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Fruizione digitale e formati

Cosa rende un qualsiasi formato “paladino della libertà di fruizione passata presente e futura”? È semplice: il luogo di creazione. Qualsiasi formato inventato o supportato fuori dai limiti cittadini di Redmond diventa de facto un formato che garantisce la libertà di fruizione.

La cosa può sembrare paradossale ma la libertà di fruizione non ha niente a che vedere con le diatribe DRM/non-DRM, aperto/chiuso, standard/non-standard. Perché se fosse una questione tecnica, anziché geo-religiosa, ci si stupirebbe dell’euforia che l’annuncio della vendita di 9 milioni di episodi di serie TV in pochissimi giorni ha provocato: «macché pirati, se il DRM è made in Cupertino noi si paga felici e contenti», disse il solito promotore delle libertà digitali altrui. Perché ad usare la pura logica razionale ci si chiederebbe quali problemi possa avere il formato non-standard di Office 2003 che di fruizione in proporzione ne ha avuta molta di più; usando invece il criterio sopra descritto il peccato originale di tale formato è abbastanza chiaro: Made in Redmond.

Visto il tema e visto l’invito di XKCD a “piratare” la sua vignetta, l’occasione ghiotta di provvedere un insolito link non me la lascio sfuggire.

PolemicaMente.

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P.S. Odio l’ipocrisia. E se non lo fosse sarebbe anche peggio.

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Commenti (13):
1. NickelGreen
lunedì 13 ottobre 2008 alle 9:01 PM - unknown unknown unknown
   

La penso esattamente come te, Papero. E anche io odio l'ipocrisia.

http://it.wikipedia.org/wiki/Ipocrisia

   
2. Enrico C.
lunedì 13 ottobre 2008 alle 10:03 PM - unknown unknown unknown
   

Scusa, sarà l'ora tarda ma non capisco il senso del tuo post e/o cosa c'entri il fumetto con questo. Il fumetto non parla affatto di Redmond.

E in ogni caso, pur non capendo il senso del post, sono assolutamente d'accordo col messaggio che esprime il fumetto

   
3. Enrico C.
lunedì 13 ottobre 2008 alle 10:07 PM - unknown unknown unknown
   

Ovvero quello che volevo aggiungere è che: se io sono contrario al DRM, sono contrario sia a quello made in Cupertino che a quello made in Redmond.

Non ci sono dubbi

   
4. Paperino
martedì 14 ottobre 2008 alle 1:47 AM - unknown unknown unknown
   

Detto in parole povere: non si può predicare, senza dare l'apparenza di essere incoerenti, la bontà di certi formati "aperti" e la bontà del DRM di Apple. In comune hanno solo il fatto di non essere Made in Redmond. Per la vignetta di XKCD, hai notato la didascalia? Fa esplicito riferimento ad uno dei due "formati".

   
5. FDG
martedì 14 ottobre 2008 alle 11:20 AM - unknown unknown unknown
   

Mi pare che questa associazione sia forzata. Chi è vermanete contrario ai  formati chiusi lo è che il formato in questione sia di Microsoft che di Apple o di chiunque altro. Il DRM di Apple è chiuso e quindi limita la liberta degli utenti. Il formato .doc non è documentato e quindi può essere supportato solo grazie al reverse engineering, cosa che fino ad ora ha costretto gli utenti in un modo o nell'altro ad affidarsi a Microsoft.

A questo punto vorrei sapere di chi stai parlando?

   
6. NickelGreen
martedì 14 ottobre 2008 alle 12:38 PM - unknown unknown unknown
   

Il formato .doc non è documentato e quindi può essere supportato solo grazie al reverse engineering, cosa che fino ad ora ha costretto gli utenti in un modo o nell'altro ad affidarsi a Microsoft.

No. Il successo di Microsoft Office non è dovuto a questo. Mi ricordo che in tempi molto meno sospetti c'erano tantissimi word editor dello stesso livello (uno di questi lo produceva Corel). Utilizzavano lo stesso formato .doc per i documenti e ne avevano uno proprio. La diffusione di Office è dovuta al fatto molto semplice che, come editor di testi, di fogli di calcolo e di presentazioni da ufficio, non ha pari ed ha tutto ciò che serve anche a livello professionale. Ora ci sarebbe Open Office (che fa 1/10 di quello che fa MS Office) ed è gratuito. Come mai non è diffuso? Solo questione di marketing? Assolutamente no.

