Tipi da Messenger: gli enigmisti

Apr 21, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #MSN Messenger

Ieri ho parlato dei cecchini

Oggi tocca agli enigmisti. Gli enigmisti usano le emoticon personalizzate di Messenger per esprimersi al meglio. Il risultato è alla fine un REBUS come quello qui in fondo (che ho risolto solo parzialmente Smile); cliccare sul REBUS per ingrandire.

Come per la settimana enigmistica, anche questo tipo di Rebus ha la chiave di soluzione. Per i meno abili, basta semplicemente cliccare col tasto destro sull'immagine per rivelare l'equivalente testuale.

Per il primo abile solutore della frase che comincia per "quindi" del rebus a piè post, un piccolo premio: una copia scaduta (e mezza risolta) della settimana enigmistica spedita direttamente dall'ammeriga. Of course autografata da Paperino Smile

-quack

Nitpicker's corner:

È chiaro che l'autore del Rebus non può partecipare al concorso

Technorati tags: ,

Feliciano Intini in visita a Redmond

Apr 21, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Microsoft #Security

Feliciano è appena ripartito per Milano (BTW, buon viaggio!) e la memory card della mia macchinetta è ancora bollente. Per l'occasione, come si può vedere da uno dei due scatti, mi sono messo in ghingheri!!! Chi sarà il prossimo a visitare la tana di Bill? Smile

Da sinistra: Vittorio Bertocci, Paperino, Feliciano Intini

Feliciano con Linux Magazine??? Tranquilli, Vista è cosi buono che ne parlano molto bene anche su Linux Magazine (giuro che non sto scherzando!!!)

-quack

P.S. Saluti estesi anche a tutti i colleghi Italiani!
P.S.2: Ho rimosso una battuta... mi rendo conto che è troppo difficile da spiegare. Tongue Tied

Tipi da Messenger: i cecchini

Apr 20, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #MSN Messenger

Ho notato una cosa che sta cominciando a diventare molto comune da quando è uscita la versione 8.1 di MSN Messenger, quella che -per intenderci - permette di loggarsi come "Invisibile" ("Appear Offline" sul mio) e di cominciare una conversazione come se nulla fosse.

Sicuramente immagino che sia una feature gradita a molti. Però il bon-ton vorrebbe che, tranni casi eccezionali, quando si comincia una conversazione si passi in modalità online e si prosegua. Se si abusa di questa feature si rischia di diventare veri e propri cecchini: il povero papero malcapitato appare online e senza neanche avere il tempo di rendersi conto di cosa accade, viene bersagliato da svariate conversazioni di gente che appare offline e persiste nell'esserlo. Devo ammetterlo: in casi estremi, siccome tra i miei contatti in messenger ci sono sia colleghi che parenti e amici, la conversazione offline è una vera manna. Ma visto che da vittima questo mi capita spesso durante la notte[1] e il perpetuatore non fa il deejay, comincio a rendermi conto che questa per alcuni non è una necessità ma un vizietto.

Per i miei cecchini: 'state avvisati', al secondo cartellino giallo scatta l'espulsione. Stick out tongue

OOB: più tardi (alle 2 PM) passo a stringere la mano a Feliciano Intini, grande esperto di sicurezza di MS Italia in visita a Redmond. Chissà che non lo convinca a fare una foto davanti alla porta dell'ufficio di Michael Howard (ecco dove ho copiato una certa idea Smile)

Mi scuso se il post, visti gli ultimi avvenimenti del Virginia Tech, possa ferire la sensibilità di qualcuno. L'avevo preparato da un po', ben prima degli ultimi tristi fatti Sad

-quack

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[1] Nitpicker's corner: Vivendo in un fuso orario molto diverso da chi di solito mi contatta (-9 ore) quando parlo di notte faccio riferimento al fuso orario del 'cecchino'. 

Sono una macchina

Apr 19, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Aneddoti #Cazzate

(sottotitolo: felice ritorno alle cazzate Smile) 

Ho miseramente fallito il test di Touring un paio di giorni fa.
Stavo cercando di comprare dei biglietti per uno show a Seattle da un famoso servizio online. Lo stesso famoso servizio online di cui Raymond Chen si lamenta in un suo post:

When I bought tickets to see Real Madrid play against some Americans, the online ticket service gave me multiple options for receiving my tickets. I could have them mailed to me, or I could have the tickets sent to me electronically. And for some reason, there was a "convenience fee" for receiving electronic tickets, even though sending me electronic tickets costs them approximately one gazillionth of a penny, whereas paper tickets cost them paper, handling, and postage. They are inviting me to pay more so they can save money. To maximize their revenues, they also put "(Recommended)" next to the electronic ticketing option and selected it by default.

Durante l'acquisto mi è stato proposto il seguente test di Touring (conosciuto anche con la parola CAPTCHA: impronunciabile):

WTF?!?!? (espressione inglese non traducibile senza scendere di tono!)

Ci ho messo più di qualche secondo per trascrivere la sequenza e tuttora nel rivederla ho le allucinazioni visive; sembra davvero di guardare un'illusione ottica. Alla fine ho fallito il test e il server mi ha costretto a ricominciare da capo e perdere una fila in teatro! Grazie! Angry

Non commento sul fatto che lo stesso servizio online tra convenience fee e altre m****hiate mi ha soffiato oltre il 20% del prezzo del biglietto!

P.S. Visto che si parla di essere, attacho il risultato di questo test sulla personalità che i miei colleghi mi hanno proposto. Mi hanno chiesto di essere onesto e questo è ciò che ne è venuto fuori Smile:

You are OS2-Warp. You're plagued by feelings of abandonment and disgust for your backstabbing step-brother.  Oh, what might have been.
Which OS are You?

-quack

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Re: pronto mi sentite. Era: Usabilità

Apr 18, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Linux

(Terra chiama Marte, "Do you speak English?": parte 3 ed ultima, aggiornato)

Ho commesso un errore nel post precedente. Non ho citato espressamente le parti in causa. Credevo che il genio (bisogna specificare in che modo uso il sostantivo?) ricordasse ogni cosa. Sbagliavo.

La 'lettura del pensiero' è un artificio perpetrato da alcuni "mentalisti" per creare un'illusione; quella appunto della lettura del pensiero. Intelligente (genio?) è colui che legge tra le righe; colui che legge nel pensiero è ad oggi un impostore che almeno dichiara candidamente al mondo di mentire. Smile

Mi armo di pazienza, inizia un lavoro noioso di ricerca. Tant pis.

Che peccato che si sia scesi di tono: da un dialogo costruttivo ad un noioso lavoro di ricerca.

1. Di questi 29 sono update di sicurezza che sommati ai 71 della volta precedente fa un totale di 100 update di sicurezza in poco meno di 6 mesi. Ma siamo davvero certi che Linux sia davvero sicuro?

Questo è un modo di fare informazione scorretto (non mi riferisco alle ridondanze grammaticali). L’unico dato rilevante è l’operazione di somma aritmetica.

Bene, ma la domanda resta. 100 updates in meno di sei mesi. Siamo sicuri sicuri sicuri?

2. Durante l’esperimento (riproducibile come tale in toto con una installazione fresh di Ubuntu 6.10) il server grafico X è crashato almeno quattro volte.

Esempio lampante di metodo scientifico applicato alla realtà.

Ehm, I am sorry, ma di solito non uso il PC con un videoregistratore collegato. Se X crasha e non mi credi, pazienza. Vorrà dire che mi stai dando del bugiardo.

3. Vista fa schifo, ma Linux è peggio.

Tutti gli articoli prendono di mira pivelli. Denigrare per denigrare resta denigrare. In genere ci si scontra ad armi pari.

Il maestro dell'ironia, quello che da lezioni a tutti, è scomparso? Se la vuoi sapere tutta penso che l'articolo sia scritto da un genio (quello a cui linko, non il mio), che cioé sia fabbricato, una barzelletta insomma (avevo detto in un commento: "Dubito che il post sia completamente autentico"). Mi sembra che di barzellette su Windows se ne raccontino tante, qualcuna è pure finita in un commento qui sul mio blog e credo di conoscerne anche la fonte (te la sussurro in un orecchio); l'autore del commento si professa per "esperto di SO", basta questo per essere ad armi pari?

4. Una parte ancora più piccola (NdR di dispositivi ma non solo) è compatibile con Linux.

Probabile, ma ancora una volta l’approssimazione è in agguato. Stranamente il metodo oggettivo funziona a singhiozzo. Per quale motivo non si completa il super-pensiero? Microsoft detiene un monopolio di fatto ed influenza o tenta di farlo (direttamente o indirettamente) il supporto per sistemi operativi alternativi. Penso al caso sco, agli halloween document, alle campagne denigratorie, all’acpi. Chi va con lo zoppo finisce per zoppicare?

Sorry non sono un creatore di distro. Il 'metodo usato' (a differenza di Gutmann non ho manifestato in quel post nessuna pretesa scientifica) è basato sul campionamento. La mia (unica!) scheda wireless Netgear funziona con Windows, non funziona con Linux sul quale per farla funzionare ho bisogno dei driver per Windows Indifferent. La colpa del problema driver (come vuoi far credere tu) è di Microsoft... fosse anche vero staresti velatamente ammetendo che ho ragione.

6. Security by ‘opensource’.

No, non ci torno! Avevo indicato una valida lettura ma è stata ignorata. Deve essere un vizio di famiglia. Se non sai come rispondere oscura.

Anche nel mio post ci sono link a letture interessanti! Se non hai tempo di leggere quanto ho già detto, che parlamm' a ffà?

7. Poi vorrei capire come si fa a far girare applicazioni per Windows su Linux Live.

Ma non possiedi la conoscenza suprema?

No, ma a quanto pare i siti a cui linki sono pieni di queste perle di saggezza. O sbaglio? Wink

8. Ubuntu e’ bello e gratis, ma per favore mi installi Windows che ci devo lavorare?

ROTFL. Dalle mie parti le chiamano “umanità”.

