Open Source Economy
In questi giorni infuria una polemica interessante: Banshee è un player musicale che permette di comprare canzoni in MP3 dallo store di Amazon. Grazie al sistema dei referral, ovvero la gente compra una canzone via Banshee e a Banshee/Gnome/chi per lui viene corrisposta una percentuale della transazione, è possibile far cassa anche con un prodotto distribuito gratuitamente (non è una novità) e open-source/GPL. Quelli di Ubuntu, che non fanno che prendere codice in giro, compilarlo, impacchettarlo e tante altre belle cose, hanno pensato che – rispettando tutti i vincoli legali che accompagnano la licenza – di cambiare il codice di Banshee quanto basta per dirottare gli introiti verso Canonical che tra l’altro incassa percentuali anche tramite il music store UbuntuOne. Per Banshee/Gnome viene riconosciuto un gettone pari al 25%.
(fonte)
Andando al sodo: tutto questo è perfettamente lecito anche se non molto eticamente corretto. La domanda da un milione di dollari è: tutto ciò è anche ampiamente prevedibile, perché tanto “clamore”? Ci si aspettava davvero qualcosa di diverso? Un’azienda che mercanteggia in Open Source è tenuta a rispettare standard etici più elevati della concorrenza?
La mia curiosità è sincera, spero che si intavoli una serena discussione senza derive trollesche.
-quack
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mercoledì 2 marzo 2011 alle 7:34 PM -
Per come la vedo io non ci vedo nulla di male,hanno sempre detto che il guadagno sarebbe stato sui servizi e questo è un servizio.
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mercoledì 2 marzo 2011 alle 8:36 PM -
http://www.markshuttleworth.com/archives/611
Questa è la posizione di canonical.
Comunque Paperino, se vuoi una discussione pacata, ti consiglio di non usare termini emotivamente impegnativi come "eticamente scorretto" o il vagamente dispregiativo "mercanteggiare".
La tua posizione ha delle motivazioni, ma alcuni spunti di mark sono interessanti, nel senso che il lavoro di packaging e diffusione di canonical richiedono risorse.
Beninteso, pure a Debian
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mercoledì 2 marzo 2011 alle 9:46 PM -
E' chiaro che c'e' un contrasto dato che molte persone sostengono l'open source su basi "filosofiche" e quindi cio' che ne consegue crea una frattura con le regole del mercato. Canonical non ha fatto nulla di diverso da quello che fa Apple, solo che una lo fa indossando la tonaca da monaca, l'altra in giarrettiera... la differenza e' prettamente estetica, il resto sono pippe mentali di quelli con la tonaca che sotto sotto vorrebbero la giarrettiera ma sono troppo borghesucci per ammettere pubblicamente i propri pruriti...
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mercoledì 2 marzo 2011 alle 10:15 PM -
@nonno
Non sono affatto d'accordo.
La differenza fra Canonical e Apple è abissale. E va letta in termini di diritti degli utenti che da una parte ci sono tutti e dall'altra no.
Ad esempio puoi comunque fare un pacchetto per ubuntu con banshee originale e distribuirlo. Chi te lo impedisce? Puoi fare questo nell'apple store? Mi pare chiara come il sole quindi la differenza fra Canonical e Apple.
Meno differenza c'è fra apple e ms. Stessi contratti capestro e stesse limitazioni per gli utenti. Con la differenza che apple fa quello che a ms non può più fare perché ha gli occhi di tutti addosso, ossia approfittare della propria posizione. Oltretutto Apple riesce a fare certe operazioni senza subire il biasimo che negli anni ha subito ms. E qui sta la loro bravura.
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mercoledì 2 marzo 2011 alle 10:26 PM -
Molto meno di quello che vorresti. Credi che Shuttleworth non legga i numeri che Apple sviolina ad ogni occasione, senza pensare a come prendersi una fetta di quella torta? Del resto sarebbe fesso se non lo facesse.
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mercoledì 2 marzo 2011 alle 10:27 PM -
Per quanto riguarda la filosofia open source, al di là delle tue pittoresche ma del tutto improprie metafore, non ha nessun contrasto con il libero mercato. Non sono tutte onlus delle carmelitane scalze.
La diversità etica non sta nel fatto che non vogliono fare soldi o che facciano beneficenza. STA NEI DIRITTI CONCESSI AGLI UTENTI.
