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Dodici

Le banche cominciano ad assomigliarsi un po’ in tutto il mondo. La mia è diversa…. è più furba ed ha inventato un escamotage che definire geniale è un voler platealmente minimizzare.evil

Partiamo dal presupposto che in America, in generale, lo stipendio viene versato due volte al mese. Questo non significa che si guadagna il doppio, ma semplicemente che lo stipendio mensile viene dimezzato e versato sul conto corrente due volte al mese. I giorni prefissati sono il 15 e l’ultimo giorno del mese, qualsiasi esso sia. A differenza dell’Italia, posto in cui il versamento avviene di solito nel giorno 27, in cui le aziende pospongono il pagamento nel caso il 27 cada di weekend, in America il pagamento viene anticipato. Ovvero se il 28 Febbraio cadesse di domenica il pagamento verrebbe versato il giorno 26. L’oscillazione per il pagamento di fine mese è molto più ampia ovviamente di quella di mezzo mese. La prima va dal 26 al 31, la seconda varia solo tra il 13 ed il 15.

La mia banca non ha perso l’occasione per sfruttare una “debolezza intrinseca” di questa convenzione a proprio vantaggio stabilendo come giorno di scadenza dei pagamenti per la carta di credito il 12. Considerando che nella prima quindicina ci sono anche le scadenze di acqua, mutuo, luce, gas ecc. scegliendo il 12 la mia banca si garantisce la più alta probabilità che il cliente non possa coprire il bilancio dovuto della carta di credito in tempo (la questione poi è ancor più complicata grazie al cosiddetto grace period).

Io gente così la assumerei al Ministero delle Entrate per combattere l’evasione fiscale.

-quack

Pubblicato martedì 14 giugno 2011 alle 7:09 PM - 3 commenti so far
Archiviato in: Cazzate, Seattle e dintorni

Multe all’Italiana

In America le multe automobilistiche si dividono in due categorie:

  • Serie A: moving violations; ovvero infrazioni commesse in “movimento” tipo passare con il rosso, non rispettare uno stop et similia.
  • Serie B ovvero tutte le altre, tipo parcheggiare dove non si può.

Le prime, oltre a finire sul driving record, sono particolarmente antipatiche in quanto le società assicurative interrogano il database che è semi-pubblico e stabiliscono aumenti e bastonamenti a rinnovo di contratto. La scusa è che se qualcuno non si ferma al rosso è chiaramente molto pericoloso e prono ad incidenti ed altri episodi che possono danneggiare le casse dell’assicurazione. Questo ha senso se il criterio venisse normalizzato in base alla zona di residenza ma questo avviene solo a convenienza dell’azienda assicurativa. Per intenderci: a Chicago chi guida controsenso tagliando la strada ad un auto della polizia rischia al massimo un’ammonizione qualora i poliziotti non siano impegnati in interventi più urgenti tipici di una città calda. A Bellevue-Redmond, ove i poliziotti hanno ben poco da intervenire in furti scippi o rapine, si prende una multa per non essersi completamente fermati ad uno stop o se si cambia corsia senza “segnalare” (accaduto).

Multe all’Italiana

La città di Redmond, tra mille polemiche, s’è inventata la categoria A2 installando i micidiali semafori-paparazzi. La multa arriva ovviamente a casa, con tanto di link online per scaricare il video e scoraggiare chi vuole contestarla in sede legale, ma con la dicitura:

This infraction will not [sic] be part of your driving record and will be processed as a parking violation

Ovvero pagate tranquillamente, possibilmente senza fare tante storie e noi all’assicurazione non diciamo un bel niente. Che simpatici!

-quack

Pubblicato giovedì 9 giugno 2011 alle 7:05 PM - 19 commenti so far
Archiviato in: Seattle e dintorni

Penny wise

L’altro giorno mi è stato recapitato un pacchettino con l’affrancatura insufficiente: la postina ha bussato e mi ha spiegato che mancavano 34cents. Non deve essere stata una visione interessante per lei visto che da malaticcio l’ho accolta in pigiama e per ridurre l’imbarazzo al minimo mi son procurato le monete il più velocemente possibile. Erano 35 centesimi, lei non aveva il resto e le ho detto fa niente.

Il giorno dopo, nella mia cassetta della posta, oltre allo spam ho trovato un bigliettino con un penny attaccato con il nastro adesivo e la dicitura “resto dovuto”.Penny

Mi ha fatto pensare ad un equivalente episodio italico vissuto in prima persona quando la lira era ancora in vigore. Facevo la fila ai conti correnti per pagare chissà quale bolletta, davanti a me una persona nella stessa situazione. Per uno stupido principio delle Poste e Telegrafi di tassare i depositi con cifre dispari (950 o 1050 lire) il signore davanti a me si trovò con l’impossibilità di ricevere 50 lire di resto. Lui scrollò le spalle dicendo fa niente, raccolse le ricevute e andò via. Arrivato il mio turno mi ritrovai con un totale da pagare di 10050 lire: tirai fuori la banconota da 50mila e l’addetta, dopo avermi squadrato a raggi-X, mi rifila il pippone “ma guardi, ma non abbiamo resto, non può andare a cambiare la banconota dal bar?”. Le chiedo se può arrontodare e per poco non si infuria che “i bilanci a fine giornata devono quadrare, che cosa dico al direttore, ecc.”. Le faccio notare che quadrare il bilancio, considerando che aveva incassato 50 lire in più dal cliente precedente, sarebbe stato più facile se avesse arrotondato. Sempre più infuriata e con un body language che indicava che stava per mentirmi mi dice “ma io il signore lo conosco, poi le cinquanta lire gliele restituisco!!”. Strano pensai si erano dati del lei per tutta la conversazione. Onde non perdere la mia limitatissima pazienza mi rivolsi al bar di fianco che gentilmente si apprestò a cambiare le cinquantamila in un taglio più decente.

Sarò cinico ma dubito che quelle cinquanta lire mai furono restituite.

-quack

Pubblicato sabato 29 maggio 2010 alle 7:58 PM - 6 commenti so far
Archiviato in: Seattle e dintorni

Pike Place Market

Oggi la rubrica “Un giorno una città” di Repubblica Viaggi è dedicato a Seattle, definita Grande Mela “slow”, versione a 33 giri della New York a 45rpm.

L’articolo è molto bello, vale la pena leggerlo anche se dovendo spendere solo un giorno in città sceglierei altre destinazioni. Quella che non mancherei assolutamente per niente al mondo è il magggico mercato di Pike Place, immortalato da migliaia e migliaia di scatti a cui vanno aggiunti questi mie personalissimi due:DSC_3426

DSC_3427

Sollecito commenti critici positivi e negativi.

-quack

Pubblicato mercoledì 14 aprile 2010 alle 7:40 PM - 69 commenti so far
Archiviato in: Seattle e dintorni

Animali di razza

Ogni Sabato, fino al prossimo natale, in un parcheggio di un mall di Redmond un folto gruppo di stallieri di razza si incontra per fare colazione e chiacchierare del più e del meno sugli ultimi modelli di Lamborghini, Ferrari e chi più ne ha più ne metta. L’evento si chiama “Exotics at Redmond Town Center” e Sabato scorso mi son attrezzato con la mia fedele D80 interessato a fotografare qualche dettaglio. Il risultato è l’album qui sotto, godibile in 1024 pixel solo se JavaScript è attivato.galleria
-quack

Pubblicato lunedì 8 marzo 2010 alle 8:54 PM - 45 commenti so far
Archiviato in: Seattle e dintorni