La riprova di quello che dice il Papero la si può avere facilmente guardando ad Adobe. Nessuno ha messo in discussione lo standard de facto del pdf e nessuno mette in discussione l'altrettanto standard per Flash, cioè il formato .swf. Uno è diventato open e standard in senso stretto e l'altro lo è di fatto anche se è di formato "chiuso". La stessa cosa vale per i DRM. Ho sentito orde di seguaci di Apple attaccare i drm di Microsoft nel 2001 o il formato .wma o .wmv, per poi assistere poco tempo dopo a clamorosi salti tripli, quadrupli e con arrampicata su pareti a specchio a mani nude per difendere i vari formati (piuttosto poco usati e piuttosto discutibili come qualità) drm di Apple via iTunes. Il problema è proprio questo: l'ideologia secondo la quale made in redmond è male, made elsewhere no. I soliti due pesi due misure. Mi sembra di vedere tanti "Fonzies" che non riescono a dire "ho sbagliato" quando sbagliano davvero. E' assurdo.

   
7. FDG
martedì 14 ottobre 2008 alle 4:46 PM - unknown unknown unknown
   

@NickelGreen

No. Il successo di Microsoft Office non è dovuto a questo

Infatti non ho detto questo. Non voglio stare a discutere sul perché Office è diventato così usato. Il problema è che comunque i file ti arrivano in .doc, li pretendono in .doc e doc non è un formato documentato. Fosse documentato, e bene, sarebbe un formato sostanzialmente aperto. Comunque, anche volendo, non posso farne a meno.

La riprova di quello che dice il Papero la si può avere facilmente guardando ad Adobe. Nessuno ha messo in discussione lo standard de facto del pdf

Il PDF è documentato. Io produco documento .pdf senza avere Acrobat Distiller. I miei documenti sono letti da chiunque. Anzi, è da un paio d'anni che il PDF è pure standard ISO.

Ho sentito orde di seguaci di Apple attaccare i drm di Microsoft nel 2001 o il formato .wma o .wmv

Parlo per me: l'unica cosa che mi preoccupa del wma o wmv è il formato del file, anche quando non è coperto da DRM. È documentato? È possibile costruire software che legge e scrive questi formati? Sono sottoposti a brevetti che ne limitano l'uso (tipo brevetti sui formati .gif, per fortuna scaduto, ed mp3)?

Comunque, mi pare che la preoccupazione diffusa all'epoca fosse che il sistema di DRM proposto da MS fosse particolarmente limitativo, ancora più restrittivo di quello che attualmente Apple ha adottato. Era un periodo in cui sembrava che l'unica musica che le case discografiche fossero disposte a far circolare su internet era solo quella iper-protetta, con limitazioni d'uso asfissianti. Magari era solo paranoia. Quando Apple arrivò col suo store, le limitazioni del suo DRM, facilmente aggirabili, sembrarono poca cosa rispetto a quelle che ci si sarebbe aspettato di vedere.

E comunque si tratta sempre di DRM proprietari, controllati da un unico soggetto.

Nota: sono un tipo pratico. Per quanto non mi piacciano i formati chiusi ma per necessità li uso. Compro musica dallo store Apple, e poi la sproteggo; ricevo e invio file .doc, ma tendenzialmente tendo a limitarne l'uso; ho una libreria di file mp3, per quanto preferisca i file AAC per la minore occupazione a parità di qualità. Mi piacerebbe vedere la musica DRM-free. Ma so bene che i detentori dei diritti non gradiscono tanto questa ipotesi.

   
8. Scrooge McDuck
martedì 14 ottobre 2008 alle 6:24 PM - unknown unknown unknown
   

Parlo per me: l'unica cosa che mi preoccupa del wma o wmv è il formato del file, anche quando non è coperto da DRM. È documentato? È possibile costruire software che legge e scrive questi formati? Sono sottoposti a brevetti che ne limitano l'uso (tipo brevetti sui formati .gif, per fortuna scaduto, ed mp3)?

Lo standard VC-1 (quello usato anche nei Blu-ray e HD-DVD) è documentato ed esistono anche altre applicazioni.

Come la maggioranza dei codec video è brevettato, ergo da questo punto di vista non è certo messo peggio di MPEG2 o H264 (MPEG-4 AVC).

Il problema è che essendo made in Redmond non va bene a prescindere, anche se poi in realtà di più negativo degli altri codec ha che normalmente viene usato in un contenitore brevettato en.wikipedia.org/wiki/Advanced_Systems_Format

   
9. NickelGreen
martedì 14 ottobre 2008 alle 7:15 PM - unknown unknown unknown
   

Ribadisco: perchè nessuno si lamenta del formato psd di photoshop o del formato .indd (incompatibile tra le stesse versioni di indesing: se creo un file .indd con CS3 non posso esportarlo per la versione CS, per esempio) di indesign oppure ancora il formato .cdr di Corel Draw?
Che poi, il formato AAC sia pari all'mp3 come qualità ci sarebbe da disquisire a lungo. Guarda caso quel formato è made in Cupertino. CHi è senza peccato...

