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Comprare un windows laptop nel 2017

La formichina mi ha chiesto di fare l’upgrade del suo laptop, un Celeron di cinque e più anni fa che a far girare Chrome proprio non je la fa più. Neanche il formattone-installo-solo-chrome ha ridato indietro abbastanza cicli CPU per rendere la macchina sufficientemente scattante.

Ho cercato quindi un laptop altrettanto decente e il primo tentativo è stato un Inspiron 5000 da 15”. Devo dire che negli ultimi 5-6 anni questa classe di laptop è cambiata tantissimo ed è tipico trovarci una tastiera da 5 ottave di serie. Il mostro è arrivato con un HD da 5400RPM previa intenzione di sostituirlo con un SSD a riposo. L’ho fatto partire e dal momento della pressione del power buttòn all’arrivo col desktop usabile (Windows 7) sono passati 21 minuti e qualche secondo! Morale: gli HD meccanici da 5400RPM dovrebbero essere dichiarati illegali come dischi di sistema. Ci ho montato l’SSD, reinstallato Windows 7 via USB generata dal tool incluso e niente… il trackpad è risultato praticamente inusabile; dopo l’aggiornamento del BIOS/driver le cose sono migliorate parecchio ma sempre inusabile è rimasto e il laptop ha preso la via del ritorno. A corredo c’era un DVD per l’installazione di Windows 10 che non ho neanche aperto.

Ho ordinato e ricevuto quindi un Latitude E5270 in super offerta. L’hardware appartiene ad una categoria superiore a quello dell’Inspiron essendo mirato all’utenza professionale. 12.5” invece di 15” per soli 10$ in più. Il software, Windows 10 preinstallato, invece no. Sostituito l’HD meccanico con un SSD adatto da 7mm, sono cominciate le difficoltà. Fosse stato destinato a me forse Windows 10 l’avrei pure riprovato, ma nel caso specifico Windows 7 è praticamente una necessità. Il problema è installarcelo: il portatile ha dei nuovi chipset per l’USB3 non riconosciuti da Windows 7. Questo dopo l’ovvio smanettamento nel BIOS per disabilitare il secure boot (ricordo quando i folli ci dicevano che non sarebbe stato possibile) e reimpostazione di qualche setting. Tutto normale e pacifico ma mi chiedo ad esempio perché la compatibilità all’indietro con i driver per USB2 non è stata nemmeno considerata (bad Intel!) o perché Dell non abbia deciso di aggiungere un piccolo controller USB2 aggiuntivo ad uopo (bad Dell). Insomma, per installare Windows bisogna aggiungere i driver di Intel all’immagine di installazione, operazione per la quale è disponibile un tool di Intel scritto da qualche stagista in una tabaccheria: alla fine ho fatto a mano e l’installazione è partita. Devo però aver sbagliato qualcosa visto che i driver USB3 non sono stati installati sul sistema di destinazione: ergo niente accesso alla USB, rete wired o wireless. Un vero PC a prova di hacker! Ovviamente potrei rismontare l’HD (sono solo dieci viti), attaccarlo ad un altro PC e copiarvici i driver offline, ma non riesco a trovare il mio adattatore SATA-USB. Al momento il laptop è perciò in limbo mentre mi appresto a tentare la via distro-live su USB seguita da copia offline.

Quel che è certo è che la quantità di tempo investita nel downgrade è davvero notevole se si assomma un tentativo abbastanza naif di tirare su un server PXE, materia abbastanza interessante da dover essere necessariamente approfondita. E se Sparta piange, Atene non è che se la stia spassando.

Probabilmente questo sarà l’ultimo e definitivo PC acquistato; PC inteso come discendente da quell’IBM XT rilasciato al mercato 30 e passa anni fa, fatto salvo il ciclo di refresh per il Cray-1 che intravedo all’orizzonte. Traghetterà la formichina fino alla morte naturale del laptop stimata a qualche anno oltre la fine del supporto di Windows 7; considerando che ci gira un Core i5 e non un Celeron qualsiasi. Quasi sicuramente sarà sostituito da qualche forma di tablet/chromebook + servizio (a là Office365) che oggi ancora – purtroppo – non esiste. O chissà.

-quack

UPDATE: sono riuscito a piazzare i driver tramite Ubuntu e da li ho fatto il bootstrap. Dopo aver installato tutti i driver dal sito Dell (ben fatto!) Windows Update non ne voleva sapere, neanche dopo aver installato a mano il roll-up.
Riformatto, installo i driver wi-fi e Windows Update è ancora incragnato.
Scopro che il setup di tali driver sembra corrompere il DB di WU. Allora scompatto tutto e mi limito ad installare tramite Device Manager e ora sta scaricando circa un GB di updates… che sofferenza.

UPDATE 2: mentre facevo totalmente altro, mi son imbattuto in questo link: Windows 7 Fast Update. Davvero prezioso.

