Non pensavo mi sarebbe mai capitato di imbattermi in una licenza peggiore di quella GPL3 (*) ma invece...
Parto dal presupposto che una possibile suddivisione del software sia quella di software per sviluppo vs. software per “utenti finali”, ove per software di sviluppo si intende tutta quella caterva di applicazioni che servono a generare altro software.
Il software per “utenti finali” di solito ha licenze normali: nessuno si sognerebbe di non consentire all’utente di un Word Processor di stampare o di salvare i file (eccezione: il software shareware/trialware).
Nel mondo dei programmatori invece esiste il concetto di “licenza per sviluppatore” anziché utente: la differenza è subdola ma in alcuni casi diabolica. Supponiamo che il tool sia un compilatore a riga di comando: se Pinco e Pallino scrivono codice, ma è solo Pallino ad usare il tool per compilare, Pinco potrebbe violare la licenza di [non]-uso. Sembra un paradosso ma mi sono imbattuto in una libreria (which shall remain nameless) “royalties free” ma licenziata “per sviluppatore” e che per sviluppatore si intendeva chiunque modificasse l’applicazione. Alla mia richiesta di delucidazioni su cosa significasse “sviluppatore di applicazione” nel contesto royalties free mi hanno risposto seccati chiedendomi se stessi cercando di circumnavigare la licenza; ho chiarito che non mi interessava circumnavigarla ma capire se fosse possibile che “non-sviluppatori” della mia applicazione potessero scriverne template o plugin o se invece tali interventi facessero figurare gli utenti finali come “sviluppatori della mia applicazione”.
La risposta: il silenzio. Contenti loro…
(l’immagine è rubata da un post a tema di Coding Horror)
-duh
(*) ovviamente il metro di paragone è basato sul mio gusto personale.
Uno dei pensieri che sempre più spesso mi logora è quello del CRASH totale del server. Il sistema di pseudo-raid mi protegge dall’eventuale logorio meccanico di uno degli Hard Disk ma non ho nessuna polizza incendio&furto sul valore affettivo di certe foto o certe riprese video.
Ci sono ottime soluzioni a pagamento per il backup in da cloud ma mi piacciono molto poco in quanto:
- GB e banda hanno costi estremamente irrisori rispetto al p
iù economico backup online - l’idea di avere le mie foto in da cloud non mi rallegra ed oltretutto l’eventuale operazione di restore risulterebbe molto dispendiosa in termini di tempo
Ho cercato in vano a lungo un prodotto che funzionasse in maniera distribuita via p2p o similare ed ho trovato solamente un servizio dal nome evocativo di Crashplan. Pensavo ad una soluzione con un harddisk esterno da collegare al mio PC dell’ufficio ma purtroppo l’applicazione ha seri problemi con il firewall aziendale. Per il resto Crashplan permette il backup p2p criptato e sarebbe stato altresì perfetto.
In questi giorni sto invece ripiegando su una soluzione più “artigianale”: installare un servizio RSync sul server casalingo ed un client su una workstation in ufficio che spari i file sull’HD esterno crittografato con TrueCrypt.
Ora sono nella fase, quella della raccolta dei “componenti”. Pubblicherò i dettagli qualora il mio crash plan dovesse entrare in funzione.
-quack
A dire la verità se ne sentiva davvero la mancanza a furia di sentire sempre
gli stessi ritornelli.
Parlo di quella di WordPress vs. Graffiti che, nonostante imparentata con quella di PHP vs. .Net (come se una guerra fosse davvero possibile[1]), sembra alquanto interessante e ricca di colpi bassi (...I’d rather slit my wrists than use IIS, ASP.NET, or SQL Server, for example...).
L'elenco si allunga.
-quack
[1] la mia opinione è fortemente influenzata dalla relativa facilità di scrivere codice in condizioni impensabili ("
an ORM layer while blindfolded, upside down and with both hands tied behind the back" [cit.])
PS la citazione, proveniente da uno dei meeting di WinFS, merita una storia a parte
A solo pochi giorni dal rantolo di Opera IE8 ha superato il famoso test Acid2: data la mole di lavoro coinvolta credo sia solo una coincidenza.
