L’altro giorno mi è stato recapitato un pacchettino con l’affrancatura insufficiente: la postina ha bussato e mi ha spiegato che mancavano 34cents. Non deve essere stata una visione interessante per lei visto che da malaticcio l’ho accolta in pigiama e per ridurre l’imbarazzo al minimo mi son procurato le monete il più velocemente possibile. Erano 35 centesimi, lei non aveva il resto e le ho detto fa niente.
Il giorno dopo, nella mia cassetta della posta, oltre allo spam ho trovato un bigliettino con un penny attaccato con il nastro adesivo e la dicitura “resto dovuto”.
Mi ha fatto pensare ad un equivalente episodio italico vissuto in prima persona quando la lira era ancora in vigore. Facevo la fila ai conti correnti per pagare chissà quale bolletta, davanti a me una persona nella stessa situazione. Per uno stupido principio delle Poste e Telegrafi di tassare i depositi con cifre dispari (950 o 1050 lire) il signore davanti a me si trovò con l’impossibilità di ricevere 50 lire di resto. Lui scrollò le spalle dicendo fa niente, raccolse le ricevute e andò via. Arrivato il mio turno mi ritrovai con un totale da pagare di 10050 lire: tirai fuori la banconota da 50mila e l’addetta, dopo avermi squadrato a raggi-X, mi rifila il pippone “ma guardi, ma non abbiamo resto, non può andare a cambiare la banconota dal bar?”. Le chiedo se può arrontodare e per poco non si infuria che “i bilanci a fine giornata devono quadrare, che cosa dico al direttore, ecc.”. Le faccio notare che quadrare il bilancio, considerando che aveva incassato 50 lire in più dal cliente precedente, sarebbe stato più facile se avesse arrotondato. Sempre più infuriata e con un body language che indicava che stava per mentirmi mi dice “ma io il signore lo conosco, poi le cinquanta lire gliele restituisco!!”. Strano pensai si erano dati del lei per tutta la conversazione. Onde non perdere la mia limitatissima pazienza mi rivolsi al bar di fianco che gentilmente si apprestò a cambiare le cinquantamila in un taglio più decente.
Sarò cinico ma dubito che quelle cinquanta lire mai furono restituite.
-quack
Oggi la rubrica “Un giorno una città” di Repubblica Viaggi è dedicato a Seattle, definita Grande Mela “slow”, versione a 33 giri della New York a 45rpm.
L’articolo è molto bello, vale la pena leggerlo anche se dovendo spendere solo un giorno in città sceglierei altre destinazioni. Quella che non mancherei assolutamente per niente al mondo è il magggico mercato di Pike Place, immortalato da migliaia e migliaia di scatti a cui vanno aggiunti questi mie personalissimi due:
Sollecito commenti critici positivi e negativi.
-quack
Ogni Sabato, fino al prossimo natale, in un parcheggio di un mall di Redmond un folto gruppo di stallieri di razza si incontra per fare colazione e chiacchierare del più e del meno sugli ultimi modelli di Lamborghini, Ferrari e chi più ne ha più ne metta. L’evento si chiama “Exotics at Redmond Town Center” e Sabato scorso mi son attrezzato con la mia fedele D80 interessato a fotografare qualche dettaglio. Il risultato è l’album qui sotto, godibile in 1024 pixel solo se JavaScript è attivato.
-quack
Breve descrizione sul quantitativo di manodopera necessario in U.S.A. per effettuare alcuni tipi di manutenzione stradale:
Registrazione di un bullone su un ponte
Un camionista per trasportare i coni necessari per proteggere 200 metri di corsia (100m per ogni direzione) più lo spazio davvero necessario (in genere 2m x 2m)
Due aiuto-camionisti per scaricare e piazzare i coni.
Un aiuto-aiuto-camionista per proteggere gli aiuto-camionisti dal traffico e far rallentare le auto in arrivo.
Un camionista per trasportare il tabellone elettrico da piazzare 500 metri prima dei lavori con una scritta “Lavori in corso”.
Un camionista per trasportare gli operai e gli attrezzi.
Un operaio (max. due) per registrare il bullone.
Manutenzione su un palo elettrico nei pressi di un incrocio
Più o meno come nel caso precedente, con l’aggiunta di 2 ausiliari traffico con palette STOP/SLOW per ogni ramo dell’incrocio, ovvero tipicamente 8.
Manutenzione di un semaforo
Come nel caso precedente ma con l’aggiunta di un poliziotto.
-quack
P.S. non sto scherzando/esagerando
Se i poliziotti ammerigani sono tutti un po’ Robocop, quelli di Seattle e dintorni lo sono più di tutti gli altri. Ho già raccontato qualche storiella, ma quello che ho visto oggi ha dell’incredibile.
Antefatto: nella notte c’è stata una vera bufera di vento, non molto intensa ma forte abbastanza da mandare in tilt il semaforo a ridosso della parabolica (vedasi). Quando sono arrivato all’incrocio, a notare l’imprecare di una signora che non ha neanche minimamente pensato di rallentare come di default ad un semaforo spento, avevo pensato che il semaforo fosse rotto solo per la direttrice est-ovest. Oltrepassata la svolta a sinistra mi son reso conto che tutto l’incrocio era spento e avevo pensato di avvertire la polizia, vista l’abbondanza di str*nzi in giro come la signora appena citata. Ero abbastanza indeciso quando mi son accorto che c’era un robocop fermo ad un centinaio di metri dall’incrocio in servizio multa. L’ho accostato lentamente e gli ho notificato di persona la questione. Sono rimasto allucinato quando ha detto “sì, sono qui per questo”.
Ho mentalmente imprecato e abbandonato il luogo del delitto il più velocemente possibile ma senza attirare troppo ancora la sua attenzione.
E pensare che l’area di Bellevue-Redmond in qualche statistica non troppo datata era al terzo posto in tutti gli Stati Uniti per percentuale di furti d’auto.
-quack