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Commenti (86): [ più recenti-  Pagina 2 di 3  - più vecchi ]
27. bondocks
venerdì 13 gennaio 2017 alle 2:01 PM - chrome 55.0.2883.87 Windows 10
   

In quanto alla security, il balzo più grosso l'abbiamo fatto quando abbiamo smesso di installare un client di posta. L'ho solo accennato, ma discutendo di questo topic mi è venuta in mente questa cosa. E per client intendo qualsiasi client POP3/IMAP resi obsoleti dalle migliorie di outlook.com/gmail.

Comodo ma trovo ancora insostituibile il client (nel mio caso Thunderbird anche se ultimamente sto apprezzando anche outlook 2016). Se non altro perchè comunque mi permette di avere copia delle mail in locale, ho letto troppa gente lamentarsi di perdite improvvise da outlook.com e da gmail

   
28. Paperino
venerdì 13 gennaio 2017 alle 9:37 PM - chrome 55.0.2883.87 Linux
   

Se non altro perchè comunque mi permette di avere copia delle mail in locale, ho letto troppa gente lamentarsi di perdite improvvise da outlook.com e da gmail

Questo in effetti è un punto interessante, dovrei creare un batch job per archiviare la mail di gmail/hotmail periodicamente sul mio NAS. Ma a parte quello noi (io e la formichina) davvero non ne sentiamo più la mancanza. Una ricerca sui server è spesso più veloce di quanto possa essere una ricerca locale.

   
29. FOLBlog
sabato 14 gennaio 2017 alle 11:03 AM - chrome 55.0.2883.87 Windows unknown
   

Sono quasi tre anni che uso un Mac. A parte i KP dovuti a VMWare ..., non mi era mai capitato di vedere lo schifo che ho visto nei pochi minuti in cui ho installato Windows 10. La qualità del rilascio di Windows 10, per mia limitata esperienza, si è dimostrata molto inferiore a quella di Apple. Meglio mezzo test team insomma, che zero.

Hai perfettamente ragione. La situazione ERA quella.

ERA.

Infatti, vista la situazione, il mio approccio è stato questo:
dopo 6 mesi dal rilascio di Windows 10, dei miei PC 1 solo lo aveva installato (il Dell XPS 15...un fiorire di BSOD che era una bellezza. Era).
E solo una manciata di PC "cavia" dei 200 circa che gestisco, senza per altro alcun problema.
Tutti gli altri PC, tranne 2, sono stati aggiornati a Windows 10 praticamente tra la seconda e l'ultima settimana di luglio scorso, cioè ad un anno dal rilascio di Windows 10.
Problemi? Quasi zero. Cioè nella normalità.
Non posso proprio testimoniare nessuna delle catastrofiche conseguenze che leggo in giro solo perchè la mia esperienza diretta è diversa.

Ciò che trovo dissonante in quel che dici è che paragoni la situazione che c'era ormai un anno e mezzo fa, con quella attuale.
Nel frattempo anche il PC più problematico con Windows 10 (il mio Dell) è divenuto stabile ed affidabile come una roccia. Non vedo BSOD da mesi. E di tutti i PC su cui metto le mani è l'unico in cui non ho impostato alcuna restrizione riguardo agli aggiornamenti tramite Windows Update.

Un altro appunto lo faccio al fatto che critichi che io porti a testimonianza la mia esperienza sui PC, argomento che, ovviamente, trovi non spendibile per giustificare l'installazione di Windows 10 sul vostro nuovo PC, però poi mi parli della tua esperienza con i Mac, perchè usi UN PC Apple da 3 anni...

Potrei rispondere, come hai fatto tu, incollando i link alle centinaia di lamentele degli utenti Apple o ai "rimedi" ufficiali della casa madre, o dicendoti, come hai fatto tu, che l'argomento "works on my machine" non è valido.
La mia esperienza con i Mac è semplicemente disastrosa, e sono costretto (COSTRETTO) ad averci a che fare da ben più di tre anni.

Infine non credo si possa neanche lontanamente paragonare la complessità a cui deve far fronte un sistema operativo che nasce con l'ambizione di essere installato su qualsiasi PC, con un sistema operativo che è studiato per essere installato su una manciata di devices con caratteristiche e mix configurativi limitatissime e note a priori.

Da un prodotto del genere, io pretenderei la perfezione. Non risultati da "mezzo test team"!

Insomma, sbaglierò, ma stavolta mi pare ci sia troppa severità da un lato e strana indulgenza dall'altro. O per dirla in altri termini, due pesi e due misure.


 

   
30. FOLBlog
sabato 14 gennaio 2017 alle 11:10 AM - chrome 55.0.2883.87 Windows unknown
   

Se non altro perchè comunque mi permette di avere copia delle mail in locale, ho letto troppa gente lamentarsi di perdite improvvise da outlook.com e da gmail

Il mercato dei desktop è costituito in gran parte da desktop aziendali (vado a memoria).
Pensare di gestire le email in ambito aziendale tramite webmail è semplicemente una roba che non sta ne' in cielo ne' in terra.

