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Domande retoriche

Jeff Atwood si chiede perché Microsoft è incapace di rilasciare prodotti Open Source in bundle con altri prodotti. Fa l’esempio di Visual Studio che pur di non includere l’ottimo NUnit preferisce fornire un clone di qualità decisamente inferiore.

Risponde per Microsoft Richard Stallman, in una delle sue uscite zeppe di non-sense:

Gates is personally identified with it (NdP: it = FUD), due to his infamous open letter which rebuked microcomputer users for sharing copies of his software.

It said, in effect, "If you don't let me keep you divided and helpless, I won't write the software and you won't have any. Surrender to me, or you're lost!"

La lettera infamous di cui parla Stallman è la lettera di Bill Gates agli hacker in cui chiedeva di smettere di distribuire piratescamente il Basic Altair: la pirateria, diceva Bill a capo allora di una minuscola Microsoft, uccide le piccole aziende.

Si può essere d’accordo o meno se sia morale chiedere soldi per il software; credere che distribuire il software in maniera libera sia l’unico modo morale di farlo al punto di suggerire che qualsiasi messaggio antipirateria sia criminale è plain stupid. Significherebbe suggerire che la pirateria di software proprietario è cosa etica nonostante abbia per anni predicato che la scelta migliore è usare software alternativo libero.

Essendo Stallman il genio dietro l’idea dei contratti ad effetto retroattivo (vedi GPL3), la paranoia di Microsoft – secondo la mia modesta opinione – è totalmente comprensibile. Anche se sorrido al pensiero che al concessionario che mi ha venduto il bolide possa saltare in mente qualche modifica retroattiva al contratto di vendita.

Come ciliegina sulla torta, quasi a convincermi ulteriormente delle qualità morali del personaggio, le insinuazioni basate su rumor sulla Bill & Melinda Gates foundation:

Gates' philanthropy for health care for poor countries has won some people's good opinion. The LA Times reported that his foundation spends five to 10% of its money annually and invests the rest, sometimes in companies it suggests cause environmental degradation and illness in the same poor countries.

Non ho assolutamente niente contro il modello Open Source di sviluppo del software anche se penso che come modello di business sia decisamente inferiore a quello del software proprietario per motivi di conflitto di interesse (bancario!). Il fatto che però l’associazione Open Source/Richard Stallman sia molto forte mi lascia totalmente perplesso.

Quasi mi dispiace, ma devo bollare la domanda di Jeff come retorica.

-quack

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Commenti (35): [ Pagina 1 di 2  - più vecchi ]
6. Filippo
lunedì 7 luglio 2008 alle 10:06 AM - unknown unknown unknown
   

Sono perfettamente d'accordo con te quando dici che "Non ho assolutamente niente contro il modello Open Source di sviluppo del software anche se penso che come modello di business sia decisamente inferiore a quello del software proprietario per motivi di conflitto di interesse (bancario!)".

Open Source, e meglio ancora Free software, sono due buonissime cose. Ma è vero che la gente deve campare. Ed è molto più facile guadagnare vendendo un software piuttosto che rilasciarlo gratuitamente sperando di vendere un contratto di assistenza.

In ogni caso gli interessi economici la fanno da padrone... (come è giusto che sia).

   
7. zakk
lunedì 7 luglio 2008 alle 12:25 PM - unknown unknown unknown
   

Stallman è il solito talebano. Se lui crede nel free software tutto il mondo deve crederci... Non prende in considerazione il fatto che altre persone possono pensarla in modo diverso (e magari campare vendendo software).

@Paperino: Comunque la GPLv3 non è retroattiva. Ad esempio il kernel Linux usa la GPLv2 (che è una gran bella licenza) e non è passato alla 3.

@EnricoG: Stallman non sa scrivere software, o comunque non a livello di altri hacker mostri sacri dell'opensource... Ha scritto quel cesso di Emacs, le versioni 0.xx del gcc (qualcosa di urribile) e poi si è messo a fare filosofia

   
8. pluto
martedì 8 luglio 2008 alle 4:41 PM - unknown unknown unknown
   

Io, fossi in te, Paperino, mi vergognerei.

Mi vergognerei di quello che scrivo, di come lo scrivo, del perchè lo scrivo.

Cosa c'entra la domanda di Jeff Atwood con l'articolo di Stallman, l'hai capito soltanto tu.

Chissenefrega della distribuzione della fonte dei tuoi proventi. Tutti sappiamo che per garantire e difendere la libertà talvolta bisogna assumere delle posizioni rigide. Solo che tu lo neghi. Tu e gli amici tuoi che, evidentemente, non hanno mai provato ad utilizzare altro (visto che definiscono emacs un cesso...).

Da oggi, un click in meno per le statistiche d'accesso al tuo sito: il mio.

Anche se non ti frega proprio.

Vergognati

   
9. Paperino
martedì 8 luglio 2008 alle 5:21 PM - unknown unknown unknown
   

 Mi vergognerei di quello che scrivo, di come lo scrivo, del perchè lo scrivo.

Quello che scrivo è quello che penso: non ci sarà nessuno che mi farà vergognare.

Come lo scrivo: a ciascuno il suo stile, non vedo niente di cui vergognarmi.

Perché lo scrivo lo so solo io: sbagli ad avere la presunzione di saperlo e a giudicarmi per quello che tu pensi.

