Megapixel

In uno dei progetti da weekend che ormai son diventati così tanti che son apposto per un paio di anni mentre stavo analizzando il formato RAW della Nikon ho fatto un’interessante scoperta. Non tutti i megapixel700px-Bayer_pattern_on_sensor sono uguali alla stregua dei GigaByte di differenza tra memoria volatile e memoria permanente.

In pratica ciascuno dei pixel incamera l’informazione di un solo colore primario con i colori primari disposti in una griglia come quella a destra. L’immagine finale si ottiene con un algoritmo di interpolazione che si chiama demosaicing.

Con il demosaicing si parte da 4 pixel per ottenerne altrettanti interpolati con un retrogusto un po’ amaro. Nella tecnologia dei monitor ciascuna componente viene definita sub-pixel per cui a questo punto mi aspetterei che si parli di mega-sub-pixels. Fanno eccezione i sensori Faveon Foveon, per i quali ogni foto-diodo è capace di catturare ciascuna delle tre componenti.

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Commenti (3):
1. Snake
venerdì 28 maggio 2010 alle 11:33 PM - firefox 3.6.3 Windows 7
   

L'adozione del filtro di Bayer è un approccio tipico della quasi totalità dei sensori in circolazione (Nikon, Canon, Sony, Fuji etc, tranne casi particolari come qualche vecchia fotocamera con filtri diversi, tipo il CMYK, o appunto il Foveon), con la predominanza del verde rispetto rosso e blu in rapporto 2:1:1

I motivi sono molteplici, innanzitutto la maggior sensibilità e percezione dell'occhio umano nei confronti del verde, ma soprattutto il miglior controllo del rumore digitale, in genere concentrato sul canale del blu (chroma-noise)

Un layout interessante e inusuale è quello del SuperCCD di Fuji, non ho mai posseduto una Fujifilm, ma da scatti effettuati da amici e da qualche recensione, sembra si comporti decisamente bene (tant'è che è stato persino scopiazzato sui CMOS di Sony della serie ClearVid)

   
2. Snake
venerdì 28 maggio 2010 alle 11:43 PM - firefox 3.6.3 Windows 7
   

PS: mi permetto di puntualizzare un dettaglio: nel Foveon non è il singolo fotodiodo che cattura le tre componenti RGB, ma sono tre fotodiodi indipendenti impilati uno sull'altro. È la sensibilità spettrale di ciascun fotodiodo (dovuta alle caratteristiche dello strato di silicio)  che fa si che venga catturato lo spettro sul quale è tarato, e lasci invece passare tutto il resto (affinchè venga catturato dai fotodiodi degli strati inferiori). Il successivo processamento dei segnali permette di ricavare le tre componenti RGB  (a differenza di quanto avviene tradizionalmente con un filtro di Bayer, ad esempio, che è a tutti gli effetti un filtro colorato pixel per pixel)

   
3. Paperino
sabato 29 maggio 2010 alle 8:01 AM - firefox 3.6 Windows 7
   

@snake: grazie per la precisazione. In inglese il singolo elemento viene chiamato photosite, da me impropriamente tradotto come fotodiodo.

   
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