Delle cicale e delle formiche

È arrivata l’estate e il crì crì estivo delle cicale si fa assordante.

Le formiche invece sono al lavoro per prepararsi per l’inverno.

Per fortuna le formiche hanno ottimo sense of humor:delle cicale

RMS claims that:

1) it’s good to write C# implementations like Mono, to encourage people to run their C# on a free platform like Debian; but

2) we should discourage people from writing C# software by making it hard to run, so Mono shouldn’t be on the default Debian install.

So it should be possible but not easy to run C# programs. Yep, sounds like Linux.

Complimenti a bluegrama, l’autore del commento per il nuovo motto: Linux, everything is possible but just not easy.

E come diceva Confucio, a 20 milioni di sviluppatori .Net di RMS non frega assolutamente una mazza.

-quack

P.S. sia chiaro, mi sento formica anche io. Potrei sbagliarmi?

Pubblicato lunedì 29 giugno 2009 alle 9:39 PM - 40 commenti so far
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Dancing in the Moonlight

Moonlight ha raggiunto la mitica milestone 1.0

Le mie più sincere congratulazioni vanno al grandissimo Miguel da cui tanti hanno parecchio da imparare.moon-obama

Anche se ritengo che la milestone più emozionante risale ad una ventina di giorni fa, quando la cerimonia di insediamento del nuovo presidente era di fatto diventata accessibile via internet al 99.9% degli utenti (vabbè sto esagerando).

Dietro questo rilascio c’è stata tanta cooperazione:

Microsoft worked late last night to get us access to the code that will be used during the inauguration so we could test it with Moonlight.

(…)

It was during the dynamic language workshop at Microsoft that I had a chance to have dinner with Jason Zander and Scott Guthrie in an Indian restaurant in downtown Redmond. In this dinner they discussed some of the design tradeoffs in Silverlight and these would become part of our own implementation a few days later.

Un bello smacco per le tante cicale che hanno disprezzato Mono & Moonlight a priori. Ma si sa, le cicale son buone solo a cantare…

-quack

Pubblicato giovedì 12 febbraio 2009 alle 4:50 AM - 130 commenti so far
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Installazione di Ubuntu 8.04 su Virtual PC

Questo post è dedicato ai fan Hard Core della virtualizzazione, gente senza peli sullo stomaco pronta a tutto pur di veder girare Hardy Heron su un PC virtuale targato MS Virtual PC.

Il problema a cui ho accennato ieri si riferiva appunto a ciò che accade quando si tenta di installare - senza le dovute precauzioni - l'ultima versione di Ubuntu su Virtual PC. Il problema stavolta è limitato solo a Virtual PC, tutto fila liscio con VMWare Workstation (grazie Edward per la conferma!) e VirtualBox: pare che il nuovo kernel installato da Ubuntu sia incompatibile con VPC sin dalla versione Alpha (vedasi baco); che sia un problema del kernel è confermato anche da un baco in Debian ed in Fedora 9 (che sarà lanciato proprio oggi)

In queste ore però si è andato per fortuna delineando un workaround: insomma per un workaround che va, uno che viene e la somma algebrica rimane immutata

Quello che segue è l'elenco dei passi obbligati da seguire in presenza dell'infausto an unrecoverable processor error has been encountered; per tutti gli altri seguire la guida "non può far male"

  1. Subito dopo aver scelto la lingua (inglese) premere F4 e scegliere Safe graphics mode e premere invio:
    step1
  2. Selezionare con i tasti cursore Install Ubuntu ma senza premere INVIO:
    step2
  3. Premere F6 (Other Options) e aggiungere i seguenti parametri alla riga di comando:
    vga=791 noreplace-paravirt
    step3
  4. Premere INVIO per far partire il boot e seguire il wizard di installazione fino al momento del primo reboot (c'è abbondante tempo per un té del pomeriggio):
    step4
    Nel caso lo schermo dovesse diventare nero prima di raggiungere il 100%... niente paura, si tratta del salva schermo. Basta muovere il mouse e tutto torna "normale"
  5. Al primo riavvio rilasciare l'immagine ISO del CD di installazione e mentre sta per partire GRUB premere il tasto ESC per accedere al menù avanzato:
    step5
    scegliere la seconda voce (recovery mode):
    step6 
    Premere il tasto 'e' (edit) selezionare la seconda voce:
    step7
    premere 'e' (edit) e aggiungere di nuovo
    vga=791 noreplace-paravirt
    Premere INVIO e la lettera 'b' (boot)
  6. Quando si presenta il menù di recovery, scegliere la voce root:
    step8
    Editare il file menu.lst con:
    nano /boot/grub/menu.lst
    step9
    e aggiungere la voce noreplace-paravirt in entrambe le linee che cominciano per kernel
    Premere Control+O  INVIO per salvare, Control + X per uscire.
  7. Abilitare l'emulazione sonora editando il file /etc/rc.local :
    step10
    e aggiungendo la linea modprobe snd-sb16 prima di exit 0:
    step11
    Premere Control+O  INVIO per salvare, Control + X per uscire.
  8. Configurare correttamente l'emulazione della scheda grafica editando il file /etc/X11/xorg.conf
    step12 
    e aggiungendo le righe evidenziate in giallo:

    step13
    Premere Control+O  INVIO per salvare, Control + X per uscire.
  9. Riavviare con il comando reboot.
  10. Loggarsi e attivare "manualmente" la rete:

    step14 

A questo punto Ubuntu è veramente "pronto" a girare in VirtualPC in tutto il suo splendore, audio incluso:

final screenshot

Un paio di note ironico-semi-acide conclusive.

