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Tivoizzazione

Ho deciso di scrivere due righe sulla TiVo«tivoizzazione» in quanto mi sono accorto che in Italia - e forse anche in Europa - quasi nessuno sa di cosa si tratta essendo il prodotto disegnato e destinato esclusivamente al mercato americano.

Il TiVo è l'antesignano dei moderni mediacenter et similia (MythTV, MediaPortal, Windows MediaCenter, XBOX 360, AppleTV+Mac, ecc.). È stato pensato come un videoregistratore digitale avanzato; insieme a replaytv è stato il primo prodotto rilasciato in questa categoria. È un vero mini-computer ma è stato venduto solo come un appliance (insomma un vero e proprio videoregistratore) e dal primo rilascio avvenuto nel 1999 sono state create due nuove «versioni» (in gergo series) del prodotto.

L'ultima versione di TiVo, la famosa ma costosa series 3, supporta la TV digitale in HiDef via cable-cards, qui negli USA tecnologia nuova di zecca. Il prodotto è tecnicamente fatto davvero bene con alcune soluzioni software davvero interessanti anche se il servizio mensile obbligatorio lascia un po' a desiderare; qualche dubbio sulla privacy degli utenti incombe. Sono stato felice possessore di due TiVo anche io, series 1 e 2: ma son stato altrettanto felice di dismetterli quando un update ha ammazzato il primo che era series 2 e Windows Media Center 2005 è diventata un'alternativa valida per via della facile estensibilità.

Ora un paio di fatti su cui ognuno può farsi la propria opinione:

1) TiVo Inc., l'azienda, ha deciso di usare per il suo prodotto un pezzo di sistema operativo (ai fini del discorso non conta quale) rilasciato sotto una particolare licenza che ha poi customizzato per le proprie esigenze; nel pieno rispetto della licenza del sistema operativo usato ha poi pubblicato tali modifiche sul proprio sito Web

2) Il supporto della TV via cavo richiede per una legge federale degli Stati Uniti (nota: il prodotto viene venduto quasi esclusivamente in USA) misure DRM anti-hacking di tipo hardware. La legge va sotto il nome di «broadcast flag» ed è stata voluta dai produttori di contenuto televisivo; nel rispetto della legge TiVo ha introdotto nel proprio hardware sistemi crittografici di firma del codice per impedire che codice «malevolo» interferisca con il sistema di protezione. Il tutto senza alcuna violazione della licenza usata. Alcuni canali - come HBO e AMC - fanno già oggi USO del broadcast flag[1] .

3) la licenza usata sta per essere modificata; la nuova versione - disegnata con l'intento di prevenire la «tivoizzazione» - impedisce l'uso di nuove versioni del sistema operativo che in prospettiva saranno rilasciate sotto questa nuova licenza da parte di TiVo, nel caso TiVo voglia rispettare la legge federale e continui ad usare misure anti hacking; TiVo deve ora scegliere se usare una versione vecchia del sistema operativo (dal punto di vista teorico potrebbe essere fattibile ma qualche aggiornamento di sicurezza potrebbe complicare le cose), passare ad un altro prodotto sotto licenza diversa o chiudere semplicemente baracca: qualsiasi scelta comporta una dose non trascurabile di sofferenza.

Ed ora un po' di link WikiPedia (sorry, in inglese):

  • TiVo
  • Tivoization; in questo link manca un riferimento al fatto che le misure prese da TiVo sono per lo più richieste per legge; in più si parla di "aggiramento" - secondo me in maniera scorretta - della licenza da parte del TiVo
  • Broadcast flag: la legge di cui sopra  

A ciascuno la sua (opinione of course)

-quack

Technorati tags:

[1] in uno slancio di «imparzialità» Slashdot giorni fa ha pubblicato un post intitolato «Windows Media Center Restricts Cable TV» facendo notare che con Windows Media Center (evitando accuratamente e scientificamente di citare TiVo che soffre dello stesso «problema») non è possibile registrare canali come appunto HBO e AMC; comprendo le crociate anti-DRM ma non comprendo le crociate contro chi (non proprio tutti però) si limita a rispettare le leggi in corso.