Che la sicurezza del proprio PC aumenti perchè si gestisce la posta tramite webmail anziche con un client di posta non mi pare abbia alcun riscontro. Anzi, direi il contrario: ad esempio, se nel mio PC installo un antivirus decente sono certo che, oltre ai controlli (quando ci sono) del mio provider, un messaggio email sarà sottoposto anche al controllo del mio antivirus personale, in seconda battuta.
Inoltre, se via webmail apro un allegato che contiene un ransomware, il risultato è lo stesso che si ottiene aprendo l'allegato dal client di posta locale.
Per cui non vedo assolutamente nessun nesso tra webmail e presunta maggiore sicurezza dei PC.

 

   
31. FOLBlog
sabato 14 gennaio 2017 alle 11:19 AM - chrome 55.0.2883.87 Windows unknown
   

E per client intendo qualsiasi client POP3/IMAP resi obsoleti dalle migliorie di outlook.com/gmail

Obsoleti? Scherzi? Obsoleti se il client di posta lo usi per giocare a casa, non certo se lo usi per gestire centinaia e centinaia di email aziendali giornaliere!

L'ideale sarebbe un protocollo che sia un mix delle caratteristiche di IMAP e POP3: unire cioè la necessità di condividere le email ed il loro status su più devices eterogenei e la necessità di averne una copia locale sia per l'archiviazione, sia per la catalogazione e la ricerca successiva.

Un risultato molto vicino a quello si può ottenere con Thunderbird (Outlook, che è superiore per certe cose, come ad esempio la gestione del calendario o dell'agenda, non consente) ed alcuni plugin.
I problemi relativi alla posta derivano, a mio parre, tutti dal fatto che sono i protocolli ad essere ormai obsoleti rispetto all'avanguardia rappresentata dai client di posta evoluti.

 

   
32. bondocks
sabato 14 gennaio 2017 alle 3:09 PM - chrome 55.0.2883.87 Windows 10
   

@folblog

Outlook sarà pure superiore per certe cose ma sulle cose semplici mi pare mooolto limitato, esempio: sarò pollo io ma non riesco ad importare un calendario .ics esportato da google calendar che sia poi visibile dall'app outlook su Android. E' da ieri che ci sbatto la testa ma non c'è verso,lo importo e lo vedo su pc ma non lo vedo su telefono...riesco a vederlo solo se lo importo dal sito outlook.com...allora lo vedo sia su outlook 2016 (PC) sia da outlook (Android).

Thunderbird in questo è decisamente più funzionale (gestendo calendari google)

   
33. FOLBlog
sabato 14 gennaio 2017 alle 5:01 PM - chrome 55.0.2883.87 Windows unknown
   

Puoi importare un calendario ics ma poi è statico.

Ti descrivo la soluzione che ho adottato per avere il calendario Google sincronizzato bidirezionalmente e in tempo reale.

Sul PC fisso ho installato gSyncit, un componente aggiuntivo di Outlook che mi consente di sincronizzare in tempo reale il calendario di Google con un calendario in Outlook 2016.

Potrebbe bastare anche solo quello 

Sullo smartphone uso Business Calendar.

Sul portatile Dell uso l'app Calendario di Windows 10 sincronizzata con Google Calendar.

Ovviamente sono in grado sia di visualizzare i calendari / agende che mi interessano su tutti i miei dispositivi, ma anche (come penso serva a chiunque) gestire (aggiungere, cancellare, modificare) gli impegni/eventi/appuntamenti da ognuno di essi.

Non uso Outlook sullo smartphone perchè è pachidermico e lento.

Per le email su dispositivi Android uso  K9Mail.

Ma anche Aqua Mail, Blue Mail e Type App (che ho tutte provato per un certo periodo) non sono male.

Lighting di Thunderbird non è assolutamente all'altezza di Outlook 2016 nella gestione dei calendari.

 

   
34. bondocks
sabato 14 gennaio 2017 alle 6:18 PM - chrome 55.0.2883.87 Windows 10
   

@folblog

Grazie, ci do un'occhiata 

   
35. Paperino
sabato 14 gennaio 2017 alle 6:49 PM - chrome 55.0.2883.95 OS X 10.12.2
   

Obsoleti se il client di posta lo usi per giocare a casa, non certo se lo usi per gestire centinaia e centinaia di email aziendali giornaliere!

Un'intera organizzazione medio grande, 60 mila e passa dipendenti, usa gmail senza un client di posta qualsiasi. Di email al giorno siamo sull'ordine del migliaio (medio) a testa. Finora, a parte l'interfaccia, non si è lamentato nessuno...