works-on-my-machineQuesto post è certificato come "it works on my machine" (vedasi badge sulla sinistra): se non funziona on your machine c'è sempre il codice sorgente a disposizione

Il post è basato sul lavoro preciso di ArcaneCode e di tutti i commentatori del suo blog che hanno contribuito alla realizzazione di questa guida passo-passo.

Nessun pinguino è stato violentato torturato per la realizzazione del post. L'autore però viste le difficoltà crescenti di installazione di Ubuntu su VirtualPC (vedasi e poi vedasi) propone che la prossima versione venga soprannominata "Impossible Implosion"

-quack

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P.S. il numero di quiz del post di ieri voleva essere un hint

Pubblicato martedì 13 maggio 2008 alle 5:13 PM - 30 commenti so far
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Ogni scarrafone...

(è richiesto sense of humor)scarrafone

Questa frase di Linus ("il" Linus) mi ha fatto venire in mente il proverbio napoletano:

I think OS X is nicer than Windows in many ways, but neither can hold a candle to my own (Linux). It's a race to second place.
Fonte

(Per il lettore distratto o di passaggio, visto che di solito post come questo possono scatenare flame [in]utili: questo blog è anche puro intrattenimento; se proprio vuoi scatenare il tuo lanciafiamme, prova a fare scopa con una dichiarazione altrettanto originale e divertente di Bill o di Steve (uno dei due). C'è un vasto campionario a disposizione)

Non centra invece un'emerita cippa, ma Raymond Chen ha scritto un altro post condivisibile al 100%. Così condivisibile che ieri di nascosto ho usato per scopi personali la macchina del tempo aziendale e son tornato indietro di diversi mesi a scriverne uno molto simile; l'ho intitolato la colpa è di Turing. Smile

-quack

Technorati Tags:

Pubblicato giovedì 7 febbraio 2008 alle 7:05 PM - 10 commenti so far
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Linux Mossberg brevetti e usabilita'

In un articolo recente Mossberg faceva una recensione di Ubuntu su Dell visto con gli occhi di un utOnto chiedendosi se Linux fosse pronto per il mainstream desktop (secca la risposta di Mossberg: no). Ne ho già parlato pochi giorni fa ma volevo - per memoria futura - riannodare qualche filo con discorsi vecchi appena accennati. Se mi ripeto, pazienza.

Una delle frasi che più mi ha colpito della recensione, disponibile online a questa pagina, è stata la seguente frase:

When I tried to play common audio and video files, such as MP3 songs, I was told I had to first download special files called codecs that are built into Windows and Mac computers. I was warned that some of these codecs might be "bad" or "ugly."

La schermata di warning a cui Mossberg si riferisce è questa, vecchia conoscenza di questo blog:

 

Una finestra di dialogo che esordisce con un punto esclamativo e la scritta "Restricted Software"[1] diciamo la verità può fare impressione all'utOnto medio; anche perché - e ridiciamo la verità - Mossberg essendo residente negli Stati Uniti non dovrebbe poter cliccare il pulsante 'OK'. Questo solo per ascoltare un brano MP3 neanche protetto con DRM.

Tutto questo nel tentativo nobile, da parte di Canonical, di dire la propria sulla questione dei brevetti software. A Canonical i brevetti software non interessano e se l'utOnto deve soffrire - o peggio violare qualche legge - per ascoltare qualche MP3 sono fatti suoi. La cosa buffa è che la recensione di Mossberg è stata ripresa da più blog e il tono generale dei commenti è che Mossberg è un ritardato, soprattutto da parte di gente che sulla questione è abbastanza confusa:

At least the Linux codecs are free.

(Un momento, anche scaricare canzoni via pitupì è gratis!!! Insomma sentimento generale è che la gente confonde gratis con libero e legale ed è la stessa gente che, "sapendone" di più, si permette di dare del ritardato a Mossberg.)

Ciò mi porta a pensare - e qualcuno mi corregga se sbaglio - che in Canonical e altrove le battaglie politiche sul software sono più importanti della User Experience: il codec MP3[2] costa davvero un'inezia quindi più che una questione economica è davvero una questione di principi. La stessa FSF ha iniziato una campagna di sensibilizzazione contro gli MP3 (non bastava quella contro il DRM chiamata 'defective by design') denominata 'Play Ogg'; d'altra parte le battaglie politiche sono sempre state all'ordine del giorno in FSF e non ne hanno mai fatto mistero.

