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2016, fuga da

È arrivato il nuovo anno e approfittando delle vacanze natalizie ho messo a punto il mio piano di fuga. Della fuga da Windows ne ho già parlato, ma in questi giorni sto fuggendo da Solaris. Non è bello sapere di avere un sistema che gira su software in fin di vita. Il mio fedele Solaris para-virtualizzato, in esecuzione su XCP 1.5 BETA, non è più supportato nelle versioni successive. Ho guardato nel frattempo verso KVM che mi sembra molto più stabile con l'idea di avere un host che faccia anche da server SMB e risparmiare una macchina virtualizzata coi suoi costi. Armato di un nuovo HD di provenienza saldi da Black Friday ho fatto il backup del Pool. La mossa successiva è stata quella di installare il Pool su una VM Ubuntu con supporto ZFS ora che pare sia abbastanza stabile: ovviamente non tutto è filato liscio, la tabella delle partizioni di 3 HD su 4 era corrotta: strano che Solaris riuscisse a far partire il Pool in queste condizioni, ma armato di backup ho provato parted. Ho rifatto la tavola delle partizioni da zero e recuperato la partizione, un HD alla volta, e provato che i dati fossero ancora lì. Sistemato l'ultimo HD il Pool è stato importato con successo su Ubuntu. Purtroppo per chissà quale baco misterioso il Pool non è più importabile su Solaris, ma a questo punto poco importa.
Il passo successivo è stato quello di configurare SMB coi suoi permessi, piccoli grattacapi, ma dal punto di vista del Server Windows su cui gira CrashPlan tutto sembra uguale e la cosa è molto, estremamente incoraggiante (il backup di 1.8TB di dati spalmati su 125.701 file è appena completato con successo).
Prossimo passo è quello di spostare CrashPlan da Windows ad Ubuntu, ma sembrerebbe un gioco da ragazzi ampiamente documentato. Se tutto dovesse andare liscio il passaggio a KVM da Xen dovrebbe essere praticamente indolore. Reinstallerei la Workstation di Windows 7 da zero su KVM, visto che l'HD su cui gira al momento è quasi privo di spazio, ma terrò da parte i tre vecchi HD che non si sa mai.
Sorprese positive: SMB è stato più facile da configurare di Solaris una volta letta la paginetta di documentazione appropriata. E siccome Solaris usava CIFS la banda è pressoché raddoppiata: non che sia una cosa importantissima, ma come piccolo bonus extra non ci si può lamentare.
Il passo finale è quello di fare qualche test e decidere il sistema operativo host: sono indeciso tra Ubuntu per la velocità di messa in piedi e ArchLinux per il footprint incredibilmente limitato. Ma questa è una decisione che posso prendere con calma. L'importante è essere uscito da quel brutto vicolo cieco di un ammasso di sistemi arrivati a fine corsia (XCP, Windows Home Server, Solaris). Per i prossimi 4-5 anni dovrei essere a posto.

-quack

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Commenti (3):
1. FOLBlog
mercoledì 13 gennaio 2016 alle 5:27 PM - chrome 47.0.2526.106 Windows unknown
   

A parte la goduria di mettere insieme la cosa e farla funzionare nonostante tutto, ci spieghi il perchè di tutto questo lavoro?

Qual'è l'obiettivo finale?

Me lo son perso....

   
2. Paperino
mercoledì 13 gennaio 2016 alle 6:05 PM - chrome 47.0.2526.106 OS X 10.11.2
   

Sul sistema ci gira(va) ZFS, CrashPlan, ServizioRippatutto e la mia workstation di battaglia. Tutta roba che uso o funziona giornalmente regolarmente, in passato utilizzavo anche uno scanner condiviso.

L'anello debole è diventato Windows a cui ho dovuto rimuovere diversi ruoli: ogni tanto non riesce a montare le share ZFS e questo rende il backup su CrashPlan traballante. Quando hai 1.8TB backuppati online che potrebbero scomparire da un momento all'altro, ora che hanno persino rimosso il seeding, un poco inquieto lo diventi.

L'obiettivo finale è la tranquillità: ricostruire il sistema da zero sostituendo pezzi in bilico (ZFS -> Windows, XEN Beta) con tecnologie nel frattempo maturate a perfezione (ZFS + Crashplan su Linux, KVM). Meno parti in movimento, più stabile il sistema. Una corsa al minimo sforzo.

   
3. Mah...
giovedì 14 gennaio 2016 alle 9:28 AM - firefox 43.0 Windows 10
   

Bel lavoro, uscire dai vicoli ciechi senza grossi intoppi è sempre una soddisfazione (informatica).

Solaris purtroppo è morto nel momento stesso che Oracle ha comprato Sun, ed è un peccato perché era un SO con le controballe.

   
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