Cosa c'entra la domanda di Jeff Atwood con l'articolo di Stallman, l'hai capito soltanto tu.

 A volte può darsi che io sia involontariamente ermetico, fa parte del mio stile. Però provo di nuovo a spiegare in due parole:

Jeff Atwood dice che è un peccato che MS faccia tutto il possibile pur di circumnavigare le licenze Open Source. Dall'altro lato del mondo c'è chi spende ogni minuto della sua vita affinché le aziende non abbiano la libertà di fare soldi nemmeno indirettamente con l'open source (vedi Tivò; vedi accordi Novell/Xandros/ecc.)

Chissenefrega della distribuzione della fonte dei tuoi proventi.

Assumi che quello che scrivo sia disgiunto dalla mia esperienza personale. Sbagli. A me potermi mantenere con il software frega tantissimo. Il mio è un punto di vista, come quello di qualsiasi altro.

Tutti sappiamo che per garantire e difendere la libertà talvolta bisogna assumere delle posizioni rigide.

Talvolta in nome della libertà si commettono vere e proprie fesserie. Nel track record di Stallman vedo solo questo.

Tu e gli amici tuoi che, evidentemente, non hanno mai provato ad utilizzare altro (visto che definiscono emacs un cesso...).

 Etichettare zakk come qualcuno che non ha mai provato ad utilizzare altro dimostra che i tuoi giudizi sono poco basati sulla conoscenza. Da quel che ho capito zakk è tutto fuorché qualcuno che non ha mai provato altro...

Da oggi, un click in meno per le statistiche d'accesso al tuo sito: il mio.

 Questo presume che tu sappia qualcosa che non sai, il perché io scrivo.

Anche se non ti frega proprio.

 Come vedi la tua presunzione è pure un vizio.

Vergognati

 Sorry, proprio non ci riesco.

   
10. NickelGreen
martedì 8 luglio 2008 alle 6:25 PM - unknown unknown unknown
   

Toglietemi tutto, ma non il mio opensource...

Così, parafrasando un noto claim di una arcinota (e piuttosto cafona) marca di orologie e ammenicoli femminili vari, forse si rende meglio l'idea di come l'open source sia più una religione/ideologia/status che un dato di fatto.

Che si ponga anche in dubbio che esista la esigenza normale di guadagnare scrivendo software mi sembra assolutamente bislacco (notare il termine volutamente retrò) oltreche marziano.

L'open source è diventato più una moda che una mania. E' sulla bocca di tutti, ma nessuno (specie tra i suoi adepti) mi sa che ha veramente capito cosa sia. Quando se ne parla, si mette dentro un po' di iso/standard, un po' di discorsi libertari (e non liberali che sono un po' diversi nei toni e nei contenuti), un po' di ideologia, un po' di Linux (sempre e comunque citato a sproposito come risoluzione alla qualsiasi e specie in chiave anti Microsoft che è "il male") e via discorrendo.

Allo stesso modo gli strenui difensori dell'open source anche per il Boeing 787 (ma questi sanno cos'è la tecnologia industriale??) non capiscono e irridono il fatto che Microsoft non abbracci l'open source.

Il motivo è semplice. Microsoft fa BUSINESS, non fa ideologia/beneficienza/ricerca (in realtà fa anche ricerca, eccome se la fa). Quando innova lo fa per guadagnarci come è giusto che sia. Avere la pretesa che un'industria abbracci un circuito "free" è pura idiozia. Come dire: "I nuovi progetti della nuova Fiat Koola sono disponibili online per tutti i cinesi...".

Lo ripeto da anni: ma perchè non guardiamo il mondo delle auto, delle navi o ancora più specificatamente, degli aerei?? Forse qualcuno fa un torto alla Boeing perchè non rende "open" i propri progetti del nuovo 787 e del futuro 747-8? Ma siamo impazziti? Non esiste manco un dibattitto su questo e non avrebbe senso farlo. Perchè il mondo del software (e dell'hardware che serve per farlo funzionare e viceversa) dovrebbe essere diverso?

QUESTO non capisco: come si possa pretendere che il software sia un mondo a sè, quando, di fatto, non lo è. E' tecnologia, industria, business.

Immaginate la Ferrari che pubblica come "open" i progetti dei propri motori e telai. Tutti riderebbero (e giustamente) e TUTTI i concorrenti copierebbero annullando così quella competizione che è la F1, producendo tutti lo stesso telaio e lo stesso motore: N.B. la formula 1 è l'anticamera dei modelli di auto commerciali e questo, da sempre. Non ci sarebbero stati nemmeno gli studi ergonomici se qualcuno non si fosse preso la briga di poter far stare un uomo dentro a un abitacolo piccolo e scomodo a forma di siluro (vedi le corse degli anni 30-40).

   
11. zakk
martedì 8 luglio 2008 alle 6:48 PM - unknown unknown unknown
   

@pluto: la domanda di Atwood c'entra eccome con le dichiarazioni di Stallman. Secondo me la licenza GPLv2 e la BSD rappresentano un mondo opensource con cui anche aziende tendenzialmente closed possono collaborare.

La licenza GPLv3 e le ultime prese di posizioni di Stallman rappresentano (sempre secondo me) un opensource malato o-con-me-o-contro-di-me.

