Activity Tracking Follow-up

Sono passati quasi due anni e la mia fissa non è ancora passata.

Nel frattempo ho:

  • capito come funziona il protocollo delle notifiche del Fitbit Charge a livello bluetooth con tanto di PoC per Android, buttato giù in qualche ora (la versione per iOS richiederebbe giorni)
  • perso il mio Fitbit Charge HR, di cui ero molto soddisfatto, dopo una visita in spiaggia la scorsa estate
  • sostituito il suddetto con un VivoSmart HR, resistente a doccia, nuoto e svariate intemperie
  • sostituito l’app per Android che parlava con il mio fitbit con un’app per iOS che parla con il mio VivoSmart
  • completato un interessante progetto di interoperabilità (e mi fermo qui)

Ma la voglia di un dispositivo migliore resta. Il Charge 2, uscito da poco, sarebbe perfetto se:

  • fosse resistente all’acqua (lo è diventato persino l’iWatch!!), così da doverlo rimuovere dal polso solo per ricaricarlo
  • supportasse le notifiche di terze parti (lo fanno tutti i prodotti della concorrenza, comprese le cineserie da 10$ o più)
  • avesse una durata della batteria che fosse “5 giorni o più” e non “5 giorni sicuramente meno”

Se al primo aspetto si potrebbe ovviare con una soluzione ad-hoc seppur con un costo sostanziale (waterfi.com) e al secondo con un po’ di hacking (davvero non mi spaventa più niente), per il terzo non c’è proprio niente da fare. Resta il fatto che, visto che la concorrenza non sta a guardare, dovermi sbattere per risolvere problemi già risolti altrove sia un’idea molto in perdita, seppur consideri l’hacking una attività ricreazionale.

Non mi sorprende quindi che le aspettative finanziarie di FitBit siano state tremendamente disattese: tra saturazione del mercato, esaurimento dell’aspetto novità della questione e concorrenza agguerrita c’era per me ben poco da sorprendersi.

Intanto due prodotti interessanti sono all’orizzonte: il Pebble 2, smartwatch per gli acari duri e puri e il Withings Steel HR, 25 giorni con una singola carica ed un look davvero niente male.

Stay tuned.

-quack

Pubblicato giovedì 3 novembre 2016 alle 9:34 PM - 0 commenti so far
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NAS Chronicles

Sono un po’ di giorni che il mio Cray-1 riporta errori sul Pool. Quando vado poi a controllare a mano uno degli HD non è online e comincia il panico. In un’occasione mi è bastato riavviare.

Ieri dopo alcuni minuti interminabili di resilvering il Pool era di nuovo online. Ma per quanto? In attesa di stabilire un piano di attacco ho preferito spegnere tutto.

Forse a causa delle temperature, forse semplicemente usura di uno di 4HD Hitachi comprati a Maggio 2011, è cominciata l’operazione salvataggio. Ho comprato 4 dischi da 4TB, stavolta modelli WD RED; per NAS. Probabile sia un marchingegno del marketing, ma almeno hanno una garanzia di 3 anni.

Ho comprato i dischi da Newegg che, per via dall’esenzione dalle tasse, è risultata essere più conveniente di Amazon. E cercando nello storico ho scoperto di aver pagato un prezzo per TB identico, anche se la qualità - si suppone - sia leggermente migliore.

Il piano:

  1. creare uno snapshot per ogni file system
  2. collegare i 4 nuovi HD in parallelo e lanciare un massiccio copy from to.
  3. staccare i vecchi
  4. rinominare il pool
  5. incrociare le dita

Una volta che tutto è a regime e funziona come prima, si può passare alla fase 2: NAS di backup. A questo punto è diventato una necessità per tutto quello che non è gia backuppato online.

-quack

Pubblicato venerdì 26 agosto 2016 alle 12:13 AM - 1 commento so far
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Activity tracking

Recentemente mi è venuta la fissa di misurare l’attività fisica giornaliera nel tentativo di raggiungere e mantenere l’obiettivo standard “americano” di 10mila passi al giorno.

È un periodo decisamente interessante per quanto riguarda i dispositivi da polso con l’iWatch in dirittura di arrivo e tanta roba interessante, rilasciata nell’arco di un paio di settimane appena trascorse: Fitibit Charge, Sony SWR30, Basis Peak ma anche Striiv Touch, Garmin Vivosmart, ecc. Ne ho provati quattro ed i criteri che mi interessavano sono:

  1. che sia abbastanza accurato e misuri quello che mi interessa (passi, minuti attivi, qualità del sonno)
  2. un dispositivo che somiglia più ad un braccialetto che ad una pacchianata (questo esclude i vari Android Wear, iWatch, Microsoft Band, ecc.). Le pacchianate purtroppo consumano parecchio in termini di batteria e ricaricare un altro gadget con frequenza giornaliera o quasi non è entusiasmante
  3. che sia possibile leggere lo stato direttamente dal dispositivo senza dover necessariamente passare dal cellulare
  4. che ufficialmente (o meno) sia possibile leggere qualche notifica sul dispositivo (non mi interessano i vari twitter/mail/facebook ecc.)
  5. che dia la possibilità di accedere ad una comunità che permetta di confrontare statistiche, cosa che di persona personalmente trovo estremamente motivante
  6. che sia economico, spendere cifre che si aggirano intorno ai 200$ per un cassillo del genere mi sembrano esagerate visto il tipo di attività prevalentemente hobbistica
  7. che non richieda molta “manutenzione”

I quattro che ho provato, e le return policies in america sono una figata per questo, sono in ordine cronologico:

Fitbit Flex, è stato il primo e mi ha aiutato a capire cosa veramente mi interessa. La comunità di Fitbit è fatta benissimo, ho agganciato una decina di amici particolarmente attivi. Purtroppo però ho capito che mi sarebbe piaciuto avere un dispositivo con un display che supporti le notifiche e quindi possa mostrare il progresso ottenuto usando numeri anziché LED. Il fatto che abbiano annunciato nuovi modelli poco tempo dopo il mio acquisto non ha neanche aiutato tanto a digerire il Flex.

Il secondo cassillo è stato un dispositivo che sulla carta sembrava avesse tutte le carte in regole, lo Striiv Touch. Purtroppo all’atto pratico il software sul lato Android era molto scarso (hanno rilasciato da pochissimo un aggiornamento quindi qualcosa potrebbe essere cambiato). Si aggiunga pure qualche vistosa cappella, come ad esempio il fatto che nella modalità sleep non è possibile leggere l’ora e una durata della batteria alquanto scarsa e… anche lo Striiv Touch ha intrapreso la via del ritorno. Ero riuscito a raggiungere l’obiettivo di inviare notifiche personalizzate al dispositivo, che di suo sulla carta doveva essere in grado di mostrare tutte le notifiche di Android, ma con un’affidabilità molto bassa. L’assenza di una controparte cloud, e con essa una qualsiasi forma di comunità, è stato il colpo di grazia.

Sono passato a provare il Garmin Vivosmart che dei quattro considero la migliore implementazione hardware in assoluto. Anche questo dispositivo sembrava potesse farcela: purtroppo come spesso accade ad hardware eccellente viene accoppiato software scritto con i piedi. Il Vivosmart fa intenzionalmente l’unpair – e quindi richiede il pair – ogni volta che deve connettersi al cellulare. La cosa incredibile è questo non avviene quando il dispositivo va fuori range o si spegne il bluetooth, il pairing rimane attivo fino a quando si decide di far parlare fra di loro i due oggetti. Garmin giustifica la cosa con la necessità di bilanciare l’uso con la sicurezza, facendomi credere che temino lo spoofing. L’app dovrebbe fare il pairing automaticamente in background, ma con il Nexus 4/5 questo non funziona. Peccato perché il sito online è fatto abbastanza bene, anche se nella community non vi ci ho trovato praticamente nessuno; e peccato perché si tratta dell’unico bracciale che si può portare sotto la doccia (lo Striiv promette la stessa cosa ma non mi è sembrato “robusto”).  Ultima pecca abbastanza antipatica è il fatto che lo sleep tracking sia mostrato male, con un grafico sull’intensità del movimento che dice poco sulla qualità del sonno in generale. Anche in questo caso, un aggiornamento di qualche giorno fa parebbe aver migliorato il pairing, ma non ho avuto modo ovviamente di provarlo.

Finalmente è arrivato il turno di parlare del mio acquisto più recente e si spera permanente: il Fitbit Charge. Comprato ad una svendita durante il Gray Thursday (*). Offre tutti i vantaggi della comunità numerosa di amici su Fitbit e l’accesso, tramite hackeraggio alquanto istruttivo, al sistema di notifica piuttosto discreto. Durata della batteria stimata intorno alla settimana, connessione BT che funziona SEMPRE quando deve (**), statistiche accurate con la possibilità di calcolare il dislivello in piani grazie all’altimetro e possibilità di misurare la qualità del sonno SENZA DOVER FAR NIENTE a parte indossare il cassillo come un comune orologio. Unica pecca è il non poter indossare il dispositivo durante una doccia o una nuotata, ma per me non sembra un grande problema.

L’hackeraggio dell’app è stato molto divertente per chi come me si diverte a guardare, in casi estremamente circoscritti, il codice di altri. Nello specifico ho notato che una classe incaricata di osservare le notifiche di telefonate in arrivo avesse già la predisposizione nel fare altro. Mi è bastato modificare il manifest dell’app, reimpacchettarla propriamente et voilá la mia app Android può notificare il mio FitBit mandado un messaggio chiamato spiritosamente CAZZABUBBOLA.

