Cosa si può fare per trasformare il traffico su un ponte galleggiante di 640 metri da così:

a così:
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Basta introdurre un pedaggio dal costo che va di un minimo di 1.60$ ad un massimo di 5.00$ per singola traversata (0.78 centesimi al metro, probabilmente tra i più cari del mondo). Il tutto per finanziare il nuovo progetto di allargamento dello stesso ponte. Il sistema di pedaggio automatico, tra i più avanzati al mondo, ha richiesto diverse iterazioni e rinvii ma è stato finalmente “battezzato” lo scorso 29 dicembre e compiva ieri il suo primo mese di vita.
La leggenda narra di colleghi in preda alla sindrome di astinenza da traffico che dichiarano di attraversare il ponte ad oltre 100mph (per intenderci altra leggenda narra che colti in fragrante oltre i 90mph ci sia l’arresto).
-quack
P.S. sono totalmente favorevole al sistema di tassazione “a consumo”, solo che per ovvie ragioni le tariffe parrebbero elevate. O si lascia intervenire la legge della domanda e dell’offerta oppure (molto più probabile) si introduce un pedaggio sul ponte cugino e parallelo.
Le Hawaii sono lo stato americano più giovane (21 Agosto 1959)… e si vede!
Gli hawaiiani di Waikiki sono generalmente cafoni. Danno l’impressione che ti stiano per mandare affanciullo per la minima informazione, guai a dare la minima idea di volerli contraddire. Piccola eccezione i camerieri dei ristoranti più allamodé, in media gentili quanto gli equivalenti camerieri da fast-food seattliani.
Il volo di ritorno, che accoglieva una quarantina di anziani fancazzisti diretti a Seattle per vedere la partita di football, è stata un’esperienza vicina ad un incubo.
Hanauma Bay è bellissima, ma il personale ci ha fatto aspettare all’aperto alle due di pomeriggio, nonostante la disponibilità di ampie zone d’ombra, per vedere un noiosissimo documentario storico sintetizzabile in un paio di raccomandazioni: guardate quanto potete, ma evitate di toccare, dar da mangiare, disturbare, spernacchiare la flora e la fauna marina.
![Famous-Hanauma-Bay-Oahu[1] Famous-Hanauma-Bay-Oahu[1]](http://aovestdipaperino.com/blogfiles/2011/09/Windows-Live-Writer/Waikiki-anomaly_EA7C/Famous-Hanauma-Bay-Oahu%5B1%5D_3.jpg)
Per fortuna la spiaggia di Waikiki è sempre spettacolare anche vista dal condo…

…e ottimamente frequentata.