Riguardo a emacs non sono nè il primo nè l'ultimo a criticarlo pesantemente. Ti ricordi chi lo chiamava "Eight Megs And Constanlty Swapping" quando 8 mega di RAM erano tanti? Non era certo una persona ostile all'opensource

Detto questo non vedo perchè a Paperino si dovrebbe vergognare di quello che ha scritto (anche se fosse sbagliato).

   
12. Antonio
martedì 8 luglio 2008 alle 7:23 PM - unknown unknown unknown
   

Bella discussioncina eh?

Premessa: non credo che essere apertamente schierati da una parte o dall'altra sia un male. Anzi.

Detto questo credo però che il partito preso sia profondamente un errore. E non mi riferisco a pluto (del quale però non condivido i modi). Lavoro in ambiente windows e non mi interessa proprio passare ad altro, anche se di questo riconosco gli enormi pregi. Che emacs sia "un cesso" (cito), beh è un'affermazione alquanto ardita. Ho avuto modo di usarlo (esiste un porting per windows) e di vedere altri che utilizzo ne facevano: impressionante. D'altronde io non mi azzarderei a parlare di swapping quando il sistema sul quale lavoro è il primo mangiarisorse. Bisogna avere senno. Cosa c'entra poi vendere o meno il software con la gpl, non me lo spiego nemmeno. Mi spiace notare che i veri integralisti (forse) non sono "loro". E ne faccio autocritica. Drm e soci sono "cose" che non piacciono neanche a me.

Ciao

   
13. rabdomans
martedì 8 luglio 2008 alle 7:41 PM - unknown unknown unknown
   

solo una preghiera a chi ha definito emacs un cesso: illuminaci, o vate, l'editor che hai realizzato tu, come si chiama? Dove lo trovo? Quanti milioni di utenti lo usano? Vorresti spiegarci in cosa e perchè emacs è un cesso. Che possa non piacerti, ok. Ma cesso significa che ne sai una più del diavolo, che è stato programmato in maniera totalmente sballata, che non funziona.

Altra cosa: paragonare la stesura di software alla progettazione delle f1... omadonna (tutto unito).

Infine, mi associo alla domanda di Antonio (bravo per il buon senso): che ci azzecca il mantenersi vendendo software con la gpl? Il nesso qual'è? Il sorgente aperto? Secondo voi vende software solo chi non lo sottopone a gpl?

Mughini direbbe: maddddaiii...

   
14. zakk
martedì 8 luglio 2008 alle 8:40 PM - unknown unknown unknown
   

@Antonio @rabdomans: ok sostituite "cesso" con "editor poco funzionale per le mie esigenze".

Comunque su Linux preferisco di gran lunga come editor vi (per stare sugli editor "classici" di UNIX), oppure mcedit.

   
15. Paperino
martedì 8 luglio 2008 alle 8:44 PM - unknown unknown unknown
   

@antonio

Bella discussioncina eh?

Premessa: non credo che essere apertamente schierati da una parte o dall'altra sia un male. Anzi.

Concordo su tutto finora.

Detto questo credo però che il partito preso sia profondamente un errore. E non mi riferisco a pluto (del quale però non condivido i modi).

E allora a chi ti riferisci? (lo chiedo perché se ti riferisci a me la prendo come una domanda)

D'altronde io non mi azzarderei a parlare di swapping quando il sistema sul quale lavoro è il primo mangiarisorse. Bisogna avere senno.

Se al sistema operativo si domandano più cose, richiederà ovviamente più risorse. Non capisco se stai insinuando che ci sia qualche OS che richieda più risorse solo per oziare.

Cosa c'entra poi vendere o meno il software con la gpl, non me lo spiego nemmeno.

Bisognerebbe capire che la GPL non è solo una licenza ma un modello di business che si può definire solo con la frase "quello che sta in testa a Richard Stallman". Se non è chiaro questo posso approfondire ma credo che l'esempio RedHat/CentOS sia più che sufficiente.

Mi spiace notare che i veri integralisti (forse) non sono "loro". E ne faccio autocritica.

Dovremmo metterci d'accordo su cos'è l'integralismo. Se integralismo è imporre qualcosa (vedi un modello di business o sei fuori) allora vedo difficile giustificare che "loro" non sono integralisti.

Drm e soci sono "cose" che non piacciono neanche a me.

Fiumi di elettroni si sono sprecati sulla questione DRM. Io mi limito ad un esempio: un integralista si è dimostrato infelice che con Vista non fosse possibile rippare i DVD.... giustificandosi che non c'è un tool nel sistema che lo faccia.

@rabdomans:

solo una preghiera a chi ha definito emacs un cesso: illuminaci, o vate, l'editor che hai realizzato tu, come si chiama?

Mmm, non mi sembra corretto. Allora siccome io penso che Cinelerra è un cesso di sw per il video-editing e siccome io non ho mai scritto un SW di video-editing, la mia opinione non conta? Fa niente che pasticcio in regia da circa 8 anni??

Secondo voi vende software solo chi non lo sottopone a gpl?

Chi sottopone software a GPL non vende software. Vende qualcos'altro ma non chiamiamolo software.

   
16. Enrico
martedì 8 luglio 2008 alle 9:37 PM - unknown unknown unknown
   

NickelGreen ha detto:

(ma questi sanno cos'è la tecnologia industriale??)

e senza volere ha "messo il dito nella piaga" di alcune mie riflessioni che da tempo non trovano sbocco.

