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Ctrl + Alt + Del

È notizia recente il ripudio di Bill G. per la combinazione di tasti più famosa del mondo.

ctrl + alt + del

La combinazione di tasti, pensata come uno scherzo di pessimo gusto, fu creata da David Bradley (vedasi) in preda alla noia.

Però i paranoici come me apprezzano il buon uso fatto da Windows, soprattutto nella linea NT. Infatti sepolto nei meandri del registry c’è un setting che forza la richiesta del “3 finger salute” (3FS) in presenza di elevazione. Essendo una combinazione intercettata a livello di sistema, in assenza di rootkit aiuta a prevenire attacchi di tipo spoofing. Un utente malevolo potrebbe infatti lanciare una app a schermo intero che simula la schermata di login e intercettare la password.

Ecco, non c’era bisogno di scusarsi solo per il fatto che, nel passato remoto del DOS e le interfacce a caratteri, la pressione dei tre tasti era legata al fatto che qualche app si congelasse.

Bill in questo è stato galantuomo.

-quack

Pubblicato venerdì 27 settembre 2013 alle 8:25 PM - 1 commento so far
Archiviato in: Microsoft

Coma farmacologico

Tempo fa qualcuno osò a sproposito parlare di irrilevanza di Microsoft nell’IT facendo l’esempio del Mac.

Ieri leggevo If Steve Ballmer ran Apple.

See, if Steve Ballmer were the CEO, Apple would make more money, but they would slowly but surely become irrelevant. Just like Microsoft.

Già nel 2007 parlando di Microsoft si usava la parola irrilevante. Però in quel caso si dimenticava che il Web 2.0 era una destinazione e Microsoft continuava ad avere un controllo assoluto del punto di partenza, il client.

Da allora qualcosa è cambiato. Microsoft ha chiaramente perso il controllo del client, nelle mani di iOS e Android. Ovviamente ci sarà chi difende Windows Phone/RT/Blue fino alla morte (già il fatto che debba elencare tre prodotti diversi ma teoricamente uguali è ridicolo). Ma quando si parlava di dominio Windows a conti fatti si guardava ad un solo numero: la percentuale di market share. Ci sarà sempre qualcuno che pensa che Linux non fa cagare e va benissimo così anche se non si collega all’ultima stampante Canon, ma questo non è il punto.

Mala tempora currunt.

-quack

Pubblicato lunedì 26 agosto 2013 alle 7:17 PM - 3 commenti so far
Archiviato in: Microsoft

Win8 vs Vista

Dicono che, leggendo tra le righe di questo articolo, si possa intravedere un sottotesto che dice che Win8 è il nuovo Vista (occhio: articolo scritto da quello schizofrenico di Paul Thurrott, che un giorno ci dice che siamo una massa di caproni incapaci di capire che Win8 è il futoro ed il giorno dopo che Win8 è un fiasco).

La butto lì: Windows 8 è molto peggio di Vista.

  1. tra le qualità più discutibili di Vista c’era l’introduzione dell’UAC, un male necessario.
  2. tra le qualità più incomprese di Vista c’era il supporto dell’HDCP. C’era gente attivissima nel denigrare, dall’alto del proprio Mac che il supporto HDCP l’aveva introdotto di nascosto, il DRM come il prossimo pianoforte appeso sulle nostre teste alla stregua di una spada di Damocle. Siamo tutti ancora vivi, no?
  3. tra i problemi più imbarazzanti di Vista c’era lo scetticismo innaturale degli OEM che hanno cominciato a supportare l’OS con driver decenti solo con l’SP1
  4. Microsoft ha poi pensato di alleggerire il tutto con qualche debacle.

Nessuna di queste cose ha chiesto grosse manovre correttive, Windows 7 è semplicemente arrivato al momento giusto sfruttando, a tratti ingiustamente, un po’ di gloria rubata a Vista (per altri versi migliorie ce ne sono pure state).

Ma l’argomento più convincente è: MS Windows 7 non ce l’ha mica regalato. Sarà una differenza da poco?

-quack

Pubblicato martedì 9 luglio 2013 alle 6:41 PM - 23 commenti so far
Archiviato in: Microsoft, Windows

Troubleshooting Sunday

Data la mia venerabile età, ho la necessità di “prendere appunti per il futuro” riguardo un paio di faccende che hanno a che vedere l’ingresso dell’Iconia W510 nella paperopoli digitale.

  1. il servizio CIFS di Solaris è case sensitive anche per gli user name. Ergo tentare di loggarsi come Pippo anziché pippo porterà a risposte di tipo access denied. Per la prima volta ho usato la maiuscola nello username e spero quindi anche per l’ultima. Per sicurezza ho zappato e ricreato l’utente.
  2. era da tempo che non riuscivo ad installare driver aggiuntivi per la mia stampante (ovvero x86 sul server x64). Mi beccavo l’errore “driver not found”. L’arcano è spiegato in questo post. In breve, siccome i driver al gusto x64 sono arrivati via Windows Update, il nome della stampante non corrispondeva al 100% con il nome nel file .INF (ovvero “Canon Inkjet MP610 series” vs. “Canon MP610 series Printer”). Ho dovuto aggiungerci “Inkjet” e rimuovere “Printer” et voilà driver riconosciuti e propagati sull’Iconia

Mentre per la seconda me la son cavata con un po’ Kuggle (la famosa combinazione K-lo + Google), per la prima son dovuto scendere a patti con wireshark e augurarmi di non aver avuto traveggole. Or bene, mi sento così positivo da voler tentare di investigare anche su un messaggio di orrore in Solaris che suona qualcosa come “IPC only”. Non ne uscirò vivo, so già.

