Scientific American sulla privacy
Qualche mese fa avevo comprato un numero di Scientific American che dedicava alla privacy l’argomento di copertina. Non sono più riuscito a trovare la copia cartacea,
ma fortunatamente ho visto che gli articoli sono disponibili (quasi?) tutti online a questo indirizzo.
Una frase che mi ha fatto riflettere parecchio, proveniente da un articolo sui social network, è questa:
Public sharing of private lives has led to a rethinking of our current conceptions of privacy. (fonte)
In tema di privacy anche se non c’entra quasi una cippa, oggi ho comprato questo: USB Foot pedal security button. Lo scopo in realtà è quello di semiautomatizzare la scansione dei documenti, visto che il mio scanner è attualmente sprovvisto di pulsante per attivare la scansione. Però se funziona come dovrebbe ne compro un altro per evitare il ficcanasare di qualche collega troppo impiccione.
-quack
Potrebbero interessarti anche:
- Privacy e paradossi
- Google, goolag, censura e privacy
- Microsoft acquista U-Prove
- Cappelli bianchi, neri e zone grigie
- Sparalink #3


Facebook,
Wikio,
Segnalo.

martedì 11 novembre 2008 alle 6:20 PM -
Sono l'unico a non preoccuparsi troppo dei social network e della privacy?!? Se su Facebook si possono vedere i miei gusti musicali, la mia data di nascita, il mio orientamento politico e che scuole ho frequentato/frequento non mi sembra la fine del mondo...
Comunque l"USB Foot pedal security button" è una genialata!
Permalink - Rispondi al commento
martedì 11 novembre 2008 alle 7:01 PM -
Secondo me il concetto di privacy va un po' rivisto nel senso che l'utente deve rendersi conto del fatto che benchè alla propria privacy ci tenga, in realtà lascia tracce ovunque: mail, date di nascita, scuole frequentate, generalità varie, foto con il nickname (i famosi siti che richiedono la "foto verificata". C'è però chi è, per così dire, "fuori" da questo circuito digitale e che però viene lo stesso rintracciato. In questo caso la privacy ha senso. Nel caso precedente, molto meno.
Non so dove, ma qualcuno aveva inventato una schermata fasulla di XP che mascherasse le attività svolte non lavorative. Chissà se ce n'è una Vista version?
Permalink - Rispondi al commento
martedì 11 novembre 2008 alle 7:07 PM -
@zakk:
a giudicare dal numero di iscritti su FaceBook/MySpace e tutte le informazioni disponibili sui loro profili, direi proprio di no.
Non mi chiedo se questo sia giusto/sbagliato, ma trovo la cosa degna di interesse.
@nickelgreen:
ci sono anche i romanzi mascherati da PowerPoint.
Permalink - Rispondi al commento
martedì 11 novembre 2008 alle 8:12 PM -
Li voglio immediatasubito!
Permalink - Rispondi al commento
martedì 11 novembre 2008 alle 11:19 PM -
Ecco qui il link. "read at work" un nome un programma.
Permalink - Rispondi al commento
mercoledì 12 novembre 2008 alle 10:46 AM -
Io lo so dove è finita la rivista: l'hai lasciata in Italia
Permalink - Rispondi al commento
mercoledì 12 novembre 2008 alle 5:54 PM -
Ahh grande. Un thread in meno: MyThreads["CercaRivista"].Abort()
Permalink - Rispondi al commento