Chiamala come vuoi. All'atto pratico, per chi ha proferito quella frase, Ubuntu non funziona.

9. Nel 2007, Unix funziona (quasi) ancora come 30 anni fa.

Ammetti di essere un utente zero_knowledge ed utilizzi un’affermazione del genere? Nella vita ci vuole coraggio, devo ammetterlo. Controlla il contenuto dei miei miseri scritti, mai una parola di ciò che non conosco. Tu, invece, violi sistematicamente questo semplice principio. Non serve riprorre il post dal titolo “Unix è vecchio”. E’ un concentrato di inesattezze. Le fonti trovale più affidabili.

La fonte sono io, nessun bisogno di citare. Nel 2007 bisogna ancora fare "umount" sulle chiavette USB per essere sicuri che Ubuntu scarichi la cache; oppure aspettare per sicurezza 10 secondi. Sbaglio o il concetto di "montare/smontare" è vecchio di 30 anni?
Su Windows ogni file-system removibile ha una policy di cache meno aggressiva 'inventata' quando sono comparse le prime memorie di massa rimovibili (i floppy). USABILITÀ.

10. Puo’ un sistema operativo impedire che il 100% del malware “attacchi con successo”? Certamente, soprattutto se integra il modulo di lettura del pensiero gia’ di serie sui vari Linux/OSX.

A volte guardo le iene. C’è il trio medusa che canta una simpatica canzoncina. Di certo l’avrai ascoltata anche tu.

Sorry, ma nel Pacific Northwest le iene non ce le trasmettono: mi sorprende che tu voglia descrivermi accuratamente, ma ti sfugga spesso dove vivo. Magari puoi canticchiarla per me sul tuo blog? Smile Nel frattempo, io continuo a riportare tutto per intero, tu felicemente estrapoli affermazioni che fuori dal contesto sembrano stupide. Ouch! Foul!

11. Distro : Linux = versione/SKU : Windows.

Caso reale. windows 2000 su un calcolatore con una configurazione “non aggiornata ai tempi moderni”: una lumaca. Stesso pc con xubuntu, run baby!

Questa sì che è una affermazione scientifica. Datti pure una pacca sulla spalla!

12. Alcune distribuzioni di Linux sembrano in preda al panico da rilascio immediato. Che spettacolo.

Mai pensato a fare cabaret?

Se non faccio un esempio chiaro, limpido e pulito non mi capisci. Riferimento principale è Ubuntu 6.10. Un link l'avevo già proposto. Un'altro lo propongo fresco qui (in Italiano): http://www.davidonzo.com/dblog/articolo.asp?articolo=364 da cui cito: "In conclusione la Edgy al momento mi da l'impressione di una distro incompiuta, rilasciata frettolosamente e senza i dovuti test. Non crasha e sembra stabile, ma la frequenza con la quale vengono rilasciati aggiornamenti di sicurezza (l'update manager mi avverte ogni 2 ore di qualche rilascio) fa pensare che qualcosa non sia andato per il verso giusto. Personalmente consiglio di mantenere la Dapper ancora per un po'!" (*)

L'esperimento con Cinelerra (la fretta, bastava leggere) ti avrebbe fatto capire che anche molte altre cosette non sono supportate nella 6.10. (**)
Per il cabaret non ho tempo di prendere lezioni da un maestro (ne avrei uno in mente ma va sempre di fretta).

13. Ebbene si, dopo un bagno di sangue sono riuscito ad installare la scheda wireless su Ubuntu.

Deve essere stata una lotta dura e pura.

Tu pensa, con una laurea in Scienze dell'Informazione e scroccando una connessione a Internet per fare le mie ricerche: un bagno di sangue perché con la connessione scroccata si torna al copia e incolla manuale; come prima di Windows 3.1. Perché l'hai capito vero che senza la scheda di rete funzionante già dal boot su Google non si naviga?

14. Installare un codec MP3 (un’operazione che non definiresTi semplice); incredibile che manchi il codec MP3 sull’installazione di default.

Se ti fossi documentato sui formati avresti capito il problema.

Ah rieccoci. Non posso usare un PC e sentire gli MP3 come fa il resto dei 100 milioni di possessori di IPod. DEVO DOCUMENTARMI, DEVO FARE CORSI TRASCENDENTALI, ECC. USABILITÀ

15. Aiuto, ubuntu!!

Avere il pieno controllo della propria macchina è difficile per gli inesperti. Il potere logora…chi non lo sa usare!

Avere il pieno controllo non deve mai andare a scapito dell'USABILITÀ. Sempre per un utente comune. Ma tu sei un supergeek, cosa ne parliamo a fare?

Con questo si potrà capire come non siano state soltanto le papero-cogitazioni sull’usabilità a scatenare la mia reazione (per inciso non ho mai sostenuto che cinelerra fosse il top della gamma - non dico idiozie e non vado mai di fretta). C’è di più. Eppure l’avevo spiegato!?

I commentatori non devono essere difesi ma poi, alla fine, lo sono. Ho scovato la terra dei paradossi!

Ogni commentatore ha diritto alle sue idee. Se un commentatore utente Linux mi dice che non devo usare Kino ma Cinelerra per fare video-editing, io lo faccio, perdo tempo, investigo. Alla fine il mio concetto originale, quello che per Windows e Mac c'è software di video-editing, per Linux c'è poco ed inusabile, rimane tuttora corretto. Mi basta: vivo di piccole soddisfazioni.

Heim, non vorrei sembrare troppo pignolo ma dovresti rivedere il significato di stringa palindroma.

Ho scelto - tanto tempo fa - il nick atidem come inversione di medita. Quindi, mi spiace deluderti ma niente eureka per il tuo amico!

Inserire un palindromo in una frase è stato carino. Molti hanno apprezzato l'ironia (privatamente!). Tu forse no; ma non eri tu che davi lezioni di ironia agli altri? Questo era il punto del mio commento, non la difesa dei commenDatori

Ci credo allo stato di disastro. Non può essere altrimenti.

Non si tratta di essere snob (mai visto un utente microsoft altezzoso, lol!). Il tuo notebook puoi utilizzarlo anche come fermacarte, non m’importa. C’entra poco con il mio discorso la tua affermazione. Io mi riferivo allo sviluppo. Non alle scelte personali. Pazienza. Quasi dimenticavo: il pinguino entra in punta di piedi - eccome! Puoi (e devi) configurare ogni minimo aspetto.

No, ti sbagli. Sul mio laptop il pinguino c'è entrato facendo quanto più casino possibile a cominciare dallo schema delle partizioni (che quello SUO di default non andava bene). E ce n'è uscito molto velocemente. Ora il pinguino vive confinato in una virtual machine; sorry, ma sono sollevato al pensiero che qualcuno i pinguini li tratta peggio. Smile

Mi tocca di nuovo “bacchettarti”. Hai scritto una contraddizione in termini. Preferisci l’approccio bottom-up?! Hmm, ok. Ma mi pare che il tuo modo di rapportarsi con il software libero sia totalmente agli antipodi.

Non è un antipodo. Ho scelto alcuni (bottom) software liberi che da "ignorante" ho installato. L'approccio bottom up sussiste perché ho installato da utente comune senza farmi pippe filosofiche sul "Perché stessi scegliendo l'OpenSource" come da link da te consigliato. Io sono pragmatico e umile. Se mi dicono di installare un programma lo faccio. Se mi dicono di leggere "trattati filosofici sui massimi sistemi" mi rifiuto e torno a ripetere. BOTTOM-UP: si comincia dal basso.

Il messaggio non mi sembra così stupido. Presuppone una conoscenza del concetto di “partizionamento”, “file system”. Se poi si desidera un sistema più espressivo è un altro conto.

Sarà pure espressivo, ma il pragmatismo rimane. Su Vista, durante l'installazione, il concetto di partizione  è stato ampiamente nascosto. Su Ubuntu mi salta in faccia, perché lo ripeto per una sfortunata serie di coincidenze quella di default non andava bene: mi hanno insegnato sul lavoro che ogni messaggio di errore deve contenere una indicazione per l'utente di cosa fare praticamente per correggerlo. Sempre per quel motivo che mi ronza per la mente: usabilità. In un messaggio di 'errore' come "lo schema non è corretto" questo concetto manca: cosa sbaglio, come lo sistemo, ecc. 

Io non credo in nulla. Non ho un compiuto un atto di fede, completo e totale, verso il movimento del free software. Tu sei a buon punto - a quanto pare - sull’altra sponda. Ho comparato due visioni ed ho scelto la più vicina ai miei canoni.

Io non credo che un "tipo di software" (dove tipo=open, closed, libero, semi-libero, stopper, ecc.) risolva i miei problemi quotidiani. Io ritengo che "software specifico" (Outlook, OneNote, Premiere Elements, Inkscape, ecc.) risolva i miei problemi quotidiani. Da umile preferisco sempre l'approccio bottom-up. Non scelgo in base ad una visione, ma in base a quanto quel software specifico risolva i miei problemi quotidiani. La scelta di fede, mi spiace constatarlo, l'hai fatta tu: incredibile che tu lo ammetta ("ho scelto la visione" in opposizione a "scelgo il singolo software") ma non te ne renda conto. In Italiano c'è una parola sola che descrive questo behavior: fede. Smile

Sono in grado di fare auto-critica sulle mie convinzioni. Conosco pregi e difetti del floss e non mi nascondo dietro menzogne o artifici. Citare Raymond è “cosa buona e giusta”, ma non si tratta - per me - di un oracolo.

Il tuo oracolo mi sembra sia tu stesso. Dire alla gente normale che non ha la forma-mentis adatta ad usare Ubuntu è quanto di più offensivo tu possa fare (io non mi sono offeso sia chiaro). Lo trovo un atteggiamento ottuso ed arrogante. Contento tu...