E qui apro una piccola parentesi.

(

Come sarebbe la mia vita se vivessi secondo i dettami di oggi (perché per aggiungere un ulteriore grado di complessità tali dettami sono alquanto variabili nel tempo) della FSF?

  • niente MP3 o formati proprietari; la mia collezione di MP3 andrebbe riconvertita in un formato 'benedetto' da FSF
  • niente acquisti di media online (musica e video); nel peggiore dei casi protetti da DRM, nel migliore dei casi codificati in un formato non 'benedetto'
  • niente DVD; i DVD commerciali (brutta parola in certi ambienti) sono codificati in MPEG2 e l'MPEG2 non è tra i formati benedetti
  • niente YouTube; anche YouTube usa un codec proprietario oltre ad usare Flash un'altra tecnologia proprietaria
  • niente video-editing; probabilmente non potrei importare dalla mia videocamera (dubito DV sia un formato 'benedetto') meno che mai esportare su YouTube o DVD.
  • niente immagini mentre si naviga su internet; la quasi totalità dei formati di immagine sono proprietari (BMP, JPG, GIF(?), WMF, TIFF (?)); è safe solamente navigare in modalità testo (remember the seventies)

Per chi vive nel 2007 tali dettami sono pura utopia: dubito che i "capi" di FSF vivano in perfetto purismo come loro stessi predicano.

)

Chiusa la parentesi.

In tema di brevetti - che come si vede sono al centro della questione MP3/Mossberg/Linux - mi è piaciuto molto quanto detto da Manuel de Icaza nell'ormai famosissimo newsgroup thread "OOXML is a superb standard"[3] :

The problem is that people think that the problem is as simple as "patents bad" and everyone wrapping his virtual kafia around his head and running to the streets yelling "death to patents" has no idea how complex the system is and how little effect yelling has on actually changing anything.  If you want to engage on a serious patent discussion, I would love to do so, but you are going to need some legal training and get a lot more depth before we can have a productive discussion.

Insomma per dire la propria e per agire in tema di brevettabilità del software c'è bisogno di training legale (mica pizza e fichi) cosa sui cui concordo al 100%. Chiedo: il boicottaggio degli MP3 in questione è una giusta mossa in tale direzione o semplicemenete una scelta stupida in termini di usabilità?

Infine due parole sulla semplicità. Prima di tutto una citazione dal libro di Seth Godin, la mucca viola, che parlando del brand Linux dice:

Al di là delle tanto decantate origini open-source, perché Linux ha tanto seguito? Perché, fra altre cose, diventarne utente richiede molto impegno. Linux è difficile da installare, difficile da usare per chi non abbia molta pratica e non facile da integrare in un ambiente aziendale di tipo tradizionale. Tutti questi ostacoli hanno creato uno zoccolo di utenti estremamente fedeli (NdP: tra cui molti talebani), i quali hanno capito che quante più persone avessero investito il proprio tempo nell’utilizzo e nel sostegno di questo prodotto, tanto più il sistema operativo sarebbe migliorato, si sarebbero fatti investimenti in software e interfacce utente e i problemi interni sarebbero scomparsi. I difetti del prodotto sono diventati un bene.

È stupefacente quanto sia comune trovare guide sul come qualcosa sia "semplice" seguite dai classici 200 passi (primo passo: aprire una finestra terminale Smile). All'occhio dell'esperto qualsiasi operazione diventa semplice e per questo gli studi di usabilità vengono condotti all'interno di lab isolati usando cavie che non sono familiari con il prodotto esaminato; per lo stesso motivo il commento di gente alle prime armi o alquanto digiuna di informatica è da considerare prezioso. Gridare "al ritardato" o RTFM (dov'è il manuale del tostapane?) non porta da nessuna parte. Vogliamo scommettere? Poor Mossberg...

-quack

_______________________

 [1] Questa finestra di dialogo sarebbe di per sé molto ironica se si prende in considerazione una delle tante bufale su Vista che afferma che il nuovo sistema operativo voglia avere un controllo su quale software possa girare.

[2] In realtà, data l'architettura delle distro, si dovrebbe parlare al plurale. Il codec MP3 che si scarica cliccando OK - a differenza di altre piattaforme - non sembra essere "compatibile" con tutte le applicazioni multimediali per Ubuntu (esempio concreto: Amarok non funziona con il codec MP3 di default)

[3] Inutile dire quanto sia stata aspramente criticato - soprattutto da nulla facenti - l'affermazione stessa nonostante l'opinione di Miguel sia basata sull'esperienza pratica di Novell nel cercare di implementare entrambe le specifiche. Per avere un'opinione altrettanto qualificata bisognerebbe prima scrivere migliaia e migliaia di righe di codice (leggi: esperienza necessaria per giudicare), in seguito osservare l'implementazione di entrambi gli standard ed infine dire la propria. Dubito qualcuno dei detrattori sia così qualificato.

Pubblicato lunedì 17 settembre 2007 alle 3:34 PM - 23 commenti so far
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