…ware
Mi ha fatto sorridere la definizione di lackware fatta da Sirus per MSN messenger versione Mac.
Sullo stesso tema mi è venuta in mente qualche altra definizione:
Cancerware: quando vuoi installare un codec e ti ritrovi altri cinque prodotti senza volerlo. Il premio Cancerware spetta ad Apple per tutti i prodotti Apple per Windows.
Inutilware (variante: inutility): quando di un certo software non se ne sentiva davvero il bisogno. La palma d’oro spetta a Chrome, anche se heise.de lo bollerebbe come il peggiore degli spyware.
Illusionware: software basato sull’illusione che sia esattamente come lo descrive il marketing.
Viene in mente qualcos’altro?
-quack
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Commenti (29):


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mercoledì 24 settembre 2008 alle 6:36 PM -
Dabuttareware...
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mercoledì 24 settembre 2008 alle 7:28 PM -
lhofattomiware - software autoprodotto
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mercoledì 24 settembre 2008 alle 7:30 PM -
scroccware - software commerciale utilizzato senza licenza
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mercoledì 24 settembre 2008 alle 7:36 PM -
pocoware - Il software la cui trial version dura si e no mezz'ora...
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mercoledì 24 settembre 2008 alle 7:55 PM -
cloneware ,, roba tale e quale
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mercoledì 24 settembre 2008 alle 8:17 PM -
Ballmerware
La definizione la lascio a voi...
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mercoledì 24 settembre 2008 alle 9:31 PM -
Crashware: il software che una volta che va, bon, quando crasha , crasha sul serio e non si riprende più!
Il problema è che solo oggi pomeriggio rientrano nella definizione di crashware:
win xp sp3
win vista sp1
win xp sp3 in emulazione parallels
word 2007 sp1
windows media player 11
apple itunes 7 e qualcosa
questo solo oggi pomeriggio Finchè è iTunes, lo reinstallo.
Ma win vista e win xp?
Mah
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mercoledì 24 settembre 2008 alle 10:35 PM -
@Jack:
Dio mio, cosa diavolo hai fatto a quelle macchine?
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giovedì 25 settembre 2008 alle 11:39 AM -
Ma perché Chrome inutile e spyware?!?
Inutile ancora ancora posso immaginare che qualcuno lo pensi, ma spyware?!? Per il fatto che è sempre Google? Ma non credo proprio che Chrome invii informazioni personali...
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giovedì 25 settembre 2008 alle 11:39 AM -
Peccato non ci siano le notifiche via mail alle risposte del blog
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giovedì 25 settembre 2008 alle 12:37 PM -
Paperino include, penso, Chrome tra gli spyware per il semplice motivo che installa un google updater senza richiesta alcuna. Tale google updater lavora in background anche dopo che si è disinstallato Chrome. Una cosa che somiglia molto a "bonjour" di apple.
Ma forse il Papero è più preciso su questo...
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giovedì 25 settembre 2008 alle 2:44 PM -
@Sid,NickelGreen:
Chrome genera un ID diverso per ogni installazione. L'ID non viene cancellato durante la rimozione e lo stesso ID viene riciclato in caso di reinstallazione.
Dall'EULA di Chrome non è chiaro come e quando il Chrome ID viene usato. C'è da aggiungere che Chrome non si installa in <Program Files> ma in Users\<utente> quindi ogni utente avrà il suo Chrome ID personale e perpetuo (su quel PC).
Nel momento in cui ci si logga su Google (per GMail, Google reader, ecc.) l'ID sarà automaticamente associato al profilo online.
Infine tutto questo incubo va accoppiato con l'implementazione della feature di autocomplete/anti-phishing. Chrome è l'unico browser che genera google-cookies quasi per ogni lettera digitata nell'address box. Qualsiasi indirizzo digitato (si pensi ai siti intranet) verrà associato al proprio profilo online.
Di tutto questo non c'è nessuna traccia di come queste info vengano usate leggendo l'EULA.
Hey, però è open source!
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giovedì 25 settembre 2008 alle 3:48 PM -
E' un "collage source"... (pare che ci siano pezzi di codice MS, ma potrei aver capito molto male)
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giovedì 25 settembre 2008 alle 7:44 PM -
Secondo me vi brucia.
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giovedì 25 settembre 2008 alle 7:53 PM -
Ho riportato l'analisi di terzi (Heise.de). Semmai brucerà a loro ma non riuscirei a vederne il motivo.
Gli IT manager sono abbastanza incazzati per il giochino dello Users profile che sconquassa tutte le loro smanie di controllo aziendale. Magari a loro brucia davvero e staremo a vedere cosa riescono ad inventarsi: perquisizioni fisiche ed eradicazione delle porte USB o quantaltro.
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giovedì 25 settembre 2008 alle 9:40 PM -
@NickelGreen: sì ci sono pezzi di codice Microsoft... Non ricordo il nome della libreria, ma comunque è stata rilasciata qualche anno fa sotto una licenza molto permissiva (tipo BSD... fai quel che vuoi, ma non lamentarti con noi...)
