Paper, scissors, rock... plastic

Scena accaduta realmente in un parco di Bellevue, ieri primo Settembre (per inciso oggi si celebra il Labour Day, una delle poche vacanze comandate).

Arriva la camionetta dei gelati accompagnata dalla solita musica orribile. Ci mettiamo in fila e mi accorgo di avere nel portafogli, da sempre arido di cash, solo un unico centone capitatomi praticamente per sbaglio e che la sua macchinetta per la plastica è rotta (secondo me una scusa per risparmiare i pochi centesimi a transazione che su micro-transazioni come quelle sono una vera piaga). La signora mi dice di non avere abbastanza resto e allora aspetto in fila. Nel frattempo racconta che gli è stata rifilata in precedenza una banconota da cento dollari falsa e che cento dollari sono il guadagno di una settimana di vendite. Accontentati un po’ di clienti si decide a cambiarci il pezzo però si segna su un diario il numero di serie della mia banconota, il numero della mia patente, il mio numero di telefono (chi debba proteggere me dal falso claim che la mia banconota sia falsa non lo si capisce).

Detto in poche parole: lasciando da parte il fatto che sia un caso quasi eccezionale (cento dollari sono tanti, ma non è neanche tanto raro) oggi, primo Settembre 2013, qui a Bellevue una transazione in contanti richiede ormai più protocollo di una transazione di plastica.

centone

Una prece per il contante.

-quack

P.S. lasciamo stare poi il fatto che se c’è un posto al mondo in cui la percentuale di centoni falsi è il minimo valore assoluto in funzione della posizione geografica è proprio…. Bellevue! Il nonno diceva una volta: se perdete un portafogli vuoto a Bellevue e c’è un documento di identità con l’indirizzo, chi lo trova ve lo restituisce con un po’ di cash pur di non supportare il sospetto che il portafoglio l’abbia svuotato lo stesso trovatore.

Pubblicato lunedì 2 settembre 2013 alle 8:34 PM - 3 commenti so far
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Rice boys

Guidando per le strade di Washingtonia è molto comune imbattersi in personaggi stereotipizzabili, gente che abusando della legalità nel modificare quasi qualsiasi aspetto del proprio veicolo, lo trasforma in qualcosa tra il tamarro ed il ridicolo. Quello che ho notato, confermatomi da un mio amico e collega, è il fatto che le customizzazioni del veicolo riflettono la provenienza geografica del proprietario e divisibili in quattro grosse macro-categorie:

Gli asiatici, i rice boys propriamente detti, prediligono le sportive. Montano alettoni, sostituiscono la marmitta con una più rumorosa al limite della legalità, ne abbassano l’assetto con nuove gomme o sospensioni salvo poi lamentarsi online che il veicolo non ha più la stabilità che aveva come concepita dall’ingegnere che l’ha disegnata.

I sud-americani o messicani impropriamente detti prediligono veicoli commerciali e si limitano ad abbassarne l’assetto ma in maniera più aggressiva dei rice boys. Non è raro vedere dei pickup truck con ruote da formula uno o quasi.

I WASP hardcore comprano di solito SUV o pickup cabinati. Qualcuno ricorda “ritorno al futuro” e l’apprezzamento deciso di McFly per il suo pickup? Fanno l’esatto opposto dei sud-americani: rialzano l’assetto con sospensioni prolungate e ruote da trattore. Che se poi devono rimorchiare qualcosa hanno un adattatore ad ‘L’ per il rimorchio, giuro, visto di persona!

Last but not least, la gioventù americana di colore preferisce auto lunghe per poi dedicarsi a modifiche puramente ornamentali. L’estremizzazione del concetto è la Cadillac visibile nel famoso film “1999: fuga da new york”.

-quack

P.S. il film è godibilissimo.

Pubblicato martedì 14 maggio 2013 alle 12:10 AM - 5 commenti so far
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Economia applicata uan-o-uan

Cosa si può fare per trasformare il traffico su un ponte galleggiante di 640 metri da così:

bridgetraffic

a così:

520vc00241?

Basta introdurre un pedaggio dal costo che va di un minimo di 1.60$ ad un massimo di 5.00$ per singola traversata (0.78 centesimi al metro, probabilmente tra i più cari del mondo). Il tutto per finanziare il nuovo progetto di allargamento dello stesso ponte. Il sistema di pedaggio automatico, tra i più avanzati al mondo, ha richiesto diverse iterazioni e rinvii ma è stato finalmente “battezzato” lo scorso 29 dicembre e compiva ieri il suo primo mese di vita.

