Tadà.
Proprio mentre si parlava di mancate notizie sullo sviluppo di Virtual PC la feature a sorpresa che – anche se non fa parte della RC di Windows 7 – era stata pianificata per un annuncio a reti unificate.
Ed era esattamente quello che pensavo alcuni giorni fa (a meno di ulteriori sorprese):
E a proposito di annunci misteriosi: non è da sottovalutare quello che verrà annunciato durante la presentazione ufficiale della RC di Windows 7. Io *penso* di sapere di cosa si tratti ma ovviamente non posso rivelarlo nemmeno sotto tortura.
Il forte indizio è stata una mail che invogliava il nostro team a provare in anteprima Virtual XP (diventato ora ufficialmente Windows XP mode) proprio gli stessi giorni in cui era stato fatto l’annuncio ufficiale. Ne sapevo già abbastanza perché un giorno mentre il mio codice compilava, mi sono rovistato tutte le specifiche ufficiali di Windows 7 e per l’occasione dell’annuncio ho lasciato di stucco un po’ di colleghi colti di sorpresa. C’è da aggiungere che ho visto anche cose…
Cose che sotto tortura ho già dimenticato.
Happy weekend
Visto che non sono più riuscito a vendere il mio “vecchio” DELL ho deciso di fare un bel upgrade della RAM e passarlo alla formichina, in cambio del “vecchissimo” e-machine dotato di Sempron e 1.256 GB che da recidivo proverò inutilmente a vendere al mercatino di Craigslist. Il problema da risolvere era la migrazione dei dati dal vecchio al “nuovo” considerando che il nuovo ha un OS già installato (Vista x86), il vecchio un OS sovraccarico (XP SP2). L’idea era quella di migrare il vecchio PC in una VM che “congelasse” l’installazione attuale (e magari rimuovere un sacco di SW inutile dentro una VM).
Il primo esperimento è stato quello di usare drive snapshot + Virtual PC. Sono riuscito a copiare l’immagine dell’HD in un file VHD, ma ovviamente non era bootabile per via dei driver AGP paleolitici. Ho quindi tentato una sovra-reinstallazione dell’OS, ma qualcosa è andato storto: la VM funzionava, ma non in maniera affidabile come avrei voluto io. Son passati un paio di giorni ed è uscita la nuova versione di Virtual Box, che avevo scartato per via di due grosse pecche della versione precedente: il supporto per le immagini non VDI in tono minore (niente snapshot) ed il fatto che configurare la rete in modalità “full” richiedeva non pochi giri di configurazione passando per l’installazione di un antipatico bridge. La nuova versione, recensita dal buon Enrico, si
stema proprio questi due problemi tra tanti altri miglioramenti ed è diventato de facto il mio VM host preferito. La seconda parte della migrazione, quella della generazione dell’immagine, l’ho effettuata, sul consiglio del solito Enrico, usando il tool di VMWare chiamato VMWare converter che si occupa appunto di fotografare una macchina “fisica” in un’immagine VM.
Anche in questo caso l’immagine non era direttamente bootabile ma la sovrareinstallazione ha praticamente fatto miracoli. A vedere la VM girare sul nuovo laptop ho avuto una piccola sensazione di deja-vu. Mi è venuto in mente il cartone animato Jeeg Robot d’acciaio in cui la coscienza del dottor Shiba viene trasferita in un enorme computer cilindrico.
Tutto è bene quel che finisce bene e – in attesa di vedere quali miglioramenti verranno apportati in Virtual PC 200-che-sarà – non posso assolutamente evitare di consigliare il prodotto di Sun, anch’esso gratuito.
Buona virtualizzazione a tutti
-quack
A casa mia è arrivato finalmente l'agognato momento di passare a Windows Home Server. La mia idea è quella di costruirmi un server from the scratch mettendo insieme un po' di componenti che tra un upgrade e l'altro avevo accumulato.
L'ultimo upgrade in ordine di tempo è stato un combo Intel Core 2 Duo E4500 + scheda madre per pochi spiccioli al posto dell'esistente Pentium D820 e avere finalmente la virtualizzazione hardware anche sul desktop. Ed invece...
...a guardare questa tabella si scopre che non tutti i Core 2 Duo supportano la virtualizzazione. All'inizio - dando un'occhiata ai risultati di questo tool - pensavo fosse solo un problema di BIOS. In realtà per quanto riguarda la virtualizzazione su Core 2 Duo ci vuole almeno un E6xxx. Porca paletta. Così tocca restituire il combo e passare ad uno un po' più evoluto. Per gli scettici questa pagina racconta il guadagno che si ottiene attivandola nelle macchine virtuali: a dare un'occhiata fugace ai numeri si tratterebbe di almeno il 25%. Mica poco.
