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Post Fritzante

Nolan Bushnell l’ha sparata grossa:

“There is a stealth encryption chip called a TPM that is going on the motherboards of most of the computers that are coming out now,” he pointed out

“What that says is that in the games business we will be able to encrypt with an absolutely verifiable private key in the encryption world - which is uncrackable by people on the internet and by giving away passwords - which will allow for a huge market to develop in some of the areas where piracy has been a real problem.”

La notizia è stata riportata su P.I. e sinceramente la reazione, non tanto dei troll del forum quanto dell’insolito duo, la stavo aspettando. Era da un po’ che non mi cappottavo così tanto dalle risate.

Primo perché il cosiddetto esperto non ha neanche capito che Nolan l’ha sparata davvero grossa: immagino che anche Nolan sia cascato vittima di pessima informazione.

Secondo perché la reazione è davvero esilarante:

Eh sì, perché da qualche anno a questa parte sembra che noi oppositori del Fritz Chip siamo rimasti vittima del nostro stesso successo.

Un grande. Da domani comincio a postare di un eventuale attacco alieno alla terra e sperare di cavarmela qualche giorno dopo dicendo che gli alieni hanno avuto paura di Paperino, capace di sgominare il loro piano. Ma la cosa che mi fa sorridere di più è il vizietto di ridurre tutto in “politica”. Non è più una questione di sicurezza/integrità/quello che si vuole, ma di Open Source vs. Closed Source:

inutile creare blindature quando non c'è niente da proteggere.

Mmmh qualcuno dovrebbe spiegare che proteggere i dati aziendali non è “proprio niente”, soprattutto se l’azienda è un’agenzia governativa e su qualche laptop trafugato potrebbero esserci mie informazioni personali. Ancora:

Nessuna software house e nessuna game house può competere con concorrenti che sono centinaia di volte più grandi e veloci e che rilasciano i propri prodotti gratis.

[...]

il software commerciale e le software house devono intervenire quando, per un motivo o per l'altro, la comunità degli utenti non è in grado di sopperire autonomamente alle sue esigenze di sviluppo software.

Decisamente esilarante.

-quack

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Commenti (11):
1. wisher
venerdì 30 maggio 2008 alle 9:50 AM - unknown unknown unknown
   

Almeno ha promesso una nuova edizione della sua rubrica anti-TC, ci sarà da divertirsi (o forse da piangere per la disinformazione).

   
2. Shance
venerdì 30 maggio 2008 alle 10:28 AM - unknown unknown unknown
   

Ma con che coraggio si cerca di difendere la posizione di chi scarica software senza una regolare licenza?

I programatori non hanno diritto ad uno stipendio?

   
3. FDG
venerdì 30 maggio 2008 alle 2:20 PM - unknown unknown unknown
   

@Shance

Concordo, sottoscrivo e controfirmo. Aggiungo: oggi c'è un sacco di software che si può usare con una spesa minima, se non nulla (si pensi al software open), per cui la pirateria non ha più giustificazioni.

   
4. Paperino
venerdì 30 maggio 2008 alle 5:10 PM - unknown unknown unknown
   

@Shance, FDG:

non credo che Alessandro, per quanto le sue posizioni "politiche" siano controverse, voglia difendere chi scarica software senza una licenza. Quello che credo voglia dire è che l'Open Source ormai può sostituire completamente il software commerciale pacchettizzato e quindi che come tale il pacchettizzato è destinato a morire: per questo il TPM non ha nulla da proteggere. Dimenticando che il TPM non è stato 'disegnato' per proteggere il software: c'è cascata Apple (che ha inserito e poi rimosso il TPM in alcuni modelli), c'è cascato Nolan oltre alle tante famose cornacchie. Ve le ricordate?

   
5. Blackstorm
sabato 31 maggio 2008 alle 12:02 AM - unknown unknown unknown
   

Io vorrei citare una chicca:

Speriamo che sia veramente così e che il TPM finalmente dilaghi ovunque, così forse Paolo (De Andreis, direttore responsabile di PI) si deciderà ad affidarmi una nuova serie di Untrusted e potrò finalmente comprarmi un EEE PC (Con Linux, ovvio).

Certo, sicuramente ha voluto fare una battuta, ma sembra quasi che a lui interessi dare contro al tpm per soldi. Tant'è che:

niente TPM vuol dire niente spazio sui giornali, niente inviti ai seminari e niente soldi.

Quindi si riduce tutto ai soldi? Alla faccia delle ideologie e della lotta per la libertà.

Piccolo OT: a proposito di EEE PC: la Xandros che c'è installata fa pena, non si sa dove mettere le mani, è tutto abbottonato come una saldatura. Poi uno si chiede perchè lo riportano indietro o perchè ci vogliono installare XP.

   
6. Paperino
sabato 31 maggio 2008 alle 12:17 AM - unknown unknown unknown
   

Mah, credo che sia una battuta se davvero per permettersi un EEEPC deve scrivere articoli sul TPM.

Resta il fatto che mi sembra più subdolo il conflitto di interessi quando parla di "closed source" lasciatelo al mercato dei consulenti. Ma qualsiasi mio commento potrebbe essere inquinato dal MIO conflitto di interessi.

   
7. NickelGreen
domenica 1 giugno 2008 alle 2:00 AM - unknown unknown unknown
   

Dunque...

Palladium era il vecchio spauracchio che per circa 5 anni ha spopolato in rete (ancora lo si chiama così, impropriamente). Peccato che è da almeno 4 anni che ha cambiato nome diventanto TPM e questo già lo scrissi ovunque mi capitava, ma vedo che c'è ancora chi ci casca a piè pari.

In ogni caso, sì, è allucinante che dia fastidio un sistema che impedisce operazioni illecite e venga pure definito come lesivo della libertà individuale di installare sul proprio computer la qualsiasi.

Mi chiedo come sia possibile utilizzare Linux su un pc "trusted" quando dentro questo gruppo (Trusted Computing Group) ci sono tutti da AMD a Intel, che mi risulta facciano processori. Quindi si porrà il problema di come fr funzionare una distro non riconosciuta. E se venisse riconosciuta solo Red Hat (a pagamento)?

Ma mi chiedo, sta gente, sa di cosa parla (o scrive)?

A me sembra solo gente inzuppata di ideologia. Sembrano i sesantottini dell'informatica, completamente al di fuori del mondo.

   
8. Paperino
domenica 1 giugno 2008 alle 6:56 AM - unknown unknown unknown
   

Mi chiedo come sia possibile utilizzare Linux su un pc "trusted" quando dentro questo gruppo (Trusted Computing Group) ci sono tutti da AMD a Intel, che mi risulta facciano processori. Quindi si porrà il problema di come fr funzionare una distro non riconosciuta. E se venisse riconosciuta solo Red Hat (a pagamento)?

E' una domanda retorica o me lo stai chiedendo? Il TPM non ha il compito di "riconoscere" un OS. Fa solo delle misurazioni che poi l'OS puo' utilizzare per conto suo...

   
9. NickelGreen
domenica 1 giugno 2008 alle 1:20 PM - unknown unknown unknown
   

Era una domanda retorica, papero

   
10. Paperino
domenica 1 giugno 2008 alle 6:04 PM - unknown unknown unknown
   

Perdonami, ieri sera ero moooolto stanco.

   
11. NickelGreen
domenica 1 giugno 2008 alle 7:44 PM - unknown unknown unknown
   

Figurati, io sto provando Silverlight per la mia nuova attività...

O_O

   
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