L’isola deserta

Se dovessi mai naufragare su un’isola deserta e dovessi avere la ‘fortuna’ di poter ascoltare solo un album, tra tutti quelli che ho mai ascoltato, sceglierei indubbiamente questo.

MCMXC

Se non l’avete mai ascoltato, fatelo oggi a patto di farlo con le cuffiette adatte (Sony MDR-EX90LP, decisamente il miglior rapporto prezzo prestazioni per questo tipo di musica). Ne ho comprate tre copie: due CD smarriti, l’intero album via Amazon; è secondo me la migliore musica per lavorare e pompare meta-codice come dannati.

-quack

Pubblicato mercoledì 22 agosto 2012 alle 6:41 PM - 9 commenti so far
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Racing the beam

Ho sempre considerate l’Atari 2600 un oggetto di culto vero e proprio. A leggerne le specifiche si rischia di sentire veri e propri brividi scorrere lungo la schiena, soprattutto se ci si mette nei panni di chi ha scritto videogiochi per la piattaforma.230-7[1]

Innanzitutto girava su 6507, una versione “tagliata” del 6502 a cui erano state decurtate 3 linee dall’address bus (quindi si potevano indirizzare solo 8K in tutto) e la completa assenza di interrupt. In tutto c’erano solo 128 byte a disposizione di RAM, tutto il resto era solo ROM e tral’altro dominava l’assenza di frame buffer. Il videogioco gestiva la schermata video direttamente a schermo pilotando il pennello elettronico linea per linea.

Ciononostante, dei signori programmatori, ci hanno regalato dei capolavori come Pitfall!.

La storia interessante è contenuta in un libro intitolato “Racing the beam” e pubblicato da MIT Press. Dopo aver dedicato un paio di dozzine di minuti al libro mi son sentito molto più rincuorato in versione pascolatore di bit. Solo trentanni fa la dimensione di una challenge era di qualche ordine di grandezza diversa.

Il libro è ovviamente caldissimamente consigliato.

-quack

Pubblicato venerdì 11 novembre 2011 alle 10:11 PM - 9 commenti so far
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Letture interessanti–Maggio 2011

Questi giorni, anzi queste notti, sto leggendo il libro di Paul Allen intitolato Idea Man: A memoir by the Cofounder of Microsoft.

Non l’ho ancora finito e già mi è venuta nostalgia di Paul, dei tempi in cui la capitalizzazione era quella dell’azienda più grande del mondo, in cui il sorpasso ad IBM era una questione di quando (oggi è vero il contrario). Si parla ovviamente anche di Ballmer, del fatto che durante i meeting quando Bill Gates ancora era presente venisse spesso smerdato contraddetto pubblicamente, ecc. Confermando quanto avessi immaginato sui retroscena dei vari avvicendamenti e sulla domanda del secolo: qualcuno avrà il panettone 2011 o si accontenterà della colomba pasquale?

Altro libro interessante è Drive, riassunto in un video cartoon in maniera molto efficace. L’ho comprato ma non l’ho ancora sfogliato, la teoria sembra molto interessante.

Drive, the surprising truth about what motivates us

Sempre sull’argomento tecnologico, un articolo di Fortune intitolato Inside Apple in vendita separatamente anche per Kindle.

Last but not least: ho sfogliato un libro scritto da un lettore appassionato di questo blog (no, non è una marchetta). Si chiama “VI + 1 = Seven” ed è dedicato a Windows 7. L’ho trovato abbastanza completo ed è il seguito del volume “Il Futuro è in Vista” disponibile su Lulu. A cinque anni e passa dal rilascio ritengo, e condivido con Francesco, che Vista sia stata una pietra miliare, danneggiato solo da una sfortunata serie di coincidenze (a proposito, le varie cornacchie di cosa si occupano al giorno d’oggi?). Anche questo testo consigliatissimo.

-quack

Pubblicato mercoledì 18 maggio 2011 alle 6:59 PM - 7 commenti so far
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HD7 e WP7: il buono, il brutto e il cattivo

Recensione “ufficiale” del telefono, partendo dal verdetto finale: troppi difetti di gioventù, se quelle teste di cippa lippa del team di sviluppo avessero fatto provare il dispositivo a qualche vetusto di smartphone come me, molti di questi difetti non sarebbero neanche esistiti.