Farei attenzione, perdippiù, a dare significati religiosi a destra e manca. Uno programma è uno strumento; se si parla del modo in cui si raggiunge un obiettivo allora entra in gioco la filosofia. Ma il discorso sarebbe alquanto lungo e complesso per un utente “windows comune” come Paperino.

Bravo, mi piace "windows comune", mi associ alla massa e ci sto bene. Un programma è uno strumento, sono d'accordo. E il SO è lo strumento che i programmi hanno a disposizione per girare sul tuo PC. Se riesci ad afferrare il concetto - espresso anche da Tanembaum Tanenbaum (***), mica pizza e fichi - che il SO deve essere il più trasparente (opposto: inquisitivo) possibile, bene! Altrimenti il tuo atteggiamento torna ad essere ottuso ed arrogante (RTFM)

Il paragone sulla barca non era legato all’open-source. Non comprendo come si sia potuto fraintendere. Eppure scrivo in italiano in modo abbastanza corretto. Mi serviranno altre lezioni private, pazienza. Sob!

Beh se hai scelto una metafora, l'hai scelta pessima. Questa è una mia opinione e come tale opinabile. Pazienza.

Ancora?! L’usabilità non coincide con un’operazione del tipo: “butta nel cesso il manuale, installa X, usalo”! Rileggi la norma ISO con attenzione. Suggerimento sullo svolgimento dei compiti: come creare una presentazione in pochi passi.

Chiamala come vuoi. Se il tuo SW di videoediting mi condanna a leggere 400 pagine di manuale prima di vedere lo splash screen io lo definirei inusabile. Opinabile anche questo, ma c'est la vie.

Basta con questa storia che l’emulatore di terminale e gli utenti “normali” siano nemici per la pelle. Sempre le solite menate! Si possono trascurare gli elementi programmativi (hai letto bene, con la shell si programma!). Si facciano scegliere le persone invece di usare soluzioni “calate dall’alto”. Non mi meravigla alla fine il termine utonti.

Nella mia vita di supportatore remoto di sistemi Windows per gli amici non ho quasi mai chiesto di usare il command prompt, laddove sapessi che dall'altra parte non ci fosse un geek. Sarà pure bacato il ragionamento ma il terminale mi sembra un concetto legato a 30 anni fa. Anche con la nuova shell di Vista (****), se ti interessa, si programma: un altro gap colmato.

Interessante la spiegazione su “come spostare un’immagine”. Su gnu/linux si può fare a patto di essere consapevoli delle proprie azioni. Dove ho scritto che non si può compiere un’operazione simile? Sogno o son desto?

Le tue istruzioni mi sembrano complicate da intuire. Ovviamente bisogna leggere il manuale e nel frattempo magari perdo interesse a copiare il file (se non voglio usare il terminale: devo ammettere il peccato, alla fine, l'ho fatto anche io!).

Si chiama organizzazione logica non usabilità. Sbagliata anche l’interpretazione. Ecco la versione, a mio avviso, corretta: “non puoi farlo poiché non disponi dei privilegi necessari, provvedi diversamente (che non vuol dire “demmerde toi” - eh!)”.

Questo è il messaggio che mi appare su Ubuntu senza nessuna indicazione di come possa facilmente aggirare l'ostacolo. Su Vista e Mac c'è un pulsante nello stesso messaggio che urla smodatamente "Clicca qui per superare l'ostacolo". Alla fine torniamo sempre alla mitica parola: USABILITÀ. (*****)

Per quel che riguarda la connessione senza fili, usi un classico argomento del tipo “come trovo informazioni se non posso usare un mezzo informativo?”. Potrei rispondere , in diversi modi. Utilizzo ancora una volta una metafora (che sia quella buona?) - aspetti un evento incendiario per acquistare degli estintori?

Geniale, non ci avevo mai pensato. Comincio subito a stamparmi la guida "cosa fare con Ubuntu se lo schermo si rompe", "cosa fare con Ubuntu se la batteria esplode", ecc. Murphy mi insegna che ci sarà sempre qualcosa che non finirà in queste guide. Windows e Mac semplicemente (toh! le soluzioni semplici) mi 'preparano' al peggio. Così difficile per quelli di Gnome intuirlo?

Un mio vecchio maestro diceva che ognuno è libero di vivere per come meglio crede ma è necessario ricordare che siamo umani con un cervello! Spero di aver deluso nuovamente molte persone.

Certo. Mio zio dice anche che prima di attaccare la bocca (o le dita) il cervello bisogna metterlo in funzione. Come elemento decorativo serve a ben poco.

Passo e chiudo citando Hobbes: perché sprecare tempo ad imparare quando l’ignoranza è immediata ?

Grande citazione! Ricorda solo che ignorance is a luxury bliss!

Citazione per citazione, parafraso Salomone: «A volte è meglio tenere la bocca chiusa e passare per saggi, che aprirla e fugare ogni dubbio». Terra chiama Marte, passo e chiudo (definitivamente, no more replies, anche se cominciavo a prenderci gusto).

-quack

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PS: il solito disclaimer sull'ortografia vale anche per questo blog post.


Nitpicker's corner:
(*) per la chiarezza (aka usabilità): questo non significa che Ubuntu ha accelerato il rilascio. Significa che il rilascio, per motivi di scarsa qualità evidenti, si poteva volentieri ritardare. Vista è slittato, Leopard è slittato... Edgy no. Ma la qualità a detta di molti ne ha sofferto.
<sarcasmo>
Evidentemente Edgy è testato solo da Atidem Paperino e Topo Gigio (mio esimio collega); e siccome sul PC di Topo Gigio funziona, let's ship it!
</sarcasmo>
(**) negare l'evidenza delle schermate (qualcuno la chiama bufala) di questo post è un insulto all'intelligenza del lettore (e tipicamente dell'utente colpevole di aver letto il manuale, di non aver trovato indicazioni e aver "sperimentato" di testa sua); ho già detto che è un atteggiamento ottuso ed arrogante? Nel qual caso si può aggiungere anche "sadico" (nei confronti dell'utente comune). 
(***) typo, corretto. Thx to my personal human spellchecker!
(****) aggiunto il link alla nuova shell per Vista (e non solo!)
(*****) RTFM non funziona se i manuali sono scritti con il c**o al pari del SW che l'accompagna: rimane l'approccio collegamento telepatico con gli sviluppatori. Non generalizzo, mi riferisco all'esempio specifico (Cinelerra).

Sull'usabilità parte 2

Apr 18, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Apple #Linux #Software #Windows

Non mi aspettavo che il mio post di ieri, che tra l'altro voleva essere una puntualizzazione di quello che _IO_ (e forse con me qualche altro milione di persone) ritengo di definire come usabilità, avrebbe scatenato una reazione. Chiamato in causa, commento.

Ho trovato questo blog (NdP: il mio) per caso. Stavo cercando sul web “esperienze attendibili” sul nuovo sistema operativo microsoft. Pensavo di poter leggere un punto di vista privilegiato di un programmatore ma mi sono imbattuto in un sito contenente informazioni fuorvianti sull’opensource.

Ho deciso, quindi, di fornire una replica - su una parte dei dati presenti - senza la pretesa di detenere la verità assoluta.

Auspico si possa instaurare uno dialogo costruttivo, la contrapposizione “per partito preso” non mi è mai piaciuta, in nessun contesto.

Per il dialogo costruttivo, "I'm in" e non mi tiro mai indietro. Su questo blog di open source ci parlo di sfuggita. Se mi dicono di provare Ubuntu lo faccio e non me ne pento: si impara dagli errori, figuriamoci da provare qualcosa di diverso per il semplice "gusto di". Se peró provo Ubuntu e riscontro qualche cosa che non va e lo riporto, non capisco cosa ci sia di fuorviante.

Alcuni commentatori sono stati, inizialmente, poco socievoli ed hanno dimostrato una velata aggressività per via di un mio intervento. Spero che un giorno abbiano la fortuna di eseguire un $ man ironia - io medito, sempre.

I commentatori del mio blog non hanno bisogno di essere difesi. Se peró due persone hanno pensato ad un attacco di Sgarbite da parte del nuovo arrivato, un motivo ci sarà. In quanto a dare lezioni di ironia a Luca, che incidentalmente conosco da una vita e la sua ironia è seconda solo alla sua intelligenza, mi sembra che Aditem abbia preso un abbaglio. Luca ha genialmente detto che "aditem non medita": palindromo perfetto, bellissimo ed ironico al tempo stesso.

The blogger (++bad_counter;) sembra provare un piacere smodato nella ricerca esaustiva di antitesi. Adora le iperboli e nel confronto con gli “utenti di base” dà il meglio di sé. Inoltre, ha una spiccata propensione a ridicolizzare qualsiasi cosa (o quasi) riguardante linux.

Forse non è chiaro che Linux per me è un passatempo. Ad essere sottili il mio non è ridicolizzare: lo stato in cui versa la mia distro preferita non è ridicolo, è disastroso.

Un esempio: il numero delle distribuzioni è imponente. Alcuni progetti sono incompleti, abbandonati, non più mantenuti dagli autori. E’ giusto sostenere ciò ma occorre tenere bene a mente il concetto di libertà ed il modello bazar che caratterizza il floss. Se non si parte da questo presupposto ogni parola rischia di essere vuota, priva di un senso reale. Per capire un mondo non basta guardarlo dall’alto ma occorre anche fondersi in esso.

Questo è un punto fondamentale. Se nella metafora di Atidem e di Eric Raymond il mondo open source è un bazaar, sia chiara una cosa: considero il mio PC non una cattedrale, ma il più sacro dei santuari. Il SW che ci entra lo deve fare _SCALZO_ ed in _PUNTA_DI_PIEDI_. Sarà una visione della vita anche alquanto snob, peró nel mio piccolo funziona. Su questo non c'è niente da fare, non c'è niente da discutere: solo visioni contrapposte di cui semmai prendere atto.

Molti post sono dedicati alla comparazione fra sistemi operativi. Io propongo all’interlocutore un’interessante lettura. Scoprirà molte cose interessanti che probabilmente ignora (traduzione per Sempronio: non conosce).