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Commenti (18):
1. sirus
sabato 9 giugno 2007 alle 10:16 AM - unknown unknown unknown
   

Quando ho letto l'ultima bozza della GPL3 (avevo letto anche le altre) mi sono accorto che questa limitazione non era stata rivista o eliminata; come del resto la limitazione sugli accordi commerciali (vicenda Novell/Microsoft) che possono essere estesi anche a coloro che non hanno firmato l'accordo ma che distribuiscono lo stesso free software della societaà che ha firmato l'accordo.

Ora io mi chiedo 3 cose:

Come può il mondo del tanto decantato free software essere governato da una licenza tanto restrittiva?!

Si tratta veramente di una licenza?! A me sembra un controatto virale, nulla di più!

Come può una licenza tanto incompatibile con il resto del mondo (non è perfettamente compatibile con la licenza BSD, non è compatibile con la CDDL di Sun - il che impedisce l'adozione di ZFS tra i file system supportati dal kernel... una licenza libera che blocca lo sviluppo?!)... c'è anche da sottolineare che fino alla penultima draft della GPL3 non c'era neppure compatibilità con la GPL2, ora sembra che il problema si sia risolto.

Per quanto mi riguarda, se la licenza verrà approvata in questa forma tenterò di eliminare tutto il software che attualmente utilizzo e che farà uso della GPL3 (fortunatamente è stata eliminata la clausula che automatizzava il rilasciato sotto GPL3 del software licenziato con la GPL2), questo implica l'eliminazione di una qualsiasi distribuzione GNU/Linux.

Fortunatamente c'è anche chi fa sentire le proprie ragioni nella comunità del software open source (a questo punto è chiara una distinzione dell'open source dal free software), si tratta di LInux Torvalds che, come la maggioranza dei kernel dev, non ha intenzione (almeno per il momento, ed almeno finché la bozza della GPL3 sarà tanto restrittiva nei confronti del DRM) di rilasciare Linux sotto questa licenza.

   
2. Paperino
sabato 9 giugno 2007 alle 6:54 PM - unknown unknown unknown
   

@sirus:

su "tenterò di eliminare tutto il software che attualmente utilizzo"

mi sembra una misura drastica a meno che tu non faccia uso di sorgenti. Non credo che la licenza di cui parli si applichi ai "binari", but again IANAL. A voler essere paranoico, imitando certe Cassandre che sputano sentenze su Vista, potrei dire che nessuno impedisce che una prossima versione di licenza possa avere effetti anche su chi usa codice "binario".

Ma "nessuno impedisce" è una espressione da paranoici che davvero non mi piace.

   
3. FDG
domenica 10 giugno 2007 alle 5:00 PM - unknown unknown unknown
   

Tu hai esposto il problema in questi termini: "chi vuole fare e per cosa". Però hai dimenticato che il problema  è in realtà: "chi vuole fare, per cosa e CON COSA". Allora dovresti ricordarti che scopo della FSF è quello di dare a tutti, utenti finali compresi, la possibilità di utilizzare il software a proprio piacimento senza dovere nulla, potendolo analizzare, studiare, modificare e redistribuire. Il problema è che questo ideale va codificato in una forma che persegui quanto più possibile questo proposito. E' per questo che esiste la GPL. Ora, a volte le libertà di alcuni (chi? quanti?) vanno a discapito delle libertà di altri. Senza andare a tirare in ballo la GPL, esistono diversi casi nella vita reale in cui un compromesso limita necessariamente le libertà di qualcuno. Nello specifico caso il compromesso è: puoi farci quello che vuoi (come ho spiegato prima) a patto che non impedisca a chiunque altro di fare lo stesso. Quindi, impedire alla gente di mettere versioni modificate di software GPL su un certo hardware, non importa lo scopo, è contrario ai principi della GPL stessa. Fino ad ora un buco nel contratto consentiva questo. FSF vuole porre un rimedio a questa situazione, che non ha nulla a che fare con le opportunità di cracking, la pirateria e le leggi per impedirla (altra questione: la cui efficacia è tutta da dimostrare). Se per te è più importante il motivo per cui vuoi imporre certe limitazioni, forse è meglio che ti cerchi altro software. Sicuramente una libertà di cui non ti priva la GPL è quella di sceglierti il software che più preferisci.

   
4. Paperino
domenica 10 giugno 2007 alle 11:23 PM - unknown unknown unknown
   

Non mi sembra di aver esposto un "problema" ma una "faccenda" o fenomeno.