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giovedì 25 settembre 2008 alle 9:49 PM -
@Paperino:
E' appena uscito un nuovo browser (Iron credo si chiami) identico a Chrome ma senza le features che alcuni trovano troppo invadenti. E' (anche) questo il bello dell'opensource
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giovedì 25 settembre 2008 alle 10:52 PM -
interesting, anche se immaginavo che sarebbe successo. Il club dei paranoici non è così poco affollato a quanto pare
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venerdì 26 settembre 2008 alle 7:20 AM -
@zakk
Esatto. Stavo giusto dandogli un'occhiata.
Peccato che il sito di Iron sia in tedesco, così come il forum di supporto ai prodotti SRWare, l'azienda che l'ha sviluppato.
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venerdì 26 settembre 2008 alle 11:38 AM -
@Paperino
Si, vi brucia. Riporti un link perché condividi il suo contenuto. E di Chrome vi interessano solo gli aspetti negativi. Tutto il resto passa in secondo piano. Addirittura per te è un software inutile. Io temo però che questo sia indicativo di una certa preoccupazione che Google, al di la degli incidenti di percorso, grazie al suo peso riesca ad erodere quote di mercato ad IE. E questo vuol dire, ancora di più, la fine del controllo sull'unica piattaforma alternativa in grado di competere realmente con Windows: il web.
Comunque questa, ammetto, è una teoria in cerca di conferme. Vedremo se quelli di Google sono seri, cioè vogliono realmente spingere il loro prodotto, quindi sapranno porre rimedio a tutti gli errori commessi, nella misura in cui sono un limite all'accettazione di Chrome, oppure se stanno solo scherzando.
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venerdì 26 settembre 2008 alle 12:31 PM -
FDG,
si direbbe invece che quello a cui brucia sia proprio tu che vieni qua in "territorio nemico" a portare avanti le tue crociate
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venerdì 26 settembre 2008 alle 1:28 PM -
Beh se è vera la questione dell'ID unico, mi sembra una cosa piuttosto inquietante e cioè la politica che voleva adottare Microsoft nei bei tempi andati. Mi sembra che si lascino correre un po' troppe cose in chiave anti-qualcosa. E' come dire che il paese X non può avere bombe nucleari e, se continua, lo si bombarda con le medesime. Follia.
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venerdì 26 settembre 2008 alle 2:08 PM -
@FDG:
Eh, si, in effetti Chrome potrebbe erodere in maniera decisiva le quote di ie... ma non ora: http://www.computerworld.com/action/article.do?command=viewArticleBasic&articleId=9115341
Ok, Chrome è veloce, una scheggia. Ma, onestamente, finora è l'unica cosa che ha di meglio degli altri browser ed il suo unico pregio.
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venerdì 26 settembre 2008 alle 2:19 PM -
@FDG:
di solito si soprassiede agli aspetti negativi di un prodotto qualora ci siano aspetti positivi degni di nota. Cos'ha di nuovo Chrome? La UI (carina), il V8 (superato?) e un bel po' di spyware. Sono elementi sufficienti a giustificare il rilascio di un nuovo browser? Lo sa solo Google, per ora i fatti dicono che è stato introdotto un prodotto per lo meno inutile, se non addirittura dannoso.
Ho riportato l'articolo di Heise di cui condivido l'analisi. Quella di andare in controtendenza (ti ricordo che il CEO di Google è la persona che disse che la privacy non esiste) è una delle costanti di Google. Tu dici che possiamo fidarci in nome di qualcosa che non abbiamo ancora da sapere/vedere; io dico che con Google prima vedere poi forse fidare e per questo sono considerato rosicone (*). Qualcosa non fila.
Tra l'altro anche il club dei rosiconi comincia ad essere affollato:
Questa l'ho letta dopo che avevo già scritto che le enterprise non l'avrebbero presa bene.
(*) si rosica quando l'avversario ha qualcosa in più.
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giovedì 2 ottobre 2008 alle 12:15 PM -
Qui c'è l'abitudine di costruire molto su poco, soprattutto cercando di dare agli obiettivi di turno tutte le connotazioni negative possibili, facendo una non tanto velata opera di PR... meglio di anti-PR. Figurarsi a valutare elementi positivi, quando addirittura non si arriva a discutere elementi che su cui non si può esprimere un giudizio positivo o negativo ma solo fattuale.
Comuque, si tratta di cose che non mi toccano da vicino. Non si tratta del mio lavoro, quindi...
Però mi diverto a vedere con quanto accanimento si gridi all'untore. Questa cosa della barra degli indirizzi di Chrome, cavallo di battaglia di chi vuole difendere la privacy degli utenti, e anche di chi ha tutto l'interesse a dare addosso ad un avversario (ricorda tanto il famigerato fanatismo degli apple-fan).
