Cronache odissiache di ritorno

Il viaggio di ritorno, per concludere la serie dedicata alle vacanze e tornare ad un modo più serioso più consono allo spirito lavorativo, si è conclusa in maniera quasi simmetrica al viaggio di andata, con qualche singolare deviazione.

Innanzitutto, causa un regalo inaspettato, ci siamo presentati alla partenza con una “valigia” (in realtà una grossa scatola protetta da un maxi involucro trasparente) in più. Alitalia ci ha chiesto una penale di circa 150 euro abbondantemente al di sopra del valore economico e affettivo del contenuto della valigia improvvisata. Ma in qualche modo mossi a pietà e dopo un paio di interpellanze a qualcuno in alto, si son decisi ad accettare il pacco senza costi aggiuntivi ma con nostra piena responsabilità qualora il pacco arrivasse a destinazione distrutto. Sono poi cominciate le procedure di security ed imbarco: la mia fortuna è stata che ho fatto la security in parallelo ad una ragazza con la strana capigliatura e gli addetti alla sicurezza, distratti dalla tipa, sono stati molto più accomodanti del solito. L’imbarco a Bari è avvenuto con circa 45 minuti di ritardo ma eravamo tranquilli: i bagagli risultavano spediti a destinazione e a Roma c’era un buffer di circa due ore più che sufficiente a coprire le richieste di sicurezza ammerigane.

Giunti a Roma abbiamo fatto il check-in direttamente presso il gate e lì l’impiegata della US Airways si è giustamente accorta della quinta valigia. Le regole della compagnia americana sono semplici quanto micidiali: extra bagaglio –> 100$ di penale pena la non accettazione all’imbarco. Detto in parole povere o tiravamo fuori di tasca 100$ o ci lasciavano a Roma. Anche in questo caso c’è stato un ritardo all’imbarco di 45 minuti che ha annullato l’effetto del primo; questa volta il modulo della dogana, su cui abbiamo prontamente dichiarato quanto stavamo importando, ce l’hanno dato addirittura al bancone, alla faccia dell’arpìa dell’andata che chiedeva che andassimo in consolato (circa 1500 Km da casa) a ritirarne uno. Pagato l’obolo obbligatorio, ma assai minore di quello italico, ci siamo approntati a partire destinazione Philadelphia e poi Seattle.

Le regole americane di immigrazione e dogana sono semplicissime: si espleta alle varie funzioni nel momento stesso in cui si tocca il suolo americano e quindi immigrazione e dogana vanno fatte a Philadelphia. Il primo problema l’abbiamo avuto mettendoci in fila allo sportello sbagliato: nel senso che l’ufficiale di immigrazione che abbiamo beccato era estremamente più lento di tutti gli altri messi insieme. Le solite domande di rito, il solito welcome home con timbro sul passaporto blu e via a ritirare le valigie per passare i controlli doganali. E quì si è presentato il secondo problema: quattro valigie su cinque non erano presenti all’appello: per fortuna l’unica ad avercela fatta era quella contenente le scamorze fresche opportunamente sigillate e impacchettate. Stessa sorte è capitata ad altri baresi con destinazione Philadelphia. Ci hanno spiegato che avremmo dovuto fare reclamo all’aereoporto di destinazione e tristemente (ma più leggeri) ci siamo avviati verso il prossimo gate.

Piccola parentesi: ci sono aereoporti che sono stati progettati da idioti. Philadelphia è uno di quelli perché per trasferirsi da un volo intercontinentale ad uno nazionale richiede una nuova dose di security. Uno dei più idioti in assoluto è quello di Heatrow, che richiede di fare la security appena dopo sbarcati anche se non si deve prendere un altro volo. Idiota anche la security americana che si fa ad Amsterdam, che porta i passeggeri a finire in un vicolo cieco sprovvisto persino di bar/ristoro. Chiusa parentesi.

Le file per la security in Philadelphia hanno anche una dislocazione caotica di tipo italiota e tra passegeri stanchi e addetti ancora più stanchi lo scontro è quasi assicurato. Per fortuna anche in questo caso sono stati abbastanza permissivi non chiedendomi di tirar fuori tutto l’armamentario da Spielberg che trasportavo nel mio zaino e si son accontentati di analizzare a raggi-X solo il mio netbook.

L’ultimo volo, con grossa sorpresa, è partito in perfetto orario… un ulteriore intoppo a Philadelphia ci avrebbe costretti a spendere la notte in città. A Seattle infine, l’unica valigia spedita, quella coi latticini, è arrivata senza altre sorprese. Dopo il reclamo presso gli uffici bagaglio siamo arrivati a casa.

Purtroppo sono passate quasi quarantotto ore dal nostro arrivo in città e delle valigie per ora solo la promessa di consegna tra le 13 e le 17 di oggi. Speriamo bene.

-quack

Potrebbero interessarti anche:
Commenti (14):
1. Franco
giovedì 27 agosto 2009 alle 12:33 AM - safari 531.9 OS X 10.5.8
   

Porca vacca! Io avrei spedito tutto con FedEx!