Punti della questione che ritengo interessanti:

* effetto quasi-retroattivo delle licenze software; anche se una licenza non è retroattiva, il fatto che il software abbia spesso necessità reali di essere aggiornato, rende le nuove licenze retroattive.

* possibilità di creare soluzioni che incorporano DRM o sistemi di "controllo" simili su piattaforme "libere"; cioé se la piattaforma deve garantire anche la mia libertà di hackerare eventuali altri moduli della piattaforma, è davvero possibile pensare che un DRM sia implementabile?

Punto non interessante:

* il motivo per il quale la specifica licenza è stata modificata. Può succedere a qualsiasi licenza e quindi lo ritengo poco interessante.

   
5. FDG
lunedì 11 giugno 2007 alle 1:50 AM - unknown unknown unknown
   

Rispondo brevemente:

1) vale per tutte le licenze, quindi una considerazione generica e non vedo cosa c'entri con la "Tivoizzazione".

2) Mi pare chiaro che la risposta sia no, anche da politica della FSF.

3) Analogamente al punto 2, come dire: Le licenze cambiano ma non preoccupiamoci del perché, in un contesto in cui si parla appunto di "Tivoizzazione", cioè di questo perché.

Riassumendo: cosa volevi dire?

   
6. Paperino
lunedì 11 giugno 2007 alle 2:09 AM - unknown unknown unknown
   

Ti rispondo con ordine:

1) Tivoizzazione: un'azienda ed i suoi clienti potrebbe soffrire e potenzialmente chiudere i battenti; paradossalmente per aver rispettato una licenza e per effetto "retroattivo" di cambiamenti a tale licenza.

2) Anche a me pare che la risposta sia no; la frase che mi spiazza è questa: "GPLv3 [...] doesn't forbid DRM, or any kind of feature."; un DRM hackerabile è un ossimoro quindi la frase di cui sopra mi sembra quantomeno scorretta.

Non volevo trarre nessuna conclusione: mi sembra che molti non conoscano la questione perché non sanno neanche cos'è un Tivo.

   
7. FDG
lunedì 11 giugno 2007 alle 10:47 AM - unknown unknown unknown
   

Ripeto: lo sapevano. La licenza cambia appunto per sopperire ai buchi che erano stati sfruttati per aggirarne i principi. Puoi essere d'accordo o meno sui principi, ma non puoi criticare il fatto che qualcuno per perseguirli decida di migliorare i propri strumenti. Tutti i produttori di software mutano col tempo le licenze, ad esempio per perseguire un interesse economico. Quindi, di che si sta parlando? Di un problema specifico o di uno generale?

Una considerazione off-topic: tutti i DRM sono hackerabili. L'illusione che non sia così è il motivo per cui c'è qualcuno che ancora li vede come un credo da perseguire fino in fondo, per scopi che a quanto pare non sono quelli ufficialmente spacciati, cioè la protezione dei propri diritti, ma al contario la moltiplicazione della loro efficacia in termini economici. I fornitori di contenuti dovrebbero semmai ragionare sul come raggiungere i potenziali acquirenti al meglio.

   
8. Paperino
lunedì 11 giugno 2007 alle 4:28 PM - unknown unknown unknown
   

Ripeto anche io: nessuna critica e nessuna opinione da parte mia (scommetto che se la esponessi ti sorprenderebbe: ma la tengo per me). Anche se i principi non sono sempre chiari a priori, vedi differenze di posizione.

Sul DRM: tutto il codice è bacato; rinunciamo al codice perfetto e creiamo una licenza che richiede che i programmatori introducano intenzionalmente bachi. Mi sembra un'ottima idea: "defective by design" per rubare uno slogan Smile

Penso che sul DRM si possa essere in generale a favore o contro, per i motivi più disparati e sarebbe OT enunciarli qui. Mi lascia perplesso che invece qualcuno (l'autore della frase di cui sopra) sembri per lo meno confuso. Ma questa è una mia opinione.

   
9. Anonimo Torinese
mercoledì 1 agosto 2007 alle 2:31 PM - unknown unknown unknown
   

L'articolo mi sembra "leggermente" parziale e si basa su un assunto non vero: la "legge" che impone il broadcast flag e la robustezza dei dispositivi.

Tale millantata "legge federale", è in realtà un regolamento della FCC, ed è stato destituito di ogni validità da una vecchia sentenza (2005) della corte d'appello (pacer.cadc.uscourts.gov/.../04-1037b.pdf) in quanto solo il congresso e non la FCC ha la possibilità di approvare leggi di tale portata.