Tempo fa ho iniziato a scrivere alcune mie riflessioni ed il punto a cui ero arrivato con il ragionamento, ma non ho trovato nessuno che mi ha aiutato a capire di più, ad arrivare ad una conclusione, anche parziale.

La frase di NickelGreen ha riacceso una delle domande che mi pongo da tempo: mi pare si accetti senza troppi problemi che esista il segreto industriale nella produzione di macchinari o prodotti vari; la "protezione" di questi segreti industriali è uno dei capisaldi del ragionamento di chi afferma che la sfida con i Paesi Emergenti debba essere condotta sul piano della qualità, sottintendendo la produzione di quei beni per cui è necessario un certo tipo di know-how, frutto di ricerca, che, ovviamente, non deve essere di pubblico dominio!

Perchè lo stesso segreto industriale non puo' esistere per la produzione di software che, faccio notare, è un processo industriale come un altro?

Se un principio è corretto, lo è a prescindere dal campo in cui si crede debba essere applicato.

Allora se l'opensource è cosa buona e giusta, anche il progetto di un nuovo, innovativo, pannello solare (esempio a caso) deve essere disponibile liberamente per tutti; e chi, per arrivare a quel risultato ha investito una barca di soldi? Non c'è il rischio di frenare questo tipo di investimenti in ricerca? A chi probabilmente è tentato di obbiettare che la ricerca condivisa sarebbe ancora meglio, mi pare si possa opporre il fatto che le innovazioni provenienti dal mondo opensource non siano così numerose e frequenti (ne' qualitativamente all'altezza) quanto quelle provenienti dal mondo "commerciale". O sbaglio?

   
17. clerk
martedì 8 luglio 2008 alle 10:32 PM - unknown unknown unknown
   

Ma le royalty ad Alessandro Benvenuti & c. le paghi? E quelle alla Walt Disney? Non violi il copyright del film e della casa d'animazione? (battutona)

Leggo che vivi a redmond e hai a che fare con vista. Le mie letture però, qui, si fermano a questo e al presente post. Cancello anch'io il feed rss dai segnalibri.

La differenza fra "opinione" e "giudizio" non te la dico, farei notte, quella fra le parole sconnesse di un pirla qualsiasi e i drm penso che solo tu non l'abbia capita. Hai capito però che non vende software chi lo sottopone a gpl, ma qualcos'altro... Patate forse? Leccalecca alla fragola?

E non vado avanti per non ingolfarti il database.

A mio modesto parere hai detto, in risposta al post di Antonio, un coacervo di cazzate shakerate. Solo che non fanno schiuma: fanno pena.

Magari leggi qualcosa, informati e solo dopo scrivi su un blog, che è pubblico e qualche anima candida rischia pure di crederti...

   
18. clerk
martedì 8 luglio 2008 alle 11:10 PM - unknown unknown unknown
   

p.s. magari potresti cominciare da qui (si parla di modelli di sviluppo, etc.): www.linux.com/.../140040

   
19. Paperino
martedì 8 luglio 2008 alle 11:18 PM - unknown unknown unknown
   

Hai capito però che non vende software chi lo sottopone a gpl, ma qualcos'altro... Patate forse? Leccalecca alla fragola?

Servizi. Se non mi interessasse la manutenzione di RedHat installerei CentOS. Che è uguale ma è gratuito. Quindi RedHat deve vendere qualcosa che non è solo software perché siccome il sorgente è pubblico ci sarà sempre qualcuno che prenderà il lavoro di RedHat, ne toglierà tutti i copyright e lo regalerà (o rivenderà come Oracle insegna) al mondo. Stranamente grossa parte delle aziende che fa soldi con la GPL è "costretta" a vendere servizi. Vedi Google. Per questo dico che la GPL impone di vendere qualcos'altro. Oppure spiegami come si possono fare soldi se qualsiasi maniera per farlo - come lucchettare l'HW su cui il software GPL gira - è visto come una "violazione" dello spirito della licenza (Tivò)

Cancello anch'io il feed rss dai segnalibri.

This blog comes with money back guarantee...

A mio modesto parere hai detto, in risposta al post di Antonio, un coacervo di cazzate shakerate. Solo che non fanno schiuma: fanno pena.

Magari leggi qualcosa, informati e solo dopo scrivi su un blog, che è pubblico e qualche anima candida rischia pure di crederti...

Grazie. Collezionare complimenti è sempre rilassante, ne avevo proprio bisogno

   
20. pmate
martedì 8 luglio 2008 alle 11:48 PM - unknown unknown unknown
   

RedHat non è uguale a CentOS. Leggi meglio le specifiche dei due s.o.

In aggiunta al link di cui sopra posso consigliarti anche questo: http://www.tuxjournal.net/?p=3250. Certo le statistiche possono essere più o meno opinabili ma credo che quelle di cui si parla in quell'articolo siano state fatte da un'azienda seria. Mi viene un dubbio: ci sarà un motivo se i prodotti microsoft sono più bacati di una mela assaltata dai bruchi, o no? Personalmente ti capisco: mangi lì e lì non puoi sputare. Ma niente di più. Altro dubbio: perchè l'EU condanna microsoft due volte? Accoliti di Stallman il talebano?