Non credo di aver scritto molti post dedicati alla comparazione tra sistemi operativi (se l'ho fatto mi meraviglio da solo). Ma sono grande, vaccinato e penso in grado di scegliere cosa più mi interessa. Del software mi interessa l'approccio bottom-up, capire perché qualcosa funziona e qualcosa no, prima di arrivare a chiedermi (se mai ci dovessi arrivare) i grandi interrogativi della vita sul "Perché l'Open Source".

Quack ha deciso di installare ubuntu. Per come era immaginabile ha incontrato delle difficoltà (non insuperabili!)

Questo è parzialmente vero. Ho avuto delle difficoltà a scegliere come partizionare l'Hard Disk. Non avrei scelto di partizionare l'Hard Disk se non fosse per il fatto che, nella configurazione astrale del laptop Toshiba su cui ho tentato di installare Ubuntu, il partizionamento di default non andava bene (tra l'altro il messaggio di errore era quanto di più stupido abbia visto in vita mia: "questo schema di partizione non va bene". Nessun perché, nessun actionable item, nessun indizio). Sono riuscito a superare la difficoltà spendendo del tempo e provando diverse permutazioni. Penso genuinamente che niente sia insuperabile a patto di avere una quantità di tempo e di denaro infinita a disposizione!

E’ la forma-mentis adottata a non farlo progredire. Gnu/linux è altro. Ragionare con un windows_paradigma non aiuta.

Questo è un ritornello tipico, molto tipico di chi "crede" ciecamente nell'open source. Se il software non è facile da usare è colpa dell'utente, della sua forma-mentis, del suo segno zodiacale, della vicina di casa. Non è mai colpa del software o di chi lo scrive. Mi dispiace che Atidem abbia avuto poco tempo per leggere attentamente quello che ho scritto e i link che ho proposto. Uno di questi - mi scuso per la ripetizione - si chiama "The Luxury of Ignorance" ed è di Eric S. Raymond; sì è lo stesso Eric Raymond del libro sopracitato. Eric, che non è un Windows fanboy ma un promotore dell'open source, ha avuto difficoltà a configurare lo sharing di una stampante. Chiedo ad Atidem: se la forma mentis di Raymond non va bene, qual'è quella giusta? Quella di Tovarlds? Quella di Stallman? Quella di chi scrive il software? E se anche fosse, siamo sicuri che T&S non hanno nessun problema di usabilità con Ubuntu?

provate a guidare una barca, fra gli scogli, avendo in tasca la patente A durante una tempesta.

Non mi sembra che questo sia la metafora di una esperienza divertente. Se questo è l'Open Source, senso di avventura a tutto spiano, mi tengo la mia Vespa truccata. Andrà piano, ma andrà lontano.

Chi pensa di poter usare un software senza prima documentarsi è uno sprovveduto che ha deciso di perdere del tempo inutilmente.
Meglio che si dedichi ad altre attività: ne guadagnerà in salute e denari.

Questa è la differenza tra il mio modo di concepire l'usabilità e quella di Atidem (posso dire che è un utente Linux comune?). Delle due l'una:

1. io sono un genio perché prima di provare con Ubuntu non mi son mai dovuto leggere un manuale; ripeto _MAI_. Anche nel caso di software complessi come "Adobe Premiere Elements".

2. Cinelerra e alcuni tipi di software open source non sono "usabili". Ed anche se sono genio, d'improvviso ho bisogno del manuale per capire perché il Cut & Paste, come funziona nel 99% delle applicazioni del mondo, non funziona con Cinelerra

Ma non è che per caso che nel tempo che mi serve per leggere un manuale su come creare uno slideshow su Ubuntu, di slideshow su Vista ne faccio 10? L'usabilità è allora "il tempo non speso nella lettura dei manuali".

Nessun sistema è privo di bug. Il valore zero è utopico e cercare di far passare l’idea che un numero x di aggiornamenti implichi necessariamente un minor grado di sicurezza è un’operazione molto discutibile (si chiama disinformazione). La security è un concetto dinamico che evolve nel tempo e si adatta ai mutamenti esterni ed interni. Questo si dovrebbe sapere, si tratta dell’ABC.

Circa 17 giorni fa dicevo:

Chi dice che un OS è immune da exploits è un folle (e questa è la mia opinione)

Evidentemente l'ABC lo so e l'ho pure detto prima. Anyway, si parlava di usabilità, non capisco cosa centri la sicurezza (sulla quale mi dispiace ma sono molto più religioso!). Semmai trovo ridicolo che di solito è l'ambiente Windows ad essere criticato per i purtroppo frequenti aggiornamenti di sicurezza. Due pesi due misure?

Cinelerra: provato. Tempo di installazione: pochi minuti. L’interfaccia grafica non è quella che compare nel tutorial (datato 2002). Le istruzioni per integrare un repository supplementare sono banali e non comportano nel modo più assoluto la conoscenza approfondita di apt. Se un pacchetto non è disponibile e non si è in grado di generarlo dai sorgenti si può chiedere aiuto alla comunità. Esiste un servizio ad-hoc.

Ci risiamo, la fretta. Ho provato ad installare Cinelerra sull'ultima versione di Ubuntu (6.10) ma non funziona (non è supportato). Se Atidem avesse letto in anticipo (la fretta, cattiva consigliera!) si sarebbe reso conto che pur di vedere Cinelerra con i miei occhi e non giudicare su un tutorial vecchio di 5 anni, mi son pure installato Ubuntu 6.06 grazie al lusso che una virtual machine può offrire. Ma cosa deve fare di più un utente secondo Atidem? Mettersi a 90 gradi? Indossare il cilicio? A tal proposito, dopo 5 anni, di miglioramenti ne ho visti ben pochi (parlo della UI: passata da stile post Win 3.1 a stile pre Win 95).

Vorrei capire in che modo l’utilizzo di una console diminuisca il grado di usabilità (mettendo da parte UAC)?!

Usare la console significa imparare almeno un "linguaggio" (anche se non di programmazione) e neanche tanto friendly (a meno di non lavorare nell'ufficio codici fiscali, dove le vocali sono facoltative); imparare l'uso degli switch (/X /Z /CPz) e quant'altro. Siamo sicuri che questo debba gravare su un utente normale?

in ogni caso, supponendo che il “dato sia ammissibile e legato alla concezione gerarchica del file system” (copiare un’immagine è un’assurdità: anche per un caso d’uso)

Visto che ci siamo, ora spiego perché volevo spostare un file immagine ("stupido" io che non ho scelto un esempio appropriato anche per Atidem; "stupido" anche il mio amico Mario che alla mia richiesta di fare la stessa cosa sul Mac ha pensato di usare pippo.jpg!): si trattava di fare un esempio banale. In realtà diversi giorni fa avevo scaricato su Ubuntu, via FireFox un file perl (o qualcosa di similmente "eseguibile") che è finito sul desktop. Di lì il mio tentativo di metterlo nel folder di sistema giusto. Su Windows si può fare. Su MacOS pure. Su Ubuntu no, ma secondo Atidem è colpa mia Indifferent!! Saranno pure fatti miei dove voglio tenere i miei file o no? Si chiama U-SA-BI-LI-TÀ.

quanto richiesto si può ottenere in due semplici passi:

  1. Alt + F2, kdesu | gksu file_manager;
  2. _distruggi_quel_che_ti_pare.

a. saranno pure due semplici passi, ma non mi sembravano così intuitivi (come a me, ai tanti utenti Linux di passaggio su questo blog!). Anche in questo caso mi cospargo il capo di cenere e mi leggo il manuale (e penso ai fortunati utenti Mac & Vista che non devono leggere una cippa!)
b. come si può vedere non avevo intenzione di distruggere niente, solo spostare un file nel posto che ritenevo più appropriato. Mi sembra che l'approccio di "siccome non lo puoi fare vuol dire che stai cercando di fare qualcosa di innapropriato" sia piuttosto inquisitivo soprattutto in casi leggittimi come il mio. In mente mi ritorna ancora una parola: U-SA-BI-LI-TÀ

Wireless issue: in genere, si espone il problema dettagliatamente e non genericamente. Il fatto di avere delle incertezze non vuol che queste siano legate al sistema che gestisce la connessione senza fili od al modo in cui è stata implementata. Per riconfigurare al volo i parametri esiste un comando (ancora il terminale? che incubo eh!) oppure un’insieme finito di utility che automatizzano il processo! Google imperat! (sigh!)

È vero stupido io che non ho cercato su Google. Ora - lasciamo da parte che per risolvere il peggiore dei miei problemi di rete (non solo wireless!) su Vista mi basta fare right-click e poi repair connection - qualcuno mi spiega come faccio a collegarmi a Google se la rete non funziona?!?! Forse sono troppo pignolo ma prima di connettermi a Google, vorrei assicurarmi che la rete funziona! D'altra parte in uno dei casi il problema - anche volendo - non lo posso spiegare dettagliatamente perché secondo la formichina (a 50Km di distanza) "la rete non funziona". In fin dei conti la capisco, lei che è non è un geek: non si va dal medico dicendo "dottore ho una gastrite acuta con complicazioni cardiache durante i pasti a base di graminacei"; si va dal medico dicendo: "dottore mi fa male lo stomaco".

I programmi liberi non possono essere commerciali? Questo non corrisponde, nel modo più assoluto, alla realtà. Esistono innumerevoli esempi in rete a supporto di questa affermazione. Scandagliare per credere.

Chi mai ha detto questo? Ho usato il termine software commerciale per indicare - non esclusivamente - il software scritto da aziende commerciali non open source, ecc. ecc. Se c'è una parola sola per indicarlo (visto che teoricamente non potrei usare commerciale, professionale, ecc.) basta dirlo.