Il post del team di IE, per quanto autocelebrativo, è illuminante per quanto riguarda i temi degli standard e della compatibilità.
Ne consiglio caldamente la lettura.
-quack
Stanotte mi son svegliato alle 3 per bere un po' d'acqua. Il "ristorante" cinese di ieri e il gelato da coldstone mi causato un improvviso attacco di sete.
Già che c'ero ho acceso il PC e ho cominciato a navigare: sono finito su un blog in cui si parlava di far girare MacOS su un PC con tanto di link ad una crew autrice del misfatto. Curioso come una scimmia ho cliccato ed il sito ha cercato di spararmi un JavaScript malefico intercettato da OneCare. OneCare si è incazzato, ha messo il file in quarantena dopodiché il PC si è inchiodato letteralmente al punto che ho dovuto spegnere di forza.
Quando ho riacceso, curioso come una scimmia, sono andato su OneCare che nel frattempo mi diceva che la mia subscription è scaduta. Ho rinnovato la subscription giusto due mesi fa, qualcosa non va. Vado su http://billing.microsoft.com che oltre a dirmi che ho ancora 400 Microsoft Points da spendermi su XBOX Live mi conferma l'atroce verità:
salvo poi lasciarmi perplesso quando clicco sul link e leggo:
Contatto il supporto commerciale che mi dice che è un baco di cui loro sono a conoscenza e che verrà sistemato al più presto. Rassicurato mi faccio un giro di OneCare che mi dice che ci sono alcuni aggiornamenti importanti che vanno installati. Strano! Ci clicco e scopro che c'è un aggiornamento del driver del bluetooth, che mi pareva desse problemi, e tre aggiornamenti di sicurezza risalenti a 2 mesi fa che dopo innumerevoli tentativi non riescono a installarsi per via dell'errore 800B0100.
Parto con il driver bluetooth, installo riavvio e ops:
(prima)
(dopo)
Ovvero col driver aggiornato manca la voce per attivare e disattivare il dispositivo a volontà. SSR (Santo System Restore) mi viene in soccorso e rimette a posto il driver precedente. Evviva.
Passo al problema degli aggiornamenti di sicurezza. Cercando in giro finisco su un forum in cui si consiglia di scaricare e installare gli aggiornamenti a mano. I primi due filano liscissimi come l'olio, il terzo invece:
Ravanando ancora in giro scopro di aver scaricato la versione sbagliata dell'aggiornamento, ma non ho assolutamente idea di cosa ci fosse di sbagliato visto che si trattava lo stesso di una versione x86. Scarico quella "giusta" e tutto fila a posto. Faccio un giro nell'event viewer prima di coricarmi e vi spulcio:
Neanche l'hardware è perfetto, occorre fare un salto su newegg e comprare un HD di rimpiazzo. Così facendo avrò modo di provare le funzionalità di ripristino di Windows Home Server prima di doverlo fare in condizioni di emergenza. Sono passate le quattro ed è ora di tornare sereni a letto soprattutto dopo aver lasciato un commento spiritoso (?) sul blog di Giovy.
Morale della favola: a volte il software non funziona; la cosa non mi sorprende visto la complessità dei sistemi e tutte le variabili (bacate) in gioco; ma mi consola il fatto che solo qualche anno fa - senza System Restore, event log, Google e la rete - sarei semplicemente rimasto con un palmo di naso.
-quack
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bachi software
Il brevetto ep287578, non so se sia un numero ufficiale ma come titolo fa figo, è quello considerato come il "brevetto base MP3".
Mai più che mai vale il disclaimer quello che segue è farina del mio sacco personale.
La mia microanalisi che segue si basa su una voce wikipedia per un motivo semplice: se wikipedia su questi articoli fosse di parte penderebbe dal lato della "fondazione". Cominciamo dal LAME. In passato è stato detto che il codec LAME è "brevettualmente pulito" in quanto non usa l'implementazione di Fraunhofer. Wikipedia è abbastanza chiara, nonostante l'uso del condizionale:
Like most (if not all) MP3 encoders, LAME may implement technology covered by patents owned by the Fraunhofer Society and other entities. The developers of LAME do not license themselves the technology described by these patents. Distributing compiled binaries of LAME, its libraries, or programs which are derivative works of LAME in countries which recognize those patents, may be considered infringing on the relevant patents.