Il buono:

  1. Lo schermo. Sarà che sto invecchiando, ma anche se ci vedo bene la grandezza sembra “giusta”. La qualità del touchscreen mi sembra superiore, nonostante la pellicola di protezione, a quella del Nexus One. Forse la pellicola è l’unico accessorio decente venduto a corredo nei negozi T-Mobile. Uno schermo grande vuol dire anche una tastiera virtuale più grande e quindi migliore digitazione
  2. L’interfaccia. Non parlo di bellezza ma di praticità. Ad una settimana mi sembra se non migliore per lo meno alla pari
  3. Zune software: il pensiero che ci voglia una applicazione per fare l’upload delle canzoni mi fa venire il mal di pancia. Però devo dire che Zune Software è un ottimo digestivo: avevo avuto qualche noia con un filmato pescato in rete (non per piratare ma mi serviva Biancaneve in italiano); Zune non ha riconosciuto il codec (GSpot riporta DIVX3) e si è rifiutato di farne l’upload; il Nexus One si beve tutto ma alla fine il filmato non si vede. Tra i due approcci insomma, meglio quello guidato soprattutto visto che, a differenza di iTunes, il telefono è utilizzabile out-of-the box senza problemi, audio/video a parte.HTC-HD7-from-T-Mobile-1-e1286806131609[1]
  4. Wi-Fi Sync. Se si collega il telefono all’alimentatore e si è in presenza di una Wi-Fi casalinga, dal punto di vista del PC risulta collegato come se fosse in USB, con lo stesso segnale audio tipico di quando si inserisce una pennetta USB. Non ho ancora esplorato tutte le possibilità ma me gusta mucho
  5. Zune Pass. Non sono abbonato, probabilmente non mi interessa ma mi fa piacere che l’optional esiste
  6. Integrazione con XBOX Live: sono un utente XBOX live, ci giocavo a Fifa 20xx. Fatta bene
  7. Facebook: piacevole anche se passibile di miglioramenti
  8. Il pulsante dedicato per le foto. Torna utile per scatti semi-improvvisati.
  9. La radio Fm, ora posso tornare in palestra…. (se!)
  10. Il piccolo cavalletto, davvero una genialata.
  11. Sapere che posso scrivere applicazioni .Net/XNA mi fa godere come un riccio anche se non ne scriverò mai una
  12. L’integrazione con Exchange: perfetta, perfetta, perfetta. Solo questo vale il “prezzo” della piattaforma. Tutti i miei colleghi con iPhone sono ultrafelici per come tutti gli scenari end-to-end siano stati “inchiodati” al primo colpo
  13. Metro: la qualità visiva è sorprendente. Il rapporto tra la grandezza dei font, gli elementi della UI e il layout è da 10 e lode. In questo Android è molto indietro
  14. Overall Experience: curata meglio di Android nonostante qualche feature in meno. Meno frammentazione, più guidelines = risultati superiori alla media
  15. Netflix: adesso che finalmente si son decisi a proporre un piano streaming only sapere di poter guardare qualche episodio/film durante qualche attesa noiosa mi alletta parecchio

Il brutto

  1. Non c’è la meravigliosa possibilità di poter cambiare al volo la lingua della tastiera virtuale e dell’annesso dizionario. Questo diventa insopportabile visto il punto successivo
  2. Il sistema dei suggerimenti è molto anni novanta. In Android la parola “sbagliata” è comunque la prima scelta possibile, quindi anche se la tastiera fosse impostata sul linguaggio sbagliato, il dolore è davvero minimo. In WP7 alcuni suggerimenti vengono automaticamente accettati. Siccome tendo a guardare la tastiera mentre scrivo e mi aspetto che se ci azzecco non devo correggere, quando lo sguardo volge a quello che è stato effettivamente scritto rabbrividisco
  3. Tastiera: mi sarebbe piaciuto un feedback tattile
  4. Client Twitter: decisamente non ci siamo. Quasi al livello di “cattivo”
  5. Assenza di power widget e in generale un sistema di notifica su cosa sia attivo: con Android è facilissimo attivare/disattivare/monitorare tutti i circuiti radio. Non ho capito infatti perché un paio di volte il blutooth si è spento.
  6. L’algoritmo di messa a fuoco: peggio della Coolpix che è scritto da tabaccai
  7. La mancanza di un sistema sostitutivo al copia ed incolla. Mi sarebbe piaciuto ad esempio un qualcosa che da una mail crei un contatto completo. Il sistema riconosce i numeri di telefono, perché non fare un piccolo sforzo
  8. Durata della batteria: sicuramente legata alla grandezza dello schermo. Non ci siamo
  9. Avrei adorato se ci fosse stata la possibilità di avere una applicazione GPS vera e propria. C’è TeleNav ma è ad abbonamento mensile/giornaliero ed il prezzo davvero non giustifica il navigatore casual come me.
  10. Il costo delle applicazioni è verso l’altro a differenza di Android. Spero che la qualità giustifichi
  11. La prima versione del market andrebbe bocciata: non ci sono suggerimenti, le ricerche sembrano funzionare solo sul nome e vengono automaticamente estese al mondo audio/video. Impossibile poi trovare qualcosa se lo spelling non è corretto al 100%: cercavo un client foursquare ma ho trovato solo canzoni. Quasi “cattivo”, si salva solo in virtù del fatto che le applicazioni sono poche e si trovano comunque in fretta.