Io non mi sono messo qui a costruire un rationamento che secondo me era ragionevole fare. Si può discutere sulle conseguenze dal punto di vista della privacy di quello strumento, ma non sulle ragioni per cui lo strumento si comporta così. Per fortuna non devo essere io a dare certe spiegazioni, perché ci pensano gli stessi sviluppatori, e sicuramente meglio di me:
blog.chromium.org/.../...-chromium-and-google.html
Io ho lavorato per un'azienda che distribuisce un software in cui cose di questo genere sono fatte non via HTTP ma con un protocollo privato, criptato, in cui del tracciamento era previsto ai fini delle logiche applicative: statistiche sulle tue preferenze, sui tuoi gusti, con cui decidere cosa inviarti di conseguenza. Non ci divertivamo a violare la privacy degli utenti, nel senso che lo facevamo per aggiungere intelligenza al software in modo che i contenuti distribuiti agli utenti fossero più graditi. Ma siccome l'azienda non si chiama Google, non ho visto nessuno gridare allo scandalo. E vi assicuro che l'ID unico, questo mostro multitentacolare creato allo scopo di stuprare la privacy degli utenti, avevamo anche noi.
Noto poi che tutti parlano di ciò che viene inviato, non di come poi verrà trattato. Ovvero, magari con altri prodotti invio meno, ma chi mi dice che quel poco che invio in realtà venga trattato con molto meno riguardo nei miei confronti di chi invece di informazioni ne riceve un sacco? Con questo non voglio insinuare nulla. Dico solo che l'address bar di Chrome non è Il Problema, ma è parte di un problema più generale che varrebbe la pena di affrontare in modo più razionale.
@Paperino
Riportata così non vuol dire nulla. Magari era solo una costatazione... magari anche giusta.
A parte che per anni ci siamo subiti la dannosità di ben altri browser, ma figurarsi vedere te scriverne, questi sono problemi risolti.
Il tema non è la rabbia ma di preoccupazione. Forse non era chiaro. La ragione l'ho spiegata sopra.
Comunque:
www.google.com/.../answer.py?answer=95656
E potremmo pure metterci Yahoo o Microsoft:
www.google.com/.../answer.py?answer=95426
Che policy hanno questi search provider sulla data retention? Perché, capisco parlare di ciò che viene mandato, ma parlare di come viene trattato non è altrettanto importante? Per esempio, io uso OpenDNS a cui potenzialmente google farebbe in fatto di violazione della privacy un baffo.
Poi ciascuna organizzazione applica le policy che ritiene più opportune per la propria sicurezza, per cui può decidere, giustamente, che una beta non può essere usata come software... anzi, che il software che si può usare è solo quello installato, così tanto per esser sicuri che nessuno usi il computer in modo improprio.
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giovedì 2 ottobre 2008 alle 4:37 PM -
@FDG:
Certi prodotti, i browser in primis, vanno scritti con 10 mila attenzioni, soprattutto se la piattaforma su cui gireranno è Windows che fa molto più gola di tutte le altre messe insieme. Il mio ragionamento è che avrebbe avuto senso scrivere un nuovo browser 4 o 5 anni fa; ma così come è stato fatto non ha senso. Non c'è davvero niente di nuovo o quello che c'è poteva essere portato su altri browser ed evitare di esporci a tutti i bachi di sicurezza che sono stati sistemati negli ultimi 5 anni(*). Evidentemente c'è qualche motivo in più.
Poi quando parli di Google, OpenDNS e data retention policy mi sembra come se ignori il report di PrivacyInternational. Google era l'unica listata come "nera".
Per me è una questione di analisi del rischio e usare Chrome, oggi, è un rischio inutile su tutti i fronti: sicurezza, privacy e chi più ne ha più ne metta.
(*) No, non basta guardare il codice. L'esperienza accumulata in questi 5 anni sta nel know-how di chi ha lavorato a IE, Firefox e Opera (quelli di Safari, per carità....). Far finta che questo know-how non esista è un giochino pericoloso.
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venerdì 3 ottobre 2008 alle 9:53 PM -
posso chiederti in che senso V8 e' superato? nelle settimane scorse hanno fatto molto parlare di se i risultati dei benchmark dei nuovi motori JS, ma non riesco a capire quanto sono attendibili e se effettivamente i nuovi V8, tracemonkey, squirrelfish sono effettivamente cosi piu veloci rispetto a IE8b2...
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sabato 4 ottobre 2008 alle 5:12 PM -
cancerware Apple?
ahah..beh no aspetta hai ragione: se c'è l'utonto che non è capace di capire cosa deve spuntare...si hai ragione
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sabato 4 ottobre 2008 alle 5:19 PM -
@iocci:
avevo letto dei nuovi benchmark e mi sono detto che se TraceMonkey è diventato comparabile con V8. Innovativo va preso in riferimento a quello che offrono già i browser oggi.
@Nick:
hai letto l'articolo di Bott linkato? Anche se lui sceglie di non installare certe cose, vengono installate lo stesso. Cancerware per l'appunto
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