Morale della favola? Mi sarei aspettato un po' di più, non la solita solfa della "non corretta forma mentis", del RTFM e dell'approccio «usa il software come si indossa il cilicio». Se questa è la forma mentis adatta per "usare" Linux alla fine mi sembra che Atidem velatamente suggerisca che avessi in fondo ragione. Linux è purtroppo ancora per geek (anzi di più: supergeek, visto che tra i geek mi annovero anche io!). L'altra sensazione è che cercare di spiegare concetti così endemici del mondo Win/Mac come l'usabilità ad un utente hardcore Linux sia forse tempo sprecato. Un po' come chiedere ad un marziano, che non ha mai sentito un'onda sonora, «Do you speak English?»

-quack

Cito ancora Eric Raymond che sull'U-SA-BI-LI-TÀ ci è arrivato prima di me:

And that when Aunt Tillie doesn't understand your software, the fault — and the responsibility to fix it — lies not with her but with you.

Technorati tags: Linux, Vista, Apple

P.S. mi scuso per eventuali obbrobri di ortografia; sono dislessico (discrissico?) ma in cura Smile

Sull'usabilità

Apr 17, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Apple #Linux #Software #Windows

Alcuni giorni fa ho pubblicato un post intitolato come scegliere un sistema: tra i criteri più importanti figurava l'usabilità. Ritengo personalmente - come ho già scritto - che i due sistemi operativi più usabili siano il MacOS e Windows nelle loro rispettive ultime versioni e che sul campo se la giochino quasi alla pari; di MacOs mi piace tanto il modello applicativo selfcontained, mentre ritengo Vista superiore in tanti piccoli ma importanti dettagli; mettiamo pure da parte i soliti miti duri a morire (schermate blu, formattazione ecc.).

È da un po' di tempo invece che giochicchio con Ubuntu Linux. Più di una persona ne parla molto bene per essere user friendly; qualcuno si spinge ben oltre ed arriva addirittura ad affermare che i vari Linux e BSD sono in grado di sostituire completamente Windows e tutto il software che vi ci gira; il tutto addirittura senza gravare sull'utente in termini di rieducazione.

Ma che cos'è l'usabilità?

Uno degli esperimenti che si possono fare - The UAC Experiment® -  è cercare di copiare un file dal desktop in una cartella di sistema usando l'interfaccia grafica.

Se si fa la prova su Ubuntu/Gnome questo è il risultato (cliccare sull'immagine per ingrandire):

Un semplice e laconico messaggio di errore. Ho chiesto un paio di volte ai frequentatori di questo blog come si fa a copiare il file usando l'interfaccia grafica. La risposta è sempre quella: usare il terminale che peró richiede una padronanza della shell. In un paio di altre occasioni, tentando con il copia ed incolla, l'interfaccia grafica è crashata completamente. Insomma, se un modo per farlo c'è, di sicuro è ben nascosto!

Cosa succede se si tenta la stessa operazione in Vista? Risultato:

 

La finestra di dialogo a sinistra ci dice che saranno richiesti permessi di amministratore per continuare; presenta inoltre la possibilità di saltare il singolo file o annullare completamente l'operazione. La seconda finestra infine richiede la conferma dell'amministratore (se non si è amministratori viene chiesta la password).

Cosa accade in MacOS?

 

Anche in questo caso la finestra di dialogo ci invita ad identificarci o ad annullare cliccando OK (come si può vedere l'usabilità di Vista è leggermente superiore: trovo il pulsante OK in questo contesto alquanto fuorviante; ma questo è un dettaglio quasi trascurabile); quella a destra è la finestra di identificazione.

La cosa buffa è che Vista - a differenza di Ubuntu - è la prima versione di Windows che supporta UAC: se dopo tante versioni UAC su Ubuntu ha ancora qualche problema di usabilità, la causa c'è.

Ma questo non è l'unico 'esperimento' che ho fatto. Avendo un laptop mi sono spesso spostato a casa di amici o in biblioteche pubbliche che offrono connettività wireless gratuita. Con Windows, avuta la password di rete, agganciarsi al network è quasi automatico. Vista semplifica ancora di più le cose per gli utenti normali proponendo una scelta semplice tra rete "pubblica" (bioblioteche, università, net-cafe: sicurezza impostata in modalità stringente) e rete "privata" (casa, lavoro, amici: impostazioni di sicurezza più rilassate):

Con Ubuntu, una volta configurato il PC per la rete wireless di casa, ho avuto estreme difficoltà nel roaming; al punto tale che non sono assolutamente riuscito a connettermi via DHCP. Siccome è successo con 2 laptop diversi, penso che si trattasse di un problema di sistema piuttosto che di combinazione specifica di hardware.

Più in generale quello dell'usabilità è un problema molto diffuso nei prodotti non commerciali.

Un altro paio di esempi di scarsa usabilità sono queste schermate (prese da Cinelerra su Ubuntu):

   

Dove sono i pulsanti OK e Cancel? Perché tutti gli elementi grafici non coincidono con quelli di default?
Altro esempio tratto da InkScape su Windows XP:

 

Le due finestre di dialogo rappresentano quello che succede se si tenta di chiudere una applicazione senza aver salvato il documento (a sinistra InkScape a destra Notepad)[1]. Perché l'icona di avvertimento è 'personalizzata' ed inconsistente? Perché i tre pulsanti sono invertiti rispetto allo standard comune? Dettagli...

Questi dettagli però non sono cose da poco. Abituato all'interfaccia standard di sistema, messo di fronte ad una finestra non standard l'utente si trova come minimo disorientato e nel caso peggiore può scegliere l'opzione sbagliata. Io stesso non ho ancora capito ad esempio come usare i riempimenti graduali con InkScape: mi tocca purtroppo leggere il manuale, mentre ai bei tempi di CorelDraw 4 era tutto moooolto più intuitivo.

Ma perché i prodotti non commerciali hanno generalmente problemi di usabilità? Penso per due motivi fondamentali:

  1. L'usabilità non è solo "interfaccia grafica"; se l'interfaccia grafica si può copiare (le due schermate appena sopra sono molto 'simili'), ciò non è vero per l'usabilità stessa
  2. I test di usabilità richiedono investimento: le società commerciali che hanno possibilità di investire - un esempio su tutte Adobe - tirano fuori prodotti usabili; chi non può si deve accontentare del solo feedback che viene dal rilascio di versioni beta. Il beta testing però non può assolutamente sostituire i test fatti in laboratorio

Un altro fattore che spesso incide è il design sub-ottimale di software multipiattaforma: si cerca di economizzare cercando il minimo comune multiplo tra le piattaforme e quello che si ottiene è un'interfaccia che è molto simile tra le diverse piattaforme (per intenderci FireFox sembra uguale su Vista, MacOS e Linux) ma che per questo è dissimile dal resto delle applicazioni per quella piattaforma (come l'esempio di InkScape); il fatto è che la maggiorparte delle persone usa un solo sistema operativo perciò si ritrova a pagare il prezzo in termini di usabilità senza avere nessun vantaggio in cambio. Un altro esempio di questo tipo di design sub-ottimale si può vedere con questo esperimento (sempre con InkScape 0.45.1 su Windows): basta aprire due istanze della applicazione creare un oggetto nella prima istanza (anche un quadrato va bene) copiarlo e cercare di incollarlo nella seconda instanza. Il copia e incolla tra istanze non funziona immagino perché il copia ed incolla non è implementato usando le API tipiche di Windows: potrei sbagliarmi ma questo mi sembra il motivo più plausibile. Tale approccio è stato per un certo periodo tentato anche da Adobe (che ha cercato di "portare" l'interfaccia Mac delle sue applicazioni su Windows) ma con scarso successo.

Morale? Se ci si accontenta di imparare ad usare il terminale, i comandi senza vocale (mv per move; cp per copy), a seguire fascicoli interi di istruzioni per installare ed usare un prodotto, o le tragedie vi fanno divertire, allora un certo tipo di software gratuito può andare anche bene (io infatti uso - per le poche volte di cui ho bisogno - molto bene InkScape); ma se ci si vuole cimentare in qualcosa di un po' più serio a cui dedicare del tempo, investire un po' di soldi in un prodotto che lavora per _noi_ può alla fine rivelarsi un gran risparmio (almeno di tempo, ma il tempo è denaro). Di certo pensare che si possa migrare gli utenti in maniera indolore come si sente in giro è quasi una follia.

Sarò pure di parte, ma remember: life is too short to use bad software Wink

Link interessanti sull'argomento:

-quack

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[1] Le cose sono molto migliorate con OneNote. Il salvataggio del contenuto della nota avviene in maniera automatica e rende tale finestra di dialogo 'superata' dal punto di vista dell'usabilità

Slashdotted

Apr 16, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Linux #Security #Windows

Non io chiaramente... dubito che i slashdotters capiscano l'Italiano, anyway.
Parlo del lavoro del mio team (PCA, virtualizzazione, ACT) che è alla fonte di un articolo apparso ieri (domenica) su slashdot. Ai maligni Stick out tongue che commenteranno su questa frase:

Microsoft says there are over 1,000 applications you can run on Windows Vista with few, if any, issues

ripeto con la battuta che ho fatto ad un mio collega: ma ci saranno 1000 applicazioni per Mac e Linux messi insieme? Stick out tongue
Ovviamente scherzo e nell'articolo si parla di applicazioni testate o certificate. I numeri nella realtà sono molto meglio. Smile Interessante soprattutto la parte dedicata ad ACT con tanto di screenshot. Mi son quasi emozionato anche perché se ne parla molto bene Embarrassed

Sempre su slashdot di ieri è apparso il link a questo articolo su un baco trovato in un major driver Wi-Fi per Linux. Cito questa frase:

"You may be vulnerable if you do not manually patch your MadWi-Fi driver," said Butti. Before making it public, he shared the flaw with the MadWi-Fi development team, who have released a patch. However, not all Linux distributions have yet built the patch into their code, said Butti.

Cioé la patch è pronta, ma non tutte le distro l'hanno applicata e preparata per l'update.