Il client di posta è un retaggio di POP3. Se usi Exchange, IMAP o Gmail, you are using it wrong (eccezioni a parte, tipo l'offline). Lo dico perché ci ho messo un po' a realizzarlo anche io...

   
36. Paperino
sabato 14 gennaio 2017 alle 6:54 PM - chrome 55.0.2883.95 OS X 10.12.2
   

Ciò che trovo dissonante in quel che dici è che paragoni la situazione che c'era ormai un anno e mezzo fa, con quella attuale.

Sarebbe dissonante se tra un anno e mezzo fa e adesso qualcosa fosse cambiato, che so rimesso in piedi il test team o assunto programmatori più bravi. Se l'hanno fatto, l'hanno tenuto segreto. Senza il test team la qualità sarà sempre più bassa di quella che era Windows 7, infatti gli ultimi episodi di "Windows Update broke", ripeto quelli che un test team avrebbe sicuramente evitato, sono estremamente recenti... però siccome la cosa affligge una percentuale della popolazione bassa per te non è un problema, ovvero la qualità è buona...

Io che invece già con Windows 7 ci litigo (non sono riuscito ad impostare il mio layout di tastiera come default ad esempio, neanche se tolgo tutti gli altri e finisce per pigliarne uno alla cazzo) non mi accontento.

   
37. Paperino
sabato 14 gennaio 2017 alle 6:56 PM - chrome 55.0.2883.95 OS X 10.12.2
   

P.S. ho diversi account email (gmail, hotmail e POP3) che sono tutti forwardati ad un unico account hotmail centrale. Questo potrebbe essere rilevante alla fine della discussione.

   
38. bondocks
sabato 14 gennaio 2017 alle 7:01 PM - chrome 55.0.2883.87 Windows 10
   

@paperino

Quindi, per curiosità, usi gmail al lavoro ma per quanto concerne la vita privata preferisci hotmail (outlook.com per capirci altrimenti sembri il mio collega che quando parla di prezzi fa riferimento alle lire )

   
39. Paperino
sabato 14 gennaio 2017 alle 7:20 PM - chrome 55.0.2883.95 OS X 10.12.2
   

Sì, secondo me la metafora dei folder è superiore a quella delle etichette. E l'interfaccia/densità di informazioni, forse per la familiarità con il client, mi sembra decisamente migliore.

Per tutto il resto (reliability e prestazioni) gmail è un ordine di grandezza meglio.

   
40. FOLBlog
domenica 15 gennaio 2017 alle 1:15 PM - chrome 55.0.2883.87 Windows unknown
   

P.S. ho diversi account email (gmail, hotmail e POP3) che sono tutti forwardati ad un unico account hotmail centrale. Questo potrebbe essere rilevante alla fine della discussione.

Certo che è rilevante: concordi con me che la soluzione webmail sarebbe impraticabile se si dovessero gestire (come accade spesso) più account differenti?

Un'intera organizzazione medio grande, 60 mila e passa dipendenti, usa gmail senza un client di posta qualsiasi. Di email al giorno siamo sull'ordine del migliaio (medio) a testa. Finora, a parte l'interfaccia, non si è lamentato nessuno...

Forse però in questo caso potrebbe trattarsi di una non-scelta. 
Oltre al numero di account gestito da ciascuno dei 60mila dipendenti, conta anche il fine delle email.
In moltissime realtà aziendali le comunicazioni via email hanno una valenza anche probatoria.
Si pensi alla PEC.
In altri casi costituiscono archivi storici che vengono consultati anche a distanza di anni.
Un conto è fare una ricerca con un client di posta, tutt'altra faccenda è farla online con le limitatissime possibilità offerte da una webmail.

secondo me la metafora dei folder è superiore a quella delle etichette.

Si può essere o meno d'accordo.

Con un client di posta come Thunderbird puoi scegliere quale metafora utilizzare, o utilizzarle entrambe (soluzione da me preferita).
Con l'interfaccia offerta dalla webmail hai altrettanta versatilità?
Insomma, credo che la versatilità di un client di posta installato su un PC sia tale che non sia nemmeno lontanamente paragonabile alla soluzione webmail, a prescindere anche dalla questione -non del tutto secondaria- della disponibilità offline. 
Come spesso mi piace dire, certe soluzioni sono praticabili solo quando le esigenze sono molto limitate.
E il numero di email da solo forse non è il solo parametro di cui tener conto.

 

   
41. FOLBlog
domenica 15 gennaio 2017 alle 8:20 PM - chrome 55.0.2883.87 Windows unknown
   

Senza il test team la qualità sarà sempre più bassa di quella che era Windows 7, infatti gli ultimi episodi di "Windows Update broke", ripeto quelli che un test team avrebbe sicuramente evitato, sono estremamente recenti... però siccome la cosa affligge una percentuale della popolazione bassa per te non è un problema, ovvero la qualità è buona...

