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Herpes

Finalmente si può comprare una XBox senza Herpes (riferimento alla vignetta spettacolare).

Ovviamente, come è successo persino quando Microsoft ha dichiarato che rimuoveva il DRM restrittivo dalla nuova, qualcuno ci spiega che in realtà accontentando i clienti MS non stia facendo loro un favore perché l’abbiamo già sentito in passato: un certo tipo di DRM è il futuro, il nuovo start screen è il futuro, un bundle che viene mandato giù per la gola è il futuro, ecc. ecc. ecc.

Il ragionamento (sbagliato) è questo: siccome i developer Xbox One sanno che Kinect è ubiqua, ci saranno più giochi che la supporteranno e meglio.

Come se “l’adattabilità” di un gioco alla Kinect fosse un dettaglio estremamente secondario.

Poi ci sono altri aspetti che rendono la faccenda molto triste, come ad esempio il fatto che per l’ennesima volta MS ha bisogno del feedback dei suoi clienti per capire che sta facendo una cazzata. Fossi membro della board sarei molto preoccupato di questo aspetto ovvero del fatto che una azienda è così scollegata dalle esigenze dei propri clienti da richiedere continue e costose correzioni di rotta.

Spero che il nuovo CEO metta la nave in rotta. Trattandosi di un Titanic un certo tipo di latenza è persino prevista. Però mi sembra che i tempi siano maturi per notare le prime correzioni importanti.

-quack

Pubblicato mercoledì 14 maggio 2014 alle 7:20 PM - 15 commenti so far
Archiviato in: Microsoft, Cazzate, Vignette

Too. Late.

Su segnalazione di Floo, Paul Thurrot ha due parole per Windows 8.2:

Maybe it's time for Windows 8.2. And I have a two-word recommendation for Microsoft for that release: "Start. Menu."

Le mie parole sono invece come da titolo.

Perché se non ci si rende conto che lo scopo primario di un PC è di attaccarlo al ‘device fantastico di prossima generazione’, Windows morirà molto in fretta (altra notizia di oggi: Microsoft ha smesso di vendere Windows 7; se me l’avessero detto ieri sarei passato al Company Store a prendere un paio di licenze…). Infatti questi ‘device fantastici di prossima generazione’ hanno driver per Linux…

La cosa buffa è che i soliti ‘giornalisti visionari’ che tanto mi piacerebbe vedere se scrivessero codice cosa combinerebbero, nel commentare la notizia del fatto che alcune app hanno cominciato a installare bitcoin miners (tempo fa si usava farlo con lo spyware), si auguravano la morte più veloce possibile del desktop. Utenti ed utonti tutti ad usare mirabolanti applicazioni 30” per cose semplici come può essere il calcolo del codice fiscale…

Credo che Windows deve al più presto tornare a fare Windows. Nessuno si sogna di collegare uno di questi device ad un telefono (guarda caso grazie al kernel di WP8 si può tecnicamente pure fare!) eppure questo è quello che MS vorrebbe venderci con Windows uno e trino.

Lo Start Menu ora non basta.

-quack

P.S. non sono un fan di bitcoin, l’esempio è puramente incidentale…

Pubblicato venerdì 6 dicembre 2013 alle 7:11 PM - 22 commenti so far
Archiviato in: Microsoft, Windows

OS/2

In questi giorni ho visto spesso menzionare il glorioso OS scritto a quattro mani (e poi due) tra Microsoft e IBM. L’articolo più interessante è apparso su Ars Technica dal titolo “Half an operating system: The triumph and tragedy of OS/2”.

Il post è un interessante spunto per riflettere sul modo sbagliato per soppiantare un ecosistema esistente da zero.

In linea generale:

  • IBM era internamente combattuta tra paura di perdere il mercato dei mainframe e voglia di lanciare un prodotto che sterminasse la concorrenza dei cloni. Tirarono fuori un ibrido scegliendo l’Intel 80286, processore nato praticamente morto. Il supporto all’80386 arrivò parecchio tardi
  • un sacco di errori macroscopici (tipo sfangulare Microsoft prima ancora di avere un concorrente decente a Windows 95); leggasi questo famoso post di Gordon Letwin in comp.os.ms-windows.misc
  • cazzate a livello tecnico di tipo stratosferico (esempio: Synchronous Input Queue; anche chi lavorava per IBM sapeva che questa era una debolezza di OS/2 nei confronti di Windows)

Windows 95, aldilà dell’interfaccia “innovativa”, aveva il vantaggio di poter supportare un passaggio graduale di applicazioni. Bastava cambiare un flag di compilazione e potevi accedere a 32 bit di indirizzamento (cosa che con OS/2 e la modalità Windows-Compatibile non offriva): chi si sbatteva come me per dover processare dati che non entravano in segmenti da 64KB la sentiva come un’enorme liberazione.