Dovresti riflettere di più, secondo me, sugli appunti che ti vengono mossi (anche se a volte poco educati, ma tu non lo sei tanto di più) anche perchè, se decidi di manutenere un blog e lì esprimi le tue certezze, secondo me dovresti considerare 2 o 3 cose:

1) potresti sbagliarti perchè non sei il depositario della verità assoluta;

2) devi rispettare e considerare anche le opinioni di coloro i quali sono (da te) autorizzati a commentare i tuoi post;

3) potresti offendere una categoria di persone che compie egregiamente e seriamente il proprio lavoro senza che ci sia bisogno di straparlare da redmond.

Se tu fossi un commentatore dei post del blog potresti anche farlo (se te lo consentono), visto che invece "fai informazione" certi lussi non credo tu possa permetterteli.

Tra l'altro quello che si arrampica sugli specchi ammassando parole, s.o., licenze, guru e leccalecca sei tu per primo...

A proposito, non hai risposto alla bella domanda dei diritti d'autore: li paghi o no?

Ciao

p.s. con il tuo "money back", compra un icecream e mangialo pure alla mia salute...

   
21. Paperino
mercoledì 9 luglio 2008 alle 12:23 AM - unknown unknown unknown
   

Red Hat Enterprise Linux is largely composed of free and open source software, but is made available in a usable, binary form (such as on CD-ROM or DVD-ROM) only to paying subscribers. As required, Red Hat releases all source code for the product publicly under the terms of the GNU General Public License and other licenses. CentOS developers use that source code to create a final product that is very similar to RHEL; the logos must be changed, because Red Hat does not allow them to be used for redistribution. (fonte: en.wikipedia.org/.../CentOS )

Cosa seguirà una dissertazione su cosa si può definire "very similar"?

ci sarà un motivo se i prodotti microsoft sono più bacati di una mela assaltata dai bruchi

Che strano, ogni volta che il numero di bachi viene usato come metrica per la qualità di alcuni aspetti di un OS i detrattori storcono il naso.

Altro dubbio: perchè l'EU condanna microsoft due volte?

Che fai sfotti ? Immagino che tu lo sappia già. Non sono un avvocato e su temi legali la mia opinione vale meno di niente.

Personalmente ti capisco: mangi lì e lì non puoi sputare. Ma niente di più.

Anche tu come pluto senza neanche conoscermi spari giudizi sulle mie motivazioni. Bah, è giornata?

1) potresti sbagliarti perchè non sei il depositario della verità assoluta;

Claro. È scritto da qualche parte che lo sono?

2) devi rispettare e considerare anche le opinioni di coloro i quali sono (da te) autorizzati a commentare i tuoi post;

Noti qualche mancanza di rispetto?

3) potresti offendere una categoria di persone che compie egregiamente e seriamente il proprio lavoro senza che ci sia bisogno di straparlare da redmond.

Che dici lo aggiungo nel disclaimer? Solo chi scrive può sbagliare, la cosa mi consola. E se a Redmond ci vivo e pago le tasse cosa centra col nostro discorso?

visto che invece "fai informazione" certi lussi non credo tu possa permetterteli.

Ouch. Se qualcuno non sa distinguere un'opinione da un fatto non è un mio problema.

A proposito, non hai risposto alla bella domanda dei diritti d'autore: li paghi o no?

Ma non era una battuta? Ok, devi avermi scambiato per qualcun'altro, forse un per un esattore della SIAE. Ora ti dico un'altra opinione che vale meno di niente in quanto IANAL: credo che il mio uso del nome "AOvestDiPaperino.Com" e dell'immagine di Paperino rientri nella dottrina del "fair use". Magari se hai competenze legali sulla legislazione americana sul copyright potresti sciorinare la tua opinione informata.

Resta il fatto che a me il DRM non piace neanche ma credo nella libertà dei contenutori (produttori di contenuti) di distribuire le loro creazioni come meglio credono. Ma credo che noi due non riusciremmo a trovarci d'accordo neanche sulla parola libertà.

con il tuo "money back", compra un icecream e mangialo pure alla mia salute...

Denghiù, sarà fatto.

   
22. pmate
mercoledì 9 luglio 2008 alle 12:45 AM - unknown unknown unknown
   

il numero dei bachi non è UNA metrica per la qualità di "alcuni" aspetti del s.o. (e lo sai bene) è LA metrica.

Non sparo giudizi dulle tue motivazioni, questo lo fanno i tuoi ospiti senza che tu li riesca a moderare, leggo, valuto e mi faccio un'idea. Questo traspare da quello che dici e da come lo dici, qui come nel disclaimer.

Il non distinguere i fatti dalle opinioni è si un tuo problema: rileggiti il post.

Sorvolo sul sarcasmo riguardo al fair use e alle (nuove/solite) "idee non condivise" (facciamo così) sul drm (ehehe, credi nella libertà? ).

Concludo dandoti ragione al 100%: non riusciremmo a trovarci d'accordo neanche sulla parola libertà.

Esprime un concetto che mi sta troppo a cuore.

p.s. sito blacklistato. bye

   
23. Paperino
mercoledì 9 luglio 2008 alle 1:08 AM - unknown unknown unknown
   

Metrica: bene, vuol dire che i nuovi OS made in Redmond stanno facendo molto bene rispetto alla concorrenza.

Moderazione: è da un pezzo che non modero. Tranne nel caso in cui ci siano offese gravi tra commentatori perché quelle rivolte al sottoscritto - se non si scade nella volgarità - sono terapeutiche: questo è un posto frequentato da persone grandi e vaccinate e anche le opinioni più "scomode" sono benvenute.