Anche in questo caso il senso delle mie affermazioni intendeva essere differente.
Nel mio discorso mi concentro sul risultato che si ottiene.
Non metto in discussione il fatto che qualitativamente un prodotto che passa il vaglio di un test team abbia la possibilità di essere meglio realizzato di un prodotto che viene rilasciato direttamente al "test team esterno" (cioè all'utilizzatore finale).
Ma è solo una potenzialità e proprio l'esempio di Apple mi convince che la presenza del test team sia una condizione non sufficiente a garantire una qualità decente/accettabile.
Se, per  ipotesi, il prodotto che sarebbe destinato al test team ha già un livello qualitativo relativamente alto perchè, ad esempio, il processo produttivo che ne ha determinato lo sviluppo è di suo qualitativamente ad alti livelli, paradossalmente si potrebbe avere il caso di un prodotto, rilasciato direttamente all'utilizzatore finale superiore a quello che passa per un test team ma che, di base, è un prodotto più scadente.

Il Windows 10 che è stato rilasciato al day 1 aveva una quantità indecente di bachi.
Test team o no, la quasi totalità di questi è stata risolta.
Ora il problema è che, senza il test team - dici tu, non senza possibilità di aver ragione - il problema si pone nuovamente ad ogni nuovo rilascio.

Potenzialmente vero.
Ma è così da sempre. Tanto che saggezza vuole che la gestione degli aggiornamenti, in ambienti aziendali dove conta la stabilità dei sistemi, non sia automatizzata ma demandata a chi gestisce il sistema informatico.

Windows 10 come sai prevede la possibilità di ritardare sistematicamente l'installazione degli aggiornamenti automatici; questo dovrebbe porre al riparo dal rischio - ripeto, presente anche prima - che un aggiornamento faccia anche casini vari, oltre sistemare alcune cose.

L'impossibilità di questo ritardo era una delle critiche più severe che venivano mosse soprattutto da chi aveva a che fare con sistemi aziendali, non perchè (o non solo perchè) Windows 10, privo di test team, non ispirava fiducia, ma perchè si privava l'utenza di una possibilità largamente utilizzata già in passato: quella di decidere se e quando procedere con gli aggiornamenti di sistema.

Il rischio che paventi, cioè che un aggiornamento possa improvvisamente creare casini al sistema domestico, è in questo modo, molto meno probabile.

Inoltre, a meno che la scelta di far fuori il test team non sia stata fatta solo per Windows 10,l'aver optato per il downgrade non ti porrebbe al riparo dal rischio che ciò accada anche con Windows 7 (dove la possibilità di ritardare gli aggiornamenti automatici non c'è: puoi decidere solo se farli a mano o farli automaticamente).

Insomma, Windows 10 faceva cagare, ma nel frattempo le cose sono largamente migliorate.

Poi non è questione di accontentarsi: chi come me non vede in OSX un'alternativa valida ma un male molto peggio della cura, c'è poco da fare: o resta con Windows 7 sapendo che più passa il tempo e meno questa scelta avrà senso, oppure passa a Windows 10 (Linux non lo prendo nemmeno in considerazione).
Ma restare su Windows 7 è un conto, perchè l'aggiornamento potrebbe non valere la pena, ma farsi carico di un downgrade perchè un anno e mezzo fa Windows 10 faceva cagare e di certo l'assenza del test team produrrà catastrofi, non mi sembra un ragionamento così ovvio perchè si basa su due certezze che, a mio parere, non sono certezze: che Windows 10 faccia ancora cagare come 18 mesi fa e che di sicuro gli aggiornamenti che saranno rilasciati produrranno casini inenarrabili.

   
42. bondocks
lunedì 16 gennaio 2017 alle 7:53 AM - chrome 55.0.2883.87 Windows 10
   

@Paperino:

Sì, secondo me la metafora dei folder è superiore a quella delle etichette. E l'interfaccia/densità di informazioni, forse per la familiarità con il client, mi sembra decisamente migliore.

Per me invece è il contrario, come interfaccia preferisco decisamente gmail mettendola addirittura "compatta" e anche il discorso etichette lo trvo preferibile (ma qui siamo nel soggettivo)

Per tutto il resto (reliability e prestazioni) gmail è un ordine di grandezza meglio.

Come affidabilità posso solo dire che in più di dieci anni con gmail non ho mai avuto problemi, outlook.com l'ho usata molto meno.

Come prestazioni concordo

   
43. bondocks
lunedì 16 gennaio 2017 alle 7:00 PM - firefox 50.0 Windows 10
   

@folblog

con business calendar riesci a vedere più di un calendario exchange? Ci sto provando ma me ne vede sempre e solo 1..mentre i calendari google sono 6 e li vedo tutti

   
44. FOLBlog
lunedì 16 gennaio 2017 alle 8:30 PM - chrome 55.0.2883.87 Windows unknown
   

@bondocks

Per un periodo ho utilizzato al massimo un calendario Exchange insieme ad altri Google.

