La storia delle prime due iterazioni è raccolta in questo post.

La prima iterazione aveva il difetto di essere troppo rumorosa.
La seconda è poco “espandibile” per mia personale definizione.

Se tre è il numero perfetto, la terza iterazione sarà per sempre, come dovrebbe essere per un dispositivo di backup espandibile.

In breve: quello che doveva essere un progetto da “weekend” a.m. si è trasformato in un vero e proprio progetto “stagionale”. Usare una Compact Flash da 128GB è praticamente proibitivo. Ho pensato a tentare di spostare la partizione di sistema, ma impelagarmi in una manovra pericolosa coi dati del mio server non è tra le mie attività preferite. Un’altra alternativa considerata è stato un drive da 1.8” da 120GB, ma alla fine mi è sembrato anti-economico e troppo vincolato al fatto che il drive deve avere necessariamente un’interfaccia IDE.

Ho deciso per una nuova motherboard basata su ION (e quindi con 3 porte SATA) ed un case un po’ più grande in grado di accomodare i 3 drive. Per il terzo hard disk ho pensato di usare uno dei tanti SATA 2.5” da laptop avanzati durante qualche upgrade festival. Così facendo il sistema sarà installato sul “mini-drive” da 160GB e gli altri due dischi destinati a contenere esclusivamente dati. Nel momento in cui uno dei due drive si rompe o va in saturazione spaziale, l’upgrade sarà Tombaleestremamente indolore in perfetto stile plug&pray. Insomma, failure spettacolari a parte, questa iterazione sembra avere i requisiti di una RC.

E a proposito di sistemi di backup: ma 17 mesi e 4 giorni non sarebbero un po’ troppo pochi per un sistema pubblicizzato come “server grade”?

Ad posterioram ardua sententiam

-quack