La leggenda narra di colleghi in preda alla sindrome di astinenza da traffico che dichiarano di attraversare il ponte ad oltre 100mph (per intenderci altra leggenda narra che colti in fragrante oltre i 90mph ci sia l’arresto).

-quack

P.S. sono totalmente favorevole al sistema di tassazione “a consumo”, solo che per ovvie ragioni le tariffe parrebbero elevate. O si lascia intervenire la legge della domanda e dell’offerta oppure (molto più probabile) si introduce un pedaggio sul ponte cugino e parallelo.

Pubblicato lunedì 30 gennaio 2012 alle 7:11 PM - 7 commenti so far
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Waikiki anomaly

Le Hawaii sono lo stato americano più giovane (21 Agosto 1959)… e si vede!

Gli hawaiiani di Waikiki sono generalmente cafoni. Danno l’impressione che ti stiano per mandare affanciullo per la minima informazione, guai a dare la minima idea di volerli contraddire. Piccola eccezione i camerieri dei ristoranti più allamodé, in media gentili quanto gli equivalenti camerieri da fast-food seattliani.

Il volo di ritorno, che accoglieva una quarantina di anziani fancazzisti diretti a Seattle per vedere la partita di football, è stata un’esperienza vicina ad un incubo.

Hanauma Bay è bellissima, ma il personale ci ha fatto aspettare all’aperto alle due di pomeriggio, nonostante la disponibilità di ampie zone d’ombra, per vedere un noiosissimo documentario storico sintetizzabile in un paio di raccomandazioni: guardate quanto potete, ma evitate di toccare, dar da mangiare, disturbare, spernacchiare la flora e la fauna marina.

Famous-Hanauma-Bay-Oahu[1]

Per fortuna la spiaggia di Waikiki è sempre spettacolare anche vista dal condo…

 DSC_6680

…e ottimamente frequentata.

DSC_6983

P.S. dimenticavo l’anomalia più grossa: i negozi ABC. A Waikiki ce ne sono 37 nel raggio di un miglio, ma sembrano molti di più. Anche perché ci sono casi in cui tra due punti vendita ABC ce ne sono un paio nascosti sotto false spoglie (Hawaiian Casuals ad esempio)

-quack

Pubblicato lunedì 12 settembre 2011 alle 1:58 AM - 18 commenti so far
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Dodici

Le banche cominciano ad assomigliarsi un po’ in tutto il mondo. La mia è diversa…. è più furba ed ha inventato un escamotage che definire geniale è un voler platealmente minimizzare.evil

Partiamo dal presupposto che in America, in generale, lo stipendio viene versato due volte al mese. Questo non significa che si guadagna il doppio, ma semplicemente che lo stipendio mensile viene dimezzato e versato sul conto corrente due volte al mese. I giorni prefissati sono il 15 e l’ultimo giorno del mese, qualsiasi esso sia. A differenza dell’Italia, posto in cui il versamento avviene di solito nel giorno 27, in cui le aziende pospongono il pagamento nel caso il 27 cada di weekend, in America il pagamento viene anticipato. Ovvero se il 28 Febbraio cadesse di domenica il pagamento verrebbe versato il giorno 26. L’oscillazione per il pagamento di fine mese è molto più ampia ovviamente di quella di mezzo mese. La prima va dal 26 al 31, la seconda varia solo tra il 13 ed il 15.

La mia banca non ha perso l’occasione per sfruttare una “debolezza intrinseca” di questa convenzione a proprio vantaggio stabilendo come giorno di scadenza dei pagamenti per la carta di credito il 12. Considerando che nella prima quindicina ci sono anche le scadenze di acqua, mutuo, luce, gas ecc. scegliendo il 12 la mia banca si garantisce la più alta probabilità che il cliente non possa coprire il bilancio dovuto della carta di credito in tempo (la questione poi è ancor più complicata grazie al cosiddetto grace period).

Io gente così la assumerei al Ministero delle Entrate per combattere l’evasione fiscale.

-quack

Pubblicato martedì 14 giugno 2011 alle 7:09 PM - 3 commenti so far
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