Ora manco più quello, solo quelli Google.

Per cui non so dirti.

 

   
45. Paperino
martedì 17 gennaio 2017 alle 4:56 AM - chrome 55.0.2883.95 OS X 10.12.2
   

Ma è così da sempre. 

Inutile cercare di convincerci a vicenda. La qualità RTM non è mai stata perfetta ma in compenso i bachi da sistemare si conoscevano già al momento del rilascio. Cosa che non è più vera. Adesso si buttano i bits fuori e si aspetta il feedback, come fosse un servizio online qualsiasi (coi servizi online facciamo così ed è normale).

Insomma, Windows 10 faceva cagare, ma nel frattempo le cose sono largamente migliorate.

Prima di tutto quando è uscito Windows 10 non ho mai sentito voci critiche. Noi voci critiche siamo stati perculati in quanto "esageravamo"... ergo mi son fatto l'idea che la qualità che va bene per quelli che dicevano che Windows 10 RTM era perfetto non è la stessa che mi aspetto. Amen.

Un conto è fare una ricerca con un client di posta, tutt'altra faccenda è farla online con le limitatissime possibilità offerte da una webmail.

Ah sì. Il mio Core i7 che sfida i server di Google. 
Sinceramente trovo l'affermazione di sopra davvero risibile:

in cosa, un client di posta online, è limitato rispetto a uno offline? Cosa può offrire un client offline? Opzioni (assolutamente no)? Interfaccia (outlook.com è la copia sputata di outlook)? Fammi un esempio che non ti seguo.

Aggiungo una cosa: prima del 2003 Exchange era solo online. C'era un client, ma senza connessione non funzionava. Per anni e anni ho usato un client di posta che faceva la stessa cosa che fa un browser oggi. Hanno aggiunto la modalità offline per chi viaggia, ma adesso che c'è la connessione di rete anche durante i voli brevi, almeno qui negli USA non è un problema. 

Ripeto ero anche io un fanatico del client offline. Dopo aver osservato la formichina per anni mi son disintossicato. È una abitudine che mi ha offerto solo la gestione centralizzata di più account, ma adesso che sono praticamente tutti forwardati verso Hotmail... poco male.

Con l'interfaccia offerta dalla webmail hai altrettanta versatilità?

Si parte dall'idea che la versatilità sia la cosa migliore in assoluto. La metafora delle label non mi piace ma non è che sia un impedimento al mio uso dello strumento di lavoro... anche perché molto spesso alle cose vi accedo via search.

   
46. FOLBlog
martedì 17 gennaio 2017 alle 11:55 AM - chrome 55.0.2883.87 Windows unknown
   

Inutile cercare di convincerci a vicenda.

Sto cercando di capire se mi sto perdendo qualcosa.

Ah sì. Il mio Core i7 che sfida i server di Google. 

Sinceramente trovo l'affermazione di sopra davvero risibile:

Se "interrogo" l'elenco infinito di email stivate nel mio account gmail da webmail, devo inserire il termine di ricerca, premere invio o cliccare sull'icona per effettuare la ricerca e dopo meno di un secondo ho i risultati.

Se faccio la stessa operazione su Thunderbird per lo stesso account, i risultati sono filtrati istantaneamente mentre digito i caratteri della ricerca, a ciascuna lettera inserita.

Posso "tarare" la ricerca in tempo reale digitando finchè ho necessità.

Per la ricerca via Gmail, invece, devo decidere prima cosa cercare e poi vedere se cio' che cerco viene trovato.

Non c'è proprio paragone! Mi stupisce molto che tu sia convinto che con Gmail (la webmail con prestazioni migliori) si possa fare prima!

in cosa, un client di posta online, è limitato rispetto a uno offline? Opzioni (assolutamente no)? Interfaccia (outlook.com è la copia sputata di outlook)? Fammi un esempio che non ti seguo.

A parte la velocità e la versatilità con cui è possibile fare ricerche, la disponibilità dei messaggi anche in assenza di connessione, o in caso di disservizio anche momentaneo del server di posta, per me è determinante la possibilità di creare dei filtri in modo da contrassegnare e/o smistare in apposite cartelle le email in base a criteri.
Con Gmail le opportunità per fare questo è molto inferiore.
Ad esempio, non c'è la possibilità (oppure non ho capito come si fa) di smistare la posta con un filtro che sia in grado di selezionare un certo tipo di email in una cartella apposita. Ne' di mettere nel filtro condizioni come "Oggetto contiene la/le parola <questo> o <quello>" o "Oggetto inizia con".
Con Gmail, si può, ad esempio, creare una sequenza di filtri e decidere se una volta applicato un filtro si debba continuare con glia altri gerarchicamente successivi?
Utile nel caso un filtro serva a (ad esempio) contrassegnare certi messaggi in un certo modo ed successivi filtri operino ulteriori distinzioni, classificazione. In due parole, utile per costruire filtri complessi.

