Il dettaglio

Ho notato che quando si parla della faccenda di Apple e del prezzo degli e-book gonfiati in generale viene sempre ignorato un dettaglio; purtroppo il dettaglio è fondamentale per capire la faccenda perché è il motivo centrale per il quale il DoJ ha intentato causa.

La difesa di Apple verte intorno al fatto che, secondo loro, hanno lasciato la libertà agli editori di fissare qualsiasi prezzo. Questo però non è vero perché, in una clausola, su tale prezzo è stabilito un limite superiore. Ovvero il prezzo al dettaglio non deve superare il prezzo a dettaglio presso un altro store.

Per cui se l’editore X vende un libro sia su Amazon che su iTunes, il prezzo fatto da Amazon non può essere più basso di quello su iTunes. In barba alla “libertà per gli editori di fissare qualsiasi prezzo”. Un altro dettaglio è il fatto che i modelli di vendita su iTunes (a percentuale) sono diversi da quelli tradizionali (su prezzo all’ingrosso). Terzo dettaglio, la percentuale che va in tasca ad Apple è fissa e più alta rispetto a quanto va in generale in tasca ad Amazon.

Quindi se io editore volessi ricavare 7$ per la vendita di ogni copia potrei venderlo ad Amazon al prezzo di 7$/copia oppure su iTunes al prezzo finale di 10$. Ma se Amazon decidesse di vendere il libro a soli 8$? La clausola di Apple spinge di fatto gli editori a chiedere da Amazon un prezzo più alto. Ed il libro magicamente passerà da costare 8$ a costarne 10$.

Fin qui la matematica.

Le obiezioni alla mossa del DoJ, provenienti ovviamente dai fan più sfegatati e cioé quelli che sono addirittura contenti di pagare di più per lo stesso contenuto, sono sintetizzabili in:

  1. Apple non ha costretto nessuno. Ovviamente per costringere si intende chiaramente “puntare la pistola”. La contro-obiezione è che per clausole vessatorie non si intendono solo quelle che prevedono punizioni corporali. L’esempio tipico è che il DoJ è intervenuto nel caso Windows/IE nonostante MS non abbia mai venduto una copia di Windows puntando le pistole (la contro-contro-obiezione è che MS si è fatta pagare “licenze a priori”.
  2. Apple ci sta difendendo dal monopolio di Amazon. Se anche quello di Amazon fosse un monopolio, sarebbe un monopolio di fatto, qualcosa che capita quando una azienda vende più degli altri per manifesta superiorità tecnica. Ed il monopolio in sé, come più volte spiegato, non è punibile a colpi di legge. Quello che è illegale è farne uso per farsi strada in un altro mercato: che guarda caso è quello che Apple sembra stia facendo.

La questione poi diventa completamente irritante quando viene considerato irrilevante il parallelo Windows/IE dimenticando che:

  1. la distinzione tra mercato del software di base e quello applicativo è estremamente più artificiale di quella tra iPad e eBook; infatti al giorno d’oggi un browser è considerato parte del sistema operativo sotto quasi tutti i punti di vista
  2. MS regalava IE; questo ha portato a ridurre il prezzo che si pagava per questo prodotto portandolo quasi a zero; invece grazie all’intervento di Apple, anche se io non sono cliente iCoso, vedo aumentare il prezzo dei libri che mi interessano

Ovviamente con questo post non mi faccio assolutamente l’illusione di far cambiare idea chi è convinto che la colpa di 600mila e passa infezioni di Trojan sia di Oracle (ma una bella sandbox nel browser toccherà aspettare il 2032?). Spero tuttavia che la loro magnanimità nei confronti delle casse di Apple li spinga a contribuire alle perdite di noi altri; suggerisco magari con un bel gesto di auto-paypal-tassazione, sono disposto a devolvere tali proventi in beneficienza.

-quack

P.S. Despite Denial, Apple Dictated E-Book Pricing at iBookstore

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Commenti (13):
1. Riccardo
sabato 14 aprile 2012 alle 9:12 AM - safari 7534.48.3 iPhone 5.1
   

Io attendo con ansia il sandbox per browser
Sopratutto ora che la potenza dei pc supera alle volte quella dei server che vanno ad interrogare
Ora si tende a delegare i client sempre più spesso di molte azioni attraverso jscript Java o PHP
Una volta firefox occupava 13 mb di memoria
Ora ne occupa 90 ed ha un database interno in cui stirare dati on the fly per poter meglio operare con cookies e dati mandati dai siti
Siam un pó pretenziosi
Son dell'idea che il sandbox sia necessario come sarebbe necessario cambiare un pó l'ago della bilancia verso chi opera su pagine web
HTML 5 delega in toto animazioni ed altro ai client
Secondo me si sta solo spostando il problema
Non lo si affronta veramente
Stessa cosa vale per Java e trojan. Cercano escamotage non soluzioni

   
2. Jack
sabato 14 aprile 2012 alle 10:56 AM - IE 9.0 Windows 7
   

In teoria Safari su Lion è già in una sandbox (o almeno così è scritto sul loro sito)

Sandboxing
Sandboxing is a security feature that helps prevent malicious websites from tampering with your computer. All the web content and applications you use in Safari on Lion are sandboxed, so websites can’t use exploits to access your system. If a website contains malicious code intended to capture personal data or take control of your computer, sandboxing automatically blocks it to keep your computer and your information safe.

