Too. Late.

Su segnalazione di Floo, Paul Thurrot ha due parole per Windows 8.2:

Maybe it's time for Windows 8.2. And I have a two-word recommendation for Microsoft for that release: "Start. Menu."

Le mie parole sono invece come da titolo.

Perché se non ci si rende conto che lo scopo primario di un PC è di attaccarlo al ‘device fantastico di prossima generazione’, Windows morirà molto in fretta (altra notizia di oggi: Microsoft ha smesso di vendere Windows 7; se me l’avessero detto ieri sarei passato al Company Store a prendere un paio di licenze…). Infatti questi ‘device fantastici di prossima generazione’ hanno driver per Linux…

La cosa buffa è che i soliti ‘giornalisti visionari’ che tanto mi piacerebbe vedere se scrivessero codice cosa combinerebbero, nel commentare la notizia del fatto che alcune app hanno cominciato a installare bitcoin miners (tempo fa si usava farlo con lo spyware), si auguravano la morte più veloce possibile del desktop. Utenti ed utonti tutti ad usare mirabolanti applicazioni 30” per cose semplici come può essere il calcolo del codice fiscale…

Credo che Windows deve al più presto tornare a fare Windows. Nessuno si sogna di collegare uno di questi device ad un telefono (guarda caso grazie al kernel di WP8 si può tecnicamente pure fare!) eppure questo è quello che MS vorrebbe venderci con Windows uno e trino.

Lo Start Menu ora non basta.

-quack

P.S. non sono un fan di bitcoin, l’esempio è puramente incidentale…

Pubblicato venerdì 6 dicembre 2013 alle 7:11 PM - 22 commenti so far
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Win8 vs Vista

Dicono che, leggendo tra le righe di questo articolo, si possa intravedere un sottotesto che dice che Win8 è il nuovo Vista (occhio: articolo scritto da quello schizofrenico di Paul Thurrott, che un giorno ci dice che siamo una massa di caproni incapaci di capire che Win8 è il futoro ed il giorno dopo che Win8 è un fiasco).

La butto lì: Windows 8 è molto peggio di Vista.

  1. tra le qualità più discutibili di Vista c’era l’introduzione dell’UAC, un male necessario.
  2. tra le qualità più incomprese di Vista c’era il supporto dell’HDCP. C’era gente attivissima nel denigrare, dall’alto del proprio Mac che il supporto HDCP l’aveva introdotto di nascosto, il DRM come il prossimo pianoforte appeso sulle nostre teste alla stregua di una spada di Damocle. Siamo tutti ancora vivi, no?
  3. tra i problemi più imbarazzanti di Vista c’era lo scetticismo innaturale degli OEM che hanno cominciato a supportare l’OS con driver decenti solo con l’SP1
  4. Microsoft ha poi pensato di alleggerire il tutto con qualche debacle.

Nessuna di queste cose ha chiesto grosse manovre correttive, Windows 7 è semplicemente arrivato al momento giusto sfruttando, a tratti ingiustamente, un po’ di gloria rubata a Vista (per altri versi migliorie ce ne sono pure state).

Ma l’argomento più convincente è: MS Windows 7 non ce l’ha mica regalato. Sarà una differenza da poco?

-quack

Pubblicato martedì 9 luglio 2013 alle 6:41 PM - 23 commenti so far
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Il Windows che avrei voluto

Una serie di pensieri buttati alla rinfusa che non ho tempo di riordinare.

Separazione delle “responsabilità”: si possono unire più gadget in un unico dispositivo (media player, navigatore satellitare, telefono, ecc.) ma è stupido pensare che il fatto che un dispositivo sia multi-uso implichi la stessa interfaccia per tutte le operazioni. L’app telefono su iPhone è un app telefono e non usa l’interfaccia del GPS o per usare il media player non c’è bisogno di usare il T9.

Si può mettere in un unico dispositivo PC e Tablet? Certamente sì, hanno parecchie cose in comune. Ma questo non significa che per usare il PC si debba passare dalla modalità tablet o viceversa.

Il mio slate Windows l’avrei voluto così: un OS tablet che gira in una macchina virtuale e che diventa attivo nel momento in cui sfilo lo slate dal dock. Da quel momento in poi il desktop scompare completamente, non si può usare e le applicazioni sono quelle da tablet. Perché nel momento in cui sfilo lo slate ho le mani impegnate e l’interfaccia desktop non ha senso di esistere.

L’opposto è altrettanto valido: non appena si collega un mouse al tablet, l’esperienza diventa “solo” quella desktop, magari con una piccola eccezione e cioé poter far girare le applicazioni tablet in una finestra in modalità “emulazione” e possibilmente senza touch.

Stessa rigida separazione per le app: vuoi usare Excel? Attacca un mouse al PC! Vuoi usare l’apputtanata del tabaccaio dietro l’angolo? Possibilmente staccalo e l’esperienza sarà migliore.