Blacklistato: spero non sia una cosa grave.

   
24. zakk
mercoledì 9 luglio 2008 alle 2:36 AM - unknown unknown unknown
   
   
25. NickelGreen
mercoledì 9 luglio 2008 alle 11:02 AM - unknown unknown unknown
   

@ Enrico

Io ho citato il paragone con l'industria perchè a mio avviso essere "open" non è seriamente proponibile nel mondo attuale in cui si scambia moneta.

Quindi avere tutto "open" azzererebbe concorrenza e mercato e ci ritroveremmo tutti con le chiappe sul nudo pavimento. E mi chiedo appunto perchè il mondo dell'informatica dovrebbe essere tutto "open".

Una volta c'erano i programmi gratis esattamente come ora ed erano molti di più.

Si trovavano su tucows o similari e non c'era traccia della parola "open source". Erano semplicemente programmi prodotti da software houses che facevano altro a pagamento e che, per farsi pubblicità, realizzavano un tool gratuito (come tutt'ora fa AVG).

Ora invece si parla, molto ambiguamente, di ciruiti "open" come se fossero la panacea di tutti i mali e per questo mi chiedo se questi pii personaggi che circolano in rete, cioè gli apologeti dell'open source a tutti i costi, siano consci di cosa siano realmente mercato e industria.

E' giusto battersi perchè la ricetta della Coca Cola sia "open"? Secondo me è idiozia.

   
26. deviantdark
mercoledì 9 luglio 2008 alle 12:22 PM - unknown unknown unknown
   

Una piccola nota sui diritti d'autore di questo blog: l'immagine in header è un prodotto "preso in prestito" da Paperino, da un disegno di Walt Disney.

E fin qui pure i sassi ci arrivano.

Ma forse pochi [a parte il proprietario del blog, s'intende] conoscono un omonimo [al blog] film del 1982 [link: http://it.wikipedia.org/wiki/Ad_ovest_di_Paperino].

A questo punto le cose son due: se Paperino paga i diritti a tutti, Disney e autore del film, la città a cui il film si ispira a chi li ha pagati? Anch'essa a Disney?

E se la città fosse nata prima dell'omonimo personaggio Disney? Sarebbe allora quest'ultimo a doverne pagare i copyrights...

Se invece tutti noi ci facessimo meno seri e rendessimo fattibile l'idea del "preso in prestito"?

Ultima obiezione: grazie allo spirito open source è nato e si è sviluppato un progetto software che ha rivoluzionato l'idea di web browser.

È solo un "caso"?

Non essendo esperto in materia [software open source], le mie opinioni son del tutto opinabili [notare l'etimologia identica dei due termini].

   
27. EnricoG
mercoledì 9 luglio 2008 alle 1:37 PM - unknown unknown unknown
   

@pmate (il blacklistatore mascherato)

usare il DRM e' una libera scelta di chi produce contenuto multimediale, non limita in alcun modo la tua liberta', in compenso chi vuole "vietare per legge" il DRM limita la liberta' altrui.

Siete tutti uguali voi talebani anti-DRM, il vostro concetto di liberta' e': io faccio quelo che voglio e tu non fa quello che io non voglio.

Bravi, proprio un gran esempio di democrazia!

   
28. Paperino
mercoledì 9 luglio 2008 alle 6:24 PM - unknown unknown unknown
   

"io faccio quello che voglio e tu non fa quello che io non voglio."

Ottima sintesi

   
29. Bob
mercoledì 9 luglio 2008 alle 6:33 PM - unknown unknown unknown
   

@EnricoG

"Bravi, proprio un gran esempio di democrazia!"

Forse è proprio questo che non mi permette di "avvicinarmi" completamente alla filosofia open

Voglio impormi la libertà. Ma se io mi trovo bene da "schiavo"??

Boh

   
30. Blackstorm
mercoledì 9 luglio 2008 alle 9:50 PM - unknown unknown unknown
   

Due cose divertenti su questa lunga discussione, naturalmente ad opera dei "promulgatori della libertà". Pmate ha scritto:

devi rispettare e considerare anche le opinioni di coloro i quali sono (da te) autorizzati a commentare i tuoi post;

Divertente è il fatto che lui bolli come cazzate e spari giudizi "a parametro zero" dimostrando di fare il contrario di ciò che dice.

Ancora, esprime la sua opinione dicendo:

il numero dei bachi non è UNA metrica per la qualità di "alcuni" aspetti del s.o. (e lo sai bene) è LA metrica.

Ancora più divertente, perchè nel momento in cui vengono pubblicate le statistiche dei bug, quando queste sono a favore di windows, allora sono regolarmente bollate come "falsate", "non tengono conto della differenza fra open e closed soruce", e il più gettonato "la sicurezza non si misura dal numero dei bug". Mi fa sorridere il tutto.