Non è quindi vero che la società si sta adeguando ad una legge, semplicemente ha preso posizione a fianco delle major (volente o costretta poco importa) nella guerra contro il fair use, e nel farlo sta effettivamente aggirando lo spirito della licenza GPL. Non sono abbastanza ferrato per dire se sta violando la licenza, ma certo non è l'incolpevole agnellino che segue la legge come viene dipinto da questo blog.

Poi sui tanti "problemi" di Stallman e della sua nuova licenza possiamo discutere, ma non sulla base di false affermazioni.

Saluti

   
10. Blackstorm
mercoledì 1 agosto 2007 alle 5:28 PM - unknown unknown unknown
   

Su Punto Informatico è apparso un interessante articolo di Tassone (punto-informatico.it/p.aspx), direttore di Linux&C. E' interessante notare come nel momento stesso in cui lui ha liberamente dichiarato le sue idee sulla GPLv3, tutti gli si sono scagliati contro dandogli dell'idiota, dicendo che la sua rivista la usa solo perchè linux tira e quindi ci vuole lucrare sopra, e altre amenità del genere (alla faccia dello spirito della gpl e della libertà di parola). In una serie di commenti in cui si dice che Torvalds ha un ego smisurato, e lo si prende a sassate, quando fino a ieri era quasi un idolo... Beh, come dire, lascia l'amaro in bocca. In verità la posizione di Torvalds sulla GPLv3 è molto pragmatica e assolutamente chiara. Non gli piace. Il kernel rimarrà sotto GPLv2. E' indicativo che molti progetti siano passati da "GPLv2 or later" a "GPLv2 only".

   
11. redshift72
mercoledì 1 agosto 2007 alle 6:04 PM - unknown unknown unknown
   

In effetti sancire la libertà di modifica del codice e poi vedersi questa liberta sottratta dall'impossibilita di eseguire sulle macchine questo codice modificato mi sembra quantomeno frustrante. Se si vuole mantenere la libertà di modifica del codice si deve avere la possibilita di mandare in esecuzione il codice modificato se no non ha senso .Tivo poteva semplicemente sollevarsi da responsabilità legali nel caso di modifiche e invalidare la garanzia e i servizi annessi.

   
12. Paperino
giovedì 2 agosto 2007 alle 12:09 AM - unknown unknown unknown
   

@Anonimo Torinese:

Cerchiamo di chiarire un paio di cose.

Primo. Volente o costretta non è la stessa cosa. Se TiVo non fosse costretta semplicemente non implementerebbe il DRM. A che pro?

Secondo. Mi pare di capire che l'influenza della FCC in materia di interoperabilità con i provider TV, sia la stessa delle PPTT in Italia in materia di interoperabilità con la rete telefonica, il che non è poco.

Terzo: TiVo non ha violato la GPL altrimenti non sarebbe stata necessaria questo pasticcio della nuova licenza ma sarebbe stata chiamata direttamente in corte. Sicuramente più economico che creare una nuova licenza per poi "forse" chiamare in corte.

Quarto: non mi interessava discutere tanto la questione DRM, quanto il fatto che essere in regola con una "licenza" non basta; bisogna essere in linea con le idee di certe persone (che si sa ad esempio ad oggi non vedono di buon occhio il DRM; domani potrebbe toccare a qualche altro principio che oggi ci sembra innocuo, ad esempio l'interoperabilità con altri sistemi).

Quinto: delle contraddizioni del personaggio che tu hai nominato, preferisco non parlarne; non centra molto con la discussione sulla tivoizzazione.

@redshift72:

io azienda pago fior fiori di avvocati per leggere una licenza ed operare di conseguenza eppure non basta. Ad oggi tocca ancora pagare fior fiori di filosofi. Domani?

   
13. redshift72
giovedì 2 agosto 2007 alle 3:27 PM - unknown unknown unknown
   

@Paperino

Per accreditarsi come fantomatica "piattaforma sicura" di fruizione, agli occhi dei creatori/distributori di contenuti, le aziende farebbero di tutto. Figuriamoci poi se esistono delle raccomandazioni di qualche ente in merito.

Siamo d'accordo che cosi com'è la GPL2, TiVo non l'ha violata.

