madre completamente. Però nel mio caso ho potuto evitare: l’inghippo più grosso è stato quello di cercare una soluzione su come ancorare il gruppo radiatore/ventola al case considerando il fatto che il case di cui sopra ha uno spessore in plastica che separa la ventola dalla parte ILikeItmetallica esterna. Ci ho dovuto pensare parecchio ed alla fine me la sono cavata con un’ottima soluzione invertendo la posizione del radiatore e della ventola; però il tutto mi ha portato via quattro ore passate anche piuttosto in fretta (mi diverto con poco) ma se dovessi rifare da capo ci metterei poco più di 30 minuti e senza danneggiare il danneggiabile.

Tutti e tre gli articoli godono pertanto del mio sigillo di approvazione.

-quack

Pubblicato giovedì 25 febbraio 2010 alle 7:22 AM - 13 commenti so far
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