Il cattivo

  1. Il browser è perverso. Sinceramente imbarazzante. Perché non posso digitare l’indirizzo o aprire i preferiti in modalità landscape che mi permette una goduriosa tastiera virtuale extralarge?? Qualitativamente non arriva neanche alla sufficienza per quanto è penoso. Spero che sia la prima cosa a cui mettano mani nel prossimo upgrade vociferato per Gennaio

Il pessimo

  1. Per far riconoscere il dispositivo correttamente sempre più spesso sono costretto a riavviarlo. Ovvero il telefono prende a caricarsi ma niente connessione USB.

Tutto sommato il telefono è usabile nonostante i difetti di gioventù. Le pecche non sono “bachi” veri e propri come lo schifo di stack blutooth di Android, sono più che altro difetti di design. Dal punto di vista di qualità (come funziona quello che funziona) mi sembra decisamente un passo avanti alla concorrenza.

Tutto quello che in positivo o negativo manca in questa recensione è dovuto a due motivi principali: mi è sfuggito oppure non è rilevante per l’uso che io faccio del telefono.

-quack

Pubblicato sabato 27 novembre 2010 alle 12:26 AM - 100 commenti so far
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My Movies

Disclaimer: i creatori di questa applicazione WorkWare promettono una licenza in regalo per chi fa una recensione. Io però non ho ancora visto niente e comunque la “recensione” la faccio volentieri lo stesso.

Ho un serverozzo che ha ormai due slot da 3.5” liberi; ho un paio di HD impolverati da qualche tera e una prateria di byte disponibili in diminuzione costante ma non tragica. Ho pensato di utilizzare piccole lande di byte per rippare i film più neo-classici della filmografia italiana quando ho scoperto l’esistenza di “my movies”. Un plugin per Windows Media Center e Windows Home Server che permette di gestire la libreria virtuale.

L’applicazione – accoppiata con un WebService favoloso – è una bomba in quanto fa da:

  1. gestione della collezione con tanto di meta-dati (attori, anno di produzione, copertine) sincronizzabili automaticamente con il WS04
  2. plugin per mediacenter che permette di usufruire della libreria senza sbattere tanto la testa. Scorrendo i film per copertina ed avendo accesso a tutte le funzionalità di un DVD virtuale
  3. ripping engine per Windows Home Server; configurato in una certa maniera può automaticamente rippare i dischi ed aggiungerli alla libreria automagicamente
    01 - Music Disc Copier.png

Funzionalità a parte, che sono esattamente quello che uno vorrebbe vedere in un prodotto simile, la fattura dell’applicazione è decente seppur con qualche noia di troppo. Ad esempio, se riconosce un DVD, compare un riquadro sullo schermo del mediacenter (una specie di finestra di dialogo) che richiede l’uso del telecomando per mandarla via. Stessa cosa per l’avviso di un upgrade. Probabilmente da qualche parte c’è l’opzioncina adatta, ma mi aspetterei che di default le finestre di dialogo siano visibili per non più di qualche secondo. Un’altra noia è il modo un po’ arzigogolato con cui si devono “registrare” film non riconosciuti, come è tipico di alcuni DVD prodotti con i piedi (la maggior parte di quelli italiani, diciamolo!).

La nota dolente è la parte dell’upgrade. My Movies infatti ha un database centralizzato basato su SQL che una volta sì e una volta pure viene aggiornato con una nuova versione del client che rende gli altri client incompatibili. Questo significa che se per sbaglio si accetta l’upgrade, lo si deve accettare su tutti gli altri PC, incluso l’Home Server. Poi mi aspetterei che lo schema di un database alla versione 3.passa non debba aver bisogno di essere aggiornato così spesso, ma come Chrome insegna ognuno conta le versioni a modo suo, non c’è nessuna regola scritta.

L’applicazione ha alcune feature di base gratuite ed altre a pagamento sotto forma di punti (in vendita anche in cambio di moneta contante). Ci sono feature da 500 punti, da 1250 punti, ecc. però non sono mutualmente esclusive. Ovvero se compro 500 punti, sblocco tutte le feature che ne richiedono non più di 500. Se ne comprassi altri 500, sbloccherei le feature che ne richiedono mille e così via. Le feature più costose (il ripping automatico) costano in tutto 2500 equivalenti a circa 100$ che non è male. Ma la cosa più interessante è che si può acquistare punti contribuendo all’arricchimento del webservice, ovvero provvedendo i dati per i film non presenti nel loro archivio. Ogni film, in base a cosa si contribuisce, elargisce fino ad una cinquantina di punti.

Il tutto mi ha spinto a scrivere un ripping engine per WHS molto più spartano ma anche molto più efficiente: i particolari seguiranno, è un’altra storia interessante.

Il download e le funzionalità di base, che poi tanto di base non sono, di MyMovies sono completamente gratuite incluso l’uso del webservice, per tanto il consiglio è il solito: accattatavillo!

-quack

Pubblicato giovedì 28 ottobre 2010 alle 12:48 AM - 15 commenti so far
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