Chiaro nonno che ti sembrino pippe mentali, se interpreti l'open source (o meglio, il free software) in modo così inesorabilmente scorretto!
Finché ci sarà questo misunderstanding, non stai attaccando la filosofia del free software ma la tua assurda interpretazione di esso.
Leggi qualcosa in materia con mente aperta, non ti far sviare da pregiudizi duri a morire
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mercoledì 2 marzo 2011 alle 10:29 PM -
@nonno
CVD
Certo che mark vorrebbe fare i soldi della Apple, tutte le aziende lo vorrebbero. Come Ho già detto la differenza è un'altra... (sigh)
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mercoledì 2 marzo 2011 alle 10:40 PM -
Divertente che adesso il problema sia io e non il contrasto tra "filosofia" e la cruda realta' che ricorda che a fine mese bisogna che qualcuno paghi le bollette!
Io non attacco proprio niente, osservo, poi chiaro che ti infastitisca se qualcuno dice che il re e' nudo...
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mercoledì 2 marzo 2011 alle 10:43 PM -
Ti faccio anche notare che se non ci fosse questa dicotomia... quella "lettera aperta" Shuttleworth non avebbe dovuto scriverla... se l'ha fatto evidentemente un motivo c'e' per quanto tu possa cercare di negarlo in tutti i modi, ma c'e'... e ci sara' anche domani... non ci puoi fare proprio nulla.
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mercoledì 2 marzo 2011 alle 11:02 PM -
@Gabriele:
non capisco le tue obiezioni sulla mia scelta lessicale.
Eticamente scorretto: quello che fanno Oracle e Ubuntu come lo definiresti?
Mercanteggiare: non c'è nessuna accezione negativa. Dove la vedi?
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giovedì 3 marzo 2011 alle 1:04 AM -
@ Gabriele
E mo' che c'entra MS?
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giovedì 3 marzo 2011 alle 1:31 AM -
Tirare in mezzo MS e' sempre un'ancora di salvezza...
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giovedì 3 marzo 2011 alle 10:35 AM -
Non ci trovo niente di strano. Sarà che vedendo parecchi prodotti open pagati fior di soldi in licenze ho avuto una visione della cosa un po' più ampia di chi spara sentenze nei commenti di certi famosi blog dove si scrivono cose tipo che microsoft e nokia falliranno.
Il resto sono paranoie di chi crede che ubuntu sia la salvezza del mondo e non un prodotto come un altro per far soldi
P.S. Parlo da utilizzatore win/debian eh
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giovedì 3 marzo 2011 alle 12:55 PM -
@nonno
E' un pò come questa notizia
I monaci si strapperanno le vesti..ma "economicamente" parlando è una mossa comprensibile e giustificabile
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giovedì 3 marzo 2011 alle 3:22 PM -
Canonical è un'azienda, ma l'obiettivo del "far soldi" va visto in ottica leggermente diversa. Shuttleworth con tutti i suoi soldi (è andato pure nello spazio con una Soyuz) poteva scegliere di investirli e (soprattutto) investire il suo tempo in mille altri modi, probabilmente più proficui.
La scelta di Shuttleworth di investire nel software open è in larga parte etica. Lui pensa che sia possibile avere un'azienda che si autosostiene e produce profitti pur sposando scelte filosofiche diverse. Ovviamente è un mondo in larga parte inesplorato e difficile, che richiede (ancora oggi) un bilancio in rosso.
Il voler far soldi attraverso ubuntu non va visto nell'ottica della ricerca dell'arricchimento, ma nell'ottica del voler rendere autosostenibile un sistema con una filosofia diversa. Nulla vieta ad aziende di ricercare il guadagno attraverso free software, ma a mio avviso non è il caso di Canonical.
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giovedì 3 marzo 2011 alle 3:26 PM -
Scusate, nel mio precedente intervento ho dimenticato una cosa.
Per quanto riguarda i singoli "casi", non entro nel merito del caso in questione su cui non mi sono informato.
In generale, come in tutti gli avvenimenti umani, la perfezione non esiste e tutti possono sbagliare, fare cose più o meno belle o coerenti con altre azioni. Questo però non dovrebbe sminuire le altre azioni e progetti.
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giovedì 3 marzo 2011 alle 4:29 PM -
Forse l'etica andrebbe scomodata per questioni piu' importanti che lo sviluppo di software. Il solo fatto di connotare in questi termini un aspetto come quello della licenza del software e' preoccupante.