 

   
3. FOLBlog
sabato 14 aprile 2012 alle 11:18 AM - firefox 11.0 Windows 7
   

@Paperino

invece grazie all'intervento di Apple, anche se io non sono cliente iCoso, vedo aumentare il prezzo dei libri che mi interessano

Che è quello che rischia di accadere anche in un altro settore verso cui cui Apple a diretto la sua attenzione: quello dei games (si parla di possibile accordo con Valve).

non mi faccio assolutamente l'illusione di far cambiare idea chi è convinto che la colpa di 600mila e passa infezioni di Trojan sia di Oracle

Dare la colpa ad Oracle è semplicemente ridicolo, dato che è Apple a fornire la propria versione di Java!

 

 

   
4. .
sabato 14 aprile 2012 alle 11:28 AM - safari 535.7 Android 4.0.3
   

Impeccabile analisi, bravo

   
5. flod
sabato 14 aprile 2012 alle 12:18 PM - firefox 14.0 OS X 10
   

Onestamente ti ho perso nel ragionamento qui

Questo però non è vero perché, in una clausola, su tale prezzo è stabilito un limite superiore. Ovvero il prezzo al dettaglio non deve superare il prezzo a dettaglio presso un altro store.

Per cui se l’editore X vende un libro sia su Amazon che su iTunes, il prezzo fatto da Amazon non può essere più basso di quello su iTunes.

Se il limite è imposto sul prezzo massimo, cosa mi impedisce di vendere ad un prezzo inferiore?

P.S. mi accorgo solo ora che mi ero perso pure 'sto feed da Google Reader

   
6. floo
sabato 14 aprile 2012 alle 12:28 PM - chrome 18.0.1025.162 OS X 10.7.3
   

Non ditemi che devo cambiare nickname per evitare confusioni

   
7. EnricoC.
sabato 14 aprile 2012 alle 6:25 PM - chrome 18.0.1025.162 Windows 7
   

Se il limite è imposto sul prezzo massimo, cosa mi impedisce di vendere ad un prezzo inferiore?

Ti impedisce di venderlo ad un prezzo inferiore rispetto a quello di un altro store.

   
8. Paperino
domenica 15 aprile 2012 alle 6:00 PM - chrome 18.0.1025.152 Windows 7
   

@flod:
IMHO lo impedisce la percentuale Apple che è abbastanza sostanziosa. Quindi o vendono in "perdita" (*) sull'Apple market o aumentano i prezzi dappertutto.

(*) perdita rispetto al valore che un editore può dare al prezzo del libro.

   
9. Paperino
domenica 15 aprile 2012 alle 6:17 PM - chrome 18.0.1025.152 Windows 7
   

@Jack:

In teoria Safari su Lion è già in una sandbox (o almeno così è scritto sul loro sito)

E se questa è la loro sandbox siamo apposto.

   
10. Dome
lunedì 16 aprile 2012 alle 11:06 AM - firefox 11.0 Windows XP
   

Avevo giusto bisogno di un pò di chiarezza a riguardo. Grazie!

E' probabile che la causa vada in prescrizione come farebbe in Italia?

   
11. Jack
mercoledì 18 aprile 2012 alle 10:14 AM - IE 9.0 Windows 7
   

@Paperino:

E se questa è la loro sandbox siamo apposto.

Qui c'è scritto tutto più in dettaglio. A quanto pare in Lion hanno migliorato parecchio (almeno in teoria)

arstechnica.com/.../9#security

   
12. Paperino
mercoledì 18 aprile 2012 alle 5:19 PM - chrome 18.0.1025.162 Windows 7
   

D'accordissimo su tutto, ma se la sandbox è bucabile così (per intenderci non mi sembra che questo trojan sfrutti bachi nella sandbox), è come se non ci fosse. 

Sarebbe da informarsi meglio.

   
13. Gian Maria Ricci
mercoledì 18 aprile 2012 alle 6:43 PM - chrome 18.0.1025.162 Windows 7
   

Il problema di apple a mio avviso è che esiste una base di utenti/compratori che non si pongono problemi, per loro apple è meglio a priori ed il discorso finisce li. Inutile è cercare di spiegare che non esiste un sistema operativo o browser che sia "sicuro a priori". 

Quello che accade è che mi viene risposto, apple è sicuro, tu che hai windows hai paura di virus ed affini, io con il Mac sono sicuro a priori e vivo felice.

Alk.

   
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