A fine assemblaggio seguirà un rapporto dettagliato sulla configurazione del server.
-quack
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Virtualizzazione
Come promesso ho fatto la prova di xandros su VirtualPC; la prova della distro di Paperino è semplice: installare la distro e cercare di riprodurre un file MP3. In questo caso devo di che si è trattato dellE provE.
Cominciamo con un sacco di note positive: col DVD allegato alla rivista è possibile installare in modalità VESA o 256 direttamente dal menù di boot. Questo mi ha fatto risparmiare il tempo per scaricare qualche ISO diversa.
Son partito dunque con l'installazione in modalità 256 colori. Il primo glitch, essenzialmente estetico, si può notare nella schermata qui sotto, in cui la parte destra dell'immagine di splash è praticamente tagliata. Dal punto di vista pratico... chissenefrega, l'installazione ha funzionato alla perfezione.
Una delle cose interessanti è il wizard di installazione ben curato. Permette ad esempio di scegliere fra quattro modalità di installazione, l'ultima delle quali è totalmente custom...
...e permette di scegliere cosa installare di default. Probabile che sia possibile farlo anche con Ubuntu, ma il passaggio in Xandros è obbligato e quindi ho dovuto notarlo. Questa è la schermata che mostra le opzioni possibili:
Per il resto l'installazione è proseguita senza altri intoppi. Carina la schermata di gestione degli utenti che permette di creare account anche durante l'installazione. Anche se preferisco l'approccio di Ubuntu con l'amministratore/non-amministratore come in Vista.
Come dicevo quasi tutto è filato liscio, nessun file di testo da configurare per far funzionare grafica e mouse. L'unico componente che non ha funzionato è stato l'audio della scheda Sound Blaster 16 simulata da Virtual PC. Nei vari tentativi di sistemare la questione mi son spostato da casa ad una biblioteca pubblica. Xandros non ha digerito molto bene il cambio di rete e ha cominciato a mandare pacchetti all'impazzata anche dopo aver fatto logoff. Ho disabilitato la scheda di rete ma anche dopo un reboot la schermata si congelava appena dopo il logon mentre carica il desktop (non si muove neanche il mouse). Fine del tentativo numero uno:
Tentativo numero due: stavolta ho eseguito l'installazione in modalità VESA. Lo splash screen era normale e l'installazione è filata liscia anche stavolta. Ancora una volta non sono riuscito a configurare l'audio con la SB16.
Ho tentato queste strade:
- aggiungere il modulo snd-sb16 al file /etc/modules come su Ubuntu e riavviato: l'icona nella tray area della regolazione del volume compare, ma nessun suono. Qualsiasi tentativo di riprodurre un file audio mi da l'errore di cui sotto:
- ho lanciato ALSACONF che ha rilevato la scheda audio e "modificato" a suo dire i file di sistema necessari:
lanciando la riproduzione di un file audio ho beccato lo stesso errore di cui sopra - ho provato a cambiare la gestione del suono scegliendo un'opzione tra queste:
quando mi andava bene beccavo questo errore:
quando andava male il pannello di controllo semplicemente andava in crash:
In entrambi i casi, niente audio comunque.
Morale della favola, l'audio con la SB16 non ne vuole proprio sapere di funzionare con Xandros. Questo mi ha lasciato con un paio di interrogativi a causa della mia Socratica ignoranza:
- la soundblaster 16 è ampiamente supportata dal Kernel Linux usato ed è dimostrazione il fatto che con Ubuntu funziona alla perfezione. Qual'è l'anello mancante?
- (retorica) perché ci sono tanti sistemi audio e trovarne uno che funzioni diventa un'impresa?
Nota positiva il desktop KDE personalizzato molto Windows-XP like:
Giudizio finale: prova non superata. Molto meglio Ubuntu Feisty
. A tal proposito uno degli ultimi aggiornamenti di Feisty è un nuovo Kernel, il 2.6.20-16. Da tale aggiornamento mi sarei aspettato che il baco del mouse fosse risolto ma purtroppo a quanto pare in Canonical tutti usano mouse USB.
Ora mi ritrovo con una voce in più nel GRUB e l'opzione di default non è quella corretta (lo so, son pignolo):
Magari qualcuno in ascolto può chiarire qualche dubbio.
Enjoy!
-quack