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Penny wise

L’altro giorno mi è stato recapitato un pacchettino con l’affrancatura insufficiente: la postina ha bussato e mi ha spiegato che mancavano 34cents. Non deve essere stata una visione interessante per lei visto che da malaticcio l’ho accolta in pigiama e per ridurre l’imbarazzo al minimo mi son procurato le monete il più velocemente possibile. Erano 35 centesimi, lei non aveva il resto e le ho detto fa niente.

Il giorno dopo, nella mia cassetta della posta, oltre allo spam ho trovato un bigliettino con un penny attaccato con il nastro adesivo e la dicitura “resto dovuto”.Penny

Mi ha fatto pensare ad un equivalente episodio italico vissuto in prima persona quando la lira era ancora in vigore. Facevo la fila ai conti correnti per pagare chissà quale bolletta, davanti a me una persona nella stessa situazione. Per uno stupido principio delle Poste e Telegrafi di tassare i depositi con cifre dispari (950 o 1050 lire) il signore davanti a me si trovò con l’impossibilità di ricevere 50 lire di resto. Lui scrollò le spalle dicendo fa niente, raccolse le ricevute e andò via. Arrivato il mio turno mi ritrovai con un totale da pagare di 10050 lire: tirai fuori la banconota da 50mila e l’addetta, dopo avermi squadrato a raggi-X, mi rifila il pippone “ma guardi, ma non abbiamo resto, non può andare a cambiare la banconota dal bar?”. Le chiedo se può arrontodare e per poco non si infuria che “i bilanci a fine giornata devono quadrare, che cosa dico al direttore, ecc.”. Le faccio notare che quadrare il bilancio, considerando che aveva incassato 50 lire in più dal cliente precedente, sarebbe stato più facile se avesse arrotondato. Sempre più infuriata e con un body language che indicava che stava per mentirmi mi dice “ma io il signore lo conosco, poi le cinquanta lire gliele restituisco!!”. Strano pensai si erano dati del lei per tutta la conversazione. Onde non perdere la mia limitatissima pazienza mi rivolsi al bar di fianco che gentilmente si apprestò a cambiare le cinquantamila in un taglio più decente.

Sarò cinico ma dubito che quelle cinquanta lire mai furono restituite.

-quack

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Commenti (6):
1. Marco
sabato 29 maggio 2010 alle 11:51 PM - IE 7.0 Windows 7
   

Non posso certo dir nulla sugli impiegati degli sportelli...ma avendo lavorato per anni come portalettere posso dire che in questi casi il giorno dopo i miei utenti si ritrovavano nella cassetta il resto dovuto e posso dire che almeno negli uffici in cui ho lavorato è pratica assodata, non si prende un centesimo in piu del dovuto e se non si ha il resto lo si porta il prima possibile (dannata abitudine a pagare per contrassegno!).

Detto questo...i casi particolari esistono ovunque in Italia come in America...generalizzare è sempre facile ma puo portare a sbagliare.

 

   
2. Paperino
domenica 30 maggio 2010 alle 4:57 AM - firefox 3.6 Windows 7
   

Non volevo generalizzare anche se dalle mie parti i dipendenti [semi]-pubblici si danno tutti molte arie. A Bari l'addetto alla biglietteria delle F.A.L. non ti dava il biglietto nonostante tu volessi rinunciare alle 200 lire di resto: una volta mi ha costretto a perdere il treno così la volta successiva mi son presentato in biglietteria in anticipo con 34 monete da 200. Il bello è che non era molto occupato e aveva il tempo materiale di fare periodicamente il cambio in concomitanza con la pausa caffé. Un altro esempio è l'arpìa della dogana a Roma.

Se dovessi generalizzare la scortesia dell'impiegati allo sportello in Italia è la norma, qui è l'eccezione.

   
3. Marco
domenica 30 maggio 2010 alle 11:48 AM - IE 7.0 Windows 7
   

Concordo che il italia gli addetti agli sportelli non sono molto cortesi ma permettimi di ribattere sul fatto che spesso chi si presenta a tali sportelli non è un esempio di educazione e tratta l'impiegato come tutto fosse dovuto...questo lo dico per un'altra ia esperienza lavorativa...non credo infatti che sia requisito necessario per l'assunzione ad uno sportello l'essere scortese..ma che se in media la scortesia è diffusa nella popolazione in generale allora è piu semplice che persone scortesi si trovino dove le noti meglio...insomma che la scortesia e la mancaza di rispetto sia un po un vizio degli italiani in generale.

   
4. Luigi Bruno
martedì 1 giugno 2010 alle 12:30 PM - IE 8.0 Windows 7
   

Il primo pensiero che ho avuto leggendo il titolo di questo post è stato il nome del pagliaccio cattivo di "IT" (anche se non so dire se faccia più paura quello degli impiegati delle Poste)!

L'apoteosi la vidi poco più di 2 anni fa. Avevo acquistato 2 libri online (uno era "Writing Secure Code, 2nd Edition") da Milano e li aspettavo con pacco postale in contrassegno: sono arrivati a Lecce, non li hanno consegnati e li ho ritirati a Milano in occasione di un evento Microsoft.
Qualche tempo dopo, acquisto un altro testo ed il pacco inizia a tardare: forte della precedente esperienza, vado allo sportello con il codice di spedizione, ma mi viene detto che il pacco non è ancora giunto a Lecce (al mittente risultava il contrario). Ritorno a casa e dopo un'ora sono nuovamente alle Poste: provate ad immaginare la faccia dei presenti (impiegati compresi) quando alla domanda:"Desidera, signore?" ho risposto:"Il pacco che un'ora fa non era arrivato e che risulta in giacenza da due giorni, grazie!", mostrando la cartolina di avviso di giacenza!

   
5. Paperino
mercoledì 2 giugno 2010 alle 4:04 AM - firefox 3.6 Windows 7
   

Idiozia: il mittente mi spedisce la fattura separatamente spendendo 41c.

   
6. il nonno
mercoledì 2 giugno 2010 alle 8:06 AM - IE 8.0 Windows 7
   

Vi ricordate quando in Italia gli uffici pubblici mandavano raccomandate per richiedere il pagamento di poche lire? Personalmente mi ricordo quella che arrivo' a casa dei miei per un pagamento di 5 lire o giu' di li'... per fortuna almeno adesso questo tipo di follia non capita piu'.

   
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