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No grazie, il viaggio mi rende nervoso

Se mi sento nervoso prima, dopo e durante un viaggio un motivo c'e'. Soprattutto quando la rotta e' articolata come Seattle-Milano-Bari, soprattutto quando l'ultima tratta e' gestita dalla compagnia di bandiera. Ed infatti...

Flashback: ci eravamo ripromessi di fare shopping per regalie la mattina del giorno della partenza. Tempo ce n'era abbasatanza e tutto filava liscio ma...

...il tempo (metereologico) si e' messo di mezzo. Una piccola tromba d'aria ha causato un blackout totale e diffuso in tutta la zona di Seattle/Redmond la notte prima della partenza (circa un milione di anime al buio): questo in barba al commento di amok che spiegava di prevenire la sfiga. Blackout negli USA significa impossibilita' totale di fare compere (cash questo sconosciuto), impossibilita' di fare benzina (le pompe sono elettriche e ben pochi benzinai sono dotati di gruppo elettrogeno) e la lavatrice supertecnologica ha preso in ostaggio una buona parte del nostro bucato. La compagnia elettrica - con il suo pessimismo cosmico - ci ha poi messo del suo stimando i tempi di ripristino in giorni se non settimane. Ouch!

Dati i preamboli, non mi sembrava che sfiga parlando il viaggio si presentasse piacevole, ma fino a Malpensa tutto e' andato per noi incredibilmente tranquillo. Ho avuto anche la fortuna di guardare in volo uno dei film che mi son perso al cinema e questo mi sembrava dare presagi positivi. Ma invece...

Se c'e' una cosa che mi rente mooooolto nervoso e' volare con la nostra compagnia di bandiera. Soprattutto da Malpensa. Ogni anno c'e' sempre qualche piccolo intoppo: l'anno scorso una delle valigie era troppo grande per essere imbarcata sul nastro (quest'anno si e' di colpo rimpicciolita); anni passati sono nate discussioni piu' o meno feroci su motivi tra i piu' futili e disparati. Quest'anno invece tutto sembrava perfetto: abbiamo fatto il checkin in ritardo (allo stesso momento dell'imbarco) e l'operatrice sembrava essere tranquilla sulle possibilita' per noi di prendere il volo. Peccato pero' che la fila al controllo fosse estremamente lunga (dando occasione ai soliti furbi di primeggiare); peccato che il nostro gate (l'A23) fosse il piu' lontano tra tutti i possibili; peccato pure che - nonostante siamo arrivati in tempo - la tipa al bancone ci abbia detto che il volo fosse gia' chiuso, e "che dove eravamo, vi ho chiamati due volte"; ho pensato che - la prima volta nella mia vita in cui mi chiamano al PA - io fossi nell'unico posto in cui il PA non funziona (al security control, dove il richiamo mi avrebbe garantito di saltare parte della fila). Mi spiega che tocchera' recuperare i bagagli sul nastro (lontano), passare dalla biglietteria (lontanissimo) e provare a chiedere la sostituzione del biglietto.

In biglietteria mi sono accorto di non essere solo in quanti altri compaesani (2 tipi da fumetto d'azione (*)) e un'altra ragazza siciliana (forse anche altri)  avessero subito la stessa sorte (anche loro riportano di non aver sentito nessun richiamo) vittima di aerei partiti addirittura in anticipo. Dopo convincente spiegazione ci cambiano il biglietto (per fortuna c'era posto sul volo di appena 7 ore dopo!) e ci invitano a rifare il checkin di li' a qualche ora.

Alla fine tutto e bene quel che finisce bene (o quasi). I bagagli, nonostante la perquisizione fisica in USA, sono arrivati intatti e per ora si prospetta un buon proseguimento di vacanza.

-superquack

P.S. i due tipi da fumetto hanno avuto notevoli effetti rilassanti: hanno finito per fare il viaggio sulla fila successiva pronunciando qua e la diverse perle di saggezza barese (noi si era sulla 16, loro sulla 18 e si viaggiava il 17....). Lo smilzo spiegava all'altro in barese come si fa il Sudoku ma l'altro alla fine non ha afferrato bene in quanto lo smilzo ad un certo punto ha commentato: "ci cazz si fatt', a mis du joett ind alla stessa feil" Big Smile (tradotto: ma che combini, hai piazzato 2 otto nella stessa fila)

P.P.S.S post scritto e pubblicato sotto gli effetti pieni del jetlag.

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