Mmmm Hmm Avevo detto in passato che:

[...]nel caso di Vista, un'unica entità commerciale - Microsoft(MS) - è responsabile di tutta la "filiera" (come il team Ferrari corse): a cominciare dal kernel per finire con il campo minato.Nel caso di Ubuntu la responsabilità è un po' distribuita. Cosa succede se si trova un baco di sicurezza in campo minato? Nel primo caso bisogna aspettare che MS prepari la patch; nel secondo caso bisogna aspettare che i campo-minato-linux-boys preparino la patch, la passino a quelli di Ubuntu, che a loro volta testeranno, ricompileranno la build e genereranno anche loro una patch.

cvd

P.S. sempre su SlashDot si parla di "National Projects Aim to Reboot Internet". Sembrerebbe davvero un lavoro per Julius. Smile

-quack

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Tre personaggi in cerca di autore

Apr 15, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Aneddoti #Cazzate

Vorrei raccontare una storia ma per farlo bene devo spiegare chi sono i personaggi. I nomi sono fittizi, ma i fatti sono veri.

Julius 
L'approssimazione fatta persona così reale che fa paura. Ricorda tanto un famoso cartello che diceva «New York abitanti più di 6». A Julius non si può fare nessuna domanda che richieda una precisione superiore a niente. Maldestro come pochi corre ogni giorno il rischio di finire su un giornale sotto un titolo a tre colonne «Julius, l'uomo che ha incendiato Internet» per aver messo un cavo di rete nella presa elettrica 110V (380V in Italia). Magro come un'acciuga, potrebbe avere il colesterolo a palla. Julius non è stupido, anzi ha un QI superiore di molto alla media: è solo semplicemente approssimato. La sua più grande sfortuna è quella di lavorare con Forrest.

Forrest
L'essere umano complementare di Julius, come lo Yin e lo Yang. Forrest più che il suo vero nome è il suo soprannome perché ha fatto davvero tutto nella vita: ha scritto uno dei primi giochi per cartuccia per il Commodore 64, è stato campione di Karate nello stato del vattelapesca, ha conosciuto Kevin Mitnick e Bill Gates e potrei andare avanti per ore. Paranoico al punto tale di credere che l'universo è il database che Grande Fratello usa per raccogliere tutti i dettagli della nostra vita. Estremamente pignolo per una esacerbata passione dei dettagli: per 12 righe di codice ha scritto 20 pagine di documentazione per le quali sono stati necessari 2 meeting di un'ora l'uno coinvolgenti almeno 5 persone (giuro!!); crede ancora nel codice perfetto e se Bill Gates nel lontano 2001 avesse chiesto a Forrest una stima di quanto ci sarebbe voluto in termini di tempo per rilasciare Vista, Forrest avrebbe risposto candidamente 25 anni per la metà delle features (ma con degli ottimi unit test!). Quando Forrest legge il materiale scritto da Julius è capace di rilevare 120 inesattezze in 7 pagine per ciascuna delle quali crea un nuovo baco nel bug tracking system: molto spesso approfitta della sua pedanteria per forzare alcuni suoi personali punti di vista; la gente normale cede perché tra cambiare un commento e discuterne 3 ore non c'è davvero paragone. È appassionato di fai-da-te che è rilevante ai fini della storia.

Paperino
Non c'è molto da descrivere ma nella sua percezione è 'equidistante' da Julius e da Forrest. Questo basta per godere di tutte le gag esilaranti che da bravi comici il duo Julius-Forrest può generare. Non va in palestra quanto desidererebbe e ciò sicuramente non lo rende uno Schwarzenegger.

La storia
Julius decide di comprare una lavastoviglie ma pensa di essere in grado di installarla da solo; giustamente lavorare nell'hi-tech richiede skill decisamente superiori a quelle per il montaggio e l'installazione di una semplice lavastoviglie. In fondo si tratta di 2 tubi e un cavo, ma l'importante è non confonderli.
Conoscendosi bene però, Julius pensa di poter avere bisogno di un aiuto e considera dapprima di contattare Forrest. Ma se Forrest dovesse andare a casa di Julius, troverebbe almeno 120 inadempienze di sicurezza in meno di 7 minuti. Julius allora decide di contattare Paperino chiedendogli però se può dare una mano a trasportare la lavastoviglie in casa. Paperino è sorpreso ma accetta: non è Schwarzy, ma una spalla e un disco non si nega a nessuno. Giunto a casa di Julius Paperino nota che la lavastoviglie è già a destinazione. «Sono arrivato in anticipo - dice Julius - ma magari mi dai una mano ad installarla». Paperino afferra al volo che Julius ha paura di sbagliare i collegamenti e si mette al lavoro.
In America - non so in Italia - le lavastoviglie vengono vendute senza cavo elettrico. La fortuna ha voluto che - trattandosi di una sostituzione - era possibile riciclare il cavo usato da quella vecchia. Il problema però stava nel fatto che il cavo elettrico è di solito lungo un metro e la connessione va fatta sotto la lavastoviglie in corrispondenza esatta della porta. Le lavastoviglie sono fatte per siggillare sigillare (grazie Atidem!) l'acqua e quindi la connessione non è completamente problematica: Paperino chiede a Julius del nastro isolante ma Julius porge del nastro adesivo normale, l'unico che Julius di solito tiene in casa. La cosa cominciava a farsi complicata e siccome il negozio di ferramenta era probabilmente già chiuso, Paperino si offre di usare il nastro adesivo per un test veloce a patto poi che Julius compri il giusto materiale isolante e provveda a sistemare la connessione. Julius promette, la lavastoviglie funziona e termina il suo primo ciclo di lavaggio senza problemi.
Passa qualche giorno, nell'ordine di una decina.
Forrest raggiunge Paperino nel suo ufficio e chiede:

«Che hai combinato alla lavastoviglie di Julius??»
«Ha preso fuoco, vero?»
«Come fai a saperlo??!?!»

Big SmileBig SmileBig SmileBig SmileBig SmileBig SmileBig SmileBig SmileBig SmileBig SmileBig SmileBig Smile

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graficaMENTE

Apr 14, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Ho un carissimo amico (Niko) davvero bravissimo con la grafica; anzi EC-CEZ-ZIO-NA-LE. Per il matrimonio di altri due amici (Nico e Antonella) ha realizzato l'immagine il FOTO-MONTAGGIO per gli auguri.

Se volete contattarlo fatemi sapere, prendo percentuali Stick out tongue.

(Scherzo, ma intanto auguri agli sposini)

-quack

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P.S. questo blog comincia ad essere infestato di nitpickers. La cosa mi fa piacere perché mi accomuna con il mitico Raymond Chen, anche se d'ora in poi starò attento ad aggiungere una sezione "nitpicker" per ogni post. Smile

Cronaca di una installazione annunciata

Apr 13, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Linux

Mentre spiegavo quali secondo me dovrebbero essere i criteri per la scelta di un sistema, un lettore ha tenuto a precisare che il confronto tra i software di video editing proposti come esempio per Windows e quello portato come esempio per Linux non reggeva in quanto avevo scelto il software sbagliato. Ammetto che nel caso specifico - trattandosi di un esempio - non ho fatto bene i compiti a casa e mi sono fermato al primo software letto su una rivista dedicata a Linux (Kino) e dichiarato alquanto inusabile.

(Lascio stare che questa è una cosa tipica del mondo Open Source e Linux in particolare: non c'è una "superdistro" o un software migliore, ma tutta una serie di software/distro in competizione e leggermente superiori alla media. Quindi non appena si cerca di criticare qualcosa che non va, ci si becca il consiglio tipico dell'esperto: "perché stai usando XYZ invece di ZYX" lasciandoti l'amaro in bocca e la sensazione di aver fatto da subito qualcosa di totalmente sbagliato. In realtà se così fosse bisognerebbe installare tutte le possibili permutazioni di X, Y e Z sul proprio computer laddove è possibile. E chi nega mente sapendo di mentire Smile)

Appassionato di video editing, armato di santa pazienza e di Virtual PC provvisto di Ubuntu ho cercato di installare il famigerato Cinelerra citato nel commento. So già che installare di solito una applicazione su Linux è un compito ingrato ma per fortuna ci sono i repositories che tramite APT risolvono per il povero utente tutta la rete di dipendenze che il software che vogliamo installare richiede.

Prima amara sorpresa: Cinelerra non fa parte del repository standard (non so se ci sia qualche altro repository ma da povero utente questa cosa dovrebbe essere trasparente).

Il motivo è semplice: il repository è comunque gestito da esseri umani e non può chiaramente contenere tutto il software scritto nel mondo (anche se mi aspetterei che la migliore applicazione di video editing fosse lì).

Cerco l'applicazione su un motore di ricerca e scopro che il pacchetto per Ubuntu è già pronto per l'installazione. Devo solo digitare un comando in terminale (punti usabilità -10). Purtroppo il comando dà errore e allora ravanando ravandando finisco su un sito contenente il file .deb richiesto. Gioia e gaudio scarico il pacchetto e finalmente l'installazione comincia. Ma ad un certo punto mi becco un errore simile a questo:

Ovvero manca una libreria necessaria per cinelerra. Alcune di queste librerie sono fortunatamente presenti sullo stesso sito. Per altre l'unica opzione è quella di cercarle a mano e installarle. Il bello è che l'installazione di un pacchetto non ti dice tutte le dipendenze mancanti, ma come un compilatore Pascal che si ferma al primo errore, riporta solo la prima. Bisogna andare per tentativi e ironia della sorte anche alcune librerie hanno loro le loro belle dipendenze. A questo punto serve carta e penna per ricordare cosa diavolo si stava cercando di installare.