Passando ad argomenti seri, la mia opinione è che open e closed source possano convivere, che siano modelli di business sostanzialmente diversi, e che non ci possa essere una soluzione solo open o solo closed. E ancora a queste due si affianca lo sviluppo di software distribuito gratuitamente ma lcosed source, che è un modello che ha convissuto felicemente per anni, e continua a farlo, con il software a pagamento. Che sia possibile percorrere entrambe le strade non è un mistero, che il modello open e quello closed debbano, fisiologicamente, procedere insieme, è altrettanto poco misterioso, ma paradossalmente, i fanatici dell'open source, poco se ne rendono conto. Lo stesso Bottoni, che ricordiamo essere il 50% dell'infaticabile duo di un paio di anni fa, è che è profondamente estremista a favore dell'open source fornisce motivazioni che, sebbene velate da un estremismo di fondo mai assente, lo portano ad ammettere che il software proprietario non può e non dovrebbe essere eliminato. Ma si sa, certa gente non vuole sentire ragioni.

Un'ultima nota per deviantdark:

Ultima obiezione: grazie allo spirito open source è nato e si è sviluppato un progetto software che ha rivoluzionato l'idea di web browser.

È solo un "caso"?

No, non è un caso, ma fai un attimo mente locale: firefox è un prodotto che fa concorrenza ad un mare di altri prodotti, ma nessuno di questi a pagamento. L'unica software house che ha tentato di vendere il proprio browser, cioè Netscape, è fallita abbastanza miseramente, come era logico che fosse, almeno per quel settore. Personalmente mi piace molto ff (il 3 mi sembra ancora presto per averlo fisso sul mio sistema, per diverse ragioni), e con IE mi trovo un po' male perchè mi mancano un paio di comodità per me irrinunciabili. La sicurezza non è un problema per me, visto che ritengo di essere sufficientemente smaliziato da non subire certi tipi di attacchi (intendo quelli di phishing), per cui rimango a ff, che discorso sicurezza a parte, che è naturalmente complesso e va valutato molto più ampiamente della guerra browser vs browser, mi piace. Ciò detto, ff è un prodotto che fa concorrenza in un settore dove fondamentalmente non c'è vendita. Tant'è che ff i soldi li recupera da google, per fare un esempio. Questo senza criminalizzare nessuno, ognuno usa le sue fonti di sostentamento. Tu dirai che linux è un os e vine sviluppato in maniera open allo stesso modo di ff. Però ti voglio far notare semplicemente questo: guarda la percentuale di diffusione sui desktop, di ff e quella di linux: c'è un buco nero. Senza scatenare la solita guerra "linux sui desktop non c'è perchè win è preinstallato", non è questo quello che voglio evidenziare, ma come dove ci sia software che effettivamente si può vendere, allora il modello open si trova ad arrancare un po'. Tempo fa lessi uno studio su come la gente preferisse nonostante il prezzo, usare windows perchè il pagarlo dava, a livello psicologico, una sorta di "garanzia di affidabilità", proprio perchè viene pagato. Ecco, è questo il punto: mentre dove la concorrenza è sul piano della qualità di servizio o simnili, ossia dove non si vende il software (vedi ff vs IE) il modello di sviluppo open rende molto bene. Dove abbiamo una cosa del tipo linux vs windows, cioè dove il software viene venduto, il modello di sviluppo open source è (ancora) troppo debole per creare una concorrenza valida (per lo meno sul mercato desktop). Questo naturalmente scaturisce da una mia personalissima analisi della situazione, e rispechcia la mia opinione. Se qualche talebano (nn parlo di deviant, che è una persona ragionevole, anche se non riesco a far funzionare openID sul suo blog :P) si offende, me ne frego bellamente.

   
31. EnricoG
giovedì 10 luglio 2008 alle 4:21 AM - unknown unknown unknown
   

@Bob

nessuno mi costringe a comperare contenuto protetto da DRM, forse il tuo concetto di schiavitu' va leggermente rivisto.

Schiavo e' chi e' costretto a fare qualcosa contro la propria volonta' e limitato nelle liberta' individuale rispetto a quella degli altri.

Permettere ad un'azienda di vendere contenuto protetto in che modo limita la tua liberta'? Ma soprattutto in che modo possono costringerti a dover acquistare quel contenuto?

Credo che ci sia gente che prima ancora di parlare di tecnologia dovrebbe tornare sui banchi di scuola e chiarirsi le idea sui termini invece di usarli ad minchiam.

   
32. Filippo
giovedì 10 luglio 2008 alle 9:59 AM - unknown unknown unknown
   

Bhe?? Che succede? Lurko tanto e commento poco, ma in 24h si è scatenato l'inferno qui!!

@Blackstorm:

Senza scatenare la solita guerra "linux sui desktop non c'è perchè win è preinstallato", non è questo quello che voglio evidenziare, ma come dove ci sia software che effettivamente si può vendere, allora il modello open si trova ad arrancare un po'.

Concordo pienamente con questo. C'è anche un altro fattore che favorisce Windows però, almeno secondo me. L'usabilità. E' innegabile che Windows sia più semplice/user friendly o quello che volete di Linux. Posso anche essere d'accordo che le nuove distribuzioni non hanno nulla di invidiare a Windows, ma il problema a quel punto sono gli utenti.

I miei genitori "usano" (è un eufemismo) un computer con Windows XP e ogni tanto mio papà mi dice: "Perché non mi accendi (cioè sistemi e fai funzionare) il computer qui di fianco?"

Gli rispondo sistematicamente "No, non lo sai usare."

E' un vecchio Mac con OS9. Eppure chi usa un Mac sa che l'OS9 non è difficile da usare, ma per i miei genitori Windows è meglio.