P.S. dimenticavo l’anomalia più grossa: i negozi ABC. A Waikiki ce ne sono 37 nel raggio di un miglio, ma sembrano molti di più. Anche perché ci sono casi in cui tra due punti vendita ABC ce ne sono un paio nascosti sotto false spoglie (Hawaiian Casuals ad esempio)
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Le banche cominciano ad assomigliarsi un po’ in tutto il mondo. La mia è diversa…. è più furba ed ha inventato un escamotage che definire geniale è un voler platealmente minimizzare.
Partiamo dal presupposto che in America, in generale, lo stipendio viene versato due volte al mese. Questo non significa che si guadagna il doppio, ma semplicemente che lo stipendio mensile viene dimezzato e versato sul conto corrente due volte al mese. I giorni prefissati sono il 15 e l’ultimo giorno del mese, qualsiasi esso sia. A differenza dell’Italia, posto in cui il versamento avviene di solito nel giorno 27, in cui le aziende pospongono il pagamento nel caso il 27 cada di weekend, in America il pagamento viene anticipato. Ovvero se il 28 Febbraio cadesse di domenica il pagamento verrebbe versato il giorno 26. L’oscillazione per il pagamento di fine mese è molto più ampia ovviamente di quella di mezzo mese. La prima va dal 26 al 31, la seconda varia solo tra il 13 ed il 15.
La mia banca non ha perso l’occasione per sfruttare una “debolezza intrinseca” di questa convenzione a proprio vantaggio stabilendo come giorno di scadenza dei pagamenti per la carta di credito il 12. Considerando che nella prima quindicina ci sono anche le scadenze di acqua, mutuo, luce, gas ecc. scegliendo il 12 la mia banca si garantisce la più alta probabilità che il cliente non possa coprire il bilancio dovuto della carta di credito in tempo (la questione poi è ancor più complicata grazie al cosiddetto grace period).
Io gente così la assumerei al Ministero delle Entrate per combattere l’evasione fiscale.
-quack
In America le multe automobilistiche si dividono in due categorie:
- Serie A: moving violations; ovvero infrazioni commesse in “movimento” tipo passare con il rosso, non rispettare uno stop et similia.
- Serie B ovvero tutte le altre, tipo parcheggiare dove non si può.
Le prime, oltre a finire sul driving record, sono particolarmente antipatiche in quanto le società assicurative interrogano il database che è semi-pubblico e stabiliscono aumenti e bastonamenti a rinnovo di contratto. La scusa è che se qualcuno non si ferma al rosso è chiaramente molto pericoloso e prono ad incidenti ed altri episodi che possono danneggiare le casse dell’assicurazione. Questo ha senso se il criterio venisse normalizzato in base alla zona di residenza ma questo avviene solo a convenienza dell’azienda assicurativa. Per intenderci: a Chicago chi guida controsenso tagliando la strada ad un auto della polizia rischia al massimo un’ammonizione qualora i poliziotti non siano impegnati in interventi più urgenti tipici di una città calda. A Bellevue-Redmond, ove i poliziotti hanno ben poco da intervenire in furti scippi o rapine, si prende una multa per non essersi completamente fermati ad uno stop o se si cambia corsia senza “segnalare” (accaduto).
La città di Redmond, tra mille polemiche, s’è inventata la categoria A2 installando i micidiali semafori-paparazzi. La multa arriva ovviamente a casa, con tanto di link online per scaricare il video e scoraggiare chi vuole contestarla in sede legale, ma con la dicitura:
This infraction will not [sic] be part of your driving record and will be processed as a parking violation
Ovvero pagate tranquillamente, possibilmente senza fare tante storie e noi all’assicurazione non diciamo un bel niente. Che simpatici!
-quack
L’altro giorno mi è stato recapitato un pacchettino con l’affrancatura insufficiente: la postina ha bussato e mi ha spiegato che mancavano 34cents. Non deve essere stata una visione interessante per lei visto che da malaticcio l’ho accolta in pigiama e per ridurre l’imbarazzo al minimo mi son procurato le monete il più velocemente possibile. Erano 35 centesimi, lei non aveva il resto e le ho detto fa niente.
Il giorno dopo, nella mia cassetta della posta, oltre allo spam ho trovato un bigliettino con un penny attaccato con il nastro adesivo e la dicitura “resto dovuto”.
Mi ha fatto pensare ad un equivalente episodio italico vissuto in prima persona quando la lira era ancora in vigore. Facevo la fila ai conti correnti per pagare chissà quale bolletta, davanti a me una persona nella stessa situazione. Per uno stupido principio delle Poste e Telegrafi di tassare i depositi con cifre dispari (950 o 1050 lire) il signore davanti a me si trovò con l’impossibilità di ricevere 50 lire di resto. Lui scrollò le spalle dicendo fa niente, raccolse le ricevute e andò via. Arrivato il mio turno mi ritrovai con un totale da pagare di 10050 lire: tirai fuori la banconota da 50mila e l’addetta, dopo avermi squadrato a raggi-X, mi rifila il pippone “ma guardi, ma non abbiamo resto, non può andare a cambiare la banconota dal bar?”. Le chiedo se può arrontodare e per poco non si infuria che “i bilanci a fine giornata devono quadrare, che cosa dico al direttore, ecc.”. Le faccio notare che quadrare il bilancio, considerando che aveva incassato 50 lire in più dal cliente precedente, sarebbe stato più facile se avesse arrotondato. Sempre più infuriata e con un body language che indicava che stava per mentirmi mi dice “ma io il signore lo conosco, poi le cinquanta lire gliele restituisco!!”. Strano pensai si erano dati del lei per tutta la conversazione. Onde non perdere la mia limitatissima pazienza mi rivolsi al bar di fianco che gentilmente si apprestò a cambiare le cinquantamila in un taglio più decente.
Sarò cinico ma dubito che quelle cinquanta lire mai furono restituite.
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