Non servono avvocati ne filosofi: TiVo non viola la GPL2.

Ma proprio per questo la FSF ha deciso di creare la GPL3.

Se l'obbiettivo è quello di mantenere la libertà di modifica del codice non devo impedire che questo poi possa girare sui pc   o comunque sugli apparecchi di uso domestico. Il caso TiVo ha dimostrato che la GPL2 è inadeguata a tutelare il diritto di modifica del codice.

Impedendo l'esecuzione con particolari forme di DRM imposto(senza possibilità di disattivazione), tale diritto viene nei fatti negato, perchè con eseguibili, codici oggetto del codice sorgente modificato,che non posso essere mandati in esecuzione,

cosa ci faccio?

Le forme di DRM restrittivo hanno posto in essere questa condizione assurda, non la FSF.

Lo scopo della FSF è fare in modo che questo diritto sia tutelato formalmente e praticamente.

Per questo ha tirato fuori la GPL3, solo per questo. Infatti la GPL3 è tutt'altro che invasiva,perchè la cosidetta clausola di "Tivoizzazione" si applica sono agli apparati per uso personale e domestico escudendo quindi gli apparati industriali,militari,medicali,aerospaziali ecc insomma tutto cio che non ha uso domestico.

Inoltre la GPL3 non è contro il DRM in generale, semplicemente il produttore deve dare eventuali codici o chiavi hardware per consentire di far girare il codice modificato. Poi la GPL3 garantisce anche al costruttore la possibilità, faccio un esempio, di non considerare "trusted" il pc disabilitando servizi remoti correlati a questa condizione, perchè la GPL3 in questi casi consente di limitare o revocare, servizi, l'uso in rete, garanzie e/o indennizzi.

Penso che vada letta perchè,nonostante la complessità dell'argomento e considerando che deve valere in tutto il mondo, è molto più semplice e concisa di tantissime altre licenze closed.

Riporto un link con una traduzione in italiano (non ufficiale) della GPL3

katolaz.homeunix.net/.../gplv3-it-final.html

   
14. Paperino
venerdì 3 agosto 2007 alle 7:35 AM - unknown unknown unknown
   

@redshift

Mi sembra che tu voglia ignorare il problema e che tu ci stia girando intorno. 10 anni fa il DRM faceva i primi passi e come tale non c'era nessuna licenza che prevedesse l'interazione di sw con sistemi DRM. 10 anni fa una azienda ha fondato la sua attività basandosi su quanto la GPL2 permettesse. 10 anni fa il DRM non era un "peccato". Oggi, nello spirito della FSF, il DRM in quanto non permette "eccetera eccetera" è incompatibile con lo spirito libero "eccetera eccetera" e per questo è stata creata una licenza che per quanto teoricamente impossibile, potrebbe avere praticamente effetto retroattivo: aspetta che qualche componente fondamentale usato da TiVo passi alla 3 e TiVo sarà costretta a trovare una soluzione diversa.

Quello che ieri non era peccato ed era assolutamente "legale" oggi non lo è più. Quello che oggi è legale (esempio banale: far girare sw interoperabile con Windows) domani potrebbe non esserlo più. Che senso ha che io mi legga una licenza che domani potrebbe essere valida quanto carta igienica in quanto "bacata" perché incompatibile con lo spirito "eccetera eccetera" della FSF? Che senso ha che io assuma avvocati e che mi dicano che usare sw GPL3 in una certa maniera è legale, ma che domani non potrebbe esserlo più?

Confronta con quanto detto da Patrizio nell'articolo su PI o quanto ho già scritto qui: aovestdipaperino.com/.../accendisigari.aspx

La GPL3, IMHO, crea un pericolo precedente e secondo me si rivelerà alla fine un boomerang.

   
15. Scrooge McDuck
venerdì 3 agosto 2007 alle 10:51 AM - unknown unknown unknown
   

>La GPL3, IMHO, crea un pericolo precedente e secondo me si rivelerà alla fine un boomerang.

Secondo me non ce lo vuoi dire ma lì (o là visto che suppongo tu sia ancora in Italia) a Redmond è dall'approvazione della GPL3 che continuate a festeggiare XD

La realtà comunque è semplice, la FSF ha tirato una vigliaccata tale che se l'avesse fatta la Microsoft tutti ne avrebbero parlato in toni scandalosi per mesi.

