Leggendo il post di Luca mi è venuta voglia di sottopormi al «Programmer Personality Test», anche se ritengo il test poco affidabile perché su molte domande la mia risposta cadeva esattamente al centro tra due alternative davvero radicali; in alcuni casi invece come per il linguaggio da scegliere nessuna delle risposte è adeguata: il linguaggio è uno strumento e scegliere uno strumento sbagliato rispetto al contesto del problema può portare ad effetti devastanti; il solito Raymond spiega cosa succede quando qualcuno chiede «come si fa a gonfiare un pneumatico con una patata» (a proposito di metafore alimentari). Su un'altra domanda è venuta fuori la mia vera personalità ed è quella che riguarda lo spazio (white space) nel codice: lo spazio va usato in maniera pratica in modo da rendere il debugging semplice. Odio ad esempio righe di codice fatte così:

if (condition) DoSomething();

il motivo è semplice. Non mi permette di inserire facilmente un breakpoint su 'DoSomething()'; quando vedo il codice di cui sopra lo cambio d'istinto. Dettagli. Insomma il mio risultato è questo:

DHSB

You're a Doer.
You are very quick at getting tasks done. You believe the outcome is the most important part of a task and the faster you can reach that outcome the better. After all, time is money.
You like coding at a High level.
The world is made up of objects and components, you should create your programs in the same way.
You work best in a Solo situation.
The best way to program is by yourself. There's no communication problems, you know every part of the code allowing you to write the best programs possible.
You are a liBeral programmer.
Programming is a complex task and you should use white space and comments as freely as possible to help simplify the task. We're not writing on paper anymore so we can take up as much room as we need.

Sarei curioso di leggere il profilo dei commenDatori «tecnici» e non di questo blog.

Sullo stesso tema di slack, preannuncio che ho comprato un'altra rivista che parla di Linux e Vista, chiamata Linux Magazine Pro. Devo ammettere che i titolatori di una volta non ci sono più: ricordo con nostalgia le varie PaperSoft, Commodore Computer Club e SuperVic del gruppo editoriale Jackson. Anche le riviste per animali citate nel film di Pieraccioni sembrano avere nomi più fantasiosi («che è arrivato Levriero 2000?» «No ma è uscito TuttoGuinzaglio»). Vista Magazine, Windows Magazine, Linux Magazine, Linux Magazine Pro: sono l'unico ad intravvedere un pattern? Anyway, il numero che ho comprato contiene una versione di XandrOs che ha stimolato la mia VM-curiosità dopo i recenti accordi con Microsoft; dagli screenshot si nota una somiglianza impressionante tra la GUI di XandrOS e quella di Windows XP. Altro argomento interessante è il confronto - in realtà due scarne ma sintetiche paginette - tra le due shell d'eccellenza: rispettivamente la bash e la SuperShell. Incuriosito, approfondirò.

-quack

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