Tutto sarebbe quasi normale (informaticamente parlando) se non capita che ad un certo punto una delle librerie installate risulta ancora mancante. E mi sono ritrovato con queste due finestre di dialogo in apparente contraddizione:

Confrontato con l'impossibile mi sono bloccato: ironia della sorte a me il formato Quicktime 4 non interessa neanche, ma tanto basta per bloccare l'installazione di tutto il software.
Ho fatto un estremo tentativo usando le istruzioni riportate qui: http://www.kiberpipa.org/~gandalf/ubuntu/README
Ma sembra che la versione 6.10 di Ubuntu (Edgy) non sia neanche supportata (da pivello ho provato anche ad usare i link della Dapper).

Alla fine per 'vedere' Cinerella in azione mi son dovuto accontentare di questo tutorial. Lasciamo stare l'interfaccia utente che somiglia a quella di una applicazione per Windows 3.1:

Per quanto riguarda l'uso, le funzionalità di base (editing, mixing, titling, ecc.) sembrerebbero esserci tutte ma dubito che possa essere lontanamente paragonabile con il più scarso dei pacchetti per Windows (Pinnacle Studio) ormai in super-discount a cifre sotto i 20$.

Continuo a pensare che un sistema operativo debba essere un layer abbastanza trasparente per l'utente e che ne cerchi di semplificare la vita: l'utente non usa il sistema operativo, ma le applicazioni che vi ci girano. Ubuntu - per quanto abbastanza user friendly - non mi sembra un'alternativa valida almeno per il videoediting a meno che non si consideri la challenge di installare e usare le applicazioni parte del divertimento. L'usabilità è un'altra cosa e sull'argomento ci torno volentieri.

-quack

P.S. durante l'esperimento (riproducibile come tale in toto con una installazione fresh di Ubuntu 6.10) il server grafico X è crashato almeno quattro volte.

Nel frattempo mi è apparso di nuovo questo messaggio:

e cliccandolo a sorpresa mi ritrovo:

di questi 29 sono update di sicurezza che sommati ai 71 della volta precedente fa un totale di 100 update di sicurezza in poco meno di 6 mesi. Ma siamo davvero certi che Linux sia poi così sicuro??? Stick out tongue

Apple ritarda il rilascio di Leopard in Ottobre

Apr 12, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Apple

È ufficiale e ora mi toccherà aspettare più di qualche mese per verificare le mie profezie. Sad
Tutta colpa dell'iPhone (secondo Apple); certe volte anche una fonte inaffidabile come digitimes le azzecca (un orologio fermo segna l'ora corretta due volte al giorno) nonostante Apple - come da suo solito - ha provato a smentire contro la palese realtà Smile

-quack

P.S. non voglio assolutamente infierire, ma sono curioso di sapere che ne sarà di affermazioni come questa:

Attualmente quel che si può supporre è che Leopard ben difficilmente non sarà pronto per l'11 di giugno, data di inizio della WWDC. Un "no show" del nuovo Mac OS per quella data, che segnerà molto probabilmente anche il lancio di iPhone, determinerebbe una serie di conseguenze di una gravità tale da rendere difficilmente ipotizzabile uno scenario che comporta il differimento oltre la conferenza mondiale degli sviluppatori.

o come questa trovata qui:

bufala gigantesca.. leopard prima di giugno sarà in vendita.
Se lo spostassero ad ottobre perderebbero credibilità.

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Vista fa schifo, ma Linux è peggio

Apr 12, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Linux

PREMESSA: il titolo del post non rappresenta il pensiero dell'autore di questo post (Paperino) ma un riassunto fatto da Paperino (e quindi opinabile) del post linkato. Le opinioni di Paperino su alcuni aspetti di Linux sono esplicitate altrove nel blog. L'autore consiglia l'incauto lettore di saltare i post ad alto ma involontario contenuto di trollaggine.

Riassumo quanto si può leggere qui


Scrivo questo documento in OpenOffice su Kubuntu blah blah blah questo Linux è un sistema operativo serio perché se fai una cazzata ti tocca formattare tutto e ricominciare blah blah blah Vista invece fa cagare e non funziona neanche il modem blah blah blah Linux invece è fighissimo guarda ‘sto video blah Blah Blah
Blah Blah Blah
Blah Blah Blah
Blah Blah Blah
Blah Blah Blah
Blah Blah Blah
P.S. EsseEmme voleva mandare degli screenshot, ma l'upgrader di Kubuntu non ha funzionato e ha danneggiato il kernel. Dovrà reinstallare tutto e nel frattempo ha perso tutti i dati salvati


Il PS fa parte del post originale. Smile Se non altro c'è da apprezzare l'onestà dell'autore.
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Catchup post

Apr 12, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Security

Preso nella morsa del lavoro eccessivo e scadenza imminente mi sono sfuggiti un po' di post interessanti che avrei voluto approfondire riguardo la sicurezza.

Il primo è dedicato a VBootkit. Anche se Schneier - vabbé è uno di quelli che linka Gutmann - dice che c'è del codice che lo dimostri e che non è teorico, le implicazioni sono diverse da quelle che purtroppo si leggono in giro. Il link originale, dove c'è una descrizione di VBootkit è questo.

Il secondo post, sempre dedicato ai rootkit, si chiama "The Game is over" della mitica Joanna Rutkowska. Il post è da leggere e studiare; io lo condivido al 100% anche se gli scenari descritti sono più che altro teorici e per paranoici hardcore. Joanna dice che - sempre teoricamente - una volta sgamato un rootkit non c'è altra scelta che comprare un nuovo PC; il rootkit potrebbe aver modificato infatti il BIOS e reso la formattazione completamente inutile. A voler spingersi oltre, nessuno ci garantisce che un nuovo PC possa non essere già infettato (ricordo l'episodio degli iPod con virus). Food for thought come si dice da queste parti.

Infine un altro post alquanto interessante di Alex Ionescu intitolato "Why Protected Processes Are A Bad Idea"; il post è interessante (finalmente qualcuno che dice qualcosa di originale oltre alle m*****ate di Gutmann) ma alquanto discutibile ed io ho le mie idee a riguardo.

Le mie riflessioni su questo canale a breve; intanto consiglio una lettura approfondita dei tre post.

-qu@ck

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Meeting: tecniche di sopravvivenza

Apr 11, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Avevo promesso di tornare con un post sull'argomento "essere un bravo elemento di controllo". Quasi nove anni di esperienza in una società come quella in cui lavoro in un paese pragmatico come gli Stai Uniti mi hanno permesso di imparare a riconoscere una reazione a catena improduttiva e sviluppare tecniche pseudo-scientifiche per tutte le occasioni. Se c'è qualche PM in ascolto è chiaro che sto scherzando e negherei tutto anche sotto tortura. D'altra parte il PM lo sa che PM sta per Professionista del Meeting. Smile[1]

Tecnica 1: Sopravvivenza del pranzo. Una delle cose più antipatiche che possa capitare è un meeting (anche più) ad ora di pranzo. Per evitare seccature mi son creato sul mio account exchange un meeting giornaliero per "il pranzo" di 90 minuti (non li uso tutti ma mi piace poter avere la flessibilità di uscire un po' più tardi quando devo lanciare un batch a lunga durata). Capita che qualcuno provi ad ignorare tale meeting tentando il famoso double booking. E questo porta alla tecnica numero due.

Tecnica 2: Sopravvivenza da double-booking. Quando si riceve una meeting request ci sono 2 possibilità: si è tra gli elementi optional o quelli required. Nel primo caso la soluzione è semplice, si bidona quello optional e si presenzia quello required. Se entrambi sono categorizzati come a presenza required, si da diritto di prelazione a quello organizzato prima (chi organizza dopo e non cerca di centrare i buchi non ha il mio rispetto Smile). Ovviamente nei meeting per il pranzo sono required (come la piramide di Maslow teorizza).

Tecnica 3: Mai arrivare in orario ai meeting. Per anni l'ho inutilmente fatto. Ci sarà sempre qualcuno - senza cui il meeting non può cominciare - che arriverà in ritardo. Tanto vale, se c'è qualcosa di più importante da fare, essere quel qualcuno.

Tecnica 4, FONDAMENTALE: Del «let's take it offline». Una delle frasi più importanti da tenere a portata di mano. Molto spesso capita che due o più elementi dirottino la conversazione su dettagli irrilevanti ai fini del meeting. La frase magica riporterà ordine ed eviterà che qualcuno pronunci l'incantesimo "discutiamone in un altro meeting, organizzo io". L'ho già detto che questa tecnica è FON-DA-MEN-TA-LE?

Tecnica 5: Della priorità decadente. Se in un meeting vi capita di vedere che qualcuno giochicchia con il laptop o con lo smartphone, mentalmente abbassate la priorità del meeting per la volta successiva.

Tecnica 6: Del capo lavora per noi. Più si sale nella scala gerarchica, più si controlla, meno si "produce". Se sto "producendo" il capo sarà ben lieto di prendere il posto mio.

Tecnica 7: Della buona organizzazione. Molto spesso capita di essere io l'organizzatore del meeting. Spendere 30 minuti prima del meeting significa spesso rompere la reazione a catena in corso e quindi un quadagno netto superiore ai 30 minuti. L'ideale è un foglio singolo che riassume gli obiettivi, le opzioni, i pro e i contro di ciascuna opzione e le priorità decisionali (se il capo supremo dice no ad esempio, "game over" per tutti, la catena è rotta).

Spero questo manuale di sopravvivenza vi torni presto utile, ma non prendetelo troppo sul serio. Potrebbe nuocere gravemente alla salute carriera. Stick out tongue

-quack

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[1] In realtà nel gergo IT qui in USA sta per Program Manager. Smile

I pregi di Firefox

Apr 11, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Link #Software

Premessa: non uso FireFox per navigare (in inglese si dice "once bitten twice shy") a maggior ragione da quando Vista ha introdotto il Protected Mode per Internet Explorer. Per chi non lo sapesse il Protected Mode fa girare IE in una sandbox che citando wikipedia:

with even lower rights than a limited user account. As such, it can only write to the Temporary Internet Files folder and cannot install start-up programs or change any configuration of the operating system without communicating through a broker process.