Tutti i setting modificati in modalità tablet, rimangono e vivono solo in modalità tablet: se setto la luminosità a 10, collego il mouse la cambio a 5, nel momento in cui stacco il mouse e il dispositivo ritorna tablet, la luminosità torna a 10. Tutti i setting per la modalità tablet vivono solo nell’interfaccia tablet. Fanno eccezione pochissimi setting di sistema (magari solo l’impostazione di reti wireless e non). Tutti i setting per la modalità desktop vivono e vengono applicati SOLO nella modalità desktop.

Tutto questo è supportato dal fatto che le cosiddette APPUTTANATE si dividono più o meno in queste categorie: giochi (irrilevanti), applicazioni “utili” tipo produttività personale on the go o torcia tascabile (inutilissime sul desktop), applicazioni che rimpiazzano i siti Web (altrettanto inutili) e qualche altra categoria che ora non riesco ad immaginare.

Ho l’impressione che un dispositivo come questo farebbe gola all’enterprise molto più di Surface, che è solo una pallida imitazione di quello che davvero si può fare.

P.S. per me un PC è un dispositivo per creare contenuti e il processo creativo richiede l’uso di strumenti adatti; il tablet è un device passivo, pensato per il consumo. Non a caso per creare “contenuti” per Android/iOS oggi è richiesto l’uso di un PC.

Pubblicato venerdì 10 agosto 2012 alle 11:20 PM - 14 commenti so far
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Creare un disco di installazione di Win7 UEFI

Teoricamente su un sistema UEFI il disco di installazione di Windows 7 dovrebbe installarsi automaticamente in modalità UEFI; praticamente è anche molto probabile che qualche baco nel BIOS pregiudichi questa possibilità.

A che serve lanciare l’installazione di Win7 in modalità UEFI? A poter installare il sistema su un disco partizionato GPT anziché MBR (necessario ad esempio per dischi >2 TiB).

Ho provato ad utilizzare una delle tantissime guide che spiegano come installare TianoCore (un emulatore UEFI) ma non sono arrivato da nessuna parte.

La soluzione che funziona è questa:

  1. scaricare oscdimg.exe (sarà parte di qualche DDK, WWF, ecc.)
  2. inserire il disco di installazione nel lettore DVD-ROM (supponiamo D:)
  3. lanciare da riga di comando:
    oscdimg -w4 -os -lWin_7_x64_UEFI_ISO9660 -m -o -n -pEF –e 
    -bd:\efi\microsoft\boot\efisys.bin d:\ win7uefi.iso

Il risultato è un file ISO masterizzabile che, in presenza di una scheda madre che supporti UEFI, avvierà l’installazione in tale modalità senza passare dal BIOS.

-quack

Pubblicato giovedì 2 febbraio 2012 alle 12:02 AM - 1 commento so far
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Secure boot

Due parole sul Secure Bootsecureboot.

Il Secure Boot non è un modo per impedire che Linux possa essere installato sui comuni PC. Era stata detta la stessa cosa dei TPM con una campagna guidata da gente che non sa distinguere un boot da uno stivale.

Il Secure Boot è un’evoluzione del TPM. Con il TPM il controllo delle misurazioni viene fatto a posteriori e quindi è possibile effettuare attacchi conosciuti come quello della diabolica signora delle pulizie (nel settore si chiama così, non è uno scherzo). Per prevenirlo, in assenza di Secure Boot è necessario armarsi di chiavetta USB con tutti i disagi del caso.

Praticamente:

TPM : BitLocker = SecureBoot : Anti-Evil-Maid

Punto due: molti ignorano che il boot loader firmato di Windows può lanciare altri sistemi/boot loader. Nel caso di boot certificato però questi boot-loader paralleli non saranno però in grado di caricare Windows.

Come il TPM è stato scritto che “chissà se sarà disabilitabile, chissà se sarà resettabile”: ad oggi non conosco nessun sistema con TPM che abbia il TPM attivo. E anche se fosse forzatamente attivo deve essere necessariamente resettabile altrimenti così com’è non servirebbe ad un tubo (basterebbe modificare una voce del BIOS ed il sistema operativo non sarebbe più avviabile, cosa che non è vera).

Come il TPM chi se ne avvantaggerà saranno le aziende che gestiscono la proprietà dei PC assegnati ai propri dipendenti. L’unica differenza è che stavolta per avere il bollino della certificazione sarà necessario supportare (leggi: ben diverso da abilitare) il secure boot. Io penso che sia una scelta buona perché se oggi compro un laptop certificato potrei non essere in grado di attivare bitlocker come piace a me in quanto il TPM non ha mai fatto parte dei requirement di certificazione.

Ultima osservazione: ma non se ne è accorto nessuno che questa polemica sterile è partita dall’osservazione da qualcuno in Red Hat? Bastava sapere un po’ di più come funziona Windows per evitare di mettere al mondo un’altra sterile polemica.

-quack

Pubblicato giovedì 6 ottobre 2011 alle 6:37 PM - 52 commenti so far
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