-quack

Pubblicato lunedì 8 luglio 2013 alle 7:55 AM - 1 commento so far
Archiviato in: Microsoft, Software

IR Blasting

C’era una volta il TiVò versione 1.0, ma per capire meglio la questione devo spiegare come funziona, in grossa parte del territorio ammerigano, la TV via cavo.

IR Blast

In origine era tutta analogica e praticamente in chiaro. Poi sono arrivati i canali “plus” criptati alla meno peggio (il video era un’immagine in negativo) e ci si comprava un affarino da pochi dollari che faceva la decriptazione.

Poi sono arrivati i canali digitali, quello che in Italia si chiama digitale terrestre. L’unica differenza è che il segnale viene distribuito via cavo anziché via etere, ma pressapoco il resto è uguale. Per guardare la TV c’era bisogno della box (il sintonizzatore) che aveva l’output analogico e non criptato. La TV è diventata praticamente un monitor di bassa qualità “sintonizzata” (e in realtà senza dover sintonizzare più niente) sull’ingresso ausiliario, quello per intenderci usato da VCR e console.

Per cambiare canale bisognava usare il telecomando del sintonizzatore ed ogni provider aveva il suo. Al tempo stesso i canali venivano distribuiti molto spesso in entrambe le versioni: analogiche e digitali.

Il TiVò era un videoregistratore avanzatissimo, capace di sintonizzare i canali analogici come i VCR tradizionali. Ma supportava anche i canali digitali, attraverso la tecnica dell’emulazione del telecomando: quando doveva cambiare canale, tramite un diodo emitter all’IR, simulava la sequenza di impulsi proveniente dal telecomando. Una tecnica abbastanza smart ma con le seguenti limitazioni:

  1. era necessario costruire un database contenente tutte le possibili configurazioni delle sequenze IR usate dai sintonizzatori digitali
  2. bisognava lasciare all’utente la responsabilità che scegliesse l’emulazione corretta affinché il cambio dei canali avvenisse in maniera corretta
  3. last but not least, si era in balia di un meccanismo intrinsecamente senza feedback. Una volta inviato il comando, non c’era nessun modo affidabile per capire se il comando fosse stato ricevuto con successo

Delle tre, l’ultima è una limitazione insormontabile. Sulla rete giravano informazioni su come aumentare l’affidabilità, ma c’era anche l’eco delle urla di chi si ritrovava abbastanza spesso con la registrazione del canale sbagliato. Magari uno spezzone di predicatore americano al posto di CSI:Miami, non proprio uno scambio decente.

I produttori di sintonizzatori, Motorola in primis, decisero di introdurre una porta firewire che fosse bidirezionale. Quando andava male ed il canale era criptato, poteva essere usata almeno per comandare il cambio di canale. Quando andava bene vi ci usciva segnale televisivo in alta qualità digitale.

Nel mondo mediacenter MS cominciarono a fiorire plugin che permettessero l’uso di questo espediente e la vita torno a sorridere. Ma non bastava.

Su pressione di chi come MS pensava si potesse offrire un servizio migliore, cominciarono a spingere i provider ad adottare uno standard “aperto” che permettesse, fatto salve certe condizioni a contorno (HDCP), di usufruire in maniera “nativa” del segnale TV limitando il compito dei provider a quello di fornitori di bit anziché spacciatori di HW di bassissima qualità (uno scatolotto Motorola con il semplice compito di sintonizzare/decriptare occupava un volume molto più grande dei più grandi lettori DVD dell’epoca). Nacque CableCard, ovvero il modello GSM/SIM ma in versione più “paranoica”. Questo accadde più di un lustro fa.

Poi ci sarebbe la questione digitale satellitare, ma più o meno ricalca in maniera parallela quanto detto sopra, semplicemente anticipandone i tempi.

21 Maggio 2013: viene presentata la nuova XBOX. Qualcuno, come me, si aspetteva seriamente la possibilità di un accessorio CableCard; non dico integrato nel sistema in quanto non è uno standard “universale”, ma almeno con lo status di accessorio. Ovvero un sintonizzatore (DT, satellitare o checchessia) che “parli” con la console e svolga i due compiti di cui sopra, sintonizzare e decriptare; magari con uno standard semi-aperto in modo che chiunque, pagando licenza, potesse sviluppare il proprio per il paese di destinazione. Invece no, hanno reinvetato il passthrough (seppur HDMI) e l’IR blasting! Eppure la console avrebbe, con i suoi diversi modi di consumo, tutte le carte in regola per soppiantare l’obsolescente Mediacenter.

Ma come ci si fa a fidare ancora di questi signori?

-quack

Pubblicato giovedì 23 maggio 2013 alle 6:50 PM - 14 commenti so far
Archiviato in: Microsoft, Cazzate