E così anche per il 95% dei miei amici tra cui ci sono pure ingegneri che di computer non sono a digiuno.

Questo discorso, ovviamente, è valido per gli utenti "Internet/Office/Email". Non metto in dubbio che tra i presenti su questo blog non ci sia alcun problema ad usare una qualsiasi distribuzione Linux altrettanto bene quanto Windows/Mac OS.

Poi il fatto che le distribuzioni Linux siano Open e a volte Free è un'ottima cosa. Sperando che l'assistenza per cui certi distributori si fanno pagare valga davvero la pena. Io non ci ho mai avuto a che fare, voi?

P.S.: Paperino, come si fa il blockquote qui?

   
33. deviantdark
giovedì 10 luglio 2008 alle 5:57 PM - unknown unknown unknown
   

@Blackstorm:

Mi sembra quantomeno riduttivo sostenere che Windows o un prodotto proprietario abbiano la meglio sull'open solo per una questione psicologica [si paga = è meglio].

Because software problem should not cost money, per recitare un vecchio slogan.

Windows va di certo per la maggiore per una serie di fatti, tra cui anche la psicologia "pago = funziona meglio".

Ma c'è anche il discorso del preinstallato, c'è il discorso dell'abitudine [come per i genitori di Filippo, che usano XP per inerzia e non li si può mica costringere a rivedere tutte le loro conoscenze informatiche solo perché un pincopallino qualunque dice che Fedora o MacOS9 sono più facili.

E, ovviamente, ci sono decine e decine di contingenti a favore di Windows [driver hardware, giochi, killer applications, etc.].

Ti ringrazio comunque per la prospettiva a cui non avevo dato il giusto peso: Firefox è open in un mare di software con lo stesso scopo ma senza un prezzo [benché Internet Explorer non sia propriamente "aggratis" ma il cui costo è all'interno di una licenza Windows].

Sicuramente il "buco" di cui parli esiste ed è così per le motivazioni che tu adduci, corredate da una pressoché infinita serie di altri fattori.

E concordo sul fatto che il modello open non è un modello sostenibile a priori, o in maniera esclusiva.

La coesistenza dei due modelli [open e closed] è la soluzione sicuramente più produttiva, IMHO [o IOHO, in our honest opinion :)].

p.s.:

Grazie per la segnalazione sull'openID

   
34. Paperino
giovedì 10 luglio 2008 alle 6:37 PM - unknown unknown unknown
   

oggi che posso finalmente respirare, mi concedo qualche replica che avevo messo in coda.

@deviantdark, questione copyright. In America l'uso senza permesso di immagini e quant'altro coperto da copyright è disciplinato dalla dottrina del fair use. en.wikipedia.org/.../Fair_use

Non credo che se Disney mi facesse causa avrebbe qualche possibilità di vincere stando a quelli che sono i fattori determinanti il fair use.

@Filippo:

grazie per il tuo intervento. Il blockquote si fa con <blockquote>citazione</blockquote>

@BlackStorm/@Deviantdark:

Non so se ci sia un effetto psicologico ma certo è che per il mercato aziendale la licenza è una percentuale infima del costo di manutenzione di un PC. Gli ultrafanatici storcono il naso ma evidentemente le aziende, che guardano il lato economico con molta circospezione, questa cosa la sanno valutare. Per questo sorrido quando leggo quanti fantastilioni il comune di 500 anime risparmierebbe passando all'open source.

C'è poi un'altra cosa su cui l'open source - parlo di quello puro senza vagonate di finanziamenti - è generalmente svantaggiato rispetto al software proprietario: di solito è molto meno innovativo rispetto all'equivalente a cui si ispira. OpenOffice ad esempio è molto simile ad Office XP, ma nel frattempo sono state rilasciate altre 2 versioni; senza contare Equipt (che razza di nome!!). Il solo pensiero che un'offerta equivalente basata su OpenOffice possa essere venduta per soli 20$ in meno mi fa sbellicare dalle risate: feeds.feedburner.com/.../327414765

Infine c'è la questione brevetti, diventati praticamente l'equivalente di una valuta nel campo dell'ingegneria del software. I talebani vogliono abolirli completamente e l'idea è bislacca almeno quanto l'abolizione del denaro.

In linea di fondo sono d'accordo che la coesistenza dei due modelli è un obiettivo interessante, ma fino a quando ci saranno capipopolo che vedono nell'altro modello il male assoluto da combattere in maniera assoluta non credo che si possano fare progressi.

   
35. Blackstorm
giovedì 10 luglio 2008 alle 8:59 PM - unknown unknown unknown
   

@Deviantdark:

Solo una precisazione: non ho ridotto il tutto solo all'effetto psicolgico del ocsto. E' solo uno dei fattori. Purtroppo non riesco a ritrovare l'articolo in cui se ne parlava ma diceva sostanzialmente che la percezione dell'utente è che se un software lo pago è in qualche maniera un prodotto che tende ad essere più affidabile, performante o in qualche modo superiore, rispetto ad un equivalente gratuito. Ma comunque, rimane solo uno dei fattori che contribuiscono alla vendita di software proprietario... per il resto, sicuramente finchè ci saranno talebani che sognano un mondo utopico solo a base di open source, difficilmente, come dice paperino, ci saranno progressi.

Forse la mia idea dei due modelli conviventi e paralleli è anch'essa utopica, ma mi pare molto più di facile realizzazione.

   
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