Insomma, tra le possibilità offerte da una webmail e ciò che offrono Outlook e Thunderbird, c'è veramente un abisso secondo me.

La domanda è: di tutte queste features me ne faccio qualcosa oppure no?

E' chiaro che se l'email è quella casalinga, mono account, è probabile che una qualsiasi webmail non faccia mai vedere i propri limiti.
Ma rientriamo nella mia affermazione che certi strumenti vanno bene sono se non si hanno esigenze "evolute".

Si parte dall'idea che la versatilità sia la cosa migliore in assoluto. 

No, affatto. La versatilità consente di utilizzare un certo strumento in modo...versatile.
Cioè, per assurdo, chi realizza uno strumento versatile può anche non prevedere tutti gli usi che gli utenti possono volerne fare, perchè la versatilità consentirebbe appunto una più vasta gamma di utilizzo. A volte anche imprevista o inattesa.

Ad esempio, con uno studio legale che usa Thunderbird abbiamo ideato un ingegnoso sistema di filtri e tag, in base ad un protocollo di comunicazione interno, per indicare lo stato di alcune pratiche e smista, cataloga e contrassegna le email opportunamente facilitando il lavoro di organizzazione e distribuzione del lavoro.
In attesa di trovare un software che sia giudicato efficiente e consono alle esigenze dello studio, la versatilità di quello strumento ha consentito venisse utilizzato per scopi (l'organizzazione del lavoro) che esulano dai compiti per i quali è stato ideato, consentendo di ottenere immediatamente dei vantaggi che solitamente si ottengono con altri software specifici (ed a volte troppo rigidi).

La versatilità è il motivo per cui in tanti preferiscono Excel al posto di Access anche per la creazione di archivi che sono il target di un DBMS. Ciò consente di evitare il ricorso ad un software specifico, ma che risulta troppo farraginoso ed impegnativo quando occorre gestire una mole relativamente limitata di dati.

Ecco perchè la versatilità, che da sola non è "la cosa migliore in assoluto", si riveli invece una risorsa preziosissima in tanti casi. 
La versatilità è l'equivalente dell'agilità. Meglio avercela che no.

   
47. FOLBlog
martedì 17 gennaio 2017 alle 12:04 PM - chrome 55.0.2883.87 Windows unknown
   

Poi ci sono anche altre motivazioni che mi fanno preferire un client di posta (Outlook o Thunderbird) rispetto alla soluzione webmail, ma che ricadono nei gusti personali.

Ad esempio, odio la paginazione dell'elenco delle email, che in una webmail è una necessità: mi impedisce di "andare" molto rapidamente ad una certa data per consultare le email di giorni specifici.
Necessità tanto frequente quanto l'esperienza è frustrante se la si fa con una qualsiasi webmail.

O la selezione di interi blocchi di email per lo spostamento manuale in altra cartella o la loro cancellazione, o marcatura con un certo tag.

Nella webmail queste operazioni sono fattibili limitatamente alle email che sono visualizzate in quel momento, cioè solo pagina per pagina.

Se vuoi cancellare 5000 email in una botta sola, devi armarti di santissima pazienza.

Con un client di posta è un'operazione da un secondo.

 

   
48. Paperino
martedì 17 gennaio 2017 alle 7:00 PM - chrome 55.0.2883.87 Linux
   

Sto cercando di capire se mi sto perdendo qualcosa.

Secondo me sì. Ed è il fatto che, stando così le cose, Windows 10 non sarà mai "stabile" quanto Windows 7. Poi staremo a vedere, mi basta che per sei mesi di seguito non ci siano episodi di "update broke my printer"... 

Posso "tarare" la ricerca in tempo reale digitando finchè ho necessità.

Instant search è uno scenario valido. Non lo trovo utile, non lo utilizzerei neanche al lavoro dove è sempre cercare un ago in un pagliaio.

Però sono libero dal fatto di dover ricordare le credenziali di 6 o 7 account di posta, installare un client e espormi a qualche rischio.

A parte la velocità e la versatilità con cui è possibile fare ricerche

Versatilità OK, velocità no. A parte un minimo di latenza i risultati sono sempre istantanei.

La domanda è: di tutte queste features me ne faccio qualcosa oppure no?

E' chiaro che se l'email è quella casalinga, mono account, è probabile che una qualsiasi webmail non faccia mai vedere i propri limiti.

Primo: faccio notare che si parla del caso casalingo. 
Secondo: faccio notare che finora, al lavoro (tra exchange online e gmail) non mi sono mai trovato in difficoltà pensando "ah se avessi questa feature, la mail la troverei/organizzerei meglio"...