La GPL dovrebbe rispettare gli utilizzatori, che la hanno scelta in primis non per i principi ma perché evidentemente la trovavano sensata.

Tirar fuori una versione 3 completamente diversa dalla 2 solo per preservare i valori della FSF è sicuramente una scelta non molto felice che, come dice Paperino, non potrà che avere ripercussioni estremamente negative sulla comunità.

   
16. Blackstorm
venerdì 3 agosto 2007 alle 5:01 PM - unknown unknown unknown
   

Bene... Aggiungo il commento che causa Community Server non ho potuto inviare...

@redshift: ma se Tivo non viola la GPL, qual è il problema? Nel senso, a Tivo basta usare codice sotto "GPLv2 only": anche in caso di adozione della GPLv3 da parte del kernel (cosa che attualmente non pare probabile), alla fine Tivo continua a non violare la licenza. Proprio per come è strutturata la licenza, tu non puoi impedirmi di adottare codice sotto GPLv2 only, specificando che le versioni successive non verranno adottate. E' nei miei diritti di autore. Quindi, l'essere forzato a seguire un fantomatico spirito (come dice Linus: hey, è una dannatissima licenza, la capisco perfettamente. E' adatta alle mie esigenze, cosa me ne frega dello "spirito GPL"?), una ideologia, è impossibile, proprio per come sono fatte queste licenze. Inoltre l'autore di un'opera ha il diritto legale di decidere quale debba essere il trattamento della sua opera: quindi se decide che deve essere solo sotto GPLv2, lo sarà, continuerà a non violare la licenza e non potrà essere forzata a fare quello che vuole la FSF o a cambiare licenza. Il cavillo legale sarà presente sempre e comunque proprio per come è fatta la licenza, nonchè per i diritti legali dei proprietari di un'opera software.

---------------------------

Ciò detto, io penso che una GPL che tenta di limitare quello che ci posso fare con il software licenziato con questa, è altrettanto limitante delle impossibilità di modifica demonizzate dalla FSF a proposito di tivo.

   
17. BlSabbatH
domenica 30 settembre 2007 alle 4:00 PM - unknown unknown unknown
   

oggi la limitazione hardware accade con uno stupido videoregistratore, ma un domani ogni pc potrà avere sulla motherboard un chip (chi dice fritz?) antiterrorismo e limitare qualsiasi software gnu linux solo perchè.. un mentecatto della casa bianca dice che il free software lo usano i terroristi.. non c'è dubbio che la  gpl2 è stata aggirata perchè obsoleta, la gpl3 tenta di riempire una lacuna che in un futuro non molto lontano potrebbe rivelarsi una voragine

   
18. Paperino
giovedì 4 ottobre 2007 alle 7:14 PM - unknown unknown unknown
   

@BlSabbatH:

secondo me stai facendo un po' di confusione tra tivoizzazione e varie min**iate che si possono leggere in giro su Fritz. Faccio un tentativo di "dipanamento":

la nuova GPL3 impedisce di far girare sw "libero" (le virgolette in questo caso sono d'obbligo!) su un certo tipo di HW che impedisce di far girare modifiche a quel SW. Significa che se TiVo' volesse fare una modifica "figa" al kernel e pubblicarla, sotto GPL2 va benissimo (e teoricamente potrebbe essere "portata" su altri sistemi) con GPL3 - se non è possibile far girare sullo stesso HW altre modifiche fatte da "acari" - non si può. La GPL3 ti dice su quale HW può girare o meno il software licenziato con quella licenza. Per intenderci se il Kernel fosse GPL3, TiVò non potrebbe usarlo perché usa HW lockettato: alla faccia del SW "libero". Quindi è la GPL3 che impedisce di far girare il sw "libero" sul TiVò e non il contrario come qualcuno vuol fare *maliziosamente* credere. Per questo l'adozione della GPL3 sembra essere un disastro: nel caso migliore i progetti rimangono fermi su GPL2. Nel caso peggiore si può assistere al "collasso da fork". Infine per aumentare l'entropia, nel caso si sentisse davvero il bisogno, c'è la complicazione di progetti misti. I programmatori in alcuni casi non sanno cosa significa includere pezzi di codice GPL3 in progetti GPL2 e per ogni riga di codice hanno bisogno di un avvocato a portata di mano. Lo possiamo chiamare progresso?

   
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