   
10. NickelGreen
martedì 14 ottobre 2008 alle 7:17 PM - unknown unknown unknown
   

Guarda caso quel formato è made in Cupertino.

Pardòn ho detto una cazzatissima. E' made elsewhere ma modified in Cupertino.

http://it.wikipedia.org/wiki/Advanced_Audio_Coding

   
11. Paperino
martedì 14 ottobre 2008 alle 7:29 PM - unknown unknown unknown
   

@FDG:

si dice il peccato e non il peccatore. Non è costui che mi fa imbestialire: ieri c'era da celebrare il rilascio di OpenOffice 3.0 e qualcuno ha tirato fuori la solita solfa dei formati standard ecc. ecc. Anyway...

Un paio di correzioni: i formati DOC sono stati sempre pubblicamente documentati. Raffaele Rialdi ha addirittura una foto con dei floppy che contenevano le specifiche dei formati office del 1990. La questione è che certi programmatori (mi includo) sono abbastanza pigri: anch'io quando ho dovuto generare documenti leggibili con Office ho preso la scorciatoia di fare il reverse engineering dell'RTF. Era il 1995 circa e Internet era fortemente sottoutilizzata. Non mi sono mai addentrato nel formato .DOC perché all'epoca era binario e troppo ostico: ho preferito circumnavigare il problema creando un "plugin" (leggasi: una finestra sempre in primo piano che comunicava con Word via clipboard ) piuttosto che diventare scemo con il reverse engineering. [Quasi] esattamente come suggerisce questo bellissimo articolo di Joel on Software: www.joelonsoftware.com/items/2008/02/19.html

D'altra parte se il cliente voleva generare documenti Word sicuramente Word (o al limite WordPad) ce l'aveva installato.

Certo il formato di Office ha creato qualche problema di lock-in ma se hai una storia lunghissima alle spalle - e vieni puntualmente criticato se il formato non è forward compatible - tutto questo è inevitabile vista anche la peculiarità di cosa i file Office contengono.

Per quanto riguarda il formato WMA/WMV: sono anch'essi ampiamente documentati. Non so se ci siano problemi di licenza (immagino di sì se vuoi vendere un affarino portatile che riproduce WMA, immagino di no se vuoi implementare il codec per Ubuntu). Il DRM in sé non è restrittivo o meno: è la licenza che il vendor attacca al brano semmai ad esserlo. Secondo me l'aggettivo con cui si può descrivere un algoritmo DRM è "flessibile": il DRM Made in Microsoft è più flessibile di quello Apple perché ad esempio permette i cosiddetti abbonamenti mensili cosa che per limitazioni tecniche quello di Apple non può supportare, almeno per come è strutturato il canale di distribuzione di iTMS. Un piccolo particolare: il DRM made in Redmond - parlo di PlayForSure - è in un certo senso "aperto" a tutti; se vuoi puoi comprare la licenza e implementare il tuo negozio virtuale compatibile con tutti i player là fuori puoi farlo; l'ecosistema iPod invece è chiuso e tutti i tentativi di "aprirlo" per fare concorrenza ad Apple sono stati sia castigati (in tribunale) sia malvisti dai fan. Per questo essere per l'"apertura" dei formati garantita dall'ISO e inneggiare ad iTMS dallo stesso canale è quanto meno ipocrita: infatti il DRM di Apple è il più chiuso di tutti visto che puoi ascoltare quella roba solo su iTunes/iPod.

P.S. anche il DRM di MS non è poi così difficilmente aggirabile; prova a cercare la guida su come sprotteggere i film di Netflix e capirai che intendo. La facilità estrema con cui si sproteggono i file Apple non è figlia della volontà di Apple di nascondere la marmellata in maniera accessibile, ma di come è implementato l'iTMS con le canzoni sui server Akamai per risparmiare sui costi; quando vuole - anche laddove non ce n'è  assolutamente bisogno - Apple sa tenere la marmellata sotto stretta sorveglianza. Mi stupisco che nessuno abbia ancora fatto partire una Class Action sul blocco operatore dell'iPhone in America, visto che per superare il quale c'è persino l'eccezione al DMCA.

   
12. Paperino
martedì 14 ottobre 2008 alle 7:35 PM - unknown unknown unknown
   

@FDG:

a proposito di formati e incompatibilità. Mi avevi parlato di qualche problema con Silverlight per Mac. Oggi hanno rilasciato la 2.0: mi sai dire se va meglio?

   
13. FDG
giovedì 23 ottobre 2008 alle 5:24 PM - unknown unknown unknown
   

Non ho ancora provato.

Quasi quasi...

   
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