Che disastro comunque, non pensavo ci fossero tanti intoppi. Ma e' peggiorato dopo l'11 settembre o la sicurezza e la burocrazia erano cosi' anche prima?

   
2. 0verture
giovedì 27 agosto 2009 alle 1:20 AM - firefox 3.5.2 Windows 7
   

Ma non dicevi che non si potevano importare cibarie. Perchè hanno lasciato le scamorze ?

   
3. Luigi Bruno
giovedì 27 agosto 2009 alle 1:21 AM - IE 8.0 Windows XP
   

La prossima volta mettiti in un pacchetto, specifica un indirizzo IP e spedisciti via TCP!

   
4. Mario
giovedì 27 agosto 2009 alle 9:49 AM - chrome 2.0.172.43 Windows XP
   

Quando la vita si accanisce... l'uomo sopperisce: o ti decidi a ritornare in Italia per restarci o ti dedichi alla ricerca sul teletrasporto (ma non nei ritagli di tempo.... magari allungando le giornate... ;-)) )

Comunque bentornati e a presto!

Ciao

   
5. Edward
giovedì 27 agosto 2009 alle 10:09 AM - firefox 3.5.2 Windows 7
   

Welcome home

 

@ Overture:

Forse i formaggi non sono sulla lista degli alimenti banditi per ragioni sanitarie: aspetto la risposta di Paperino.

 

Edward

   
6. Dovella™
giovedì 27 agosto 2009 alle 10:31 AM - firefox 2.0.0.20 Windows 98
   

E ben tornato a casa,

 

   
7. 0verture
giovedì 27 agosto 2009 alle 11:38 AM - firefox 3.5.2 Windows 7
   

Forse i formaggi non sono sulla lista degli alimenti banditi per ragioni sanitarie: aspetto la risposta di Paperino.

Si vede che non hanno mai visto come vengono fatti certi formaggi tradizionali...

   
8. Paperino
giovedì 27 agosto 2009 alle 1:06 PM - firefox 3.5.2 Windows 7
   

Le regole di cosa si non si può importare o importare in maniera controllata sono molto chiare e disponibili a tutti: www.cbp.gov/.../prohibited_restricted.xml

In generale sono vietati: frutta e vegetali freschi (ok invece per legumi e condimenti, olio, aceto, ecc.); carni e salumi; formaggi freschi ma più che altro "liquidi" (ok per mozzarelle, scamorze e panna da cucina in scatola, non-ok per stracciatella et similari).

Tutto il resto si può importare tranquillamente stando attenti a non superare la franchigia: caffé, nutella, cioccolata, taralli, ecc.

Sul modulo doganale è chiaramente chiesto se si sta importando cibo: dopo anni e anni di esperienza e di salumi confiscati o importati illegalmente, abbiamo realizzato che la cosa più semplice è attenersi alle regole. Vedersi confiscare la salsiccia secca è un dolore troppo forte anche per i viaggiatori più esperti.

Saro troppo scettico ma dubito che esista un qualcosa di simile regole e istruzioni per chi viaggia che riguardi la dogana italiana.

   
9. 0verture
giovedì 27 agosto 2009 alle 1:19 PM - firefox 3.5.2 Windows 7
   

Insomma quelle tomette di montagna che odorano di tutto e di più rimangono bloccate ?

   
10. Paperino
giovedì 27 agosto 2009 alle 8:15 PM - firefox 3.5.2 Windows 7
   

tomette di montagna

what?? Sono di pianura, dalle mie parti solo ottime scamorze e mozzarelle...

   
11. 0verture
giovedì 27 agosto 2009 alle 8:38 PM - firefox 3.5.2 Windows 7
   

Non sai che ti perdi

   
12. Edward
giovedì 27 agosto 2009 alle 10:21 PM - firefox 3.5.2 Windows 7
   

Non dimentichiamo gli altri formaggi che si percepisce molto prima di vederli: puzzone di Moena, taleggio stagionato, pecorino senese anch'esso ben stagionato e, last but not least, il casu marzu (semplificando, un pecorino sardo marcito con larve del moscerino del formaggio). Chissa' se sono considerati arme biologiche ...

 

Edward

   
13. 0verture
giovedì 27 agosto 2009 alle 11:25 PM - firefox 3.5.2 Windows 7
   

Le bloccano tutte alla dogana, taserano il terro...l'importatore, fanno saltare col nucleare tutto l'aeroporto e bruciano le ceneri

   
14. TroUblE
martedì 1 settembre 2009 alle 10:52 AM - firefox 3.5.2 Windows 7
   

Caspita Paperino sei di pianura? Io sono della provincia di Napoli

 

Quasi dimenticavo...Welcome back!

   
Lascia un commento:
Commento: (clicca su questo link per gli smiley supportati; regole di ingaggio per i commenti)
(opzionale, per il Gravatar)