Ad esempio, odio la paginazione dell'elenco delle email, che in una webmail è una necessità: mi impedisce di "andare" molto rapidamente ad una certa data per consultare le email di giorni specifici.

Per andare alla data usa un filtro... è 100% abitudine.

 

   
49. bondocks
martedì 17 gennaio 2017 alle 9:17 PM - chrome 55.0.2883.87 Windows 10
   

betanews.com/.../

dai papero..segui le waves

   
50. Paperino
martedì 17 gennaio 2017 alle 9:23 PM - chrome 55.0.2883.87 Linux
   

The German post includes the usual FUD from Microsoft, and the grim picture that the software giant paints for Windows 7 isn’t entirely fair, but it does serve as a reminder that time is ticking on for the aging OS.

If you’re currently using Windows 7, what are your plans for the future? Will you upgrade to Windows 10, if so when, and if not, what do you intend to do once 2020 rolls around?

Se invece di sprecare tempo e soldi in queste puttanate facessero un'altra inversione a 180 gradi, come ci hanno già abituati, saremmo tutti più felici. Fra tre anni che succede? Succede che la formichina probabilmente non avrà più bisogno di un desktop...

(poi immaginate quali sarebbero i numeri se Windows 10 non fosse stato spinto giù per la gola come è stato fatto...)

O probabile anche che fra tre anni non avranno grosse nuove feature da aggiungere e la qualità si approssimi asintoticamente a quella di un SP qualsiasi.

Certo è che il desktop non è indispensabile come lo era 3 o 4 anni fa appena. Figuriamoci fra altri tre anni... magari persino Linux

   
51. FOLBlog
venerdì 20 gennaio 2017 alle 10:43 PM - chrome 33.0.0.0 Android 4.4.2
   

www.zdnet.com/.../

A proposito  di sicurezza

   
52. terminator
sabato 21 gennaio 2017 alle 9:55 AM - Edge 14.14393 Windows 10
   

Io farei un downgrade a Windows xp, però se alcune cose non funzionano mi arrabbio.

   
53. bondocks
giovedì 26 gennaio 2017 alle 7:01 PM - chrome 55.0.2883.87 Windows 10
   

@folblog

Lighting di Thunderbird non è assolutamente all'altezza di Outlook 2016 nella gestione dei calendari.

Sarà...ma sono riuscito a fare in modo che i calendari presenti sotto outlook.com (online) fossero visibile e editabili con outlook 2016 dopo una settimana di peripezie ma ancora non riesco a fare in modo che nella barra a destre dl "da fare" compaiano gli eventi dei cinque calendari che ho, mi fa vedere solo ed esclusivamente gli appuntamenti del calendario locale.

Mah..l'accoppiata Thunderbird-Google rende tutto molto più semplice, gestisco i miei 5 calendari senza tanti problemi

   
54. Paperino
martedì 31 gennaio 2017 alle 7:39 PM - chrome 55.0.2883.87 Linux
   

Io farei un downgrade a Windows xp, però se alcune cose non funzionano mi arrabbio.

Ennesima falla logica del lettore che passa di fretta.

   
55. Mah...
mercoledì 1 febbraio 2017 alle 9:54 AM - firefox 51.0 Windows 10
   

Saranno dieci anni che sento dire che il desktop è morto, e dieci che puntualmente si rivela un'assurdità.

Ma forse i contenuti si pensa di produrli coi telefoni

Intanto sono morti netbook e tablet, che dovevano essere il futuro.

Panta rei...

   
56. Paperino
mercoledì 1 febbraio 2017 alle 6:50 PM - chrome 56.0.2924.76 Linux
   

Saranno dieci anni che sento dire che il desktop è morto, e dieci che puntualmente si rivela un'assurdità.

Il desktop come dispositivo principale è morto. Prima del suo primo smartphone, la formichina spendeva il 100% del suo connection time su un desktop. Adesso siamo scesi intorno al 10%.

Ma forse i contenuti si pensa di produrli coi telefoni

Filmati e foto, tempo fa dovevano passare dal desktop. Adesso non è più necessario. È chiaro che ci sono contenuti elaborati che richiedono il desktop e questo probabilmente non cambierà mai.

Intanto sono morti netbook e tablet, che dovevano essere il futuro.

I Netbook erano sempre desktop (parlo della modalità di interazione) solo con una forma diversa.
I tablet, come categoria a parte, IMHO non ha senso. Tablet + telefonini dovrebbe essere il riferimento corretto, in quanto l'interfaccia è la stessa ma cambia solo il formato.

Poi ci sarebbe un'altra categoria che sono i ChromeBook e similari, che per via dell'interfaccia (tastiera fisica) tendono a rodere il mercato del desktop ma che non sono più desktop ma una terza via. 

Questa volta ci son andato molto vicino a comprare un ChromeBook. Vedremo la prossima iterazione.

   
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