Sottotitolo: In Apple sono teste di pazzo. Esattamente quello che giuravano non essere.

La questione processuale Apple/FBI si è conclusa con un documento legale in cui gli investigatori dichiarano di essere riusciti ad entrare in possesso dei dati contenuti nel telefono di Syed Farook.

Va notato che in precedenza era stato dichiarato che c’era bisogno della backdoor già esistente di Apple per poterlo fare. L’FBI, stando alla narrativa corrente, è stata aiutata da un’azienda in possesso di una vulnerabilità adatta allo scopo: vulnerabilità che in genere gli hacker preferiscono non condividere con Apple, probabilmente perché Apple è l’unica grossa azienda del settore che non ha un programma di bug hunting. Se vi chiedete se può essere vero che due affermazioni contrastanti possano essere vere entrambe, come un teorema di Scienze Della Disinformazione nega, lo spiego con un esempio molto più elementare:

  • io non so sciare (Dicembre 2015)
  • io so sciare (Marzo 2016)

Ora anche l’FBI ha finalmente la propria backdoor, dopo essere stata persino perculata proprio da Apple (“potrebbero rivolgersi all’NSA”): la rivelerà ad Apple, in modo che quei criminali dell’FBI non la possano usare e in modo da proteggere gli interessi della stessa Apple che finge di interessarsi ai cittadini onesti ed innocenti? Secondo alcuni, in teoria dovrebbe farlo, perché l’FBI dovrebbe seguire i Vulnerabilities Equity Process. Mentre Apple dell’All writs act in teoria può continuare a fottersene altamente.

Il punto è che ora gli utenti di iPhone, che finora se ne fottono altamente di una falla che permette ad Apple di accedere a volontà ai contenuti dei loro telefoni protetti crittograficamente, avranno il timore di trovarsi con un telefonino che può essere ispezionato anche dall’FBI.

Apple ne esce malissimo, incapace di fare l’unica cosa giusta per schierarsi davvero dalla parte dei propri clienti e non solo dei propri loschi interessi commerciali (ma entrare nel telefono dei propri clienti, quale scopo commerciale assolve?): chiudersi definitivamente fuori, bloccare il DFU senza PIN.

Però, sempre secondo alcuni, una vulnerabilità grave nelle mani esclusive di Apple non è un problema, neppure quando potrebbe essere usata per indagare su un atto terroristico.

Complimenti ad Apple, per la strabiliante capacità di essere riuscita a piazzare un baco in una posizione quasi tecnicamente impossibile. E per la faccia di culo con cui adesso chiede all’FBI di collaborare.

-quack