Nella mia ricerca mi sono imbattuto ed ho studiato – a livello di visione del codice – anche altri prodotti interessanti:

  • Timex X20/Soleus Go (stesso HW, software leggermente diverso; affetto da gravi problemi di connettività BT e mancanza di Community)
  • Vidonn X5, interessante solo per via dell’esistenza di un’app parallela completamente open source
  • Razer Nabu, appena uscito fresco ma molto aperto a sviluppo esterno con tanto di SDK
  • Pivotal, alquanto interessante visto il prezzo estremamente contenuto; ma ha funzionalità piuttosto limitate

Per ora sono più che soddisfatto, ma il rilascio della versione con Heart Rate monitor del FitBit Charge potrebbe rendere il tutto ancora più interessante.

-quack

(*) Gray Thursday è il nome che i telegiornali hanno dato alle svendite del Black Friday nei negozi fisici che aprono già nella serata del Thanksgiving; pratica purtroppo orribile ma necessaria a contrastare il fatto che i negozi online, data la loro peculiarità di non richiedere personale aggiuntivo, cominciano le svendite un giorno in anticipo

(**) in realtà il primo pairing mi ha dato qualche problema al punto che ho dovuto resettare completamente il mio android. Per fortuna non avevo niente da backuppare a causa di un reset precedente di qualche giorno prima.

Pubblicato sabato 27 dicembre 2014 alle 6:02 AM - 108 commenti so far
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Chromecasting

Ho comprato un Chromecast per un motivo semplice: abbiamo traslocato da pochissimo, il mediacenter è ancora nella scatola, la casa non è cablata propriamente e cercavo una soluzione pratica che permettesse l’utilizzo, per lo meno temporaneo, di Netflix su uno schermo decente.

All’inizio ero scettico, ma poi mi son convinto anche a causa del prezzo dell’aggeggio estremamente contenuto: ho pensato che nel caso peggiore una volta cablata la casa e messo in moto il mediacenter, il chromecast finirà per pilotare un televisore in camera da letto (incluso con la casa). Qualche anno fa avrei pensato a piazzare un mediacenter extender, ma MS ha deciso che mediacenter deve morire e ha cominciato la strage degli innocenti proprio dagli extender.

Poi ho scoperto che Chromecast è più di un ricevitore stupido di stream: è un vero e proprio full client Netflix/Hulu/Youtube/ecc. Significa che la sorgente dello stream non è il PC/tablet/telefono, d’ora in poi PTT, ma che una volta che il PTT invia al Chromecast tutti i dati dello stream da visualizzare, lo streaming avviene direttamente via wi-fi! Cioè il PTT può essere anche spento, ovvero il PTT prende il posto del vecchio fidato telecomando, con tutte le migliorie del caso. Fai il browsing del video da vedere comodamente sul PTT e quando è pronto lo invii al televisore. A me questa cosa pare una figata e a prova di bambino: testato con successo!!

Il numero di client/app Chromecast è piuttosto esiguo ma considerando che una app Chromecast è piccola in quanto deve fare solo due cose, autenticazione e streaming, mi aspetto che almeno nel mercato americano il numero crescerà molto rapidamente.

Da citare, per inciso, un tentativo molto spiacevole di sopperire alla situazione utilizzando la porta HDMI del mio tablet Windows 8.1: speravo che fosse Plug&Play, cavolo nel 2013 P&P è più di una aspettativa. Ma ho ottenuto solo schermate monche o completamente decentrate verso l’angolo in basso a destra.

Detto questo: io l’ecosistema Google lo odio (emotivamente). Ma dal punto di vista pratico Google si sta muovendo nella giusta direzione e a velocità sostenuta. MS giusto ieri annunciava l’ennesima tecnologia degna del secolo scorso. Che tristezza.

-quack

Pubblicato giovedì 14 novembre 2013 alle 6:50 PM - 1 commento so far
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Cassilli

Un elenco di cassilli che reputo personalmente interessanti[1] che si interfacciano ad un cellulare. Quasi sempre solo Android/iPhone.

Interfaccia per automobile. In America le macchine hanno una porta standard sotto il cruscotto che fornisce, oltre ad informazioni di tipo diagnostico, dati sui consumi, usura e altra roba bella. L’applicazione per Android si chiama Torque e costa solo 5$.

Radian, motorino da treppiede per foto panoramiche o time-lapse.

Fitbit, contapassi da XXI secolo. Contapassi in questo caso è una definizione molto stretta per un dispositivo capace anche di fare sleep tracking.

Sensoria, il calzino intelligente per appassionati di corsa e non.

Cobra Tag, per non perdere più le chiavi.

Remote Camera Button, telecomando per scattare le foto (che è il primo acquisto che ho fatto non appena ho comprato la mia reflex giusto per ribadirne l’utilità).

A parte Sensoria, praticamente niente di questa roba funziona oggi con un terminale Windows Phone, giusto per ribadire un concetto di difficile espressione.

-quack

[1] Personalmente interessante = P(me ne compri uno) > 0.8

Pubblicato lunedì 12 agosto 2013 alle 7:53 PM - 9 commenti so far
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