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giovedì 3 marzo 2011 alle 6:23 PM -
@ArTaX: potresti elaborare meglio? Secondo te Canonical ha sbagliato in questo caso?
La mia opinione è che generalmente la GPL è incompatibile con revenue stream non collegati a servizi di assistenza proprio per la possibilità di fare lo stesso giochino.
Ad occhio e croce mi sembra però che la comunità sia spaccata sull'argomento.
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giovedì 3 marzo 2011 alle 8:01 PM -
Mi soento in accordo con ArTaX,un fare profitti non per arricchimento ma per rendere il progetto auto-sostenuto.
Vedi anche ad esempio i gadget che vendono, magliette,cappellini, penne usb etc..
Secondo me non è sbagliato
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giovedì 3 marzo 2011 alle 8:32 PM -
La polemica non nasce dal fatto che Canonical raccolga profitti, ma che semplicemente "dirotti" i profitti che dovrebbero (?) spettare ad altri. Non so se il paragone sussiste ma è come se decidessi di ospitare un banchetto delle Azalee della ricerca all'interno di una sede "Alcolisti Anonimi" e trattenessi il 75% dei profitti delle Azalee per supportare il progetto AA. Makes sense?
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venerdì 4 marzo 2011 alle 12:46 PM -
@Paperino
Può essere eticamente discutibile, ma scorretto non so. L'etica di cui si sta parlando non è universalmente accettata. E lo vedi anche dalle reazioni nella comunità, che non sono unanimi.
dizionari.hoepli.it/.../mercanteggiare.aspx
Il senso non spregiativo è "non com" non comune. Quello più usato ha un'accezione negativa.
Se non è voluto mi scuso, l'avevo interpretato male.
Sussiste. Ma dato che la qeustione è pubblica e c'è anche la possibilità di donare ad un banchino delle Azalee subito fuori la sede di AA, non vedo quale sia il problema per gli utenti.
Ti ridico, la scelta è discutibile, ma non per forza "eticamente scorretta" a mio parere
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venerdì 4 marzo 2011 alle 12:49 PM -
@Courtaud
E Apple che c'entra? Se nonno dice che Canonical è simile a Apple gli posso serenamente far notare che se proprio deve scegliere qualcuno simile a Apple, non è Canonical.
Coda di paglia?
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venerdì 4 marzo 2011 alle 1:08 PM -
Nein nein nein!
Il contrasto è fra la "tua interpretazione scorretta della filosofia" e la "filosofia"
Con il free software si possono pagare le bollette. Rassegnati nonno. La filosofia non ha nessun problema.
Comunque io non attacco te ma tua interpretazione che è errata. E quindi i tuoi argomenti contro di essa (tipo le bollette) sono viziati da questo problema.
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venerdì 4 marzo 2011 alle 1:50 PM -
LOL!
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sabato 5 marzo 2011 alle 7:32 AM -
In effetti l'intenzione era quella di sinonimo del verbo speculare in gravinese: ovvero ricavare denaro da attività secondarie, tipo hobby.
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sabato 5 marzo 2011 alle 10:56 AM -
Inoltre
Fonte
Sarà forse sbagliato chiamare in campo l'etica parlando di semplice software ma quantomeno in questo caso non può che far piacere l'intervento diretto di chi Ubuntu l'ha creato..la stessa cosa non succede in altri lidi...
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sabato 5 marzo 2011 alle 4:57 PM -
Forse dovresti spendere 1 minuto a capire quello che scrivo prima di metteri a fare la maestrina con la penna rossa.
Dati di fatto: Canonical fa un'operazione che involve un ritorno economico. Qualcuno della comunita' storce il naso al punto che Shuttlerworth si sente in dovere di dare spiegazione pubblica. Io sottolineo che Canonical fa benissimo a fare quello che fa perche' "a fine mese si devono poter pagare le bollette"... e tu non trovi niente di meglio che venire a dire che non capisco la filosofia open... LOL... forse dovresti rivolgerti a chi ha messo in discussione l'operazione fatta da Canonical... perche' o la filosofia open non l'hanno capita loro o non l'ha capita Canonical, io mi limito ad osservare queste scenette da teatrino di campagna tipiche del mondo open source...
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sabato 5 marzo 2011 alle 5:57 PM -
Complimenti a shaving che è riuscito a creare il primo falso positivo della mia personale euristica antispam
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