Il codec LAME potrebbe infrangere il brevetto e gli sviluppatori non ne hanno mai comprato la licenza che lo ricopre. Gli sviluppatori di LAME, ignari su tale infrazione, danno però un consiglio abbastanza chiaro:
they advise obtaining a patent license for any relevant technologies that LAME may implement before including a compiled version of the encoder into a product
In poche parole, se volete compilare e ridistribuire il codec, compratevene una licenza (come hanno fatto quelli di Linspire). Ma perché secondo tali sviluppatori non c'è nessuna infrazione? Semplice. I brevetti sono considerati documenti pubblici e come tali consultabili e - immagino - ripubblicabili liberamente. Probabilmente nessuno mi vieta di prendere un brevetto scritto in Inglese, tradurlo in Ostrogoto, e pubblicarlo sul mio blog. Quello che hanno fatto gli sviluppatori del codec LAME è altrettanto semplice, solo che invece dell'Ostrogoto, è stato scelto un linguaggio di programmazione e la "traduzione" pubblicata sul loro sito. Geniale vero? Per gli increduli, la stessa fonte recita:
The LAME developers state that since their code is only released in source code form, it should only be considered as a description of an MP3 encoder, and thus does not infringe any patent by itself when released as source code only.
Una ulteriore nota: i brevetti - in quanto pubblici - non impediscono assolutamente la libera circolazione della conoscenza come qualche crociato vuole far credere. Chiunque può scegliere un brevetto e implementarselo per uso personale (o compilarsi il codec a piacimento). Quello che non si può fare con i brevetti - e qualcuno mi corregga se sbaglio - è ridistribuire commercialmente prodotti che ne fanno uso nei paesi che riconoscono tali brevetti senza pagare la licenza all'intestatario del brevetto. Ops.
Ora gli sviluppatori di LAME hanno un senso dell'ironia formidabile (al mio paese si userebbe una espressione colorita che coinvolge due parti anatomiche ben distinte): hanno protetto la loro "traduzione" di qualcosa che non gli è mai appartenuto con la licenza LGPL. Per cui Sony, che del brevetto sugli MP3 avrà licenziato milioni e milioni di copie ma ha deciso di usare l'implementazione LAME, è stata chiamata in causa per adempiere agli obblighi della licenza LGPL:
In November, 2005 there were reports that the Extended Copy Protection software included on some SONY Compact Discs includes portions of the LAME library without complying with the terms of the LGPL.
Morale della favola: scherza con i santi brevetti, ma lascia stare i fanti le licenze. Aggiungo: nel frattempo occhio a coloro che si professano "maestri di etica".
-quack
P.S. scusate le eventuali ripetizioni; spero che questo sia il post tombale sulla questione "brevetto MP3" e sul perché penso la scelta di Canonical sia filosoficamente ma anche pragmaticamente sbagliata.
(fonte dell'immagine)
È finalmente stata rilasciata la versione 5.0.2 (o meglio 5.0.5428.1056) del Microsoft Application Compatibility Toolkit, mirata a risolvere alcuni piccoli ostacoli per la customer adoption (pare che il PM nel momento della presentazione delle 10 top feature della nuova versione sia stato interrotto da tre fragorosi applausi prima che arrivasse a parlare della feature numero 4).
Motivo d'orgoglio è anche il fatto che questa versione, come un po' anche la precedente, l'ho shippata da lead visto che - dopo 9 anni - mi hanno quasi convinto a fare il grande passo; e che il codice ora giri su .Net 2.0 anziché 1.1
Se mi capita mi farebbe piacere parlare di qualche dettaglio tecnico interessante che riguarda il C# e l'accesso ai dati o sulle pene del dev-lead (caporale) confrontate con quelle del soldato semplice: roba da geek. Purtroppo sono ancora in arretrato con le conversazioni sul TPM, ma per fortuna ho buone notizie: uno dei libri di bibliografia è in arrivo. Eureka!
-quack
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