La sandbox è secondo me una 'invenzione' formidabile: per intenderci la sandbox è la barriera che ha tenuto a bada su Vista "i cursori mannari" - tanto discussi in questi giorni. Purtroppo come già detto il Protected Mode funziona solo sotto Vista e solo per Internet Explorer (avrei tanto sperato che la nuova versione 3.0 di FireFox introducesse un concetto simile, ma probabilmente ed inevitabilmente accadrà in futuro). Per chi vuole una sandbox più "fai da te" per farci girare IE su XP oppure FireFox può usare Sandboxie che può far girare in sandboxing non solo i browser ma anche qualsiasi altra applicazione. La sandbox ovviamente per eccellenza è un Virtual PC, ma Sandboxie funziona molto bene senza l'overhead di tutta una macchina virtuale. Se usate FireFox/Opera o navigate su Windows XP, ve lo consiglio caldamente: la versione basica è gratuita.

Un altro motivo per preferire Internet Explorer (o Safari) a Firefox è il supporto della UI nativa. Purtroppo è difficile scrivere una applicazione multipiattaforma che abbia il 'look and feel' ed i pregi di ogni piattaforma su cui gira. Di questo ne ha parlato Jeff Atwood in questo post, con il quale sono d'accordo al 100%.

Ma i pregi di FireFox? Alcuni plugin niente male. Ovviamente non è tutt'oro quello che luccica e questo link propone una lista di plugin da evitare. Visto che installare FireFox (in una virtual machine separata ovviamente) è qualcosa che non potevo più evitare (per verificare le modifiche al CSS) ho pensato di testare anche FireBug: devo dire che è davvero comodo soprattutto in virtù del fatto che la "Internet Explorer Developer Toolbar" - anch'essa scaricabile gratuitamente - è ancora in beta e non sembra fornire quella funzionalità di "modifica al volo del CSS" con anteprima immediata disponibili in FireBug.

Infine un altro FireFox-plugin interessante è BBCoder suggeritomi da Pseudotecnico in un commento. Funziona anche con Community Server che è la piattaforma su cui gira questo blog.

-Enjoy!

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Nuovo blog sul blogroll: una vita da mediano

Apr 10, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Con molto piacere ho scoperto il nuovo blog di un amico (a lui l'onore delle presentazioni) conosciuto con l'alias Ampere73. Cito:

Taciturno, pensieroso talvolta inafferabile, ma sempre leale, coraggioso ed instancabile.
Sono io cosi? forse in parte si, forse in parte vorrei esserlo.

[...]

Ora vi lascio, ma ricordatevi che se chi legge è scemo, chi scrive lo è ancora di più!!!!

D'ora in poi please be careful con espressioni tipo "vacca ladra". Stick out tongue

In bocca al lupo (o alla vacca?). Stick out tongue

-quack

P.S. certe storie imbarazzanti di gioventù, le teniamo per noi, vero? Stick out tongue

Meeting a reazione

Apr 10, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Reazione a catena

Cosa c'è peggio dei meeting a pettine? Quelli a reazione!

Funziona così: un evento esterno, di solito molto piccolo, scatena il primo meeting. Tutti pensano che è una buona idea ed al meeting viene invitato un numero congruo di persone (mai meno di venti). Durante il meeting ognuno dice la sua ma il meeting - in tutta la sua maestosa durata di almeno tre lunghe ed estenuanti ore - porta sul tavolo tante idee che purtroppo il meeting non consente di analizzare a fondo (che peccato!). A questo punto la reazione comincia: sembra sempre un'ottima idea quella di delegare a dei volontari l'organizzazione di altri meeting satellite in cui sviscerare le varie idee, ecc. ecc. ecc. La reazione è cominciata e spesso in ciascuno di questi meeting satellite si decide che è necessario rivedersi almeno un altro paio di volte, in un'ora si può fare poco, ecc. ecc. ecc. Altri meeting finiscono sul calendario, la produttività diminuisce. Questo a sua volta mette a rischio la scadenza più vicina (giuro che è successo!) e chi gestisce il prodotto ovviamente vuole vederci chiaro: status meeting ogni due giorni per non rischiare. Il tutto potrebbe esplodere se non ci fosse l'elemento di controllo: il sottoscritto è uno di quelli; il mio compito segreto - oltre a quello di ridurre gli attriti intra-meeting al minimo per puntare a minimizzarne durata e numero - è quello di bloccare il perpetuarsi della reazione. Le mie tecniche sono alquanto variegate e come tali non possono essere spiegate nei confini di questo post.

-quack

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Sull'etica

Apr 9, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Aneddoti

È la seconda volta in pochi giorni che qualcuno mi chiede cosa ne pensi di questo argomento immagino in relazione al fatto che parli spesso di Windows Vista pur avendoci lavorato direttamente (alcuni pezzi di codice di .Net erano miei) ed indirettamente: qualcun altro mi sembra abbia suggerito che sia un po' come chiedere all'oste se il vino è buono.

Allora forse - spero una volta per tutte - è arrivato il momento giusto di dire la mia anche su questo.

Innanzitutto credo di non aver mai detto che il vino è "buono": buono è un aggettivo troppo soggettivo; quello che per qualcuno è buono per qualcun altro fa semplicemente schifo. Ho parlato spesso di "qualità" (intese come caratteristiche, features) del vino: se dico che è rosso esprimo un giudizio oggettivo. Se dico che Vista è il primo sistema operativo di massa che introduce il prioritized IO e che è una qualità positiva, l'affermazione è direttamente verificabile. Stessa cosa quando parlo degli ottimi risultati ottenuti grazie all'implementazione del Security Development Lifecycle: il fatto che Symantec - che non vede Microsoft di buon occhio - sia d'accordo la considero una prova dell'oggettività dell'affermazione. 

Altre volte mi sono spinto in qualche confronto tra "vini": sono stato sempre attento ad evitare confronti su qualità soggettive confrontando esclusivamente qualità in qualche modo misurabili (si può misurare l'attenzione di un OS alla sicurezza? Secondo me si ed in maniera abbastanza oggettiva).

Ho sempre dato spazio a tutti i commenti (che modero esclusivamente per via dello spam) perché credo nella discussione libera: mi limito a 'censurare' lo spam e le offese personali (finora mai successo e di qualcuna è rimasta traccia). Capita spesso che la gente derida quello che scrivo ma ciò nonostante mi sforzo sempre di cercare un dialogo e capire. Questo sono io, questo è il mio stile, questa la 'mia' etica, questa la qualità di quello che scrivo.

Il che mi porta a spiegare sul perché lo faccio. Ho avviato questo blog per motivi personali: seguendo un corso di project management l'istruttore mi aveva fatto riflettere sull'utilità di avere uno spazio di raccolta (se ci sono abbastanza curiosi, mi spingerò anche a spiegare in un commento perché il nome stupido "ad Ovest di Paperino").

Con grande rammarico, ho cominciato anche ad accorgermi nel frattempo che la qualità del passaparola sul blog - spesso in buona fede - è piuttosto scarsa (due più due non sarà mai cinque, neanche per valori molto grandi di due).

Un esempio su tutti è il famoso "articolo scientifico" di Peter Gutmann: pur nonostante contenga diverse contraddizioni al suo interno (in campo scientifico una contraddizione è sufficiente ad invalidare tutta una teoria) è stato ripreso su più blog come se fosse verità inconfutabile; e lasciamo stare che Gutmann abbia dichiarato candidamente di non aver provato Vista (né di avere nessuna intenzione di farlo). Quando ho provato a fare notare questo mi è stato detto che "non c'è metodo scientifico che tenga, un CD che si sente male è un dato di fatto". Arrendermi? Mai: la passione per mostrare che due più due è quattro mi ha portato a scrivere questo post in cui dimostro che quel famoso CD non è mai stato ascoltato (in quanto non si può ascoltare su nessun computer).

Materiale come questo ciarpame (un altro esempio è tutto ciò che è stato incorrettamente etichettato come DRM) è stato usato - e viene ancora usato - per sconsigliare alla gente di comprare Vista; non ho nulla in contrario su chi da consigli sugli acquisti ma se tali consigli si basano su pregiudizi o peggio ancora su evidenti falsità penso che sarebbe "non etico" stare in silenzio e tacere.

Buona Pasquetta: godetevela anche per me, qui negli USA è giorno feriale.

-quack


P.S. Per chi finisse qui per caso e volesse approfondire, in questa pagina ho raccolto l'elenco dei miei post sulle "Bufale in Vista".

Buon divertimento!

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Microsoft è morta. Un'altra volta?!

Apr 8, 2007 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Microsoft

1995: Netscape Navigator spopola, il web sarà il nuovo desktop, windows 95/NT4 l'ultimo sistema operativo, Microsoft è morta.

1997: Java di Sun spopola, la JVM sarà il nuovo desktop, windows 98/2000 l'ultimo sistema operativo, Microsoft è morta.

1999-2000: Linux 'spopola', Linux sarà il nuovo desktop, windows ME l'ultimo sistema operativo, Microsoft è morta.

2002: Google 'spopola', google sarà il nuovo desktop, windows XP/2003 l'ultimo sistema operativo, Microsoft è morta.

2007: AJAX 'spopola', il web 2.0 sarà il nuovo desktop, windows Vista l'ultimo sistema operativo, Microsoft è morta (secondo Paul Graham(*); non linko certa robaccia Smile).

Comincio ad intravedere un pattern. Che la Microsoft sia troppo scarsa a morire o troppo buona a resuscitare? Scusate se posso sembrare blasfemo, ma assicuro che sono cristiano anche io.

Buona Pasqua

-quack!

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(*) Se cercate l'articolo originale in rete troverete questa frase:

Their victory (NdP: riferita a AJAX, Google e MacOS) is so complete that I'm now surprised when I come across a computer running Windows.

Sinceramente non so in quale realtà parallela Paul Graham viva né se ha letto su slashdot che la market share di MacOS è in calo. Caro Paul, contento tu!