L’articolo si conclude con un parallelo tra l’IBM di allora e la MS di oggi con una piccola nota consolatoria:

However, there is one difference that separates Microsoft from most legacy companies: the company doesn’t give up.

Io, pessimista nato, guardo al lato peggiore di questa qualità: ovvero l’incapacità di abbandonare una direzione sbagliata porta solo più velocemente al baratro.

-quack

Pubblicato mercoledì 27 novembre 2013 alle 7:14 PM - 5 commenti so far
Archiviato in: Microsoft

Chromecasting

Ho comprato un Chromecast per un motivo semplice: abbiamo traslocato da pochissimo, il mediacenter è ancora nella scatola, la casa non è cablata propriamente e cercavo una soluzione pratica che permettesse l’utilizzo, per lo meno temporaneo, di Netflix su uno schermo decente.

All’inizio ero scettico, ma poi mi son convinto anche a causa del prezzo dell’aggeggio estremamente contenuto: ho pensato che nel caso peggiore una volta cablata la casa e messo in moto il mediacenter, il chromecast finirà per pilotare un televisore in camera da letto (incluso con la casa). Qualche anno fa avrei pensato a piazzare un mediacenter extender, ma MS ha deciso che mediacenter deve morire e ha cominciato la strage degli innocenti proprio dagli extender.

Poi ho scoperto che Chromecast è più di un ricevitore stupido di stream: è un vero e proprio full client Netflix/Hulu/Youtube/ecc. Significa che la sorgente dello stream non è il PC/tablet/telefono, d’ora in poi PTT, ma che una volta che il PTT invia al Chromecast tutti i dati dello stream da visualizzare, lo streaming avviene direttamente via wi-fi! Cioè il PTT può essere anche spento, ovvero il PTT prende il posto del vecchio fidato telecomando, con tutte le migliorie del caso. Fai il browsing del video da vedere comodamente sul PTT e quando è pronto lo invii al televisore. A me questa cosa pare una figata e a prova di bambino: testato con successo!!

Il numero di client/app Chromecast è piuttosto esiguo ma considerando che una app Chromecast è piccola in quanto deve fare solo due cose, autenticazione e streaming, mi aspetto che almeno nel mercato americano il numero crescerà molto rapidamente.

Da citare, per inciso, un tentativo molto spiacevole di sopperire alla situazione utilizzando la porta HDMI del mio tablet Windows 8.1: speravo che fosse Plug&Play, cavolo nel 2013 P&P è più di una aspettativa. Ma ho ottenuto solo schermate monche o completamente decentrate verso l’angolo in basso a destra.

Detto questo: io l’ecosistema Google lo odio (emotivamente). Ma dal punto di vista pratico Google si sta muovendo nella giusta direzione e a velocità sostenuta. MS giusto ieri annunciava l’ennesima tecnologia degna del secolo scorso. Che tristezza.

-quack

Pubblicato giovedì 14 novembre 2013 alle 6:50 PM - 1 commento so far
Archiviato in: Microsoft, Google, Hardware

Lo stack ranking è morto, viva lo stack ranking

L’odiosa pratica di distribuire lodi e compensi secondo una rigida curva statistica è stata finalmente abolita.

Pensare che fino a ieri, nel senso letterale del significato di ‘ieri’, c’era chi diceva che è impossibile avere un budget per salari e bonus senza avere necessariamente una curva di distribuzione da forzare giù a colpi di martello. E chi, come me, sosteneva che il budget deve essere dato in totale discrezione al manager e quest’ultimo può distribuirlo come crede, compreso in parti perfettamente uguali a tutti i sottoposti.

C’era chi fino a ieri faceva l’esempio che anche in una mano c’è il medio e il mignolo (deve essere un esempio classico che fanno in questi meeting per formare i manager automi). E chi come me contestava il fatto che sì, tutti (o quasi) abbiamo un mignolo, ma che le proporzioni tra le dita della mano non sono le stesse e questo ha fatto la fortuna di chi vende guanti elastici.

Implementazione del nuovo processo a parte le parole di Lisa Brummel non lasciano alcun dubbio:

No more curve. […] Managers and leaders will have flexibility to allocate rewards in the manner that best reflects the performance of their teams and individuals, as long as they stay within their compensation budget.

Ci hanno messo del tempo ma alla fine si sono accorti che in assenza di una metrica applicabile in maniera globale e imparziale, lo stack ranking è stata un’idea del piffero.

Insomma, avevo ragione io.

-quack

Pubblicato martedì 12 novembre 2013 alle 11:24 PM - 3 commenti so far
Archiviato in: Microsoft